NOTIZIE - BURUNDI

Burundi - “Fumo di pace”: bruciano le armi del conflitto (Misna, 29/12/2005)

Burundi – Nuovo nunzio apostolico (Zenit, 18/12/2005)

Burundi - Si dimezza la missione dei caschi blu (Misna 16/12/2005)

Burundi - Divise delle Nazioni Unite trovate in mano ai ribelli (Peacereporter, 18/11/2005)

Grandi Laghi (Burundi, RDCongo, Ruanda, Uganda) - Una regione martoriata da 15 anni di guerre (B.L., Avvenire, 06/11/2005)

Burundi - Onu chiede a Bujumbura asilo per profughi ruandesi (M.Z., Misna, 17/10/2005)

Burundi - Le Fnl pronte a trattare (M.F., Peacereporter, 13/10/2005)

Burundi - Disboscamenti e siccità, a rischio lago Tanganyika (Misna, 11/10/2005)

Burundi - L'Unicef «bombarda» il villaggio dei puffi (Corriere della sera, 11/010/2005)

Burundi - Uccisi 17 ribelli (O.P., WarNews, 02/10/2005)

Burundi – Presidenza: via i 4x4 e le spese inutili (J.M., vita.it, 30/09/2005)

Burundi – Alto numero di alunni (Fonte: misna.org, 20/09/2005)

Burundi - Integrazione regionale (Misna, 19/05/2005)

Burundi - I ribelli vogliono negoziare la pace, ma solo con i gruppi etnici (B.G., WarNews, 18/09/2005)

Burundi -Presidente chiede aiuto alla chiesa (Misna, 07/09/2005)

Burundi - I nuovi ministri giurano contro genocidi e discriminazioni (Osservatorio sulla legalita', 02/09/2005)

Burundi - Debutta il nuovo governo (P.R., vita.it, 30/08/2005)

Burundi - MSF riapre un centro per la cura del colera a Bujumbura (Medici senza Frontiere, 26/08/2005)

Burundi - Il nuovo presidente (Misna, 26/08/2005)

Burundi - Attacco di ribelli alla vigilia dell'insediamento presidente (Peacereporter, 26/08/2008)

Burundi - Eletto il nuovo presidente (Fonti varie, 19/08/2005)

Burundi - 300 civili uccisi dagli estremisti hutu negli ultimi due mesi (Peacelink, 02/08/200)

Burundi - Rispetto delle garanzie internazionali per chi chiede asilo (HRW, 02/08/2005)

Burundi - Rinnovo del Senato: 28 seggi agli ex ribelli del FDD (Radio Vaticana, 30/07/ 2005)

Burundi - Riaperta radio indipendente (J. M., Vita.it, 28/07/2005)

Burundi - ex-ribelli, dopo vittorie elettorali, scelgono candidato presidenziale(Misna,11/07/2005)

Burundi - L'FDD vince elezioni con il 58% (Fonti varie, 06/07/2005)

Burundi - Si vota per nuovo Parlamento (Ticinonline, 04/07/2005)

Burundi - Accordo per la cessazione immediata delle ostilita' (Rainews24, 16/05/2005)

Burundi - Riavviati colloqui di pace tra governo e ribelli del Burundi (Peacereporter, 09-05-2005)

Burundi - Comunicato del Centro Giovani Kamenge (21-04-2005)

Burundi. Le FNL pronte a trattare col governo (M.F., Warnews, 13/04/2005)

Burundi. Morto il ministro degli Interni (Fonti d'agenzia, 22/03/2005)

Burundi. Passi avanti verso la pace (Misna, 11/03/2005)

Burundi. Circa 800 Burundesi, di cui 200 Pigmei, fuggono in Ruanda. (AFP,09/03/2005)

Burundi - I Burundesi dicono si' alla nuova Costituzione (Africa, 01/03/2005)

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Burundi - “Fumo di pace”: bruciano le armi del conflitto (Misna, 29/12/2005)

Questa volta le alte colonne di fumo nero levatesi in cielo alla periferia della capitale Bujumbura non sono state provocate dall’esplosione di colpi di mortaio di qualche gruppo armato. Sotto la supervisione della missione di pace dell’Onu sono stati invece bruciati oltre 6.000 pezzi tra armi da fuoco, fucili, granate, mine e munizioni appartenenti a cinque gruppi ex-ribelli, protagonisti del conflitto civile durato 12 anni. Soldati tailandesi del contingente internazionale che sta accompagnando il Burundi sulla via della pace – dopo le elezioni che ne mesi scorsi hanno sancito la fine della guerra iniziata nel 1993 – hanno allestito sulle rive del Lago Tanganiyka il primo rogo “pubblico” dell’arsenale appartenente ai protagonisti del conflitto. Già ad agosto erano state bruciate armi dei ribelli, ma è la prima volta che il disarmo viene mostrato anche ai burundesi. (EB, Misna,  29/12/2005)

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Burundi – Nuovo nunzio apostolico (Zenit, 18/12/2005)

Benedetto XVI ha nominato l’Arcivescovo Pietro Sambi, finora nunzio apostolico in Israele, nuovo nunzio apostolico negli Stati Uniti, secondo quanto ha annunciato questo sabato la Sala Stampa della Santa Sede. Succede all’Arcivescovo Gabriel Montalvo, che ha presentato al Papa la sua rinuncia per motivi di età. Era nunzio a Washington dal 1998. L’Arcivescovo Pietro Sambi, che era anche rappresentante papale presso l’Autorità Palestinese e nunzio a Cipro, assumerà inoltre l’incarico di Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione degli Stati Americani (O.A.S.). Monsignor Sambi, 67 anni, è nato a Sogliano al Rubicone, in provincia de Forlì-Cesena, nella diocesi di Rimini, il 27 giugno 1938 ed è stato ordinato sacerdote il 14 marzo 1964. Laureato in Teologia e in Diritto Canonico, ha iniziato nel 1969 in Camerun il suo servizio diplomatico per la Santa Sede. E’ stato poi destinato a Gerusalemme (1971), Cuba (1974), Algeria (1978), Nicaragua (1979), Belgio (1981) e India (1984). E’ stato consacrato Vescovo nel 1985, quando Giovanni Paolo II lo ha nominato nunzio apostolico in Burundi. Nel 1991 è stato nominato nunzio in Indonesia e nel 1998 in Israele. Parla italiano, inglese, francese e spagnolo. (Zenit,  18/12/2005)

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Burundi - Si dimezza la missione dei caschi blu (Misna 16/12/2005)

Negli stessi giorni in cui in un altro scenario post-bellico dell’Africa, la Sierra Leone, i “soldati di pace” dell’Onu lasciano il Paese dopo aver esaurito il loro compito, anche in Burundi i ‘caschi blu’ hanno stanno avviando un graduale ritiro. Lo ha detto il maggior generale Derrick Mgwebi, comandante militare della missione in Burundi (conosciuta con l’acronimo Onub) confermando che il 28 dicembre partiranno i primi 175 soldati del contingente mozambicano. Entro aprile 2006 la missione – che conta circa 5.600 elementi, compresi 318 funzionari civili e 383 dipendenti locali – si ridurrà di quasi la metà, grazie agli accordi di pace che nei mesi scorsi hanno portato alle prime elezioni pacifiche e alla nomina di nuove istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica. La smobilitazione dei caschi blu riguarderà anche alcune decine di osservatori militari, che saranno ridotti a 120 rispetto ai 200 attuali. La richiesta di diminuire la presenza di soldati internazionali era stata avanzata nelle scorse settimane dal governo di Bujumbura. Nelle scorse settimane il Consiglio di sicurezza dell’Onu, pur evidenziando “straordinari progressi” compiuti sulla strada della pace, aveva però ritenuto che i fattori di instabilità nel paese non siano stati ancora del tutto eliminati, dopo 12 anni di guerra civile che tutti ormai considerano terminata. (EB, Misna,  16/12/2005)

