NOTIZIE - EGITTO

Egitto - Salito a 25 numero profughi sudanesi uccisi (AGI, 31/12/2005)

Egitto- La polizia carica i profughi sudanesi, almeno 20 i morti (Euronews, 30/12/2005)

Egitto - Bimba muore durante carica polizia contro profughi Sudan (Reuters, 30/12/2005)

Egitto – Ayman Nour condannato a 5 anni (L'Express, citato da Africatime, 27/12/2005)

Egitto – In ospedale il principale oppositore di Mubarak (Rainews24, 17/12/2005)

Egitto - Fratelli musulmani: Israele è un "cancro" (Swissinfo, 15/12/2005)

Egitto - Mubarak nomina donne e copti al parlamento (AGE, RED-CENT ,12/12/2005)

Egitto – Possibilità di contatti tra USA e Fratelli musulmani (tratto da TV5/AFP, 09/12/2005)

Egitto - Fratelli musulmani annunciano conquista 12 seggi (SwissInfo, 08/12/2005)

Egitto – Legisltative: i Fratelli musulmani conquistano 13 seggi (SwissInfo, 21/11/2005)

Egitto - Legislative : 20% ai Fratelli musulmani (C.D., Ag.Radicale, 16/11/2005)

Egitto - Prima fase delle elezioni legislative (SwissInfo, 09/11/2005)

Egitto – Elezioni: i Copti temono aumento marginalizzazione (C.B., Vita.it, 09/11/2005)

Egitto – I Fratelli musulmani ridimensionano la volontà di sfidare il partito di governo (Arab Monitor, 05/11/2005)

Egitto - Vigilia di legislative: candidato dei Fratelli musulmani in manette (Arab Monitor, 04/11/2005)

Egittto - Allarme Nilo: Greenpeace va in Egitto (Villaggio Globale, 04/10/2005)

Egitto - Uccisi due sospetti per gli attentati di Sharm el Sheikh (Adnkronos/Ign, 29/09/2005)

Egitto - Mubarak si insedia per il quinto mandato (Rai24, 27/09/2005)

Egitto – Sulle elezioni: timori e speranze (Nuova Agenzia Radicale, 21-09-2005)

Egitto - Opposizioni manifestano contro Mubarak (EuroNews, 11/9/2005)

Egitto - Elezioni, per Mubarak vero vincitore e' il paese (SwissInfo, 11/09/2005)

Egitto - Elezioni : vince Mubarak, bassa affluenza (Reuters, 09/09/2005)

Egitto - Mubarak 5 volte faraone (TGCom, 09/09/2005)

Egitto - Elezioni: chiusi i seggi (SwissInfo, 07/09/2005)

Egitto - Presidenziali, Ong denunciano brogli elettorali (Vita.it, 07/09/2005)

Egitto - Elezioni, aperti i seggi (TicinOnline, 07/09/2005)

Egitto - Il primo acquirente d'armi in Medio Oriente (G.L., Vita.it, 06/09/2005)

Egitto - Scontri tra polizia e terroristi, due morti (PeaceReporter, 01-09-2005)

Egitto - Trovato il piu' antico monastero cristiano (SwissInfo, 08/08/2005)

Egitto - Presidenziali: Accettati dieci candidati du trenta (Fonti varie, 08/08/2005)

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Egitto - Salito a 25 numero profughi sudanesi uccisi (AGI, 31/12/2005)

Si e' ulteriormente aggravato il bilancio ufficiale della carica sferrata ieri dalle unita' anti-sommossa della polizia egiziana contro i profughi sudanesi, da 2.500 a 3.500 secondo le diverse versioni, che da tre mesi vivevano accampati in un parco del Cairo, a un centinaio di metri dagli uffici dell'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Stando a fonti giudiziarie riservate, infatti, il numero dei morti accertati e' salito ad almeno 25: tanti sono i cadaveri contati dagli inquirenti che hanno effettuato un sopralluogo nell'obitorio ove erano state sistemate le vittime. Tra esse c'e' anche una bimba di appena 4 anni. I feriti ammontano come minimo a trenta. Il governo dell'Egitto ha imputato la strage alla calca formatasi tra i sudanesi in fuga davanti all'assalto della polizia, ma non c'e' dubbio (e le immagini televisive lo hanno confermato) che gli agenti non hanno esitato a ricorrere indiscriminatamente a mazze e manganelli per costringere la massa di disperati ad abbandonare il parco 'Mustafa Mahmoud'. (AGI,  31/12/2005)

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Egitto- La polizia carica i profughi sudanesi, almeno 20 i morti (Euronews, 30/12/2005)

Sono 20 i sudanesi morti la scorsa notte negli scontri con la polizia in un campo profughi in Egitto. L'ha reso noto il ministero dell'interno egiziano. Inizialmente, si era parlato di dieci vittime. Agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti per sgomberare un campo dove da tre mesi centinaia di profughi sudanesi chiedevano il reinsediamento fuori dall'Egitto. Quando i profughi si sono rifiutati di lasciare il campo, i poliziotti hanno prima fatto uso di cannoni ad acqua, poi hanno caricato i manifestanti colpendoli con i manganelli. Secondo il ministero, è stato un movimento di panico a provocare la tragedia.21 anni di guerra civile in Sudan hanno costretto alla fuga 4 milioni di persone. Il conflitto in Darfur ha prodotto altri 2 milioni di profughi. I sudanesi però non hanno più diritto ufficialmente allo status di rifugiato a causa dell'accordo che lo scorso gennaio ha messo fine alla guerra civile.Dal 29 settembre i profughi sudanesi avevano improvvisato un campo di fronte alla sede dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati per chiedere un riesame delle domande d'asilo e la ridislocazione fuori dall'Egitto, dove sostengono di essere discriminati.L'epilogo, le violenze di questa notte, con i 20 morti e decine di feriti. (Ndr – Altri fonti parlano di 26 morti, tra cui 7 bambini) I profughi sono stati caricati su pullman e condotti in un campo militare. (Euronews,  30/12/2005)

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Egitto - Bimba muore durante carica polizia contro profughi Sudan (Reuters, 30/12/2005)

