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13/09/2012 R. D. Congo: Oms: raddoppia numero vittime focolaio Ebola, 31 morti

Un focolaio del virus dell'Ebola in Congo rischia di diffondersi alle principali città del Paese se non sarà tenuto sotto controllo rapidamente, dopo che nel giro di una settimana il numero delle vittime è raddoppiato. E' il monito lanciato oggi dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Sono 31 le persone morte per il virus, al momento senza cura, tra cui cinque operatori sanitari. L'Ebola provoca forti emorragie e la morte di fino al 90% delle persone che lo contraggono. "L'epidemia non è sotto controllo... la situazione è molto, molto seria", ha spiegato a Reuters Eugene Kabambi, portavoce per l'Oms a Kinshasa. "Se non verrà fatto nulla adesso, la malattia si diffonderà altrove, minacciando anche importanti centri", ha detto aggiungendo che occorrono 2 milioni di dollari per arginarla. Il focolaio, che pare possa essere stato originato da selvaggina contaminata, è stato registrato al momento nelle città di Isiro e Viadana, nella zona nord-orientale. Il mese scorso, circa 16 persone sono morte nella vicina Uganda per aver contratto l'Ebola, anche se l'Oms dice che le due epidemie non sono collegate. Secondo gli ultimi dati Oms ci sono attualmente 65 probabili o sospetti casi di Ebola in Congo, e 108 persone sotto osservazione. - Reuters

 
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13/09/2012 Senegal : Votata soppressione Senato e vice presidenza

Con un’ampia maggioranza i deputati hanno approvato tre progetti di legge che segnano la fine del Senato e della vice presidenza, due istituzioni molto criticate, e una riforma del Consiglio economico e sociale: lo riferisce l’Agenzia di stampa senegalese (Aps). A fine agosto, mentre il Senegal veniva colpito da gravi inondazioni, Macky Sall ha annunciato la sua intenzione di presentare con procedura d’urgenza progetti di legge per la soppressione del Senato; si è impegnato a devolvere i fondi sbloccati (circa 12 milioni di euro) ai senzatetto. Così come il Senato, anche la vice-presidenza è stata creata durante il mandato dell’ex presidente Abdoulaye Wade, ma non è mai stata assegnata; ogni anno l’istituzione costa allo Stato più di tre milioni di euro. In molti sospettavano l’anziano Wade, rimasto al potere per 12 anni, di voler nominare suo figlio, Karim, in modo che quasi automaticamente passasse dalla vice presidenza alla presidenza. Elezioni senatoriali erano state convocate per il 16 settembre: su 100 membri, 45 vengono scelti dai ‘grandi elettori’deputati e rappresentanti locali – e 55 dal presidente della Repubblica. L’appuntamento con le urne è stato di fatto annullato. Il Senato uscente è presieduto da Pape Diop, uno dei pilastri del vecchio potere, che si è però impegnato a sostenere il progetto di legge del nuovo governo sebbene segni l’atto di morte dell’istituzione. Il voto di ieri si è svolto tra le proteste dei deputati di opposizione secondo i quali le leggi approvate rappresentano un “scempio della Costituzione” e un “cedimento del presidente Sall alle pressioni del Movimento del 23 giugno (M23)” ha detto Oumar Sarr, coordinatore del Partito democratico senegalese (Pds, ex partito al potere). “Il Senato è costoso e il suo valore istituzionale è nullo” ha replicato Moustapha Cissé, deputato dell’Alleanza per la Repubblica (Apr), il partito del presidente Sall. Intanto il ministro della Giustizia, Aminata Touré, ha annunciato la prossima creazione di una commissione speciale per tutelare i diritti dei 51 dipendenti pubblici che lavorano al Senato. Infine il Consiglio economico e sociale dovrebbe vedere i suoi poteri ampliati al settore dell’ambiente. La notizia della soppressione delle due istituzioni è stata accolta positivamente dalla società civile senegalese. “Il Senato era diventato uno degli emblemi del clientelismo politico (…) Di fronte alle tante priorità sociali che questo governo deve risolvere, risparmiare fondi significa aver a disposizione maggiori risorse per i senzatetto, i giovani disoccupati, per offrire più servizi alla gente, dall’elettricità all’istruzione” ha dichiarato alla MISNA Fatou Kama Marone, direttrice dell’organizzazione locale ‘Rencontre africaine des droits de l’homme’ (Raddho). A questo punto, come previsto dalla costituzione, i testi dovranno essere sottoposti al voto del Senato uscente, nel quale l’opposizione è maggioritaria. Per la convalida definitiva il presidente della Repubblica può riunire le due camere in Congresso o organizzare un referendum. - Misna