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Burundi - Divise delle Nazioni Unite trovate in mano ai ribelli (Peacereporter, 18/11/2005)

L'esercito del Burundi sta investigando sul ritrovamento di uniformi degli operatori di pace delle Nazioni Unite trovate in possesso dei ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl). Le uniformi sono state ritrovate grazie all'arresto, avvenuto l'8 novembre scorso a Bujumbura, di un capo delle Fnl, Aloys Nzabampema, e di altri ribelli. Lo ha reso noto il Ministro della difesa del Paese, Maj-Gen Germain Niyoyankana, precisando che il governo non accusa gli operatori di collaborazione con i ribelli ma che comunque l'episodio rappresenta un grave caso di negligenza. (Peacereporter,  18/11/2005)

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Grandi Laghi (Burundi, RDCongo, Ruanda, Uganda) - Una regione martoriata da quindici anni di guerre civili (B.L., Avvenire, 06/11/2005)

Sgominare i gruppi armati irregolari, privandoli dei rifornimenti di armi e di ogni sostegno finanziario, è una delle tappe fondamentali per promuovere la pace nei Grandi Laghi africani. È quanto riaffermato, in un recente incontro regionale, dai rappresentanti dei governi della Repubblica democratica del Congo, dell'Uganda, del Ruanda e del Burundi. Quattro Stati che, con l'esplosione della guerra civile burundese del '92 e il genocidio ruandese del '94, sono saliti più volte alla ribalta della cronaca internazionale per stragi e battaglie. Per riportare la pace nella regione, hanno formalmente ribadito le 4 delegazioni riferendosi in particolare a 9 gruppi armati ‘ufficialmente' operanti nell'est dell'ex-Zaire, è necessario che siano applicate sanzioni su visti e conti bancari anche nei Paesi confinanti. Il blocco del contrabbando e del traffico d'armi non sarà sufficiente a garantire la pace, rilevano fonti della società civile congolese. Alcuni Stati devono infatti ritrovare, come ha fatto il Burundi, una stabilità interna. La R.D.Congo deve ancora portare a conclusione il periodo di transizione postbellico mentre il Ruanda ha le prigioni stracolme di persone accusate di corresponsabilità nel genocidio del '94. Con l'introduzione dei tribunali tradizionali, i "gacaca", la situazione è addirittura peggiorata. Sulla base del ‘sospetto' finiscono in carcere anche persone non responsabili di tali fatti come padre Guy Theunis, il 63enne missionario d'Africa arrestato 2 mesi fa mentre era in transito e tuttora detenuto a Kigali. (Beatrice Luccardi, Avvenire,  06/11/2005)

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Burundi - Onu chiede a Bujumbura asilo per profughi ruandesi (M.Z., Misna, 17/10/2005)

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha chiesto al governo burundese di concedere asilo agli oltre 3000 profughi ruandesi entrati recentemente in Burundi dopo aver lasciato il Rwanda nel timore di persecuzioni o della vendetta dei tribunali popolari sul genocidio del 1994. L’appello della portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr) in Burundi, Catherine Lune-Grayson, arriva alla vigilia di un incontro previsto oggi tra il ministro degli Interni burundese e quello dell’Amministrazione locale ruandese proprio decidere come gestire l’arrivo di questi nuovi profughi. A giugno scorso di fronte a una situazione analoga, circa 5.000 ruandesi erano stati rimpatriati dopo un accordo tra i governi di Bujumbura e Kigali; il Burundi aveva anche chiuso due campi di transito nella provincia settentrionale di Kayanza, definendo i ruandesi ‘immigrati illegali’. La portavoce dell’Acnur ha inoltre ribadito la richiesta, anticipata in un intervista rilasciata alla MISNA, al nuovo governo del Burundi di aprire un campo di transito per assistere i profughi ruandesi che si trovano nel nord del paese. (M.Z., Misna,  17/10/2005)

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Burundi - Le Fnl pronte a trattare (M.F., Peacereporter, 13/10/2005)

Se il buongiorno si vede dal mattino la presidenza di Pierre Nkurunziza comincia sotto i migliori auspici. Le Fnl (Forze Nazionali di Liberazione), l’unico gruppo ribelle ancora attivo in Burundi, hanno “scaricato” il leader storico Agathon Rwasa e si sono dette disponibili a intavolare trattative di pace con il governo. Dopo 13 anni di guerra civile e 300.000 morti, il conflitto burundese potrebbe essere finalmente giunto alla conclusione. La svolta. Anche se è ancora troppo presto per farsi prendere da facili entusiasmi, la mossa dei vertici delle Fnl dimostra come il gruppo ribelle non sia più compatto come prima. Nei giorni scorsi infatti Rwasa, che al momento si trova fuori dal paese, era stato sospeso dalla carica di presidente delle Fnl ufficialmente per “scarso rispetto dei diritti umani”. Una motivazione piuttosto singolare per un gruppo armato. Ma tant’è. Rwasa paga il fatto di voler ostinatamente continuare la guerra civile anche ora che gli Hutu hanno finalmente conquistato il potere. (M.F., Peacereporter,  13/10/2005)

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Burundi - Disboscamenti e siccità, a rischio lago Tanganyika (Misna, 11/10/2005)

Il livello delle acque del Lago Tanganyika, il secondo bacino d’acqua dolce in Africa dopo il Lago Vittoria, si è abbassato di circa un metro e mezzo creando disagi per il trasporto delle merci ai porti del Burundi e aumentando la preoccupazioni degli ambientalisti. “La massa d’acqua diminuisce a causa dell’eccessiva evaporazione dovuta ai cambiamenti climatici seguiti alla distruzione massiccia delle foreste” ha riferito Boniface Nyakageni, biologo consulente del ministero dell’Ambiente burundese; secondo Nyakageni il fenomeno sarebbe aumentato progressivamente fin dal 2001, anno in cui il Burundi ha registrato un record negativo di alte temperature. Il problema sarebbe stato esasperato da 12 anni di guerra civile, durante la quale sono stati abbattuti migliaia di ettari di boschi nelle regioni sotto controllo dei diversi gruppi armati in conflitto: il biologo ha ricordato che le foreste agiscono normalmente come spugne assorbendo acqua durante la stagione delle piogge e rilasciandola gradualmente defluire al lago nei periodi di siccità. Secondo Maurice Shiramanga, direttore dell’Istituto burundese di geografia, a contribuire alla secca del Tanganyika sarebbe stata anche la distruzione di una diga naturale nel litorale meridionale del lago: “In passato le grandi imbarcazioni da carico potevano attraccare alle banchine portuali disponibili anche due o tre alla volta, ora è possibile farlo solo una alla volta”. Con una superficie di 31.900 chilometri quadrati, una lunghezza di 640 chilometri e una larghezza che va da 30 a 120 chilometri, il Tanganyika è il secondo lago più profondo al mondo dopo il Baikal; si trova al confine tra Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Zambia; le prime due nazioni si dividono quasi equamente l'80% della territorialità delle acque. (F.B., Misna, 11/10/2005)

