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Mozambico - I meninos de rua di Maputo (Exibart, 07/12/2005)
I Padri Bianchi e la rivista Africa presentano a Pieve di Cento (BO), 8 dicembre-12 gennaio, una mostra fotografica unica, frutto del lungo viaggio di Giovanni Diffidenti tra le strade di Maputo (Mozambico) per raccontare i segreti della quotidiana lotta per la vita dei MENINOS DE RUA: - il bianco e nero, utilizzato per tracciare il contorno di un mondo dove non ci sono colori per sognare; - 30 scatti scelti tra 2500 raccontano l’esperienza insopportabile di bambini senza casa, senza diritti e senza futuro; - 18 mesi di lavoro per raccontare storie di abusi, violenze, droga e miseria, ma anche per non perdere nelle notti senza fine, quei sorrisi inaspettati, quella speranza che contro ogni abuso continua a crescere rincorrendo il sogno di un futuro migliore. - Sono bambini cresciuti troppo in fretta, rubati all’infanzia e troppo grandi ormai per giocare con la fantasia, il solo gioco che conoscono è quello della vita. Sono bambini cresciuti troppo in fretta, rubati all’infanzia e troppo grandi ormai per giocare con la fantasia, il solo gioco che conoscono è quello della vita. Una mostra per far conoscere e dar voce a chi lontano da noi, vive la sua normalità quotidiana ai limiti del rispetto dei diritti dell’infanzia e dell’uomo in quanto tale; una mostra per conoscere e per capire: la fotografia d’autore e le problematiche del mondo africano si intrecciano per dar inizio ad un discorso dalle sfumature più scure, un racconto senza mezzi termini di un mondo alla deriva che questa volta alle parole preferisce gli sguardi, i contorni e le ombre su chiaroscuro.
(Exibart,
07/12/2005)
Mozambico - La diga di Cahora Bassa è mozambicana (Euronews, 03/11/2005)
30 anni per risolvere un contrasto che ha avvelenato le relazioni diplomatiche tra il Portogallo e una ex colonia africana, il Mozambico. Lisbona ha ceduto il controllo della diga di Cahora Bassa a Maputo, rinunciando a una parte consistente del proprio credito. Con l'accordo siglato dal Ministro delle Finanze portoghese, Fernando Teixeira dos Santos e dal Ministro mozambicano dell'Energia, Salvador Nambuete, si chiude una disputa che durava dagli anni 70 quando la diga fu costruita con l'obiettivo di assicurare l'approvvigionamento idro-elettrico al Mozambico. Un'opera gigantesca che avrebbe dovuto garantire l'indipendenza energetica a un paese di 812 mila chilometri quadrati con 20 milioni di abitanti. In cambio di 580 milioni di euro, il Portogallo riduce ora dall'85% al 15% la propria quota azionaria nella società che gestisce la diga. Inoltre Lisbona ha quasi annullato il credito che vantava nei confronti del Mozambico per la costruzione della struttura. Si acconterà di 208 milioni di euro. La diga fu progettata e costruita da un consorzio euro-africano con capitale tedesco, francese e sudafricano. Nel corso degli anni ha subito numerosi black out, causati da danneggiamenti e manutenzione inadeguata ma anche dai contrasti nella gestione tra autorità portoghesi e mozambicane. Oggi il bacino artificiale di Cahora Bassa alimenta una delle maggiori centrali idroelettriche del mondo.
(Euronews,
03/11/2005)
Mozambico - Piu' grave l'emergenza alimentare (L.M., Misna, 26/10/2005)
Preoccupazione è stata espressa dal ministro dell’Agricoltura Tomas Mandlate per il continuo peggioramento della situazione alimentare in Mozambico,dove la perdurante siccità avrebbe ridotto alla fame oltre 560.000 persone in 22 distretti del sud e del centro del paese. Come ha spiegato il responsabile del dicastero durante una sessione della Commissione africana sulle statistiche agricole, il 68% della popolazione vive e lavora nel settore agricolo, eppure solo il 25% del prodotto interno lordo (pil, ovvero la ricchezza complessiva prodotta in un anno da una nazione) arriva dall’agricoltura: un apparente paradosso che si spiega, sempre secondo il ministro, con gli scarsi mezzi tecnologici a disposizione, i quali contribuiscono a mantenere la produttività molto bassa. Pur sottolineando le obiettive difficoltà a fornire cifre esatte sulle persone colpite dalla siccità, Mandlate ha affermato che da luglio a settembre sono state stimate in oltre 400.000, ma il numero è già salito a circa 560.000 dall’inizio di questo mese. Nel paese, coltivato in maggioranza a mais e cassava, giungono periodicamente notizie di decessi per fame, tra cui alcuni casi segnalati nei notiziari televisivi la scorsa settimana nel distretto di Panda, provincia meridionale di Inhambane. Per il momento il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Wfp/Pam) ha a disposizione 8 milioni e mezzo di dollari, ritenuti insufficienti a soddisfare le esigenze alimentari della popolazione, e riesce a raggiungere solo un terzo degli oltre 500.000 abitanti a rischio fame nelle province di Maputo, Gaza, Manica, Inhambane, Sofala e Tete. Il Mozambico è solo uno di alcuni paesi dell’Africa australe da tempo colpiti da una dura carestia.
