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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 16/09/2012 Africa: Gli Usa evacuano le ambasciate di Tunisi e Karthoum |
Le autorità statunitensi hanno disposto l’evacuazione delle ambasciate di Tunisi e Karthum, e consigliano i propri cittadini di non viaggiare in Tunisia e Sudan. Per Washington la crisi scatenata dalle proteste per il film anti-islam potrebbe durare a lungo, con effetti diplomatici per ora imprevedibili. Dopo il venerdi della rabbia, che riempito le piazze delle capitali musulmane, ci si continua a interrogare sulla vera causa di questa ondata di attacchi. Mohammed al-Magarief, a capo dell’Assemblea nazionale libica, non crede che a far saltare il tappo sia stato il film contro il profeta. “Chiamatela come volete, al-Qaida o in un altro modo, ma quello che è accaduto è l’azione di un gruppo che ha un piano di vendetta. Hanno scelto un momento preciso, e hanno scelto con cura tecnica e vittime. Il trailer del film è stato messo on line sei mesi fa, ed è senza importanza. Una scusa che non regge”. Dal canto suo, al-Qaida non perde occasione per rivendicare le aggressioni antioccidentali. Un comunicato attribuito al suo gruppo della penisola araba collega le manifestazioni all’uccisione, a luglio, del numero due dell’organizzazione, e incita a “uccidere tutti i diplomatici statunitensi”. - Euronews |
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| 16/09/2012 Angola: Guerra di ricorsi contro voto democratico |
La democrazia, diceva il filosofo italiano Norberto Bobbio, “è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente”. E l’Angola il 31 agosto questa scommessa l’ha vinta: milioni di cittadini con grande serenità si sono recati alle urne e hanno liberamente espresso il loro voto. Tutto è perfettibile, ma la macchina ha funzionato e il MPLA e il suo capolista, José Eduardo dos Santos, si sono confermati l’opzione vincente. Ancora una volta però, gli stessi che in passato avevano scelto la via delle armi per non rispettare il voto degli angolani, riaccendendo per altri 10 anni una drammatica guerra civile, si sono ripetuti e hanno scatenato la ‘guerra’ dei ricorsi. L'indipendente Comissão Nacional Eleitoral (CNE) li ha respinti, ritenendo le denunce al di fuori delle regole della legislazione elettorale e non corredate da alcuna prova, insomma presentate in “mala fede”. I ricorrenti, impavidi, si sono rivolti allora alla Corte costituzionale, che deciderà nelle prossime ore. Ma, tranquilli neppure la sentenza inappellabile della suprema istanza basterà e coloro che dell’assenza di patriottismo e di spirito repubblicano hanno fatto la loro bandiera, stanno pensando di rivolgersi oltre confine. Contenti loro. A parte le suggestioni di qualche media, che da sempre ha nel mirino il cosiddetto regime al potere a Luanda, prevedibilmente non troveranno soddisfazione: gli osservatori delle maggiori istituzioni internazionali presenti in Angola il 31 agosto hanno certificato la piena regolarità delle elezioni. Mentre continuano a ululare alla luna, i vari Samakuva, Chivukuvuku e compagnia cantante hanno però messo le mani avanti. Qualunque cosa accada - hanno annunciato - non rinunceranno al loro scranno nella nuova Assemblea nazionale, all’insegna dello slogan coniato dalla pungente penna di Leo Longanesi: “Tengo famiglia”…Orizzonte duemila |
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| 16/09/2012 Gambia: Presidente sospende esecuzioni detenuti in braccio della morte |
Il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha bloccato le esecuzioni dei prigionieri nel braccio della morte, almeno per ora. Jammeh ha emesso un comunicato spiegando di aver sospeso l'imminente esecuzione nei confronti di 37 detenuti condannati alla pena capitale, fino a quando il crimine violento non tornerà a crescere in Gambia. Il presidente ha spiegato di aver agito in risposta ai numerosi appello lanciati da organizzazioni e gruppi umanitari, che si sono moltiplicati dopo l'uccisione di nove condannati avvenuta lo scorso mese. Le esecuzioni avevano scatenato anche le condanne di molti organismi internazionali, tra cui l'Unione europea, l'Onu e Amnesty International. "Ciò che accadrà - si legge nella nota - sarà dettato dal tasso del crimine violento. Se diminuirà la moratoria sarà a tempo indeterminato, se invece ci sarà un incremento la moratoria sarà tolta automaticamente". Le esecuzioni di agosto sono state le prime nel Paese africano negli ultimi 27 anni. Jammeh è al potere dal 1994. - LaPresse/AP |