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Burundi - L'Unicef «bombarda» il villaggio dei puffi (Corriere della sera, 11/010/2005)

Si tratta di uno spot che riprende il celebre cartone animato. I puffi sono bombardati e molti di loro muoiono. Andrà in onda in Belgio. I missili arrivano a sorpresa e li colpiscono nella loro quotidianità. Mentre cantano, escono dalle proprie case, si preparano a vivere una giornata come tante nel villaggio blu, nascosto nei boschi della fantasia dei più grandi e dei piccini. Siamo a Puffolandia. Che in pochi minuti si trasforma in una Bagdad dei nostri giorni. Il villaggio dei puffi viene distrutto dai bombardamenti, Baby Puffo con la tutina sporca che singhiozza tra i cadaveri e le macerie, il corpo senza vita di Puffetta riverso in terra, con una sola scarpa, dietro, le casette a forma di fungo che prendono fuoco. E in sottofondo, la celebre musichetta degli ometti blu, nuovo bersaglio dei missili di una nuova, insensata guerra. E' lo spot che Unicef Belgio usa per la sua campagna contro gli effetti devastanti della guerra sui più piccoli. Il titolo dello spot è «Lasciamo i bambini in pace». «Non lasciate che la guerra colpisca la vita dei bambini» è la frase su cui si chiude lo spot, che ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la riabilitazione degli ex bambini soldato del Burundi. Obiettivo: sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei bambini nelle zone di guerra e raccogliere fondi per la riabilitazione dei bambini ex soldato in Burundi. In Belgio una sequenza dello spot è andato in onda in anteprima nei telegiornali e ha suscitato diverse reazioni. Gli adulti ne hanno apprezzato la drammatica efficacia, qualcuno è rimasto colpito negativamente, ma per i bambini vedere i famosi pupazzetti blu massacrati dai bombardieri, un nemico molto peggiore del perfido Gargamella e della sua fedele Birba, è stato traumatico. Tanto che Unicef e Imps, la società che controlla i diritti dei Puffi, hanno deciso di non mandare in onda lo spot prima delle 21. (Corriere della sera,  11/010/2005)

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Burundi - Uccisi 17 ribelli (O.P., WarNews, 02/10/2005)

E' di 17 ribelli uccisi il bilancio dell'ultimo scontro a fuoco tra combattenti delle Forze di Liberazione Nazionale (FLN) e soldati dell'esercito regolare del Burundi. Secondo le informazioni diffuse dall'agenzia AP e riprese dal network CNN, i ribelli sarebbero stati individuati da una pattuglia in perlustrazione nelle zone occidentali del paese. Fonti ufficiali riferiscono anche di un precedente episodio, in cui, nella giornata di ieri, i miliziani hanno tentato di sorprendere le truppe regolari di stanza a Gatunba, a 18 km a ovest da Bujumbura. Due ribelli sono rimasti feriti durante l'azione. (Ottavio Pirelli, WarNews,  02/10/2005)

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Burundi – Presidenza: via i 4x4 e le spese inutili (J.M., vita.it, 30/09/2005)

I ministri e funzionari del neogoverno burundese non potranno più acquistare sul conto dello Stato i lussuosi 4x4 giapponesi diffusi in tutto il continente africano e solitamente utilizzati dal personale di organismi internazionali, Ong e dai leaders politici locali. Su ordine del Presidente del Burundi Pierre Nkurunziza, l'élite burundese dovrà ormai fare a meno dei Land Cruiser Prado prodotti dalla Toyota e per coloro che ne sono già proprietari, l’”invito” è di rivendere le loro auto al più presto. Nei fatti, Nkurunziza ha decretato che il budget accordato ai ministri per l'acquisto di una automobile sarà abbassato dagli attuali 45mila-70mila dollari ai 8mila-10mila dollari. "Vogliamo ridurre le spese del governo" ha dichiarato il protavoce del Presidente del Burundi, "e investire questi soldi in campagne che rispondono ai bisogni fondamentali della popolazione burundese". Per poi precisare: "Non è soltanto il prezzo del veicolo a pesare sulle spese dello Stato, ma anche i costi di manutenzione". Il governo burundese ha infine aggiunto di aver seguito l'esempio del Rwanda. Infatti, recentemente il regime di Paul Kagame ha messo in vendita oltre un migliaio di auto appartenenti funzionari pubblici con l'obiettivo per ridurre le spese statali. (…) Risulta interessante constatare che il Presidente del Burundi, un Hutu eletto dal Parlamento burundese nell'agosto scorso, ha riproposto in Burundi un decreto amministrativo adottato dal vicino Rwanda, attualmente guidato da Paul Kagame, un Tutsi. Per i più attenti analisti della regione, sono ormai note l'amicizia e la stima reciproche che nutrono il Presidente burundese Nkurunziza e il suo omologo rwandese Paul Kagame. Basterà per stabilire una pace duratura in Africa centrale? (Joshua Massarenti, Vita.it,  30/09/2005)

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Burundi – Alto numero di alunni (Fonte: misna.org, 20/09/2005)

In Burundi sono iniziate le scuole e si registra un aumento del numero degli iscritti. Da quest'anno la scuola primaria e' gratuita e secondo l'Unicef gli alunni sono praticamente raddoppiati (da 266mila a 500mila). Adesso bisogna raddoppiare le strutture e il numero degli insegnanti e questo e' forse il passo piu' difficile. Stando alla stime servono 6,5 milioni di euro e finora il governo locale ha potuto contribuire solo con 80mila euro. Altri 3,4 milioni sono stati promessi dalle Nazioni Unite. (Fonte: misna.org, 20/09/2005)

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Burundi - Integrazione regionale (Misna, 19/05/2005)

Per rilanciare l'economia del Paese nella complessa fase del dopoguerra, il Burundi ha rinnovato la sua richiesta di adesione alla Comunita' dell'Africa dell'Est (Eac), che dal 2000 riunisce i quasi 100 milioni di abitanti che vivono in Tanzania, Kenya e Uganda. "In seguito al successo delle recenti elezioni e all'installazione di un nuovo presidente e del governo, il Burundi e' pronto a fare il suo ingresso nell'Eac" ha detto l'ambasciatore burundese in Tanzania, Aloys Mbonayo, spiegando che per il suo Paese, insieme alla pace, e' venuto anche il momento di pensare anche allo sviluppo. Il governo di Bujumbura aveva gia' presentato domanda di adesione nel 1999, durante la guerra civile durata 12 anni e che tutti, ormai, ora considerano conclusa. L'adesione potrebbe rappresentare un volano per il sistema-Burundi: la comunita' dell'Africa orientale - che si estende su una superficie di oltre 1,7 milioni di chilometri quadrati - ha come obiettivo la piena integrazione economica a livello regionale; lo scorso mese di gennaio e' gia' stato raggiunto un primo importante accordo di unione doganale. (E.B., Misna,  19/05/2005

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Burundi - I ribelli vogliono negoziare la pace, ma solo con i gruppi etnici (B.G., WarNews, 18/09/2005)