Una bambina sudanese di circa 4 anni è morta oggi nel corso dello sgombero da parte della polizia egiziana di alcune migliaia di profughi sudanesi che protestavano davanti alla sede dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Testimoni Reuters presenti sul luogo hanno detto di aver visto sei sudanesi svenuti, alcuni dei quali bambini, stesi a terra dopo che la polizia ha caricato circa 3.500 persone accampate in condizioni di fortuna da circa 2 mesi nella capitale egiziana. Un medico ha invece accertato la morte della bimba, che in primo tempo sembrava aver perso solo i sensi. Circa 2.000 poliziotti hanno fatto incursione nel campo profughi e colpito le persone presenti con manganelli e bastoni, dopo che gli ufficiali non sono riusciti a convincere i sudanesi a salire su una serie di autobus per essere trasferiti altrove. I manifestanti hanno rifiutato di lasciare l'area anche dopo che la polizia ha impiegato cannoni ad acqua contro di loro, chiedendo ancora una volta all'Unhcr di intervenire per farli uscire dall'Egitto e consentirgli di emigrare in altri paesi. L'Alto Commissariato ha annunciato di essere pronto a fornire ulteriore assistenza ai profughi sudanesi - che hanno abbandonato il proprio paese per sfuggire alla guerra civile - in Egitto, ma di non poter intervenire per aiutarli ad emigrare in altri paesi. La guerra civile tra il nord e il sud del Sudan, durata 21 anni, ha lasciato 4 milioni di persone senza casa, mentre il conflitto nella sola regione del Darfur, nella parte occidentale del paese, ha prodotto altri 2 milioni di profughi. Un accordo siglato nel gennaio scorso ha messo fine alla guerra civile tra nord e sud, ma molti sudanesi non vogliono rientrare in patria perché temono che l'accordo sia fragile. (Reuters,  30/12/2005)

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Egitto – Ayman Nour condannato a 5 anni (L'Express, citato da Africatime, 27/12/2005)

“Il potere egiziano ha duramente sanzionato il dissidente Ayman Nour, condannandolo a cinque anni di prigione per “falso e uso di falso”. Gli Stati Uniti stimano che questo verdetto compromette l’impegno del Cairo nelle riforme democratiche e ne richiedono la liberazione. Ayman Nour, capofila del partito liberale Al-Ghad (Domani), è stato il principale rivale di Hosni Mounarak nelle elezioni presidenziali del settembre scorso, ottenendo l’8% dei suffragi, contro 89% del presidente uscente. Ha poi perso il seggio di deputato nelle legislative di novembre. La sua carriera politica è ormai ipotecata da questa condanna e dalle querele che minacciano il suo partito. Sabato 24 dicembre, il tribunale criminale del Cairo l’ha giudicato colpevole di aver falsificato i documenti presentati alla Commissione nazionale dei partiti per ottenere l’agreazione di Al-Ghad, accusa sempre smentita dall’interessato. Il verdetto è stato ugualmente contestato dai Fratelli musulmani, principale forza dell’opposizione egiziana, e dal movimento Kefaya! (Ora basta!). (L'Express, citato da Africatime,  27/12/2005)

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Egitto – In ospedale il principale oppositore di Mubarak (Rainews24, 17/12/2005)

Ayman Nour, il più noto oppositore del presidente egiziano Hosni Mubarak, è stato ricoverato in gravi condizioni. Era in sciopero della fame da una settimana. Amir Salem, l'avvocato di Ayman Nour ha dichiarato: "E' stato trasferito all'ospedale della prigione di Mazra Tura, è in gravi condizioni". I legali di Nour avevano già richiesto alle autorità carcerarie di far ricoverare Nour, dopo che quest'ultimo era stato visitato da alcuni dottori, ha riferito la moglie, Gila Ismail, secondo la quale "i medici hanno constatato un tasso elevato di acetone nel sangue e nelle urine". In precedenza, la principale organizzazione egiziana per i diritti dell'uomo aveva reclamato la liberazione immediata di Ayman Nour, invocando proprio il grave peggioramento delle sue condizioni di salute dopo l'inizio dello sciopero della fame, una settimana fa. "L'Organizzazione egiziana esige la liberazione immediata del capo del partito Ghad (Domani) ed ex deputato Ayman Nour in ragione del suo cattivo stato di salute", si legge in un comunicato dell'Oedh. Nour, 41 anni, soffre di diabete, ipertensione e problemi cardiaci, aggiunge l'Oedh. Ayman Nour, che si ritiene vittima di una persecuzione politica, era stato messo in detenzione provvisoria il 5 dicembre in attesa del verdetto del processo che lo vede imputato per falsificazione di documenti ufficiali in occasione della creazione del suo partito lo scorso anno. Il processo è in corso da cinque mesi e dovrebbe riprendere il 24 dicembre. Principale avversario del capo di stato egiziano, Hosni Moubarak, alle presidenziali di settembre, Nour ha perso il suo seggio di deputato nel suo collegio del Cairo alle legislative di novembre. Ha iniziato lo sciopero della fame otto giorni fa per protestare contro le sue condizioni di detenzione e al suo ingresso nell'aula del tribunale, il 12 dicembre scorso, aveva affermato che la sua "detenzione era una forma di terrorismo". (Rainews24,  17/12/2005)

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Egitto - Fratelli musulmani: Israele è un "cancro" (Swissinfo, 15/12/2005)

La guida spirituale dei Fratelli musulmani in Egitto Mohamed Mahdi Akef in un'intervista pubblicata oggi ha definito Israele un "cancro", una "entità aliena nella zona". "Non riconosciamo Israele. E speriamo che questo cancro scompaia... se vogliono vivere con noi come semplici cittadini, con gli stessi diritti e doveri che abbiamo noi, allora non ci sono problemi. Ma se restano uno Stato tirannico e occupante, non sarà così, se Dio vuole", ha detto Akef, al periodico in inglese Al Ahram Weekly. Alla domanda sulla posizione della Confraternita sugli accordi di Camp David, che hanno portato al trattato di pace del 1979 fra Israele ed Egitto, Akef ha risposto che "il popolo dovrà decidere. Se fossi al potere lo chiederei al popolo". L' Egitto è stato il primo Paese arabo a riconoscere Israele, ma la decisione non ha mai avuto il totale sostegno popolare. I Fratelli musulmani sono usciti rafforzati dalle ultime elezioni, con un 20% di seggi in parlamento, ma non sufficiente a minare la supremazia del Partito nazional democratico di Hosni Mubarak che mantiene i due terzi. (Swissinfo,  15/12/2005)