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| 16/09/2012 Libia: Tripoli avverti' Usa rischi prima morte ambasciatore |
Tre giorni prima dell'attacco al consolato Usa di Bengasi, che costo' la vita all'ambasciatore, Chris Stevens e ad altri tre americani, un funzionario della sicurezza libica aveva avvertito - genericamente - i responsabili della legazione del deterioramento della situazione in citta'. Lo riferisce la Cnn citando Jamal Mabrouk, membro della 'Brigata 17 Febbraio', che, insieme al comandante del suo battaglione, afferma di aver incontrato diplomatici americani in una riunione in cui disse loro, non di un attacco contro il consolato, ma che per la scarsa sicurezza il momento non era buono per investimenti economici a Bengasi. Il tutto, chiarisce Mabrouk, per la crescente presenza di cellule jihadiste nella zona. - Agi |
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| 16/09/2012 Somalia: Si insedia nuovo presidente Mohamud, per Onu è punto svolta |
Ingenti misure di sicurezza per la cerimonia di inaugurazione del mandato del nuovo presidente della Somalia, Hassan Mohamud Skeikh, che ha vinto le elezioni la scorsa settimana ed è già sopravvissuto a un tentativo di assassinio quattro giorni fa. Mohamud, insegnante e attivista che si è insediato oggi, ha vinto le elezioni contro il presidente uscente, Sheik Sharif Sheikh Ahmed, per 190 seggi a 79. La sua vittoria è stata contestata da militanti radicali islamici, che ritengono che il nuovo presidente sia manipolato dall'Occidente. Mohamud ha preso in mano il timone di una Paese che non ha un governo stabile dal 1991 e in particolare deve guardarsi dai possibili attacchi del gruppo islamico Al-Shabab, allontanato dalla capitale Mogadiscio ad agosto dello scorso anno, ma ancora capaci di attacchi letali. "Prometto - ha spiegato Mohamud - che il mio governo porterà a una rinascita democratica". Nonostante la sconfitta il suo predecessore Ahmed ha salutato con favore il maggior livello di stabilità ritrovato a Mogadiscio. Augustine Mahiga, alto rappresentante delle Nazioni Unite in Somalia, ha dichiarato che la cerimonia di insediamento è stata un punto di svolta per il Paese. "Questo segna - ha spiegato in una nota - la fine del periodo transitorio e l'inizio di una nuova era per la Somalia. Il cambiamento che era stato delineato è, alla fine, arrivato. Il processo è stato trasparente, rappresentativo e guidato dai somali" - LaPresse/AP |
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| 16/09/2012 Sudafrica: La polizia disperde senza violenza una nuova manifestazione dei minatori |
La polizia sudafricana è nuovamente intervenuta contro i minatori in sciopero a Marikana, nel nord del Paese, riuscendo a disperdere una manifestazione pacifica. Il mese scorso, le forze dell’ordine avevano aperto il fuoco uccidendo 34 manifestanti, e appena ieri si erano registrati altri incidenti. L’intenzione del governo è di ripristinare l’ordine nelle miniera di platino, la quinta per importanza al mondo, di proprietà del gruppo britannico Lonmin, bloccata da uno sciopero iniziato il 10 agosto. I minatori chiedono l’aumento dei salari, attualmente attestati su una media di 400 euro, e accusano il governo di aver messo in atto una repressione violenta degna del periodo dell’apartheid. “Come dirigenti sindacali siamo preoccupati per la sicurezza dei lavoratori, per questo abbiamo deciso di fermarci. Ma questo non vuol dire che torneremo al lavoro. L’agitazione continua, e i minatori resteranno all’interno fino a quando non verranno raggiunti gli obiettivi”, dice un leader della protesta. Un portavoce del governo parla di scelte ormai necessarie “se si vuole evitare gravi conseguenze per l’economia del paese”, mentre il vescovo anglicano Jo Seoka, incaricato di mediare tra le parti, vede il rischio di una rivolta generalizzata. - Euronews |