L'ultimo gruppo ribelle rimasto in Burundi, l'FNL (Front National de Libe'ration), ha dichiarato di non riconoscere la legittimita' del nuovo Governo e negoziera' la pace solamente con i rappresentanti dei tre gruppi etnici del Paese, suddiviso in Hutu per l'85%, Tutsi per il 14% e Twa (Pigmei) 1%. Pasteur Habimana, il portavoce dell' FNL, ha detto da Dar es Salaam in Tanzania, secondo l'IRIN, che l'FNL e' pronto a negoziare, ma anche che la Comunita' Internazionale dovrebbe agire da garante durante le negoziazioni, aggiungendo che, anche se le richieste del gruppo ribelle non fossero accolte, non comincera' nuovamente la guerra. Habimana ha negato inoltre che l'FNL stia ancora intraprendendo degli attacchi contro l'esercito anzi, secondo la sua dichiarazione, si stanno difendendo proprio dagli attacchi dell'esercito, che incolpa l'FNL di scontri sporadici prima e dopo le elezioni presidenziali - tenutesi in agosto - che hanno visto vincitore Pierre Nkurunziza, 42 anni, capo del principale gruppo ribelle, l'FDD (Forze di difesa della democrazia) che ora e' primo partito del Paese. L'FDD e' stato fino a poco tempo fa il piu' grande gruppo ribelle che combatteva contro il Governo del Burundi; nel Novembre del 2003 ha preso parte al processo di pace, aprendosi la strada per la sua entrata nel Governo. (Beatrice Giunta, WarNews,  18/09/2005)

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Burundi - Presidente chiede aiuto alla chiesa (Misna, 07/09/2005)

Il nuovo presidente burundese Pierre Nkurunziza ha chiesto alle massime autorita' della Chiesa di aiutare gli ex-combattenti, protagonisti di una guerra civile durata oltre 10 anni e costata la vita a circa 300.000 persone, a confessare le atrocita' commesse per contribuire alla piena pacificazione del Paese. In un recente incontro con rappresentanti ecclesiali, l'ex-guerrigliero che per 12 anni guidò la formazione ribelle 'Forze per la difesa della democrazia' (Cndd-Fdd) si e' detto pronto a parlare anche del proprio ruolo nel conflitto e ha ricordato la proposta di istituire una commissione per la verita' e la riconciliazione, incaricata di far luce sui crimini commessi negli ultimi anni, sulla scia di quella sviluppatasi nel vicino Rwanda per il genocidio del 1994. ''I capi religiosi - ha proseguito il presidente - avranno un importante ruolo dopo che la commissione sara' creata; non e' facile confessare i propri reati in pubblico ma, aiutati dagli uomini di Dio, i burundesi potranno far conoscere la verita' e riconciliarsi''. Nkurunziza e' stato nominato il 19 agosto scorso alla guida dello Stato dal parlamento, dominato, in seguito a elezioni democratiche, dal suo gruppo trasformatosi in partito. (L.M., Misna, 07/09/2005)

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Burundi - I nuovi ministri giurano contro genocidi e discriminazioni (Osservatorio sulla legalita', 02/09/2005)

Hanno giurato di "combattere tutte le ideologie e le pratiche di genocidio e di esclusione e promuovere e difendere i diritti e le liberta' della persona e del cittadino" i ministri del nuovo governo del Burundi ieri a Bujumbura. Il testo del giuramento e' tratto da un articolo della nuova Costituzione del Paese, travagliato dal contrasto fra le etnie Hutu e Tutsi, che ha condotto a 12 anni di guerra civile ed e' sempre comunque latente. La contrapposizione ra i due gruppi etnici, con caratteristiche anche fisiche molto diverse, ha portato negli anni '90 nel vicino Ruanda, all'uccisione di olre 800.000 persone in pochi giorni. La nuova Costituzione del Burundi prevede invece un governo misto, che rispecchia le percentuali etniche del Paese (60% Hutu e 40% Tutsi), prevedendo almeno un 30% di donne. Il nuovo governo guidato dal presidente eletto Pierre Nkurunziza, un Hutu, e' composto da figure nuove della politica burundese, e coprende 13 uomini e 7 donne. (Osservatorio sulla legalita', 02/09/2005)

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Burundi - Debutta il nuovo governo (P.R., vita.it, 30/08/2005)

Il nuovo presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, ha formato oggi il suo governo, il primo dalla fine della transizione politica che si e' completata la settimana scorsa. Lo si e' appreso da fonte ufficiali. Il nuovo esecutivo e' composto da venti ministri, tra i quali sette donne. I posti chiave sono stati assegnati in larghissima maggioranza al partito presidenziale ''Consiglio nazionale per la difesa della democrazia - forze per la difesa della democrazia (CNDD-FDD)''. Il Burundi, piccolo paese nell'Africano centrale, sta cercando di uscire da dodici anni di guerra civile tra i ribelli hutu ed esercito, fino a poco tempo fa dominata dalla minoranza tutsi. Il conferimento del mandato venerdi' scorso al presidente eletto Pierre Nkurunziza, un hutu, ha messo fine a un periodo di transizione politica iniziato quattro anni fa. Conformemente alla nuova costituzione del Burundi, il governo di Nkurunziza e' formato ''da un massimo del 60 per cento di hutu'' e dal ''massimo del 40 per cento di tutsi'' e almeno dal ''30 per cento'' di donne. Gli hutu rappresentano l'85 per cento della popolazione del Paese, i tutsi il 14. (Paul Ricard, Vita.it, 30/08/2005)

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Burundi - MSF riapre un centro per la cura del colera a Bujumbura (Medici senza Frontiere, 26/08/2005)

Dall'inizio di agosto, a Bujumbura, capitale del Burundi, si sono registrati 149 di colera. L'epidemia, provocata dalla carenza di approvvigionamenti idrici nell'area di Musaga, si sta allargando ad altre parti della citta'. Dall'inizio dell'anno e' la seconda volta che il colera colpisce Bujumbura. Per aiutare il Ministero della salute burundese ad affrontare questa malattia, MSF ha riaperto un centro per il trattamento del colera. ''All'interno di una delle nostre strutture sanitarie, abbiamo un reparto per la cura del colera che riapriamo ogni volte che ci sia bisogno di curare persone affette da questa malattia'', spiega Marc De Rijcke, coordinatore di MSF. ''Tutti i casi sospetti di colera che si trovavano nell'ospedale generale sono stati trasferiti in questo centro, che puo' ospitare fino a 100 persone e dove le cure sono gratuite. L'accesso gratuito all'assistenza medica cure e' cruciale, perche' la maggior parte delle persone non potrebbe permettersi le cure. Da quando abbiamo riaperto il centro (venerdi' 19 agosto), abbiamo ricoverato 59 persone.'' Le autorita' sanitarie del Burundi stanno disinfettando e pulendo le zone colpite dal colera e stanno organizzando una campagna di sensibilizzazione per informare la popolazione su come prevenire il colera. Il colera e' endemico in questa regione. Le carenze idriche rappresentano sempre un rischio costante per le esplosioni di epidemie. (Medici senza Frontiere, 26/08/2005)

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Burundi - Il nuovo presidente (Misna, 26/08/2005)