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Egitto - Mubarak nomina donne e copti al parlamento (AGE, RED-CENT ,12/12/2005)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha nominato cinque donne, di cui tre copte, e due uomini copti, fra i dieci deputati che vengono designati dal capo dello Stato. Con queste nomine sale a sei il numero dei rappresentanti della minoranza copta, tra il 6 e il 10% dei 73 milioni di egiziani, e a nove il numero totale delle donne nel parlamento di 454 deputati. Solo un copto, il ministro delle Finanze Youssef Boutros-Ghali, è stato eletto nelle legislative che si sono concluse la scorsa settimana, con un tasso di partecipazione ufficiale del 26,2%. Dodici seggi debbono ancora essere assegnati, a causa di contestazioni. (AGE, RED-CENT,  12/12/2005)

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Egitto – Possibilità di contatti tra USA e Fratelli musulmani (tratto da TV5/AFP, 09/12/2005)

Gli Stati Uniti starebbero esaminando la possibilità di contatti informali con alcuni membri della confraternita dei Fratelli musulmani in Egitto. Nonostante i Fratelli musulmani, il cui slogan è “l’islam è la soluzione”, affermino aver ottenuto 88 seggi in Parlamento, Washington ha rifiutato formalmente di riconoscere il successo spettacolare di questo partito islamista, interdetto ma tollerato. Un alto responsabile del dipartimento di Stato – dietro richiesta di anonimato – ha lasciato capire che autorità americane potrebbero prender contatto con membri vincitori dei Fratelli musulmani, ormai attori principali nella vita politica egiziana. (tratto da TV5/AFP,  09/12/2005)

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Egitto - Fratelli musulmani annunciano conquista 12 seggi (SwissInfo, 08/12/2005)

Il movimento dei Fratelli musulmani ha annunciato di aver vinto altri 12 seggi nelle elezioni legislative che si sono concluse ieri in Egitto, fra violenze senza precedenti in cui sono morte almeno sei persone. In tre seggi saranno rifatte le elezioni. Il partito del presidente Hosni Mubarak, al potere da 25 anni, manterrà la maggioranza nel parlamento di 454 seggi, ma il movimento musulmano, illegale da mezzo secolo, avrà per la prima volta nella storia ben 88 seggi, non tenendo conto di eventuali altri uscenti dalle circoscrizioni ancora in sospeso. La Confraternita sarà la prima e unica vera forza di opposizione al regime. Ieri, ultima delle sei giornate di elezioni iniziate il 9 novembre, almeno otto persone sono state uccise quando la polizia ha aperto il fuoco o lanciato candelotti lacrimogeni sulla folla che premeva per entrare a votare nei seggi bloccati dalle forze dell'ordine. Lo riferisce l'Organizzazione egiziana per i diritti umani. L'ultima vittima, Mustafa Abd Estalem, è deceduta nella tarda serata di ieri in ospedale in seguito alle ferite riportate in scontri con la polizia a Zagazig, nel governatorato di Sharkeya. Con Estalem, sale a undici il numero dei morti di un mese di elezioni, segnate da una violenza "senza precedenti", secondo osservatori indipendenti. Il governo ha confermato solo due morti, senza indicare le circostanze. (SwissInfo,  08/12/2005)

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Egitto – Legisltative: i Fratelli musulmani conquistano 13 seggi (SwissInfo, 21/11/2005)

Malgrado intimidazioni e violenze, i Fratelli musulmani conquistano altri seggi nella seconda fase delle elezioni legislative che si sono svolte ieri in Egitto e si confermano sempre di più come la sola forza d'opposizione. Il portavoce della Confraternita ha annunciato che il suo movimento ha aggiunto almeno 13 seggi ai 34 già conseguiti nella prima fase dieci giorni fa. Circa 37 sono i candidati che vanno al ballottaggio di sabato. I risultati ufficiali sui 144 seggi in palio ieri si avranno domani. La supremazia del Partito nazional democratico (Pnd) al potere con il presidente Hosni Mubarak non è messa in discussione dal movimento islamico, ma per la prima volta ci sarà in parlamento un'opposizione reale. Superando, ancora a metà della consultazione, il record di 36 deputati raggiunto nel 1987, i Fratelli musulmani avranno una rappresentanza in parlamento, come indipendenti essendo l'organizzazione illegale, mai conseguita da quando Hassam al Banna creò la Confraternita nel 1928. Mentre la prima fase, al Cairo e in altri otto governatorati, si era svolta in relativa tranquillità, intimidazioni, violenze e irregolarità hanno segnato il voto di ieri, in particolare ad Alessandria, con la morte di un uomo e il ferimento di decine in risse fra bande armate di bastoni, coltelli, sbarre e catene. "Per impedire l'accesso ai seggi dei nostri sostenitori", dicono i Fratelli musulmani, centinaia dei quali sono stati arrestati poco prima dell'apertura delle urne. Le violenze hanno portato più circoscrizioni al ballottaggio, ma non fermato il voto degli islamici, ha detto all'Ansa il portavoce della Confraternita Essam el Ryan. "Chi picchia più forte", è il titolo oggi a tutta pagina del principale quotidiano indipendente al Masri al Yom, sopra a fotografie di uomini armati, uno con la pistola e uno con la sciabola. Il Comitato indipendente per la supervisione delle elezioni (Icem) ha denunciato l'impossibilità di accedere ai seggi per molti dei suoi osservatori, sia durante il voto che durante lo spoglio, e ha parlato di urne scomparse e ricomparse. "Il processo elettorale è stato caratterizzato da serie e diffuse violazioni che hanno minato la credibilità e l'integrità delle elezioni", afferma una dichiarazione dell'Icem. Hosni Mubarak, che a settembre ha vinto il quinto mandato presidenziale per la prima volta in elezioni pluraliste, ha concesso riforme politiche sotto pressioni americane, ma gli oppositori sostengono siano solo di facciata. Gli analisti ritengono che l'opposizione non sappia cogliere l'occasione, per divisioni interne, per incapacità o forse solo per disabitudine ad una democrazia che pure ha avuto un passato nel regime monarchico caduto con il colpo di stato di Gamal Nasser nel 1952. "Vinciamo perchè l'opposizione e il Pnd sono deboli", ha detto in un'intervista la guida suprema dei Fratelli musulmani Mohamed Mahdi Akef, escludendo di volersi candidare alla presidenza fra sei anni. Il movimento spera di ottenere una settantina di seggi, a conclusione delle elezioni il 7 dicembre. In base alla nuova legge elettorale, i partiti devono avere il 5% dei 454 seggi parlamentari, cioè 25, per proporre un candidato alla presidenza. Ma gli indipendenti hanno bisogno dell'approvazione di almeno 65 deputati. Nel parlamento uscente il Pnd detiene 404 seggi e i Fratelli musulmani 15. (SwissInfo,  21/11/2005)

