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Angola - In fase di conclusione il programma di rimpatrio dell’unhcr (Aise, 20/12/2005)
Il rimpatrio di un gruppo di 42 rifugiati angolani dal Botswana, avvenuto domenica scorsa, ha segnato la fine del programma triennale di rimpatrio volontario dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, grazie al quale centinaia di migliaia di rifugiati angolani hanno potuto fare ritorno nel loro Paese per mezzo di convogli organizzati. I 42 angolani, che vivevano nel campo di Dukwi, nel Botswana nord-orientale, hanno raggiunto in aereo Meninge, nell'Angola meridionale, dove hanno ricevuto una somma di denaro per poter raggiungere i villaggi d'origine. Sono stati inoltre dotati di un kit di aiuti non alimentari contenente utensili per la cucina, oltre che kit più specifici con attrezzi per la costruzione di abitazioni o sementi e attrezzi per riavviare le attività agricole. Ogni persona ha inoltre ricevuto dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) razioni alimentari per due mesi. Dall'inizio del programma di rimpatrio volontario in Angola, nel 2003, oltre 123mila rifugiati hanno fatto ritorno ai loro villaggi grazie all'assistenza dell'UNHCR. L'Agenzia ha inoltre assistito all'interno del paese altre 89mila persone che erano rimpatriate autonomamente. Si stima che a partire dal cessate il fuoco dell'aprile 2002 - che ha segnato la fine dei ventisette anni di guerra civile in Angola - circa mezzo milione di angolani abbiano complessivamente fatto ritorno nel proprio paese, con o senza l'assistenza dell'UNHCR. Nel 2005, oltre 28mila angolani sono rimpatriati con l'assistenza dell'UNHCR dai paesi confinanti 15mila per mezzo di voli charter e i restanti 13mila a bordo di convogli via terra. Quasi 9mila rifugiati hanno inoltre beneficiato dell'assistenza dell'UNHCR all'interno dell'Angola dopo essere rimpatriati autonomamente ed essersi rivolti ai centri di accoglienza dell'Agenzia. (…)(Aise,
20/12/2005)
Angola - La Svizzera restituisce dei fondi all'Angola (Swissinfo, 01/11/2005)
Berna restituirà all'Angola 21 milioni di dollari bloccati in Svizzera nell'ambito di un'inchiesta penale. Un accordo in tal senso è stato firmato martedì. Per la prima volta in questo genere di situazione, i fondi restituiti saranno direttamente destinati a progetti umanitari. La notizia della firma dell'accordo fra Berna e Luanda è stata comunicata martedì dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il testo è stato sottoscritto a Ginevra dal direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Walter Fust, e dal segretario del Consiglio dei ministri della Repubblica d'Angola, António Carlos dos Reis Júnior. Un accordo di principio in tal senso fra i due paesi era già stato firmato nel novembre del 2003. I 21 milioni di dollari (27 milioni di franchi) erano stati bloccati dalla giustizia ginevrina nell'ambito di un'inchiesta relativa al rimborso del debito che l'Angola aveva nei confronti della Russia. Dopo avere accertato l'assenza di irregolarità, i giudici del cantone romando avevano deciso nel dicembre del 2004 di archiviare la causa. Rimaneva però ancora in sospeso la sorte dei conti che quattro importanti personalità angolane avevano aperto presso una banca di Ginevra. L'inchiesta è giunta alla conclusione che i titolari di questi conti non avevano direttamente beneficiato dei fondi e che questi ultimi costituivano delle «riserve strategiche» destinate ad essere utilizzate da Luanda contro i ribelli dell'UNITA all'epoca della guerra civile. Marc Wey, capo della Sezione di diritto internazionale presso il DFAE, ha detto a swissinfo che il denaro sarà trasferito su un conto aperto presso la Banca nazionale svizzera e amministrato dalla DSC. In un comunicato, il DFAE precisa che i fondi restituiti dovranno essere destinati a progetti umanitari concernenti «le persone più vulnerabili della società angolana». L'esecuzione dell'accordo di restituzione dovrebbe potere cominciare nel corso delle prossime settimane.