Pur continuando la vita di tutti i giorni, il Burundi sta seguendo con attenzione le dirette televisive e radiofoniche della cerimonia di insediamento del nuovo presidente Pierre Nkurunziza, il primo eletto democraticamente dall'esplosione nel 1993 di un decennale conflitto civile. Di questa guerra, lo stesso Nkurunziza fu un protagonista indiscusso in quanto capo del principale gruppo ribelle - le Forze di difesa della democrazia (Fdd) - ormai divenuto il primo partito del Paese. Passato e presente del nuovo presidente e dell'intero Burundi si rispecchiano nelle immagini della cerimonia che la televisione sta trasmettendo e che mostrano Nkurunziza prestare giuramento di fronte al presidente della Corte Costituzionale, lo stesso uomo che poco dopo l'avvio della guerra firmo' nei suoi confronti una condanna a morte. Oggi Nkurunziza eredita dalle mani di chi ne decreto' la morte il testimone di Melchior Ndadaye , il presidente ucciso nell'agosto del 1993 nell'attentato in cui perse la vita anche al suo omologo ruandese Juvenal Habyarimana. Un attentato che in Burundi diede il via alla guerra civile (le cui cause sono state troppo spesso semplificate con la disputa tra hutu e tutsi, tacendo invece le intricate componenti politiche) e che in Rwanda accese invece la miccia che l'anno successivo porto' al genocidio. ''Certo i punti interrogativi sul futuro di questo Paese sono tanti, a cominciare dal programma del nuovo governo; ma la speranza dei burundesi e' sincera e non e' tanto alimentata dalla figura di Nkurunziza, sentito meno vicino dalla gente rispetto a Ndadaye, ma dalla constatazione di un processo elettorale corretto e autenticamente democratico'' spiega alla MISNA una fonte contattata sul posto. ''Sembra stare proprio nell'autentica democraticita' del voto la forza di questo nuovo Burundi. Anche nelle zone in cui le Fdd non hanno vinto non c'e' risentimento, ma speranza e attesa per il futuro. Una cosa che adesso sembra essere stata dimenticata, soprattutto dai media internazionali, e' che in queste elezioni la componente etnica ha giocato un ruolo ridottissimo. Le Fdd hanno vinto soprattutto perche' si sono presentate come un partito non etnico, accogliendo nelle loro file (cosi' come accadde quando erano un movimento ribelle) indistintamente hutu e tutsi'' aggiunge ancora l'intervistato. Ad alimentare la speranza anche l'appoggio che la comunita' africana e quella internazionale hanno dato al processo di pace e a quello elettorale e che, come dimostra la grande presenza di capi di Stato e delegazioni provenienti dal tutto il mondo, hanno gia' garantito per le sfide del futuro. ''Prima di tutto resta da risolvere la questione delle Forze di liberazione nazionali (Fnl), l'ultimo gruppo ribelle ancora in attivita'. Tra i due movimenti non correva buon sangue neanche quando entrambi combattevano contro Bujumbura, anche se e' indubbio che le chance di instaurare un confronto siano maggiori ora che in passato'' spiega alla MISNA una fonte diplomatica occidentale che ha chiesto di restare anonima. Risolto il problema Fnl si tratta poi di ricostruire l'intero Paese e guidarlo verso uno sviluppo che la gente attende da troppi anni. (di Massimo Zaurrini, Misna,  26/08/2005)

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Burundi - Attacco di ribelli alla viglia dell'insediamento presidente (Peacereporter, 26/08/2008)

Ieri sera si e' appreso che il giorno precedente i ribelli hutu delle Forze di Liberazione Nazionale (Fnl) hanno attaccato il mercato di Gitaza, 30 chilometri a sud della capitale Bujumbura. Decine di persone sono state ferite da colpi di arma da fuoco. I residenti della zona si sono dati alla fuga. Le Fnl sono l'ultimo gruppo ribelle ancora attivo. L'attacco cade non a caso alla vigilia dell'insediamento alla presidenza del Paese, previsto per oggi, di Pierre Nkurunziza, ex leader hutu delle Forze per la Difesa della Democrazia (Fdd). (Peacereporter,  26/08/2008)

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Burundi - Eletto il nuovo presidente (Fonti varie, 19/08/2005)

Deputati e senatori del Burundi hanno eletto oggi l'ex leader ribelle hutu Pierre Nkurunziza come nuovo presidente del piccolo Paese dei Grandi Laghi, ancora alle prese con una sanguinosa guerra civile tra esercito a maggioranza tutsi e ribelli hutu. Il suo partito, le Forze per la difesa della democrazia (Fdd), aveva trionfato alle elezioni legislative tenutesi il mese scorso. La sua nomina e' una delle ultime tappe fondamentali del processo di pace, che ha messo fine ad una sanguinosa guerra civile durata oltre un decennio. Pierre Nkurunziza era l'unico candidato. Nel frattempo, l'unico movimento ribelle degli Hutu rimasto attivo in Burundi, il Fronte di Liberazione Nazionale, ha intensificato gli attacchi spostando l'offensiva, il 17 agosto per la prima volta dal 1993, dalle province-roccaforte di Bujumbura Rural e Bubanza ad altre aree nel nord del Paese. I ribelli non hanno ucciso civili, ma il ''Fnl'' ha perso 2 combattenti. (Fonti varie,19/08/2005)

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Burundi - 300 civili uccisi dagli estremisti hutu negli ultimi due mesi (Peacelink, 02/08/200)

''Alcuni sono stati uccisi perche' il FNL li accusava di collaborare con le forze di difesa nazionale, altri semplicemente perche' non si erano voluti unire al movimento'', dice il portavoce dell'esercito Adolphe Manirakiza citato dalla Reuters. Il FNL e' un'ala estremista del ''Partie pour la libe'ration du peuple hutu'' ed ha combattuto il governo del Burundi fin dalla meta' degli anni '90; ma sono stati i civili a subirne le violenze secondo le associazioni per i diritti umani. L'organizzazione e' fortemente legata ai reduci della milizia hutu rwandese che aveva perpetrato il genocidio del 1994, e si crede ne condivida l'ideologia. Nell'agosto del 2004 il FNL ha ammesso la responsabilita' del massacro di 152 Tutsi congolesi, nel campo rifugiati di Gatumba, nel Burundi occidentale. Si ritiene che anche gruppi congolesi e rwandesi abbiano preso parte all'attacco. Il FNL ha poi dichiarato che il campo sarebbe stato una copertura per una base militare; gli investigatori dell'ONU non hanno pero' trovato riscontri all'accusa, e i militanti per i diritti umani hanno evidenziato come la maggior parte dei moti fossero donne e bambini. Il partito di governo Frodebu e' stato recentemente accusato dai rivali elettorali di utilizzare il FNL per sabotare le prime elezioni nel paese dal 1993; l'accusa e' stata respinta, ma il Frodebu ha ammesso una ''collaborazione politica'' con il gruppo. Alla Reuters il portavoce del FNL Pasteur Habimana ha ammesso che il suo gruppo ha ucciso dei civili nei mesi passati, ma ha aggiunto che gli uccisi erano ''persone mandate dall'esercito con la missione di eliminare i nostri combattenti dando loro del veleno''. Egli ha anche accusato il governo burundese di attaccare i civili. - Articolo originale: agathon rwasa  - Tradotto da Chiara Rancati per Peacelink (Peacelink, 02/08/200)

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Burundi - Rispetto delle garanzie internazionali per chi chiede asilo (HRW, 02/08/2005)