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Egitto - Legislative : 20% ai Fratelli musulmani (C.D., Ag.Radicale, 16/11/2005)

La Fratellanza segna un punto a suo favore; a sostenerlo, all'indomani della consultazione, il numero due del partito “d’ispirazione fondamentalista”, Mohammed Habib. Malgrado le continue accuse di brogli elettorali ed irregolarità denunciate dal partito fondamentalista, su 164 seggi messi in palio in questa tornata elettorale (133 dei quali non erano stati assegnati nel turno iniziale della settimana scorsa) si sarebbe riuscito ad aggiudicare ben 34 seggi, in altre parole il 20% dei voti. In questo modo, la rappresentanza parlamentare del gruppo, attualmente stabile a 15, ne uscirebbe più che raddoppiata. Secondo quanto dichiarato da Habib, al primo turno, la Fratellanza Musulmana, era riuscita a conquistare solo 4 seggi ai quali, ieri, se ne sarebbero aggiunti altri 30. L’apparente e presunta crescita dell’opposizione islamica preoccupa il Partito Democratico Nazionale presieduto dal presidente Hosni Mubarak al quale sarebbero andati appena 12 seggi contro i 26 della settimana scorsa. A fronte di una palese sconfitta del partito del dissidente ed ex candidato alle presidenziali Ayman Nur, già rimasto clamorosamente escluso dal Parlamento al primo turno, la Fratellanza si configura, sempre di più, come l’unico grande antagonista nella politica egiziana. Ma al di là delle dichiarazioni dei diretti interessati, la stampa internazionale descrive l’evento non certo come un successo: al clima di “estrema violenza” si è aggiunta una bassissima affluenza alle urne ed una lotta all’ultimo sangue per aggiudicarsi i seggi. Alcuni candidati alle legislative avrebbero, persino, ingaggiato delle danzatrici del ventre per pubblicizzare la propria campagna elettorale. Altri avrebbero, invece, direttamente, comprato i voti ed offerto, durante il mese di Ramadan (nel corso del quale è avvenuta la maggior parte della campagna) banchetti gratuiti per l'Iftar, pasto del tramonto che segna la rottura del digiuno. (Caterina Danese, Ag.Radicale,  16/11/2005)

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Egitto - Prima fase delle elezioni legislative (SwissInfo, 09/11/2005)

Due mesi dopo la rielezione del presidente Hosni Moubarak, gli egiziani si stanno recando alle urne per designare i propri rappresentanti in parlamento. Le legislative, che si tengono in tre fasi, si concluderanno il 7 dicembre. Oltre 10 mila seggi sono aperti da stamane al Cairo e nelle province centrali del paese. Gli elettori in queste regioni dovranno eleggere 184 deputati sui 444 che conta il parlamento egiziano. I candidati sono circa 1.500. (SwissInfo,  09/11/2005)

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Egitto – Elezioni: i Copti temono aumento marginalizzazione (C.B., Vita.it, 09/11/2005)

In occasione delle elezioni parlamentari in Egitto, l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia da un'ulteriore marginalizzazione dei Copti nella politica e nella società egiziana. In seguito ai recenti scontri tra Musulmani e Cristiani e visto l'aumento dell'influenza politica dei Fratelli Musulmani, molti Cristiani egiziani temono ora una nuova ondata di violenza contro i Copti. Dopo gli scontri tra Musulmani e Copti del 21 ottobre 2005, in cui tre persone persero la vita ad Alessandria, le chiese cristiane sono state messe sotto tutela della polizia, ma secondo l'APM le autorità egiziane fanno ancora troppo poco per fermare la violenza latente. Di fatto 104 manifestanti musulmani che avevano partecipato agli scontri ad Alessandria sono già stati rilasciati dagli arresti, mentre altre 17 persone implicate sono ancora sotto interrogatorio. In passato i Copti avevano già lamentato la mancanza di indagini giuridiche per l'assassinio politicamente motivato di Cristiani e anche questa volta si rischia l'impunità per i responsabili di violenze nei confronti dei Cristiani. Nonostante le autorità egiziane abbiano vietato slogan elettorali che minacciassero l'unità nazionale, la campagna elettorale dei Fratelli Musulmani ha utilizzato lo slogan semplicistico "L'Islam è la soluzione" per puntare alla divisione religiosa della società egiziana. Molti Copti ora hanno paura e in seguito ai disordini di Alessandria un politico copto ha già ritirato la propria candidatura al mandato parlamentare. I Copti costituiscono circa il 10% dei 74 milioni di cittadini egiziani. Solo ieri il ministero degli esteri USA ha riportato nel suo rapporto annuale sulla libertà di religione nel mondo che i Copti in Egitto vengono ostacolati nell'esercizio del proprio credo visto che le autorità statali continuano a ostacolare la costruzione di nuove chiese e la ristrutturazione delle chiese fatiscenti. (Chiara Brusini, vita.it,  09/11/2005)

