NOTIZIE - BURKINA FASO

Burkina Faso - Commissione episcopale per il dialogo con l'islam (Sidwaya/Radio Vaticana, 07/12/2005)

Burkina Faso - Anteprima romana per “Delwende lève-toi et marche” (Lettera22, 11/10/2005)

Burkina Faso – Nuova epidemia di febbre gialla (Irin, 23/09/2005)

Burkina Faso - Campagna elettorale e rischi per la democrazia (L.C., Equilibri.net, 20/09/2005)

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Burkina Faso- Commissione episcopale per il dialogo con l'islam (Sidwaya/Radio Vaticana, 07/12/2005)

La situazione dei rapporti interreligiosi nel Burkina Faso è nel complesso buona, anche se non mancano problemi che richiedono approfondimenti e nuove strategie per migliorare la convivenza tra cristiani e musulmani. E’ il quadro emerso dalla recente sessione della Commissione episcopale per il dialogo con l’Islam svoltasi a fine novembre nella capitale Ouagadougou. La sessione è servita sostanzialmente a fare il punto dello stato dei rapporti islamo-cristiani in Burkina Faso e quindi a definire piani di intervento per il futuro. Partendo dalle conclusioni dell’incontro nazionale dell’estate scorsa a Koumi sui problemi della convivenza tra cristiani e musulmani nei Paesi dell’Africa occidentale francofona, i delegati hanno confrontato le iniziative promosse in questo ambito nelle singole diocesi burkinabé. Dal confronto è emersa, in particolare, l’esperienza positiva della nuova diocesi di Dori, dove le due comunità sono riuscite ha stabilire una fruttuosa collaborazione, a riprova del fatto che il dialogo tra cristiani e musulmani non solo è possibile in Burkina Faso, ma è anche benefico per la società. Tra i nodi critici è stato invece evidenziato quello dei matrimoni misti tra cristiani e musulmani il cui esito non è sempre felice. Per questo la Commissione ha raccomandato un’approfondita riflessione dell’episcopato sul problema, evidenziando la necessità di puntare su una migliore preparazione catechistica dei giovani prima del matrimonio e di un accompagnamento pastorale delle coppie miste dopo le nozze. Sempre con l’obiettivo di migliorare il dialogo islamo-cristiano in Burkina Faso, essa ha inoltre proposto di inviare giovani sacerdoti burkinabé a studiare islamologia in Paesi islamici. Paese a maggioranza animista, il Burkina Faso conta una significativa minoranza islamica (il 25 per cento), mentre i cristiani sono il 10 per cento della popolazione. (L.Z., Sidwaya/Radio Vaticana,  07/12/2005)

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Burkina Faso - Anteprima romana per “Delwende lève-toi et marche” (Lettera22, 11/10/2005)

Il cinema africano torna a Roma. Il film “Delwende, lève-toi et marche”, vincitore del Prix de l’Espoir al Festival di Cannes 2005 nella sezione “Un certain régard”, verrà proiettato gratuitamente per la prima volta nella capitale il 18 e il 20 ottobre alla presenza del regista, il burkinabé S. Pierre Yaméogo. Cofinanziata dalla Fondazione Unidea e prodotta da Dunia Productions, Les films de l’Espoir e Thelma Films AG, la pellicola dipinge un affresco della società rurale del Burkina Faso, dei suoi profondi legami con i costumi ancestrali e delle loro conseguenze - spesso tragiche - sulla vita dei membri della comunità, soprattutto se donne. Il lungometraggio, infatti, racconta l’espulsione da un villaggio di una delle cosiddette “mangiatrici di anime”, che la credenza popolare ritiene responsabili di morti inspiegabili. Delwende verrà proiettato in due distinte serate organizzate dalla Fondazione Unidea. In entrambe saranno presenti il regista S. Pierre Yaméogo e una delle due protagoniste, Blandine Yaméogo (Napoko, la madre). Il 18 ottobre si svolgerà la serata a inviti al centro congressi Roma-Eventi di via Alibert 5a (via Margutta). Tra gli ospiti, Mariam Lamizana, ministro dell’Azione Sociale e della Solidarietà Nazionale del Burkina Faso, il critico cinematografico Mario Sesti, autorità cittadine, l’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, il segretario generale Unidea Francesca Gori, africanisti e rappresentanti della cooperazione internazionale. Il 20 ottobre ci sarà la proiezione pubblica gratuita, ad esaurimento posti. L’appuntamento è alle 21,00 al cinema Nuovo Olimpia, via in Lucina 16/g. (Lettera22,  11/10/2005)

