NOTIZIE - LIBERIA

Liberia - Incontro tra Weah e Johnson Sirleaf (Adnkronos, 20/12/2005)

Liberia - L'Onu certifica: le elezioni sono state regolari (centomovimenti, 15/12/2005)

Liberia – Attesa per venerdi la decisione sulla querela di George Weah (da TV5, 14/12/2005)

Liberia - Il governo indaga su presunto tentativo di destabilizzazione (Misna, 12/12/2005)

Liberia - George Weah si proclama presidente: scontri tra sostenitori e forze dell'ordine (Rainews24, 12/12/2005)

Liberia - Johnson-Sirleaf in vantaggio su Weah (AdnKronos, 10/11/2005)

Liberia - George Weah cerca vittoria in presidenziali (SwissInfo, 08/11/2005)

Liberia - Weah verso ballottaggio presidenziali, scrutinio all'84% (Adnkronos/Dpa, 17/10/2005)

Liberia - Verso il ballottaggio tra Weah e la Johnson-Sirleaf (Adnkronos, 13/10/2005)

Liberia - Oggi le prime elezioni generali dopo fine guerra civile (SDA-ATS-SwissInfo, 11/10/2005)

Liberia - Elezioni, si svolgeranno regolarmente 11 ottobre (ATS/TicinOline, 06/10/2005)

Liberia - Presidenziali: l'ex calciatore Whea in testa ai sondaggi (Cani sciolti, 25/09/2005)

Liberia - Weah corre verso la presidenza (Corriere della sera, 23/09/2005)

Liberia - Le elezioni del prossimo 11 ottobre (Federico Flora, Equilibri.net, 03/08/2005)

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Liberia - Incontro tra Weah e Johnson Sirleaf (Adnkronos, 20/12/2005)

Un incontro tra il presidente eletto, Ellen Johnson Sirleaf, e il candidato sconfitto George Weah, potrebbe rappresentare una svolta nella crisi interna apertasi in Liberia all'indomani dei risultati delle presidenziali e degenerata in scontri e disordini. Lo riferisce la stampa locale, citata dalla Misna, riportando alcune dichiarazioni dell'ex calciatore, che aveva denunciato brogli fino ad autoproclamarsi presidente. (Adnkronos,  20/12/2005)

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Liberia - L'Onu certifica: le elezioni sono state regolari (centomovimenti, 15/12/2005)

George Weah e i suoi sostenitori si devono rassegnare, le elezioni dello scorso 8 novembre tenutesi in Liberia, quelle che hanno visto la netta affermazione di Ellen Johnson Sirleaf sull'ex calciatore del Milan, sono state regolari. Lo certifica oggi anche l'Onu, dopo che allo stesso modo si erano già espressi nelle scorse settimane tutti gli altri osservatori internazionali. Le Nazioni Unite invitano dunque i sostenitori dell'ex attaccante a mantenere la calma e a rispettare il verdetto delle urne. La scorsa settimana Weah si era autoproclamato capo dello Stato, affermando che la vittoria della economista era stata segnata da brogli e irregolarità. Il partito dell'ex giocatore, - "Congresso per il cambiamento democratico" - aveva fatto sapere che sarebbe andato avanti nella battaglia in favore del proprio leader anche a costo di provocare una guerra civile. Nelle ore successive violenti scontri tra la polizia e i sostenitori di Weah si erano registrati a Monrovia. (centomovimenti,  15/12/2005)

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Liberia – Attesa per venerdi la decisione sulla querela di George Weah (da TV5, 14/12/2005)

La commissione nazionale elettorale (CNE) del Liberia, spera di poter rendere noto il suo verdetto sulla querela per frode deposta dal candidato George Weah sconfitto al secondo turno delle presidenziali. La notizia è stata data dal giudice Joseph Blidi, dopo un dibattito di quattro ore, durante il quale sono intervenuti gli avvocati della CNE e quelli del partito di George Weah, il Congresso per un cambiamento democratico (CDC). Questi ultimi hanno richiesto l’”annullamento puro e semplice” dei risultati dell’elezione che danno vincente Ellen Johnson Sirleaf, con 59,4% dei suffragi contro George Weah, accreditato di 40,6% dei voti espressi. La signora Johnson Sirleaf dovrebbe prestare giuramento il 16 gennaio prossimo. Weah, che non riconosce i risultati del voto perché “gli hanno rubato la vittoria, ha avvertito che non ci sarà nessuna investitura finchè la sua querela non sarà esaminata dalla CNE. (da TV5,  14/12/2005)