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Egitto – I Fratelli musulmani ridimensionano la volontà di sfidare il partito di governo (Arab Monitor, 05/11/2005)

Il leader dei Fratelli musulmani egiziani Mohammed Mahdi Akef ha dichiarato al quotidiano Al Hayat che la Confraternita avrebbe potuto presentare candidati per tutti i 444 seggi in palio dell'Assemblea nazionale egiziana, che viene rieletta in tre turni a partire dal prossimo 9 novembre, ma non ha voluto provocare il partito di governo Nazional democratico. Akef ha detto che i candidati dei Fratelli musulmani, che si presentano ufficialmente come indipendenti, sono centocinquanta, e ha espresso la speranza che le autorità non interferiranno con il voto e non cercheranno di impedire ai sostenitori della Confraternita di votare, come è accaduto in passato. (Arab Monitor,  05/11/2005)

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Egitto - Vigilia di legislative: candidato dei Fratelli musulmani in manette (Arab Monitor, 04/11/2005)

Il primo candidato alle imminenti elezioni legislative egiziane a finire in manette è stato Issam Mokhtar dei Fratelli musulmani. L'arresto è avvenuto ieri, senza una motivazione, ma dopo che una piccola manifestazione a suo favore ha avuto luogo nel quartiere del Cairo, dove Mokhtar si è candidato. Il primo turno delle elezioni parlamentari è in calendario tra cinque giorni. Il presidente Hosni Mubarak, in un'intervista al quotidiano Al Ahram, ha detto che il successo delle elezioni si misurerà sul tasso di partecipazione degli elettori. manette (Arab Monitor, 04/11/2005)

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Egittto - Allarme Nilo: Greenpeace va in Egitto (Villaggio Globale, 04/10/2005)

Una delegazione di Greenpeace arriva oggi in Egitto per segnalare le minacce e gli impatti del cambiamento climatico nel Paese africano. Secondo gli scienziati non solo la portata del Nilo potrebbe ridursi del 75% per la fine del secolo, ma un innalzamento del livello del mare potrebbe allagare il 20% del delta del fiume. Con l'ulteriore spettro della desertificazione crescente, tra i 2 e i 14 milioni di persone potrebbero diventare rifugiati ambientali a causa del cambiamento climatico. Greenpeace è in Egitto per incontrare politici, agricoltori e cittadini che potranno visitare la nave «Anna» al Cairo, ad Alessandria e a Fuwwa. Anche per l'Ipcc, il gruppo di esperti di cambiamento climatico dell'Onu, il Delta è a rischio per l'innalzamento del livello del mare, visto che in media si erge per meno di due metri sopra il livello del mare. Qui ci troviamo già di fronte a erosione delle spiagge, penetrazione di acqua marina e dunque aumento del sale nel terreno e conseguente diminuzione dell'area coltivabile (Villaggio Globale,  Fonte Greenpeace, 04/10/2005)

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Egitto - Uccisi due sospetti per gli attentati di Sharm el Sheikh (Adnkronos/Ign, 29/09/2005)

La polizia egiziana ha ucciso oggi due sospetti per gli attentati del 23 luglio a Sharm el Sheikh e ne ha arrestato un terzo. Lo ha reso noto il ministero egiziano dell'Interno, secondo il quale uno degli uccisi era la mente dell'attacco. Si tratta del dentista Khaled Mosaed Salem, 33 anni, che viveva nella città di al-Aris, nel Sinai settentrionale, e si nascondeva nell'area montagnosa di Jabal al Halal, dove è avvenuto lo scontro a fuoco. Un ufficiale e tre membri della sicurezza egiziani sono rimasti feriti nella sparatoria. L'altro sospetto ucciso era Talab Morda Suleiman, 23 anni, disoccupato di al - Arish che ''ha svolto un ruolo chiave nel procurare gli esplosivi e preparare le bombe'', riferisce il comunicato del ministero. L'uomo arrestato è stato identificato come Younis Mohammed Abu Gargir, 21 anni, che avrebbe guidato il fuoristrada bianco usato dai presunti attentatori per lasciare la scena subito dopo aver agito. Ieri la polizia egiziana aveva reso noto di aver ucciso un altro sospetto, il 27enne Moussa Mohammed Salem Badran. Le forze di sicurezza avevano individuato il covo a Jabal al-Halal. Il conflitto a fuoco è scoppiato quando due di loro sono usciti per incontrare un terzo uomo. Nell'auto sono poi stati trovati esplosivi, patenti false, documenti e una videocamera con immagini degli autori dell'attentato, riprese prima dell'attacco terroristico. L'uomo arrestato ''ha reso una dettagliata confessione sugli attacchi e sul ruolo degli altri sospetti. Le indagini continuano''. (Adnkronos/Ign,  29/09/2005)

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Egitto - Mubarak si insedia per il quinto mandato (Rai24, 27/09/2005)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha prestato giuramento oggi per il suo quinto mandato di sei anni, assicurando che le promesse elettorali saranno realizzate. Mubarak, 77 anni, è stato confermato leader del più popoloso Paese arabo alle prime elezioni presidenziali pluraliste del 7 settembre, che ha vinto con l'88,6 per cento dei voti. - Mubarak è al potere dal 1981. Nelle elezioni dello scorso 7 settembre, le prime con la partecipazione di più candidati, Mubarak ha ottenuto l'88,5 per cento dei voti (l'affluenza è stata del 23 per cento). Alla cerimonia svoltasi in parlamento hanno assistito numerosi dignitari stranieri, fra cui il leader libico Moammar Gheddafi. Durante il giuramento Aymar Nour, il candidato più votato dopo Mubarak (ha ricevuto l'8 per cento), che si è rifiutato di accettare i risultati perché il voto secondo lui non sarebbe stato regolare, è rimasto ostentatamente seduto. Un altro candidato, Noman Gomaa, ha disertato tout court la cerimonia. - Nel breve discorso pronunciato dopo il giuramento, Mubarak ha lanciato un appello all'unità. "Porgo la mano a tutti gli egiziani di modo che, insieme, possiamo costruire un nuovo futuro", ha detto. E ha espresso la certezza che le elezioni parlamentari di novembre saranno libere e regolari. (Rai24,  27/09/2005)