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Burkina Faso – Nuova epidemia di febbre gialla (Irin, 23/09/2005)

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato una campagna di vaccinazione per più di un milione di persone per far fronte ad una recente epidemia di febbre gialla nel sud del Burkina Faso, ai confini con la Costa d’Avorio. La campagna prevede la vaccinazione di 650.000 persone nelle regioni di Batie, Gaoua e Banfora. Verrà poi continuata anche in Costa d’Avorio, dato che il solo decesso per febbre gialla è avvenuto appunto alla frontiera con questo paese. La febbre gialla è provocata da un virus trasmesso all’uomo dalle zanzare. I suoi sintomi variano da una semplice febbre ad una febbre emorragica che può provocare la morte. Al momento non esistono medicine per curare la malattia il cui tasso di mortalità, presso le popolazioni non immunizzate, può andare oltre il 50%. Secondo Sylvie Briand, specialista della febbre gialla presso l’OMS, il rischio di contagio è grande, poiché la copertura per vaccinazione nella regione è bassa: nel Burkina Faso è passata da 60%, tra il 2000 e il 2004, a 20-30% nelle zone rurali. Il numero elevato di persone che transitano in questa zona di frontiera aggrava ancor più la situazione. Per evitare di propagare la malattia nei centri urbani, tutti gli abitanti ed i viaggiatori debbono essere vaccinati. (Irin, 23/09/2005)

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Burkina Faso - Campagna elettorale e rischi per la democrazia (L.C., Equilibri.net, 20/09/2005)

Blaise Compaore e' ufficialmente il candidato alle Presidenziali, e l'opposizione si unisce contro di lui: questo indica che la democrazia si sta radicando nel paese, ma non deve far dimenticare ai contendenti di trovarsi in un contesto ancora a rischio, in cui ogni tema va trattato con la massima accortezza. Blaise Compaore, salito al potere nel 1987 con un colpo di stato, e riconfermato alle consultazioni del 1991 e del 1998, il 19 giugno e' stato ufficialmente scelto dal CDP (Congresso per la Democrazia e il Progresso) come proprio candidato per le presidenziali che si terranno il 13 novembre. Questo nonostante le veementi proteste da parte dei due maggiori partiti dell'opposizione, l'UNDD (Unione Nazionale per la Democrazia e il Progresso) e il PDS/PS (Partito per la Democrazia e lo Sviluppo-Partito Socialista) che si sono appellati all'emendamento costituzionale del 2000 (fatto approvare obtorto collo al CDP). In base alla nuova legge solo 2 sono le possibili elezioni dello stesso Presidente (per 5 e non piu' 7 anni). Alla luce di ciò, una nuova candidatura di Compaore (dopo quelle del 1991 e 1997) sarebbe incostituzionale. Dal canto suo la CDP, ed in particolare Saif Dallo (Ministro dell'Agricoltura e direttore della campagna elettorale di Compaore) difendono il Presidente sostenendo che la modifica della Carta Costituzionale non avrebbe effetto retroattivo e appoggiando non solo la candidatura per quest'anno ma, in caso di vittoria, anche per le future elezioni del 2010. Sebbene oramai appaia assodato che Compaore sara' il candidato, questo ha ulteriormente polarizzato la campagna elettorale che, almeno da parte del governo, era gia' stata condotta "senza esclusione di colpi"; questa scelta però potrebbe diventare un'arma a doppio taglio, avendo contribuito a rafforzare e creare una maggiore coesione nell'opposizione. (...) Blaise Compaore, stando alle previsioni, rimarra' il Presidente del Burkina Faso, a meno che Alternanza 2005 non riesca, in due mesi, a organizzare un programma e scegliere un unico candidato (cosa che a oggi appare improbabile). E' tuttavia innegabile che la sua candidatura ha messo in moto una serie di processi (come l'unificazione delle opposizione o la ripresa delle manifestazioni popolari) che sul medio periodo potrebbero davvero (magari nel 2010) portare a un cambiamento alla Presidenza ed al governo. Tuttavia e' importante che le ambizioni di potere non portino ne' il CDP ne' i partiti dell'opposizione a rinfocolare tensioni sociali e attriti con gli stati limitrofi, la cui gestione sarebbe pressoche' impossibile e che metterebbero in serio pericolo la democrazia che, seppur tra molti ostacoli, sta lentamente prendendo piede. - NdR. Consigliamo la lettura di tutto l'articolo, cliccando sul link qui appresso (Lucia Conti, Equilibri.net, 20/09/2005)

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