 
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13/09/2012 Somalia: Presidente neo-eletto scampato ad attentato

A meno di 48 ore dalla sua elezione, il nuovo Presidente somalo esce indenne da un attentato suicida. Hassan Cheikh Mohamud è stato il bersaglio di un attacco rivendicato dalle milizie islamiche shebab. Messo a segno nella capitale Mogadiscio, l’attentato è costato la vita a 3 militari. - Euronews

 
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13/09/2012 Sudafrica: Zuma, no a scioperi illegali

Scioperi illegali ed intimidazioni ''non aiuteranno i minatori'' e ''peggioreranno la situazione del Paese''. Lo ha dichiarato il presidente del Sudafrica Jacob Zuma intervenendo in Parlamento dopo che il leader della protesta dei lavoratori delle miniere di platino ha invocato uno sciopero nazionale del settore, da domenica prossima, ''per mettere in ginocchio le compagnie minerarie''. - Ansa

 
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13/09/2012 Sudafrica: Tensioni si allargano a tutta la "cintura di platino"

-Tamburi di guerra nelle miniere del Sudafrica. Migliaia di lavoratori della miniera dell'Anglo American Platinum, nella regione settentrionale di Rustenburg, si sono riuniti negli impianti dopo la decisione della società di bloccare le attività a causa delle tensioni sociali che investono il settore.A gruppetti, a piedi o in minibus, a volte armati di bastoni o di armi tradizionali, dopo cinque settimane di tensione, i manifestanti hanno bloccato le strade dell'area strategica della cosiddetta "cintura di platino" del Sudafrica.Diverse centinaia di uomini hanno eretto barricate per bloccare anche le vie d'accesso al sito minerario di Marikana, dov'è partita la scintilla della protesta che il 16 agosto ha causato 34 morti e 78 feriti tra i minatori durante uno sciopero per la richiesta di aumenti salariali, in alcuni casi sino a un triplo delle paghe attuali. Mentre la tensione cresce, si cerca ancora uno spazio di mediazione, come spiega Gaddhafi Mdoda, rappresentante dei minatori dell'Anglo American Platinum:"Aspetto con ansia l'apertura delle trattative. Non cerchiamo lo scontro, abbiamo visto i nostri colleghi di Marikana massacrati e non vogliamo che quella tragedia si ripeta qui". "Il disagio sociale che potrebbe drammaticamente destabilizzare il fondamentale settore minerario sudafricano minaccia di estendersi anche all'esercito dove alcuni elementi stanno lavorando per riunire le rivendicazioni dei militari a quelle dei minatori. Uno scenario potenzialmente esplosivo per il giovane gigante dell'Africa. - TMNews

 
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13/09/2012 Sud Sudan: Nasce l’alleanza per la terra