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Egitto – Sulle elezioni: timori e speranze (Nuova Agenzia Radicale, 21-09-2005)

A meno di due settimane dalla tornata elettorale che ha confermato Hosni Mubarak alla presidenza dell'Egitto, il “Washington Post” propone, oggi, un articolo in cui l'editorialista David Ignatius sonda le possibilità di cambiamento che si aprono per il paese. “È difficile immaginare che il presidente egiziano, Hosni Mubarak, possa in qualche modo cambiare” scrive Ignatius, ricordando che il rais “in 24 anni di governo ha mostrato una passione militaresca per la stabilità e una diffidenza altrettanto forte nei confronti della democrazia”. Una considerazione, questa, da cui il giornalista parte per fare una riflessione più generale sulla situazione dei paesi arabi: “L'Egitto di Mubarak - scrive Ignatius - ben rappresenta la paresi politica che affligge il mondo arabo”. Nonostante questa premessa decisamente pessimista, il ragionamento del giornalista prosegue con un'analisi che apre a nuove possibilità: “Il fatto che anche il paranoico Mubarak abbia acconsentito a correre come un democratico - aprendo le elezioni ad altri candidati - dimostra la forza del movimento a sostegno delle riforme, che percorre in questo momento il mondo arabo e che è alimentato non solo dalle spinte di Washington, ma anche e soprattutto dalla società araba”. Sebbene David Ignatius non si sbilanci in previsioni riguardo alle reali intenzioni del presidente egiziano (“Non so dire se Mubarak manterrà le promesse fatte durante la campagna elettorale”), quello che il giornalista dà per certo è che “la convocazione in Egitto di elezioni presidenziali, in cui hanno corso diversi candidati, ha infranto il vecchio sistema dittatoriale del paese”; quindi, conclude Ignatius, “difficilmente Mubarak, pur tentando, riuscirà a riportarlo al passato”. (Nuova Agenzia Radicale,  21/09/2005)

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Egitto - Opposizioni manifestano contro Mubarak (EuroNews, 11/9/2005)

Al Cairo le opposizioni manifestano unite denunciando le irregolarita' del voto che ha portato Mubarak al quinto mandato da presidente. Fatto senza precedenti: la manifestazione e' tollerata, la polizia non interviene e anzi controlla eventuali reazioni dei sostenitori del presidente. "Mubarak regna in modo illegittimo - dice una manifestante. Non lo riconosciamo come presidente: 24 anni di potere sono abbastanza". I principali gruppi d'opposizione sono uniti per la prima volta: i liberali di Ayman Nour, leader del parito Ghad (Domani), il movimento popolare Kefaya (Basta) capeggiato da George Ishaq e il partito Wafd di Noman Gomaa. Secondo i dati della commissione elettorale, la cui decisione non può essere contestata davanti a un tribunle, Mubarak ha ottenuto l'88,6% delle preferenze. Dati manipolati, secondo l'opposizione. "Abbiamo monitorato i seggi - dice Ayman Nour - e a quanto ci risulta in tutte le province eccetto tre, avremmo raggiunto il 32,5%. E' impossibile che i voti delle tre province restanti abbiano abbassato il nostro risultato fino al 7,5%". L'avvocato quarantunenne, stella nascente del panorama egiziano, e' pronto a dare battaglia contro i brogli di cui accusa Mubarak. In attesa delle legislative di novembre, la manifestazione del Cairo e' comunque il segno d'una atmosfera politica che si vivacizza. (EuroNews,  11/9/2005)

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Egitto - Elezioni, per Mubarak vero vincitore e'' il paese (SwissInfo, 11/09/2005)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak si e'' impegnato oggi a mantenere le sue promesse elettorali e ha proclamato che "i veri vincitori delle elezioni del 7 settembre sono l'Egitto e il popolo egiziano". In un breve discorso al palazzo presidenziale dove esponenti del suo partito nazional-democratico erano andati a congratularlo, Mubarak ha detto che "in queste elezioni non ci sono ne'' vincitori ne'' vinti perche'' i veri vincitori sono l'Egitto e gli egiziani e la vittoria e'' quella della democrazia e del pluralismo". "Ora che ho ottenuto la fiducia e il sostegno del popolo, sono determinato a attuare la mia piattaforma elettorale", ha detto ancora il Rais. "Tendo la mano, in questo quinto mandato, a tutti gli Egiziani senza eccezioni, per coniugare i nostri sforzi" perche'' il Paese ha bisogno di tutti. In particolare, Mubarak si e'' impegnato a "combattere la disoccupazione e creare posti di lavoro per i giovani, a sostenere i piu'' poveri, a realizzare le aspirazioni della classe media e infine a attuare una societa'' moderna in un Paese democratico". (SDA-ATS, SwissInfo,  11/09/2005)

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Egitto - Elezioni : vince Mubarak, bassa affluenza (Reuters, 09/09/2005)

Il presidente Hosni Mubarak ha vinto il suo quinto mandato di sei anni nelle contestate elezioni presidenziali in Egitto, ottenendo l'88,6% dei voti nelle prime elezioni con piu' candidati della storia del paese. Lo ha detto oggi un funzionario responsabile del voto. L'affluenza alle urne e' stata solo del 23%, ha detto in una conferenza stampa Mamdouh Marei, presidente della Commissione elettorale centrale. Gruppi per i diritti civili hanno denunciato diffusi abusi durante il voto di mercoledi', in cui Mubarak fronteggiava nove sfidanti. La vittoria di Mubarak era ampiamente prevista. Il principale rivale di Mubarak, Ayman Nour del partito liberale Ghar (Domani), ha ottenuto il 7,6% delle preferenze e il candidato del partito Wafd Noman Gomaa e' risultato terzo con il 2,9%, secondo i dati letti da Marei. Una notevole sorpresa e' stata la bassa affluenza. Quando Mubarak ha ottenuto il suo quarto mandato di sei anni nel 1999 il 79% degli egiziani aventi diritto si recò alle urne. Giudici e gruppi di osservatori dicono che in passato le autorita' hanno gonfiato molto i dato sull'affluenza e spesso a votare era in realta' meno del 10%. Il dato del 23% e' grosso modo in linea con le stime dei gruppi di osservatori per i diritti umani. Gli osservatori e l'opposizione hanno detto che le elezioni sono state caratterizzate da numeri gonfiati, doppie votazioni, intimidazioni, voti comprati e abusi di vario genere, per lo piu' da parte del partito Nazionale Democratico (Ndp) di Mubarak. Ma gli abusi non avrebbero danneggiato il risultato finale, secondo diversi gruppi di osservazione, tra cui l'indipendente Organizzazione egiziana per i diritti umani. Nel vecchio sistema, il parlamento indicava Mubarak come il solo candidato presidente e i cittadini votavano poi in un referendum. Il presidente ha deciso di cambiare in seguito alle pressioni per un cambiamento politico esercitate dagli Usa e da gruppi locali. (Reuters,  09/09/2005)