Il Burundi deve garantire ai richiedenti asilo politico il diritto di un equo esame delle domande di asilo, ha dichiarato oggi Human Right Watch (HRW) in un comunicato pubblicato oggi. ''Tutti i richiedenti asilo politico hanno il diritto di vedere la loro richiesta equamente esaminata dalle autorita' competenti'', ha dichiarato Alison Des Forges, primo consigliere alla divisione Africa, HRW. Nel corso delle ultime settimane, afferma HRW, da 2000 a 2500 Ruandesi hanno cercato rifugio in Burundi. Le autorita' burundesi hanno obbligato molti di loro a rientrare al paese per la seconda volta. Alcuni infatti avevano cercato rifugio in Burundi per la seconda volta, dopo una prima espulsione; altri invece sono nuovi venuti. Stando alla testimonianza di osservatori sul posto, il 12 luglio scorso, nella zona di Gatsinda, comune di Mwumba, i soldati burundesi hanno accerchiato i rifugiati, raggruppati con la promessa di distribuzione di cibo, ed hanno obbligato 57 tra di loro a rientrare in Rwanda. Incidenti simili si erano verificati il 12 e 13 giugno. Allora, le autorita' del Ruanda e del Burundi avevano obbligato a rientrare in Rwanda piu' di 5000 richiedenti di asilo. La maggioranza di questi rifugiati si sono rifugiati in famiglie burundesi, temendo di essere rinviati in Rwanda se segnalano la propria presenza con richieste ufficiali di aiuto. Circa 800 Ruandesi si sono rifugiati a Vumba, in provincia di Kirundo. Il 22 luglio, funzionari ruandesi e burundesi recatisi sul posto hanno cercato di persuaderli, anche con minacce, di rientrare al paese. I primi richiedenti asilo politico sono arrivati in Burundi nel marzo ed aprile scorsi. Alcuni di loro hanno affermato di temere di in giudizio non equo da parte dei tribunali popolari ''gacaca''. Altri, hanno parlato di minacce da parte di funzionari o di sopravissuti, anche solo per le loro idee politiche. (HRW, trad. e riduz. Africa, 02/08/2005)

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Burundi - Rinnovo del Senato: 28 seggi agli ex ribelli del FDD (Radio Vaticana, 30/07/ 2005)

In Burundi, che sta faticosamente ritornando alla pace dopo 12 anni di guerra civile costata la vita a 400 mila persone, la farmazione dell'ex principale gruppo dei ribelli, il Fronte per la difesa della democrazia (FDD, l' ex-gruppo guerrigliero diventato ormai il primo partito del Paese), ha ottenuto 28 dei 41 seggi del Senato. I nuovi senatori sono stati scelti dai consiglieri municipali, eletti nelle consultazioni amministrative del 4 giugno scorso, e, insieme ai 118 deputati del Parlamento, dovranno eleggere il prossimo 19 agosto il nuovo presidente della Repubblica. Quest'ultimo appuntamento completera' il complesso iter elettorale del Burundi. (Radio Vaticana, 30/07/ 2005)

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Burundi - Riaperta radio indipendente (J. M., Vita.it, 28/07/2005)

Il Consiglio nazionale delle comunicazioni del Burundi ha autorizzato l'emittente radiofonica indipendente Radio publique africaine (Rpa) a ristramettere i suoi programmi dopo che lo scorso 22 luglio la polizia aveva chiuso gli studi di Rpa. Lo ha reso noto oggi l'ente non profit americano The Committee to Protect Journalists (Cpj). Secondo quanto riferisce Cpj, la decisione e' stata presa in seguito all'intervento diretto del presidente Domitien Ndayizeye. La massima autorita' burundese ha fatto piazza pulita all'interno del Consiglio nazionale dei media, nominando un nuovo Consiglio di amministrazione in cui presiedera' il caporedattore della radio inidpnendente sequestrata Jean-Marie Hicuburundi. Era stato lo stesso Cnc ad aver ordinato la chiusura di Rpa accusandola di aver diffuso false notizie durante le ultime campagne elettorali e insultato il Consiglio nazionale delle comunicazioni. Tutte accuse rigettate dal direttore di Rpa, Alexis Sinduhije, il quale successivamente avrebbe deciso di sospendere i programmi della radio per 48 ore nella speranza che il Cnc sospendesse le sue sanzioni. Infine l'intervento della polizia. La Radio publique africaine e' nota tra le organizzazioni internazionali di difesa per la liberta' di stampa per l'informazione rigorosa che diffonde in Burundi. Per le sue attivita' giornalistiche, Alexis Sinduhije e' stato premiato nel 2004 dal Committee to Protect Journalists (Cpj) con l'International Press Freedom Award, uno dei premi piu' prestigiosi del giornalismo independente internazionale. (J. M., Vita.it, 28/07/2005)

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Burundi - ex-ribelli, dopo vittorie elettorali, scelgono candidato presidenziale (Misna,11/07/2005)

Le Forze di difesa della democrazia (Fdd), gli ex-ribelli del Burundi trasformatisi ormai nel primo partito del Paese dopo i risultati delle elezioni comunali e legislative delle scorse settimane, hanno scelto il loro storico e indiscusso capo, Pierre Nkurunziza, come candidato alle presidenziali del prossimo mese. Il massimo capo dello Stato verra' eletto dai parlamentari scelti a suffragio universale (in cui le Fdd hanno ottenuto il 58% dei voti) e dai senatori che verranno nominati dai consigli comunali eletti direttamente dagli aventi diritti e in cui le Fdd hanno riportato un altro largo successo. Per ottenere la presidenza, i candidati designati dai partiti presenti in Parlamento dovranno ottenere una maggioranza di due terzi. Nkurunziza e' stato scelto con 424 voti su 428 dai delegati delle Fdd raccoltisi ieri a Bujumbura. (Misna, 11/07/2005)

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Burundi - L'FDD vince elezioni con il 58% (Fonti varie, 06/07/2005)

Con il 58,23% delle preferenze, il piu' importante gruppo di ex ribelli hutu, riunito nell'FDD (Forze per la difesa della democrazia) vince le prime elezioni parlamentari dopo il 1993. Buona affermazione anche del secondo partito hutu, il Frodebu (Fronte per la democrazia burundese), il partito del presidente Domitien Ndayizeye, che ha ottenuto il 22,33 % dei consensi. La principale formazione tutsi, l'Uprona, ha ottenuto solo il 7,3 %. L'affluenza alle urne e' stata altissima: 75%. Nel futuro nuovo Parlamento, secondo Paul Ngarambe, presidente della commissione elettorale indipendente, l'FDD avra' una maggioranza imbattibile fra il 60 e l'80% dei seggi. Ma la Costituzione, approvata in modo plebiscitario il 28 febbraio scorso, garantisce comunque ai Tutsi una rappresentanza di almeno il 40 per cento nel governo e nelle altre istituzioni. Il prossimo 19 agosto, la nuova Assemblea nominera' a sua volta il nuovo Presidente della Repubblica. Sul cammino verso la pace, rimane ancora un ostacolo un gruppo ribelle hutu, le Forze per la Liberazione Nazionale (Fln), che aveva promesso di non interferire se non provocato. Ma sembra stia gia' sta trattando col governo. Prendera' cosi' fine una guerra civile durata circa 12 anni, causando almeno 300.000 morti ed un milioni tra profughi e rifugiati, in un paese di circa sette milioni di abitanti. (Fonti varie, 06/07/2005)