Informare i cittadini sulle norme in vigore ed esercitare pressioni affinché siano garantiti i diritti delle comunità e dei più deboli: sono gli impegni dell’Alleanza nazionale per la terra, una rete di organizzazioni non governative costituita oggi a Juba, circa un anno dopo l’indipendenza del Sud Sudan. “L’Alleanza – dice alla MISNA Therezine Filbert, presidente di una coalizione di ong della regione di Western Equatoriasi propone anzitutto di informare sulle possibilità e i problemi legati all’uso della terra, la risorsa dalla quale dipende la grande maggioranza dei sud-sudanesi”. La nascita dell’Alleanza è il punto d’arrivo di un percorso iniziato un anno fa con la creazione di reti di ong in tutte e dieci le regioni del paese. A Juba oggi c’erano i rappresentanti di Norwegian People’s Aid, un’organizzazione non governativa norvegese che l’anno scorso in un rapporto aveva denunciato i rischi rappresentati anche per il Sud Sudan dal “land grabbing”. Un fenomeno, si legge nello studio, che dopo la fine della guerra civile nel 2005 avrebbe garantito concessioni a società straniere su una superficie equivalente al 9% del territorio nazionale. “Uno degli impegni dell’Alleanzaconferma Filbert – è premere sul governo affinché il diritto delle comunità alla terra sia riconosciuto appieno nelle leggi e nella Costituzione che sostituirà la Carta transitoria in vigore dall’anno scorso”. I nodi, spiegano alla MISNA, sono tanti. C’è il “land grabbing”, ma ci sono anche discriminazioni tradizionali nei confronti delle donne, che in diverse regioni non hanno il diritto di acquistare terreni. - Misna

 
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13/09/2012 Zimbabwe: Società cinese a caccia di carceri da trasformare in centri commerciali

 

Una società d’investimento cinese si appresta ad acquistare diversi edifici penitenziari situati nei pressi dei quartieri residenziali di città e paesi in Zimbabwe con l’intenzione di trasformarli in centri commerciali in un prossimo futuro. Ad annunciarlo è il quotidiano di Harare ‘The Standard’ che cita numerosi funzionari del ministero della Giustizia e dei Servizi penitenziari dello Zimbabwe (Zps). Secondo il segretario permanente al Dipartimento di Giustizia, David Mangota, che ha confermato i contatti avvenuti tra il governo e una società cinese, il ministero della Giustizia avrebbe prima richiesto che i cinesi costruiscano un nuovo edificio penitenziario nei pressi di Marondera, a una settantina di chilometri dalla capitale, prima di acquisire le due prigioni. Un funzionario del ministero di Giustizia rimasto anonimo ha specificato che l’uso finale dei siti non è ancora chiaro. “Dalle prime indicazioni sembrava che volessero costruire una fabbrica di materiale militare – ha detto il funzionario allo Standard – Tuttavia è più probabile che la loro intenzione attuale sia di radere al suolo gli edifici e costruire su quei terreni dei centri commerciali, dotati di alberghi ed altre infrastrutture”. La società cinese, il cui nome non è ancora stato reso noto ma che alcune fonti hanno indicato essere legata alla compagnia estrattiva di diamanti Anjin, starebbe già negoziando in fase avanzata l’acquisito delle prigioni Centrale di Harare e Remand, entrambe nella capitale. Il responsabile di Anjin in Zimbabwe, Charles Tarumbwa, si è detto tuttavia completamente estraneo alla vicenda. Il portavoce di Zps ha specificato che sono necessari almeno sei mesi prima di finalizzare un accordo. La corrente popolazione penitenziaria è di 14.000 detenuti e, benché la capienza delle carceri nazionali sia di 17.000 persone, secondo Banda la maggior parte degli istituti correzionali risalgono al periodo coloniale e sono in condizioni fatiscenti. - Atlasweb

 
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12/09/2012 Africa: Brasile e Africa insieme per il cotone