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Egitto - Mubarak 5 volte faraone (TGCom, 09/09/2005)

Con oltre il 60% delle schede spogliate, l'Egitto ha scelto per la quinta volta Hosni Mubarak come suo presidente. Secondo fonti anonime vicine alla Commissione elettorale, il capo del governo in carica ha gia' oltre il 70% dei voti. Secondo e' Ayman Nour, l'avvocato del nuovo partito di centro-destra el Ghad, che ha chiesto l'annullamento, poi respinto, delle elezioni per brogli. Terzo e' Noman Gomaa, leader del Wafd. Questa prima consultazione popolare con piu' candidati (dieci per l'esattezza) che ha reso l'Egitto "un paese libero e democratico" e' stata tuttavia contestata dal principale rivale di Hosni Mubarak, il 41 enne Nour, molto amato dai giovani, che ha denunciato brogli e ha chiesto l'annullamento delle prime elezioni presidenziali pluraliste. Ma senza ottenere risposta positiva. Le elezioni si sono svolte senza incidenti, ma osservatori indipendenti hanno constatato parecchie irregolarita', alcune delle quali giustificabili in un Paese senza esperienza, altre con la chiara volonta' di indirizzare il voto. Molti degli elettori sono arrivati alle urne grazie all'incoraggiamento del Partito nazional democratico (Pnd) di Mubarak, che si e' mobilitato come ai tempi dei referendum, l'ultimo nel 1999 ha segnato la vittoria del rai's con il 93,79%. (TGCom, 09/09/2005)

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Egitto - Elezioni: chiusi i seggi - Tafferugli  (SwissInfo, 07/09/2005)

Si sono chiusi come previsto alle 22 locali (21 svizzere) i seggi per le prime elezioni presidenziali pluraliste dei 52 anni di Repubblica in Egitto. Non ci sono al momento dati sull'affluenza alle urne. I risultati del voto si avranno probabilmente entro venerdi'. Hosni Mubarak e' certo che sara' confermato per un quinto mandato di sei anni. Durante la giornata, agenti in borghese erano intervenuti in una protesta contro il presidente Hosni Mubarak, picchiando alcuni dei dimostranti che chiedevano il boicottaggio delle prime elezioni presidenziali pluraliste dell'Egitto. Lo riferiscono fonti giornalistiche egiziane. Gli uomini hanno inseguito e picchiato alcuni manifestanti, cogliendoli soli mentre stavano andando via. La protesta, non autorizzata sulla piazza principale del Cairo, e' stata organizzata dal movimento popolare Kefaya, che dallo scorso anno ha inscenato numerose dimostrazioni per dire 'Basta' al regime di Mubarak, destinato ad uscire vincente dalle elezioni di oggi. (SwissInfo, 07/09/2005)

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Egitto - Presidenziali, Ong denunciano brogli elettorali (Vita.it, 07/09/2005)

Polemiche al via delle prime elezioni presidenziali aperte agli oppositori. Organizzazioni non governative egiziane che dicono di avere schierato migliaia di osservatori indipendenti per la supervisione delle prime elezioni presidenziali pluraliste dell'Egitto hanno denunciato diverse irregolarita' nel corso dello scrutinio. L'inchiostro indelebile non c'e' in molti seggi, l'apertura e' stata ritardata ben oltre l'orario previsto, il voto non e' segreto, sostenitori del presidente Hosni Mubarak con magliette e altoparlanti a sostegno del loro candidato sono all'interno dei seggi, conducenti di autobus pubblici sono stati costretti a portare la gente a votare per Mubarak sotto la minaccia di licenziamento, e la confusione e' totale mentre i giudici non riescono a controllare nulla, hanno denunciato in comunicati le Ong Centro arabo per l'indipendenza degli avvocati e della magistratura, Associazione egiziana per lo sviluppo democratico, Sawasya e il Comitato indipendente per la supervisione delle elezioni. Molti rappresentanti delle Ong, continuano i quattro comunicati, sono stati cacciati dai giudici. Quasi tutte le stesse irregolarita' sono state constatate in diversi seggi visitati dalla corrispondente dell'Ansa, in un caso un giudice l'ha cacciata minacciando l'arresto. (Vita.it,  07/09/2005)

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Egitto - Elezioni, aperti i seggi (TicinOnline, 07/09/2005)

I seggi delle prime elezioni presidenziali pluraliste e a suffragio universale dei 52 anni di Repubblica dell'Egitto si sono aperti alle 8 locali (le 7 in Svizzera). Trentadue milioni di egiziani sono chiamati a scegliere fra dieci candidati il prossimo presidente in carica per un mandato di sei anni. La vittoria dell'attuale presidente Hosni Mubarak, 77 anni, che corre per il quinto mandato, e' scontata. Incerta invece l'affluenza ai quasi diecimila seggi aperti nel Paese fino alle 22 locali di oggi. Sul soggetto, vedi anche dossier PeaceReporter: ''L'ultimo Faraone'' - (TicinOnline, 07/09/2005)

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Egitto - Il primo acquirente d'armi in Medio Oriente (G.L., Vita.it, 06/09/2005)