(L.M., Misna, 26/10/2005)
Mozambico - Scontri di piazza (O. P., WarNews, 07/09/2005)
Violenti scontri nel nord del paese riaccendono le antiche rivalita' tra il partito d'opposizione, la Resistenza nazionale del Mozambico (Renamo), e lo schieramento che guida il paese, il Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo). Tra domenica e lunedi', i sostenitori delle due parti politiche si sono fronteggiate per le strade della citta' di Mocimboa da Praia, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove il Renamo contesta da mesi il risultato delle elezioni municipali che lo scorso 31 maggio hanno dato la vittoria al candidato del Frelimo. Secondo le informazioni diffuse dalla radio di stato del Mozambico e riprese dalle agenzia di stampa internazionali, cinque persone hanno perso la vita durante i tafferugli, che hanno causato anche il ferimento di altre 16 persone. Queste ultime sono ora ricoverate negli ospedali della citta'. Secondo il neo-eletto sindaco Amadeu Pedro, le violenze si sarebbero verificate a causa dell'incitamento dei leaders locali dell'opposizione. Si tratta di una versione non confermata, però, da fonti indipendenti. Di certo si sa che il Renamo ha deciso sabato scorso di proclamare unilateralmente il proprio candidato Saide Assane, uscito sconfitto dalle ultime elezioni, nuovo sindaco della citta', disconoscendo in questo modo l'autorita' di Pedro. E' dal giorno immediatamente successivo alla tornata elettorale primaverile che l'opposizione accusa il Frelimo di brogli e irregolarita'. La 'cerimonia di investitura' del nuovo sindaco e' avvenuta alla presenza di Augusto Mateus, membro del direttivo centrale del Renamo. Il partito di maggioranza, per nulla indifferente alla cosa, si e' affrettato a dichiarare illegittima la proclamazione di Assane, e ad intimare agli avversari di rispettare la legalita' istituzionale.
Durante la serata di domenica, secondo l'agenzia di stampa dello stato africano, numerosi supporters dell'opposizione si sono dati appuntamento in piazza per marciare scandendo slogan contro Pedro ed il suo esecutivo. E' nei conseguenti scontri tra simpatizzanti dei due diversi schieramenti che sarebbero state uccise le cinque persone, che insieme ai sedici feriti compongono le cifre ufficiali della tragica vicenda. Il Mozambico ha ritrovato la pace nel 1992 con la firma tra la fazione governativa e i ribelli di un accordo per la fine di una sanguinosissima guerra civile. Si spera, ora, che l'episodio non incrini la stabilita' generale del paese.
(Ottavio Pirelli, WarNews,
07/09/2005)
Mozambico - ''Lotta'' contro la poverta' (Misna, 25-06-2005)
''Tutti contro la poverta''' e' lo slogan del 30° anniversario dell'indipendenza del Mozambico dal Portogallo che - malgrado il boicottaggio dell'opposizione - si celebra oggi in un clima di relativa unita' alla presenza di capi di Stato dei Paesi vicini. Un monumento di marmo bianco proveniente dalla regione settentrionale del Cabo Delgado, sagomato con cinque stelle, sara' scoperto per ricordare 26 vittime della lotta per l'indipendenza; tra loro il 'padre della patria' Samara Machel, morto nel 1986 in un incidente aereo nel confinante Sudafrica, che secondo alcuni venne abbattuto dalle forze del regime segregazionista di Pretoria. Un anno dopo l'indipendenza da Lisbona, nel Paese inizio' una guerra civile tra il Fronte per la liberazione del Mozambico (Frelimo) e la Resistenza nazionale del Mozambico
(Renamo) che tra il 1976 e il 1992 provoco' oltre un milione di morti.
(EB, Misna, 25-06-2005)
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