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Burundi - Si vota per nuovo Parlamento (Ticinonline, 04/07/2005)

Poco piu' di tre milioni di burundesi votano oggi per eleggere il nuovo parlamento. Il primo voto politico dal 1993, dopo di che c'e' stata una lunga e sanguinosa guerra civile, ancora -ma marginalmente- in corso. Si vota dalle 06:00 di stamani alle 16:00, ma sono possibili code. Grande favorito il partito hutu delle Forze per la Difesa per la Democrazia, gia' principale movimento ribelle, che ha firmato la pace nel novembre del 2003, e da allora si e' integrato nella vita politica e nell'esercito. Usci' ampiamente vincitore anche nelle comunali del 3 giugno scorso. I burundesi, peraltro, hanno gia' ratificato una costituzione che concede garanzia di ruoli di rilievo anche per la minoranza tutsi, che finora aveva sempre controllato tutti i gangli vitali del Paese: esercito, governo ed economia. I deputati e i senatori saranno poi chiamati ad eleggere con una maggioranza di almeno i due terzi, il presidente della Repubblica il 19 agosto. Dal 2010 il presidente sara' eletto a suffragio universale. Si considera che la guerra civile abbia causato almeno 300.000 morti, e un milione -su una popolazione globale di circa sette- tra profughi e rifugiati. Ancora combatte un gruppo ribelle hutu, le Forze per la Liberazione Nazionale (Fln), e proprio la scorsa settimana ci sono stati scontri che hanno causato almeno 18 morti. Ma l'Fln non sembra lontano da un'intesa col governo, e si e' impegnato a non intralciare il voto se non provocato. (Ticinonline,  04/07/2005)

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Burundi - Accordo per la cessazione immediata delle ostilita' (Rainews24, 16/05/2005)

Il presidente del Burundi Domitien Ndayizeye e Agathon Rwasa, capo delle Forze nazionali di liberazione (Fnl), ultimo movimento ribelle in guerra nel Paese, hanno annunciato ''la cessazione immediata delle ostilita''' in una dichiarazione comune diffusa ieri sera a Dar-es-Salaam. Le due parti ''decidono di mettere in atto una equipe tecnica, entro un mese, per definire i meccanismi di un cessate-il-fuoco'' aggiunge la dichiarazione firmata nel corso di una cerimonia ufficiale in un albergo di Dar-es-Salaam. Le parti s'impegnano inoltre a intraprendere ''negoziati nel piu' breve tempo possibile, senza tuttavia ostacolare il processo elettorale in corso'' prosegue il testo, che il ministro tanzaniano degli esteri, Jakaya Kikwete, ha firmato come ''testimone''. I negoziati potrebbero cominciare entro una settimana, senza incidere sulle date previste del processo elettorale, ha indicato una fonte diplomatica vicina alle discussioni di Dar-es-Salaam. Il governo aveva rotto tutti i contatti con i ribelli dopo che questi si erano detti responsabili per il massacro di piu' di 160 congolesi Tutsi rifugiati nel campo di Gatumba, nel nord-ovest della capitale, avvenuto lo scorso anno in agosto. (Rainews24, 16/05/2005)

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Burundi - Riavviati colloqui di pace tra governo e ribelli del Burundi (Peacereporter, 09-05-2005)

Un'intesa per riavviare il processo di pace in Burundi e per convocare le elezioni ad agosto e' stata raggiunta a Pretoria tra il presidente Domitien Ndayizeye ed il leader dell'ex milizia ribelle hutu "Forze di Difesa della democrazia" (Fdd), Pierre Nkurunziza. I temi scottanti dei colloqui sono stati l'integrazione nelle forze di sicurezza dominate dai tutsi e dagli ex combattenti hutu e la nomina del ministro dell'Interno. Il Paese andra' alle urne entro il prossimo 19 agosto per scegliere il nuovo esecutivo. Ndayizeye e Nkurunziza furono i protagonisti dello storico accordo di pace nel novembre del 2003 a Dar es Salaam, in Tanzania, che mise fine ad una sanguinosa guerra civile durata circa 12 anni e costata la vita a piu' di 300 mila persone. (Peacereporter, 09-05-2005)

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Burundi - Comunicato del Centro Giovani Kamenge (21-04-2005)

Abbiamo terminato oggi la prima parte dei tornei con 24 comunita' religiose, cattoliche, protestanti e musulmane dei quartieri Nord. 17 sono le squadre che partecipano al torneo di calcio, 5 a quello di basket femminile, che e' terminato oggi con la vittoria della parrocchia cattolica di S. Giuseppe di Ngagara. La seconda arrivata e' quella della parrocchia cattolica di Kinama. Il 3 maggio ci sara' la finale del torneo di calcio al Centre Jeunes Kamenge alle ore 15.00. In questi giorni continuano i 9 gruppi di alfabetizzazione nei Quartieri, tutti i pomeriggi della settimana. Il Centro sara' aperto a degli amici arrivati da sei paesi africani, il 21 aprile. Altre attivita': fine di una serie di cento case ricostruite, venti per Quartiere, con l'aiuto della Cooperazione Italiana; continuazione del lavoro sulle elezioni, con formazioni per le Associazioni e formazioni - teatro - e giochi di socializzazione per le scuole secondarie. e' appena terminato l intervento nelle 40 scuole secondarie con il dono di oltre 100 libri, dono dell'ONUB e dell'Ambasciata Americana e di tre palloni a 80 scuole secondarie e elementari, sempre con l'aiuto dell ONUB. Il lavoro e la coordinazione con 24 club Stop-Sida nei Quartieri ci portera' invece a una giornata d'insieme il 29 aprile, giornata nazionale di lotta contro il Sida con sport e testimonianze. Ci sono poi l'inizio di programmi di interesse comune: la droga, i ragazzi di strada con il Centro CRS, il ripristino dei terreni di gioco nei Quartieri, ecc. ecc. - Questi e tantissimi altri interventi con i 23800 giovani iscritti al Centro e i 200000 abitanti dei quartieri Nord, per dirci ancora una volta che siamo vivi e pieni di speranza, in un paese che sta lavorando per entrare definitivamente nella democrazia. (Centro Giovani Kamenge, Bujumbura, 21 aprile 2005)

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Burundi. Le FNL pronte a trattare col governo (M.F., Warnews, 13/04/2005)

Dopo numerosi incontri con i mediatori di Dar es Salaam, ed in particolare con il Ministro degli Esteri della Tanzania Jakaya Kikwete, le FNL (Forze Nazionali di Liberazione, l'unico gruppo ribelle ancora in guerra contro il governo di Bujumbura), hanno deciso di proclamare la cessazione delle ostilita' e la disponibilita' a trattare direttamente con le autorita' burundesi. Non e' ancora chiaro chi sara' designato come mediatore, anche se sembra che le FNL abbiano tolto il veto precedentemente posto sul mediatore designato dagli accordi di pace, il vice-presidente sudafricano Jacob Zuma. Le dichiarazioni dei ribelli sono state accolte con soddisfazione sia dalle autorita' burundesi che dalla ONUB (la missione ONU nel paese). Continuano pero' gli scontri tra i ribelli e l'esercito, che, secondo fonti militari, nello scorso fine settimana avrebbero portato alla morte di 3 persone, tra cui 1 militare ed 1 ribelle. Teatro degli scontri, come sempre, i quartieri periferici della capitale Bujumbura dove le FNL hanno le loro roccheforti. Nessuna novita' di rilievo invece per quanto riguarda le elezioni, fissate inizialmente per il mese di aprile. La Commissione elettorale ha rinviato le consultazioni a data da destinarsi a causa del ritardo del Parlamento nell'approvazione delle necessarie leggi, attirandosi le pesanti critiche dell'Unione europea e dei mediatori locali. (M.F., Warnews, 13/04/2005)

