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20/11/2012 Zimbabwe: Una sentenza restituisce i beni alla Chiesa anglicana

Centinaia di migliaia di anglicani potranno tornare a pregare nei loro luoghi di culto grazie a una sentenza della Corte suprema dello Zimbabwe. I giudici hanno stabilito che cinque anni fa un vescovo a capo di una fazione dissidente non aveva il diritto di acquisire la proprietà di chiese, conti bancari, uffici e altri beni. Secondo i magistrati, il vescovo Nolbert Kunonga non aveva alcun diritto sulle proprietà della Chiesa anglicana perché, denunciando l’ordinazione di alcuni sacerdoti omosessuali, aveva promosso la scissione volontariamente. Subito dopo la lettura della sentenza, riferisce il quotidiano di Harare News Day, nell’aula del tribunale “si sono sentite urla di gioia e sono cominciati balli”. Considerato un fedelissimo del presidente Robert Mugabe, nel 2007 Kunonga aveva acquisito con il sostegno delle autorità anche la proprietà della cattedrale di Harare. Chad Gandiya, capo della Chiesa anglicana dello Zimbabwe riconosciuta in Inghilterra, ha definito la sentenza “una bella sorpresa” e annunciato una messa di ringraziamento nella cattedrale di Harare. “Siamo stati in esilio cinque anni – ha aggiunto il vescovo – ma ora torniamo a casa”. La scissione di Kunonga era stata uno dei temi affrontati l’anno scorso durante un incontro con Mugabe dall’allora capo della Chiesa anglicana, l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. In visita nello Zimbabwe, il primate anglicano aveva denunciato abusi, violenze e intimidazioni commessi ai danni dei fedeli dai seguaci di Kunonga anche con il sostegno della polizia. Dal 2009 nello Zimbabwe è in carica un governo di unità nazionale, fondato su un’alleanza tra il partito di Mugabe e due ex forze di opposizione. - Misna

 

 
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19/11/2012 Africa: In attesa del boom agricolo, ecco i primi grandi gruppi internazionali

Il consiglio d’amministrazione di Agco, il gruppo americano considerato il terzo produttore mondiale di trattori e macchine agricole, ha approvato di investire 100 milioni di dollari in Africa nei prossimi tre anni. A darne notizia è stato il direttore della società responsabile per l’Africa e il Medio Oriente, Nuradin Osman, specificando che la Agco intende in questo modo capitalizzare il boom agricolo previsto a breve nel continente e approfittare del prossimo cambio da un’agricoltura di sussistenza a tecniche di coltivazione commerciali. Il gruppo statunitense, che a maggio ha inaugurato un deposito del valore di 35 milioni di dollari a Johannesburg in Sudafrica e ha siglato ad agosto un accordo di joint-venture con la società Algeria Tractors per la realizzazione di un impianto a Constantine dove produrre macchine agricole della marca Massey Ferguson, avrebbe intenzione di investire i nuovi fondi in Etiopia e in Nigeria in modo da rafforzare la propria presenza in Africa orientale ed occidentale. La strategia del gruppo, secondo quanto anticipato da Osman, è di costruire nuove fabbriche e realizzare fattorie modello dove mettere in mostra i propri macchinari, oltre che istituire seminari e corsi volti ad insegnare moderne tecniche di coltivazione. Finora il 60% delle vendite di Agco in Africa sono realizzate in Sudafrica e Marocco, con Nigeria, Zambia e Mozambico che rappresentano i mercati in più rapida crescita. La decisione di aumentare la propria presenza nei paesi africani è dovuta anche alla volontà di aumentare i margini di profitto per la società, che per il momento sono piuttosto ridotti a causa degli alti costi di trasporto e logistica. * Michele Vollaro  - Atlasweb

 
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19/11/2012 Algeria: Ucciso capo militare al Qaida

L'esercito algerino ha inferto un durissimo colpo ad al Qaida nel Maghreb islamico: uno dei tre terroristi abbattuti in Cabilia venerdì scorso è stato identificato per Makhfi Rabah, alias Chikh Abdenacer, uno dei più stretti collaboratori dell'emiro di Aqmi, Abdelmalek Droukdel. Makhfi Rabah, riferisce il sito Tsa, era il responsabile militare per la Cabilia, la regione dove le formazioni terroristiche sono più attive e che impegnano maggiormente l'esercito algerino, che anche ieri ha ucciso un miliziano in un'operazione eseguita da un'unità specializzata nella caccia ai gruppi islamici armati. Su di lui pendeva una condanna a morte emessa in contumacia dal tribunale criminale di Bouira, a carico anche di Droukdel, per reati legati alle attività terroristiche di al Qaida nella regione. - Swissinfo