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Liberia - Il governo indaga su presunto tentativo di destabilizzazione (Misna, 12/12/2005)

Il governo liberiano avrebbe raccolto “da fonti di ‘intelligence’ e delle forze di sicurezza indiscrezioni secondo le quali alcune persone stavano preparando un colpo di Stato”: lo ha detto il ministro dell’informazione William Allen, aggiungendo che due funzionari governativi sarebbero coinvolti nel progetto ma senza farne i nomi. Nelle stesse ore il governo si è riunito per un vertice d’emergenza a Sakata, circa 50 chilometri dalla capitale Monrovia, per discutere degli scontri di ieri sera tra polizia e sostenitori del partito di George Weah (Congresso per un cambiamento democratico, Cdc). Non è stato spiegato il motivo per cui la riunione si è tenuta fuori da Monrovia; in ogni caso l’incontro si è svolto in assenza della neo presidente Ellen Johnson Sirleaf, attualmente all’estero e attesa in patria venerdì prossimo. Fonti locali contattate dalla MISNA riferiscono che oggi la situazione è tornata alla normalità e davanti alla sede dello schieramento politico dell’ex calciatore, sconfitto alle recenti presidenziali dall’economista internazionale Johnson Sirleaf, regna una calma assoluta, tranne per alcuni elicotteri della Forza rapida di pace dell’Onu che continuano a sorvolare in queste ore la zona. Motivo dei disordini di ieri erano state le rinnovate accuse di brogli elettorali da parte di Weah, che non potranno cessare, sottolineano le nostre fonti, finché la Commissione elettorale non rilascerà una dichiarazione ufficiale sulla vicenda. A proposito del presunto tentativo di destabilizzazione, le fonti della MISNA ricordano come non sia una novità che in Liberia ci siano persone interessate a scatenare il caos in un paese dove “tutto può succedere in un attimo”. Nel Paese sono ancora presenti i diversi ribelli – riconvertitisi in partiti politici – protagonisti della lunga guerra civile, finita nel 2003 dopo 14 anni di scontri e violenze. L’elezione della Johnson Sirleaf pone fine a un periodo di transizione di due anni, successivo all’uscita di scena dell’ex-capo di Stato Charles Taylor, che secondo alcuni dal suo esilio in Nigeria cercherebbe ancora di destabilizzare la Liberia. (LM, Misna, 12/12/2005)

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Liberia - George Weah si proclama presidente: scontri tra sostenitori e forze dell'ordine (Rainews24, 12/12/2005)

L'ex campione di calcio George Weah, rifiutando il verdetto delle urne, si e' autoproclamato presidente della Liberia non riconoscendo la vittoria ottenuta da Ellen Johnson-Sirleaf alle elezioni presidenziali che si sono tenute l'8 novembre. "Non c'è vittoria per ora. Dico che non ci sarà alcun insediamento fino a quando non ci sarà una soluzione del problema", ha detto Weah. In una dichiarazione rilasciata all'emittente radiofonica privata 'Star Radio', Weah si e' dichiarato nuovo "presidente eletto" del paese africano, mentre il suo partito, il Congresso per il cambiamento democratico (Cdc), ha minacciato di sollevare una nuova guerra civile. Intanto, i sostenitori dell'ex centravanti del Milan, si sono scontrati con la polizia nei sobborghi di Monrovia, capitale della Liberia. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno usato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti che, urlando 'No George Weah, no Liberia', hanno espresso l'intenzione di bloccare l'insediamento, previsto a gennaio, della prima donna capo di stato in Africa. La polizia ha effettuato numerosi arresti. L'ondata di violenza e' stata favorita anche dalle ultime dichiarazioni di Weah, che dopo aver denunciato brogli e irregolarita' alle recenti votazioni, ha detto che alla Johnson-Sirleaf non sara' permesso di prestare giuramento come nuova presidente della Liberia. Il voto e' stato considerato regolare dagli osservatori internazionali, alcuni dei quali avevano denunciato, piuttosto, il tentativo di Weah di bloccare il processo elettorale. (Rainews24,  12/12/2005)