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| 16/09/2012 Sud Sudan: Tragico errore militare |
Un battello militare sud sudanese è stato affondato per sbaglio da fuoco amico sul Nilo. Ci sono 10 militari morti e una cinquantina di dispersi. Lo hanno reso noto le forze armate. Il battello navigava di notte con 170 soldati a bordo. Quando è passato davanti a un posto di controllo nella località di Lul, i militari a terra hanno cercato di fermarlo. Poichè ha proseguito, gli hanno sparato e lo hanno affondato. - Swissinfo |
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| 15/09/2012 Sudafrica: Sciopero minatori, mediatore religioso teme rivolta |
Il vescovo anglicano, Jo Seoka, mediatore nel conflitto della miniera di platino di Marikana nel nord del Sudafrica, ha criticato il dispiegamento delle forze di polizia nel sito, temendo che possa portare a una rivolta totale dei minatori. "Sono inquieto e credo che l'azione del governo possa aggravare la situazione e portare a una rivolta totale nell'area del platino" vicino Marikana, ha stimato Seoka che prevede che le negoziazioni in atto possano fermarsi. - Swissinfo |
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| 14/09/2012 Africa: Epidemie, carestia e forti alluvioni flagellano il continente |
Piogge torrenziali e alluvioni stanno colpendo in queste settimane diverse nazioni dell’Africa centro-occidentale e del Sahel, dal Senegal alla Mauritania, dal Benin all’Uganda, fino al Ciad dove le Nazioni Unite hanno certificato 13 morti e quasi mezzo milione di persone colpite, 73.412 abitazioni distrutte, e circa 255,720 ettari di terreni agricoli inondati. Le aree danneggiate includono 5 distretti della capitale del Ciad, N’Djamena, come pure le regioni di Dar-Sila, Salamat, Moyen-Chari, Tandjilé, Eastern Mayo-Kebbi e Western Mayo-Kebbi, dove 81 mila ettari di raccolto sono andati allagati. Ad aggravare la situazione dei raccolti contribuiscono le locuste nelle parti del Ciad di nordest e dell’est che, distruggendo i raccolti, alimentano la grave crisi alimentare che già colpisce 3.6 milioni di persone. Alle vittime e agli sfollati si devono sommare gli ingenti danni a pastorizia e agricoltura, le poche, se non uniche, attività di sostentamento in questa parte del mondo. Nel nord dell’Uganda circa 15 mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni andate distrutte insieme a raccolti, strade e ponti. I distretti maggiormente colpiti sono quelli di Acholi, Agago, Kitgum, Lamwo e Pader. Ad Agago sono state colpite 3.492 famiglie, allagati circa 13 mila ettari di raccolti e distrutte circa 2 mila latrine. Alcune zone del paese sono state completamente spazzate via e si teme la diffusione di epidemie e carestia. In Kenya la situazione non è migliore. Case e scuole continuano ad essere sommerse nella provincia della Rift Valley, le latrine sono straripate contaminando le sorgenti di acqua. Le pessime condizioni delle strade ostacolano la distribuzione di farmaci, coperte, tende, zanzariere. In alcuni dispensari sono andate distrutte attrezzature mediche e medicinali. Negli ultimi due mesi le alluvioni hanno provocato più di 200 morti e centinaia di migliaia di senzatetto anche in Nigeria e Niger. Nella sola Nigeria, secondo i dati della Croce rossa locale, da luglio si sono registrati 137 morti e gli sfollati sono più di 36 mila anche se, secondo fonti dello stato federale di Adamawa, in questa sola regione i senzatetto sono almeno 120 mila. Il governo del Niger ha invece affermato che da luglio le alluvioni hanno ucciso 68 persone e causato oltre mezzo milione di senzatetto. In alcuni centri è emergenza colera con quasi 4 mila casi censiti e oltre 80 morti. In Senegal l’arcidiocesi di Dakar ha organizzato un concerto di solidarietà per una raccolta fondi destinata alla popolazione colpita. (AP) - Ag. Fides |
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