Prevede uno scambio di tecnologie e di competenze, ma anche di varietà, il partenariato sul cotone sancito a Brasilia tra l’Azienda brasiliana per la ricerca agricola (Embrapa) e il Forum per la ricerca agricola in Africa (Fara). L’Embrapa darà un contributo alla formazione di ricercatori e di tecnici africani, nell’obiettivo di migliorare la produzione sul continente nero. Durante la loro visita ad agosto, esponenti del Fara e del Consiglio dell’Africa centrale per la ricerca e lo sviluppo dell’agricoltura (Coraf) hanno tratto insegnamenti dalla ricerca sul cotone nel Mato Grosso e interagito con alcuni responsabili dell’Agenzia brasiliana per la cooperazione. Anche i brasiliani trarranno benefici dalla collaborazione con i colleghi africani in particolare per quanto riguarda l’adattamento al clima e la siccità. Il cotone africano è quasi esclusivamente coltivato da piccoli produttori e viene considerato il cotone più ecologico de pianeta in quanto le attività sono realizzate manualmente e l’irrigazione è naturale. È inoltre ancora poco diffuso in Africa il cotone geneticamente modificato, contrariamente a quanto accade in Brasile. Le difficoltà per il settore del cotone africano sono legate alla concorrenza dei paesi occidentali dove i produttori godono di agevolazioni statali, oltre al calo del prezzo della materia. Burkina Faso, Benin, Ciad, Mali e Costa d’Avorio sono importanti produttori. -  * Celine Camoin -  - Atlasweb

 
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12/09/2012 Angola: Elezioni, entro il 18 decisione su ricorsi

Verra' reso noto entro il 18 settembre il verdetto del Tribunale costituzionale dell'Angola che dovra' decidere sui ricorsi presentati dai partiti usciti sconfitti dalle elezioni del 31 agosto scorso, in cui e' stato eletto Jose' Eduardo Dos Santos, leader del Mpla al potere dal 1979. La decisione riguardera' i ricorsi presentati dai partiti di opposizione Unita (18,6% di voti) e Casa Ce (6% di voti). I primi nel loro ricorso hanno definito le elezioni "ingiuste e sleali" sostenendo che ai loro rappresentanti di lista e' stato impedito di lavorare. L'Unita sostiene inoltre che il 35% dell'elettorato e' stato escluso dal voto perche' molti elettori sono stati collocati in seggi elettorali distanti dall'effettiva residenza. I vertici di Casa Ce hanno invece protestato perche', secondo loro, i voti assegnati alla loro lista non corrispondono a quelli effettivamente ottenuti nelle urne. Se il tribunale decidera' per la validita' del voto, in base alle leggi del paese, Dos Santos dovra' prestare giuramento entro il 22 settembre .- Agi

 
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12/09/2012 Kenya: Controllo delle terre e politica, decine di morti in scontri nel sud

Non si arresta la spirale di violenza nella zona del delta del fiume Tana, nel sud-est del paese, che avrebbe causato stamattina all’alba altre tre vittime nei due villaggi di Nduru e Semikaro, secondo quel che riporta oggi l’edizione online del quotidiano di Nairobi ‘Daily Nation’. L’attacco è avvenuto all’indomani dell’uccisione di 38 persone nel villaggio di Kilelengwani, nel quale sono stati uccisi anche nove membri delle forze di polizia locali. Secondo la ricostruzione effettuata dal ‘Daily Nation’, un gruppo di circa 200 uomini armati si è presentato stamattina verso le 7 ora locale all’ingresso del villaggio di Semikaro prima di andare verso il villaggio di Nduru, dove sono state date alle fiamme numerose abitazioni. Un portavoce della polizia nazionale ha detto che l’attacco è l’ultimo di una serie di vendette reciproche tra la comunità Pokomo e quella Ormo per ottenere il controllo dei pozzi d’acqua e dei pascoli nella zona del delta del fiume Tana. Il quotidiano ‘The Standard’ sottolinea come nella regione era attesa per oggi la visita di una delegazione guidata dal ministro per la Sicurezza interna, Yusuf Haji, che ha in programma una serie di incontri con i rappresentanti delle varie comunità della zona per trovare una soluzione agli scontri. Per mettere freno alle violenze il presidente Mwai Kibaki aveva ordinato la settimana scorsa l’imposizione di un coprifuoco notturno, ma questa misura sembra essere stata inutile poiché da una settimana gli attacchi si verificano alle prime luci del giorno. Secondo fonti di polizia citate dallo ‘Standard’, tuttavia, ci sarebbero fondati motivi di credere le violenze abbiano assunto un significato politico alla luce delle elezioni supplettive in diversi colleggi della regione. * Michele Vollaro -  - Atlasweb

 
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