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Liberia - Johnson-Sirleaf in vantaggio su Weah (AdnKronos, 10/11/2005)

La “Lady di ferro”, Ellen Johnson-Sirleaf, conduce al momento nella conta dei voti, allorche' lo spoglio e' giunto a un terzo delle sezioni elettorali, sull'ex pallone d'oro e campione del Milan, George Weah, nel secondo turno delle presidenziali in Liberia. Lo ha riferito la Commissione elettorale nazionale, che ha comunicando i primi risultati. L'ex ministro delle Finanze Johnson-Sirleaf ha raccolto il 60,4% delle prederenze, contro il 39,6% assegnate a Weah. Ndr – Vedi anche articolo su CorriereDellaSera  (AdnKronos,  10/11/2005)

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Liberia - George Weah cerca vittoria in presidenziali (SwissInfo, 08/11/2005)

L'ex stella del calcio George Weah potrebbe diventare presidente della Liberia dopo lo scontro a due di oggi con la sfidante Ellen Johnson Sirleaf. Circa 1,3 milioni di cittadini erano chiamati alle urne per la scelta definitiva, dopo che lo scorso 11 ottobre "re George" si era imposto al primo turno sulla "dama di ferro" Johnson Sirleaf, ex economista della Banca mondiale, con il 28% dei voti contro il 19%. Weah è dato per favorito. Fino al tardo pomeriggio non sono stati segnalati gravi incidenti. "Anche il secondo turno delle elezioni presidenziali si sta svolgendo in un clima sereno e senza incidenti", hanno riferito a metà giornata all'agenzia vaticana Fides fonti della Chiesa locale da Monrovia. Domenica scorsa, i vescovi avevano diffuso in tutte le chiese un messaggio con il quale invitavano i fedeli a votare secondo coscienza e a evitare disordini. Le indicazioni disponibili parlano di una partecipazione in apparenza inferiore a quella di un mese fa. Le operazioni di voto si sono svolte sotto la protezione di 15'000 caschi blu dell'Onu. Duecentotrenta osservatori internazionali e 400 loro colleghi liberiani hanno fatto da supervisori. (SwissInfo,  08/11/2005)

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Liberia - Weah verso ballottaggio presidenziali, scrutinio all'84% (Adnkronos/Dpa, 17/10/2005)

L'ex calciatore del Milan George Weah resta in testa nel conteggio dei voti alle presidenziali della Liberia e mentre lo scrutinio e' arrivato all'84% del totale e' ormai certo che sara' necessario un ballottaggio. Al momento il candidato del Congreso per il cambiamento Democratico ha ottenuto circa il 30% delle preferenze, mentre alla sua avversaria, l'economista della Banca Mondiale Ellen Johnson-Sirleaf, del Partito della Unita', sono andati il 19,6% dei voti. (Adnkronos/Dpa,  17/10/2005)

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Liberia - Verso il ballottaggio tra Weah e la Johnson-Sirleaf (Adnkronos, 13/10/2005)

Come da previsione, si va verso il ballottaggio in Liberia tra George Weah e Ellen Johnson-Sirleaf. Secondo i primi dati ufficiali, mentre il conteggio dei voti prosegue con grande lentezza a due giorni dal voto, l'ex calciatore del Milan sarebbe in testa con il 23,7% delle preferenze nei 278 seggi scrutinati su un totale di 3.070, mentre l'ex ministro delle Finanze avrebbe il 14,9%. ''Sulla base dei dati attuali, e' probabile che si sara' un secondo turno'', ha detto il capo della Commissione elettorale liberiana, Frances Johnson-Morris, avvertendo però che per i risultati finali ci vorranno tre-sette giorni. Alle elezioni si sono sfidati l'ex attaccante del Milan Weah, ex signori della guerra, importanti avvocati e l'economista 66enne Johnson-Sirleaf, che potrebbe essere la prima presidentessa di un Paese africano. (Adnkronos,  12-13/10/2005)