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Burundi. Morto il ministro degli Interni (Fonti d'agenzia, 22/03/2005)

Il ministro burundese degli Interni, Simon Nyandwi (53 anni), e' morto questa mattina nel suo domicilio a Bujumbura dopo una breve malattia, ha annunciato l'agenzia Pana. Secondo le prime indicazioni, il decesso sarebbe dovuto ad una crisi cardiaca. Il ministro Nyandwi, che lascia una vedova e cinque figli, apparteneva ala Forze per la difesa della democrazia (FDD), una volta il principale movimento della ribellione. In seguito ad un accordo di cessate il fuoco, era entrato nel governo il 23 novembre 2003, assieme ad altri tre membri delle FDD. (Fonti d'agenzia, 22 marzo 2005)

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Burundi. Passi avanti verso la pace (Misna, 11/03/2005)

Oltre 5.000 combattenti della decennale guerra civile burundese hanno consegnato le armi nell'ambito del piano di smobilitazione, disarmo e reintegrazione (Ddr); lo riferiscono fonti militari. ''Dal dicembre dello scorso anno, quando e' stata avviata Ddr, 5.653 tra ex-soldati ed ex-ribelli sono tornati alla vita civile'' ha detto alla stampa il generale Libere Hicuburundi, portavoce dell'organismo nazionale incaricato di condurre l'operazione di disarmo. Il generale Hicuburundi ha precisato che finora hanno consegnato le armi 1.853 ex-soldati governativi, 3464 ex-guerriglieri delle Forze per la difesa della democrazia (Fdd), il principale gruppo ribelle, e 336 membri di altri cinque formazioni sovversive minori. Inoltre, Hicuburundi, ha aggiunto che nel bilancio ci sono anche 386 donne e 618 ex-bambini soldati. Il conflitto burundese che ha visto contrapposte forze hutu e tutsi, e' scoppiato nel 1993 provocando 300.000 vittime; un processo di pace avviato circa due anni fa e' stato recentemente coronato dal referendum popolare per il varo di una nuova Costituzione che mira a riequilibrare i poteri e le rappresentanze tra i due principali gruppi etnici. In questo contesto e' di determinante importanza il successo della Ddr: grazie a un accordo con la Banca mondiale, chi consegnera' le armi avra' uno stipendio per i successivi 18 mesi; una parte degli smobilitati, inoltre, andra' a comporre le 'forze di sicurezza integrate' del Paese, come prevedono gli accordi di pace, cioe' la creazione di un esercito di 30.000 uomini e di un corpo di polizia di 20.000 effettivi composto in maniera uguale da Hutu e Tutsi. Il programma Ddr, del costo di 80 milioni di dollari, ha per obiettivo quello di smobilitare 80.000 combattenti di cui 48.000 dell'esercito regolare e 32.000 tra i gruppi ribelli; per la fine del 2005 si spera di avere convinto a tornare alla vita civile tra i 16.000 e 20.000 armati. La notizia aggiunge ulteriore ottimismo per l'esito del delicato processo di pace a cui recentemente ha aderito anche la seconda maggiore formazione ribelle, le Forze nazionali di liberazione (Fnl), fino a poco tempo fa autoesclusasi dai negoziati. ( BF, Misna, 11/03/2005)

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Burundi. Circa 800 Burundesi, di cui 200 Pigmei, fuggono in Ruanda. (tv5, AFP, 09/03/2005)

In un dispaccio diffuso ieri 9 marzo, l'agenzia France Press rende noto che circa 800 Burundesi, di cui quasi 200 Pigmei, si sono rifugiati in Ruanda per sfuggire ad intimidazioni politiche. L'informazione e' stata data alla AFP dalla deputata twa Libe'rate Nicayenzi, di ritorno dalla provincia di Kirundo (nord-est). ''Dal 26 febbraio, centinaia di persone, di cui quasi 200 Twa (pigmei, circa l'1% della popolazione burundese) sono fuggite da tre colline del comune di Busoni (nord-est) e si sono rifugiate in Ruanda'', ha spiegato la deputata. Queste partenze sono iniziate due giorni prima del referendum sulla Costituzione, tenutosi il 28 febbraio, che ripartisce in modo piu' equo il potere tra Hutu e Tutsi. "Tutte queste persone, spiega la Sig.ra Nicayenzi, sono fuggite a causa di minacce ricevute da elementi hutu (etnia maggioritaria) che li accusano di avere votato no al referendum''. Per Philippe Njoni, governatore della provincia di Kirundo, invece, questa storia di intimidazioni sarebbe solo un pretesto, lo stesso che la gente aveva invocato nell'ottobre 2004, quando un migliaio di Burundesi era fuggito in Ruanda. ''Migliaia di Tutsi e di Twa sono rimasti sul posto senza essere inquietati'', ha assicurato il governatore, secondo cui si tratterebbe solo di ''un movimento dovuto essenzialmente alla fame che da parecchi mesi colpisce la regione''. (tv5, AFP, 09/03/2005)

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Burundi - I Burundesi dicono si' alla nuova Costituzione (Africa, 1 marzo 2005)

Lunedi' 28 febbraio, 90,78% dei Burundesi hanno votato si', e 9,22% hanno detto no alla nuova Costituzione. E' quanto ha dichiarato, martedi 1 marzo, alle 10, ora locale, il presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI), Paul Ngarambe . I risultati portano su 60,07% dei bollettini di voto gia spogliati. Per avere dei risultati definitivi, rimangono ancora da spogliare i voti di quattro delle 17 province del paese: Gitega, Bururi, Kirundo e Muyinga. Le piogge torrenziali hanno reso difficoltoso l'inoltro delle urne di queste regioni, ha detto Paul Ngarambe, il quale confida di poter disporre di risultati completi gia' da questa sera. Il tasso di partecipazione e' stato di piu' dell'87% degli iscritti.  La nuova Costituzione distribuisce in modo piu' equo il potere tra le due principali etnie - hutu e tutsi - del paese, che tenta di mettere fine a piu' di undici anni di guerra civile, che hanno fatto piu' di 300.000 morti. Questo referendum ha dato il via ad una serie di sette altre elezioni, tra cui le legislative e la presidenziale a suffragio universale indiretto che dovranno essere organizzate nel prossimi mesi. Ge'rard Nduwayo, porta-parola dell'Uprona (Unione per il progresso nazionale, principale partito tutsi) ha espresso l' inquietudine del suo partito per una ''monopolizzazione del potere da parte di un  gruppo etnico-politico'' e per le conseguenze che potrebbero derivarne. La Ceni e gli osservatori elettorali hanno la loro soddisfazione per questo scrutinio ''veramente libero e trasparente'', nonostante alcuni piccoli problemi ''che non sono di natura tale da cambiare il risultato''. (Africa, 1 marzo 2005)

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