Nel corso degli ultimi quattro anni l'Egitto e' diventato il terzo paese in via di sviluppo per quantita' di acquisti di armi. E' quanto emerge dal rapporto annuale del Congressional Research Service americano, una divisione della Library of Congress, pubblicato la scorsa settimana Washington. Secondo il rapporto, intitolato ''Trasferimento d'armi convenzionali verso le nazioni in via di sviluppo'', solo Cina e India hanno fatto registrare un volume d'acquisti di armi maggiore dell'Egitto, che e' diventato cosi' il maggiore acquirente d'armi di tutto il Medio Oriente. Dal 2001 al 2004 l'Egitto ha acquistato armi per un totale di 6,5 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, Israele ne acquistava per 4,4,miliardi, l'Arabia Saudita per 3,8 miliardi. L'Egitto ha dunque superato paesi tradizionalmente molto impegnati in acquisti di armi come Arabia Saudita, Israele, Emirati Arabi Uniti. Per l'Egitto, che riceve 1,3 miliardi di dollari di aiuti americani all'anno, la maggior parte delle armi (5,6 miliardi di $) vengono acquistate dagli Stati Uniti. La principale ragione per le pesanti spese militari egiziane risiede nell'ambizioso programma di modernizzazione delle sue forze armate. ''Cosa preoccupante e di cui ci dovrebbe occupare'' dice Hillel Frisch, ricercatore ed esperto di Egitto del Begin-Sadat Center for Strategic Studies dell'Universita' Bar-Ilan. Frisch spiega che gli acquisiti d'armi annuaali del Cairo assommano ad oltre un miliardo di dollari in piu' rispetto all'ammontare degli aiuti militari che l'Egitto riceve da Washington. ''Il che e' sorprendente dal momento che avviene in un periodo in cui l'economia egiziana e' da tempo sofferente, mentre e' chiaro che l'Egitto non ha altri nemici (oltre a Israele). Potrebbe avere problemi con l'atomica iraniana, ma su questo i sistemi d'arma convenzionali hanno ben poca influenza''. In generale, l'esercito egiziano ha intrapreso un forte processo di trasformazione dopo l'ultima sconfitta subita da parte delle Forze di Difesa israeliane. Sin dal Trattato di pace israelo-egiziano del 1979, l'Egitto si e' imbarcato in un'opera di occidentalizzazione spinta delle proprie forze armate, acquistando carri armati americani Abrams, caccia F-16, elicotteri d'attacco Apache, moderne unita' navali lancia-missili. ''La cosa piu' preoccupante - continua Frisch - e' chiedersi a che scopo stiano ammassando tutta questa quantita' di armi. Cruciale e' poi la questione della manutenzione. Avranno la capacita' di mantenere in efficienza tutti questi sistemi d'arma?''. Il rapporto americano classifica la Cina al primo posto per acquisiti di armi nel periodo 2001-2004 fra i paesi in via di sviluppo (definiti come tutti i paesi che non sono Nord America, Europa, Giappone, Australia e Nuova Zelanda) con contratti per 10,4 miliardi di dollari. Al secondo posto l'India, con 7,9 miliardi. (Giulio Leben, Vita.it, 06/09/2005)

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Egitto - Scontri tra polizia e terroristi, due morti (PeaceReporter, 01-09-2005)

Fonti delle forze dell'ordine riferiscono che ieri sera, durante un'operazione condotta dalla polizia egiziana nel Sinai, almeno due agenti sono morti e una ventina sono rimasti feriti insieme a quattro civili nell'esplosione di bombe. Con circa 4.500 tra agenti e militari le forze di sicurezza egiziane hanno perquisito 15 caverne in una zona di montagna nei pressi di Jabal Halal. E' stato riferito che i ricercati sono riusciti a fuggire. Si sospetta un loro coinvolgimento con gli attentati nel Sinai, fra cui quello a Sharm el Sheikh del 23 luglio, nel quale sono morte circa 70 persone, inclusi sei turisti italiani. L'operazione avrebbe comunque portato in due settimane all'arresto di oltre 300 persone. (PeaceReporter,  01-09-2005)

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Egitto - Trovato il piu' antico monastero cristiano (SwissInfo, 08/08/2005)

Durante lavori di ristrutturazione del monastero di San Antonio, 150 chilometri a sud-ovest del Cairo e' stato rinvenuto il piu' antico edificio cristiano destinato ai monaci. Lo ha reso noto un tecnico della squadra di restauro. Il complesso risale ad al quarto-quinto secolo secolo e potra' fare luce sulla vita quotidiana dei religiosi dell'epoca ha detto padre Maximus, un monaco che lavora al restauro dei monumenti copti. ''e' il piu' antico esempio di un edificio dell'epoca - ha detto il monaco - ed e' il piu' antico del mondo cristiano''. I restauratori hanno trovato i resti delle mura, alcune stanze private e una sala comune, a due metri di profondita' sotto il monastero che risale al 15.mo secolo fondato dai discepoli di uno dei piu' influenti eremiti. Nello stesso luogo e' stata ritrovata una chiesa dell'ottavo secolo. Tracce dell'edificio dove vivevano i primi monaci si trovava su antichi testi storici, ma finora non si erano trovati siti anteriori al sesto secolo, ha spiegato padre Maximus. (SwissInfo, 08/08/2005)

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Egitto - Presidenziali: Accettati dieci candidati du trenta (Fonti varie, 08/08/2005)

La Commissione elettorale egiziana ha annunciato oggi di aver validato dieci candidature per le presidenziali del prossimo 7 settembre, le prime in cui possono concorrere piu' candidati.. ''Venti candidature all'elezione presidenziale sono state respinte e dieci sono state approvate'', ha reso noto la Commissione. I tre principali candidati sono: il presidente uscente Hosni Mubarak, in carica dal 1981 e in corsa per un quinto mandato; Ayam Nour, capo del partito d'opposizione Al Ghad; e Noaman Gomaa, presidente del partito al-Wafd. Tra gli esclusi c'e' il nipote dell'ex-presidente egiziano Anwar al Sadat (ucciso nel 1982), Talaat Sadat, che probabilmente ricorrera' in appello. (Fonti varie, 08/08/2005)

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