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Liberia - Oggi le prime elezioni generali dopo fine guerra civile (SDA-ATS-SwissInfo, 11/10/2005)

Circa un milione e 300 mila elettori - su circa tre milioni di abitanti - sono chiamati oggi al voto in Liberia in elezioni presidenziali e legislative, le prime dopo la fine, nel 2003, di una guerra civile che ha causato oltre 250.000 morti. Tra i 22 candidati in corsa per la presidenza figura uno dei liberiani più famosi nel mondo, l'ex calciatore del Milan George Weah, come pure la ex economista della Banca mondiale Ellen Johnson-Sirleaf. Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha esortato "tutti i liberiani a partecipare in massa a pacificamente a questo storico scrutinio". Controlleranno lo svolgimento delle elezioni più di 400 osservatori internazionali, tra cui l'ex presidente Usa Jimmy Carter. I risultati ufficiali del primo turno delle presidenziali sono attesi il 25 ottobre e un probabile ballottaggio è previsto per l'8 novembre. (SDA-ATS-SwissInfo,  11/10/2005)

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Liberia - Elezioni, si svolgeranno regolarmente 11 ottobre (ATS/TicinOline, 06/10/2005)

Le prime elezioni in Liberia dopo la fine, nel 2003, di una guerra civile che ha causato circa 250.000 morti si svolgeranno come previsto martedì prossimo, in seguito al ritiro di tre candidati che ne avevano contestato la legalità. Tra i 22 candidati che restano in corsa per la presidenza figura uno dei liberiani più famosi nel mondo, l'ex calciatore del Milan George Weah, come pure l'ex economista della Banca mondiale Ellen Johnson-Sirleaf. Le elezioni liberiane, presidenziali e legislative, erano in dubbio dopo che la settimana scorsa la Corte suprema del Paese aveva accolto il ricorso in appello dei tre contro la loro esclusione, a causa di problemi nella registrazione delle candidature. "Hanno onorevolmente accettato di ritirarsi, il processo elettorale è in corso", ha dichiarato Abdulsalami Abubakar, principale negoziatore nel processo di pace in Liberia, in una conferenza stampa, ieri, assieme ai tre candidati. "Ci facciamo da parte in questo momento nell'interesse della pace, nell'interesse della giustizia. E alle masse sofferenti di questo Paese, vogliamo dire che il processo deve continuare", ha detto uno dei tre, Marcus Jones, affiancato da diplomatici e mediatori. Nei giorni scorsi i tre avevano avuto colloqui ad Abuja, capitale della Nigeria, con responsabili dell'Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale. (ATS/TicinOline,  06/10/2005)

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Liberia - Presidenziali: l'ex calciatore Whea in testa ai sondaggi (Cani sciolti, 25/09/2005)

Sarebbe l’ex-calciatore George Weah il candidato alle prossime presidenziali preferito dai Liberiani, almeno secondo i primi sondaggi in circolazione realizzati dai media locali e ripresi dalla stampa internazionale. Weah è risultato largamente in testa se si prendono in esame i sondaggi realizzati dalla radio private della capitale Monrovia sulla base delle telefonate giunte nelle redazioni. Queste radio, che trasmettono solo nella zona della capitale, rappresentano un bacino elettorale certamente molto simile all’elettorato giovanile che guarda a Weah come a un modello di successo. Se si prendono in esame i dati pubblicati invece dal quotidiano indipendente Poll Watch (e realizzati con l’aiuto delle organizzazioni internazionali che operano nel paese) si scopre che Weah ha un margine di vittoria più ristretto e anzi, in alcune regioni del paese, sarebbe stato scavalcato dal altri candidati: primo fra tutti Ellen Johnson Sirleaf, economista di 66 anni e politico stimato, molto vicino all’attuale presidente del governo di transizione. (Cani sciolti,  25/09/2005)

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Liberia - Weah corre verso la presidenza (Corriere della sera, 23/09/2005)