(SwissInfo,
01/11/2005)
Angola - Campagna elettorale al via, ma… (G.P., Equilibri.it, 11/10/2005)
Le preannunciate elezioni legislative e quelle presidenziali tardano ancora ad essere calendarizzate. Il presidente Jose Eduardo dos Santos ha dato vita alla CIPE (Commissione Interministeriale per il Processo Elettorale) che si occupa della preparazione delle elezioni senza però aver ancora fissato il giorno delle elezioni. Gli analisti sono fiduciosi del fatto che le elezioni legislative si terranno entro il 2006 e quelle presidenziali non prima del 2007. Nel frattempo gli organi preposti alla preparazione e realizzazione delle consultazioni elettorali si sono messi in moto. La CIPE per bocca del suo portavoce ha dichiarato che l’Angola neccessita dell’apporto della comunità internazionale per potere organizzare le elezioni poiché le forze del solo governo non sono sufficienti. L’Angola quindi si avvia verso le sue prime elezioni libere, elezioni considerate indispensabili per ripristinare l’ordine democratico e costituzionale nel paese, facendo sì che le istituzioni governative vengano legittimate tramite il suffragio universale. La campagna elettorale ed i programmi di governo devono fare i conti ancora con le riparazioni dei guasti di una guerra fin troppo lunga. Il governo sta mettendo in campo ogni mezzo e qualsiasi espediente per accreditare a questa consultazione elettorale il massimo della credibilità agli occhi della comunità internazionale e questo sforzo è dimostrato anche dalla serie di meeting ed incontri che sta intavolando negli ultimi mesi: con il UNDP (United Nations Development Programme), l’EISA (Electoral Institute of Southern Africa), il Democratic Institute for International Matters tra gli altri. Non solo interlocutori governativi ma anche rappresentanti della società civile come ong, associazioni e autorità tradizionali vengono coinvolti in questo processo dal CIPE. Inoltre il governo ha aperto una discussione dai buoni propositi con l’opposizione dell’UNITA, che negli ultimi anni ha avviato il processo di conversione da gruppo ribelle a partito democratico, che però non fa mancare le critiche pre-elettorali nei confronti del governo. Al fine di garantire il buon esito di queste elezioni è stato pure creato il Movimento “Pro Pace” con finalità di controllo e di coinvolgimento democratico delle parti in concorso. – Ndr: articolo interessante, da leggersi per intero – cliccare sul link -
(Giandomenico Pumilia, Equilibri.it,
11/10/2005)
Angola - Offensiva esercito contro separatisti a Cabinda (Terrelibere, 08/07/2005)
Fonti della societa' civile angolana confermano che nella regione della Cabinda - enclave angolana, ricca di petrolio, tra la Repubblica democratica del Congo e il Congo Brazzaville - continua l'''offensiva su vasta scala'' delle forze regolari angolane contro i separatisti del Fronte di liberazione dell'Enclave Cabinda (Flec). ''Per il momento non abbiamo notizie di civili rimasti coinvolti nei combattimenti, ma nella citta' di Cabinda (capoluogo dell'omonima provincia) continuano ad arrivare persone che hanno preferito lasciare le loro terre nel timore di violenze'' ha detto ad Irin, Agostinho Chikaia, leader del Mpalapanda Civic Association in Cabinda. Secondo informazioni concordanti, dallo scorso giugno nuovi rinforzi avrebbero raggiunto le truppe governative di stanza in Cabinda, ex-protettorato portoghese annesso all'Angola nel 1975.
(Terrelibere, 08/07/2005)
Angola - In Angola si continua a morire di febbre di Marburg. (Peacereporter, 24-6-2005)
Le vittime della febbre emorragica di Marburg in Angola, secondo l'ultimo conteggio dell'Organizzazione mondiale della sanita', sono 356 su 422 persone infettate. All'inizio del mese l'impressione di chi lavorava sul campo, come l'organizzazione Medici senza frontiere, era che vi fosse una diminuzione del numero di nuovi casi, ma la prudenza e' d'obbligo e non e' ancora stata pronunciata la parola fine. Fra le organizzazioni in prima linea ha continuato a lavorare Medici con l'Africa Cuamm, Organizzazione non governativa italiana di cui faceva parte la pediatra Maria Bonino, uccisa dal virus di Marburg il 24 marzo 2005. - PeaceReporter ha chiesto una testimonianza a Valerio Mecenero, di Medici con l'Africa Cuamm, rientrato in Italia dopo aver prestato la sua assistenza come medico a Uige,in Angola.
(Peacereporter, 24-06-2005)
Angola - L'epidemia di Marburg non ancora sotto controllo (Fonti varie,
13/04/2005)
Si e' ulteriormente aggravato il bilancio dell'epidemia di morbo di Marburg che ha colpito l'Angola, la piu' grave mai registrata. Secondo fonti del ministero angolese della Sanita' nel Paese africano e dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) e' salito ad almeno 210 il numero di decessi accertati su 221 casi di contagio. La regione piu' colpita sembra essere la provincia di Uige, a circa 350 km a nord di Luanda, la capitale. In questa provincia si contano finora 190 morti.
L'Angola, sottolinea l'agenzia Fides, e' un paese povero, in passato colpito da un lungo conflitto. Per le operazioni di assistenza nei prossimi tre mesi c'e' bisogno di 3,5 milioni di dollari richiesti in primo luogo per fornire indumenti protettivi per il personale sanitario, disinfettanti, sacche per i corpi, medicine d'emergenza e di prima necessita'. La lotta al virus richiede infatti innanzitutto di isolare i malati, limitare i contatti ed informare la popolazione. L'infezione di Marburg che come ricordiamo deve il nome alla citta' tedesca nel cui laboratorio e' stato identificato nel 1967 per la prima volta il virus, e' estremamente rara. (Fonti varie, 13/04/2005)
Angola. La Chiesa cattolica prepara le elezioni. (Africa, 04/03/2005)
Con il secondo congresso ''Pro Pace'', iniziato il primo marzo, la Chiesa cattolica in
Angola vuole aiutare a preparare un clima di fiducia per le prossime elezioni
generali del 2006. Con i temi scelti -
tra cui ''La democrazia e la sua storia'', ''I diritti dell'uomo e la
democrazia'', ''Elezioni e democrazia'' - essa vuole portare il suo contributo
alla sensibilizzazione dei cittadini perche' partecipino attivamente alle
votazioni. Secondo il presidente del movimento Pro Pace in Angola, Dom
Francisco da Mata Murisca, la Chiesa deve prendere coscienza del suo ruolo
nella societa', soprattutto per quel che riguarda l'etica per la trasparenza nel
processo elettorale. Pro Pace e' nato in Angola nel 2000, con il suo primo
congresso che si concluse con un appello per la fine delle ostilita' che
opponevano, all'epoca, il governo angolano ai ribelli dell'UNITA. Il movimento
proponeva il dialogo come cammino ideale per la fine del conflitto. Oggi, il
Movimento sta raggruppando varie formazioni nel paese per creare una vasta rete
di conciliatori incaricati di prevenire i conflitti. (Africa, 04/03/2005)
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