(…)Da goleador a politico, George Weah cambia carriera ma fa sul serio. Alle elezioni presidenziali che si tengono in Liberia l'11 ottobre, i sondaggi indicano in lui il super-favorito alla vittoria finale. Ma per il leone George ci sarà da lottare. Amato dalla popolazione e detestato dai politici locali, l'ex stella del Milan vuole ricostruire un paese devastato da venticinque anni di violenze e dalla guerra civile. Per farlo si è candidato con il Cdc, il Congresso per la Democrazia e il Cambiamento (Congress for Democracy and Change), il neopartito inventato da pochi mesi. I suoi detrattori lo seppelliscono di ironie. «Un calciatore presidente? Non ha l'esperienza, avrà vita breve», è la vulgata che sale dai palazzi del potere della capitale Monrovia. «Con tutta la loro esperienza, hanno governato questo paese per cento anni senza combinare nulla», è la replica di George. Alcuni analisti lo descrivono come la «voce delle masse oppresse», che da queste parti non mancano. Lui si è calato perfettamente nel ruolo di Robin Hood d'Africa. Da mesi gira la Liberia per fare comizi e tenere dibattiti. «Sono come un patriota che è stato chiamato a compiere il suo dovere», ha detto in una recente intervista. Se vincerà la sfida diverrà il 23esimo presidente del suo Paese, il primo che ha giocato a San Siro, l'unico che per festeggiare uno scudetto si accampò con una tenda davanti al prato di casa e lì ci rimase per una settimana. La scaramanzia è dalla sua parte: «Ho indossato il 14 in nazionale e il 9 nel Milan, se si combinano fa 23». (Corriere della sera,  23/09/2005)

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Liberia - Le elezioni del prossimo 11 ottobre (Federico Flora, Equilibri.net, 03/08/2005)

Dopo 14 anni di guerra civile e due anni di governo provvisorio garantito da una forza multinazionale di 15.000 caschi blu, c'e' molto fermento attorno alle elezioni che si svolgeranno il prossimo 11 ottobre. Gli innumerevoli candidati ed i partiti politici che spuntano in continuazione sono un evidente simbolo di vitalita' per la rinata democrazia liberiana che si muove a tentoni alla ricerca di una propria identita', nonostante il peso e l'influenza ancora forte dei vecchi signori della guerra. Sekou Conneh, l'ex leader dei ribelli LURD (Liberians United for Peace and Reconciliation) ha fondato un nuovo partito, il PDP (Progressive Democratic Party), mentre l'ex-presidente Charles Taylor dal suo esilio nigeriano continua, in modo diretto o indiretto, a muovere le fila della politica liberiana. Nel frattempo la Commissione Elettorale Nazionale (CEN) sta lavorando a pieno regime per verificare i requisiti di ammissibilita' dei 45 candidati alla presidenza e soprattutto per vigilare sulla correttezza della campagna elettorale in corso. Recentemente Charles Brumskine dello United Democratic Party (UDP) e' stato condannato a pagare un'ammenda per aver creato un sito web in violazione della legge elettorale e l'ex-calciatore George Weah e' stato addirittura escluso in attesa di chiarire la sua presunta doppia cittadinanza franco-liberiana. Fra tanti candidati manca pero' un rappresentante per la comunita' libanese che, nonostante annoveri non piu' di 4.000 persone, detiene un enorme potere economico. I Libanesi di antica immigrazione (alcuni risiedono nel Paese da piu' di trent'anni, altri vi sono perfino nati) hanno saputo ritagliarsi un ruolo importante all'interno della fragile economia liberiana: il commercio del riso, alimento base della popolazione, e' in mano ai Libanesi, cosi' come una delle principali compagnie di telefonia mobile e numerose altre attivita' economiche quali produzione ed assemblaggio di macchinari industriali, il mercato immobiliare e l'importazione di autoveicoli. La Costituzione liberiana vieta pero' ai non-Neri di ottenere la cittadinanza ed i Libanesi, che durante la guerra civile non sono fuggiti ma hanno continuato a mantenere le proprie attivita' economiche, spingono per poter modificare la costituzione e poter cosi' partecipare al processo democratico in atto. Alcuni temono che il loro potere economico possa dare loro un'enorme influenza politica, ma d'altronde e' anche vero che se godessero degli stessi diritti dei liberiani potrebbero contribuire fortemente allo sviluppo del Paese investendo i propri profitti direttamente in Liberia invece di rimandarli in Libano. (Federico Flora Equilibri.net  03/08/2005)

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