 
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19/11/2012 Burkina Faso: Legislative e locali, campagna elettorale sotto il segno delle novità

Hanno due settimane di tempo per convincere gli elettori i 74 partiti e formazioni politiche in lizza per le elezioni legislative e locali del 2 dicembre, che per la prima volta nella storia del Burkina Faso si svolgeranno contemporaneamente. Sabato è stata ufficialmente inaugurata la campagna elettorale per un voto molto atteso, il primo dalla crisi socio-politica che nel 2011 ha fatto vacillare il presidente Blaise Compaoré, al potere dal colpo di stato del 1987. In sei mesi il paese dell’Africa occidentale è stato il teatro di un’ondata di ammutinamenti, che hanno coinvolto anche la guardia presidenziale, e di proteste popolari contro il carovita e l’impunità diffusa. Il Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp), che gode di una solida maggioranza nel parlamento uscente, è in cerca di una riconferma in un periodo di profonda riorganizzazione delle sue forze. Alcuni dirigenti storici sono stati allontanati dalla direzione del partito al potere a favore di François Compaoré, fratello minore del presidente indicato come suo possibile successore e candidato a un primo mandato al comune di Ouagadougou, la capitale. Il capo dello Stato, il cui ultimo mandato scadrà nel 2015, non si è ancora pronunciato sul suo futuro politico sulla possibilità di un’eventuale revisione costituzionale a suo favore. Il Cdp ha tenuto il suo primo comizio elettorale a Kaya, nella regione del Centro, considerata uno dei bastioni del partito al potere. Dal canto suo l’Unione per la Repubblica (Upr), nota anche come il partito del Baobab, ha organizzato un torneo di calcio nel popoloso quartiere di Lafiabougou, nella capitale, coinvolgendo i giovani nell’inaugurazione della campagna elettorale. Il sito d’informazione locale ‘Le Faso.net’ ha anche riferito dei primi passi mossi dal Partito indipendente del Burkina (Pib) a Koudougou (centro-ovest), la terza città del paese, dove ha presentato il suo programma elettorale che verte sulla creazione di posti di lavoro “a favore dei giovani e delle donne”, “la lotta all’ingiustizia e alla corruzione” e una “gestione equa dei beni dello Stato”. L’appuntamento con le urne è ricco di novità: saranno 127 i seggi da assegnare invece di 111 nel parlamento uscente. Inoltre i circa 4,3 milioni di aventi diritti sono stati iscritti nei registri dopo una lunga procedura di censimento biometrico, richiesta dall’opposizione che da tempo accusa il potere di frodi elettorali su vasta scala. In un messaggio radiotelevisivo il presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), Barthélémy Kéré, ha invitato candidati e sostenitori a “astenersi da ogni comportamento che possa mettere in pericolo l’unità della nazione”. Il Consiglio superiore della comunicazione ha pubblicato il calendario per la diffusione dei messaggi dei candidati. - Misna

 
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19/11/2012 Egitto: Scontri al Cairo: 60 manifestanti e 10 poliziotti feriti

Circa 60 manifestanti e dieci poliziotti sono rimasti feriti nei disordini scoppiati al Cairo, dove oggi molti manifestanti sono scesi in piazza a un anno dai disordini che provocarono la morte di 42 persone. Lo riferiscono fonti mediche. Centinaia di dimostranti hanno lanciato pietre agli agenti, i quali hanno risposto con gas lacrimogeni. Dimostranti a bordo di motociclette hanno trasportato i feriti in un ospedale da campo, mentre altri mostravano fotografie delle persone uccise durante le proteste dell'anno scorso. Alcune persone portavano un grande striscione con la scritta 'Fratelli musulmani non ammessi', mentre altri cantavano: 'Il popolo vuole rovesciare il regime'. La battaglia di strada dell'anno scorso, nota in Egitto come 'Mohammed Mahmoud' dal nome della via in cui si era svolta, era stata scatenata da un intervento violento delle forze di sicurezza nei confronti di un sit-in organizzato da manifestanti rimasti feriti. Nei giorni successivi erano proseguiti i disordini e gli agenti avevano usato gas lacrimogeni e pallottole di gomma, ferendo centinaia di persone. Intanto un ufficiale ha riferito che nella zona settentrionale della capitale oggi sono scoppiati scontri anche tra membri di diverse forze di sicurezza, dopo che un soldato è stato arrestato dalla polizia per violazione del codice della strada. A quel punto centinaia di militari hanno circondato la stazione della polizia dove era stato portato il commilitone, cercando di fare irruzione all'interno dell'edificio. I poliziotti hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere i soldati. - LaPresse/AP

 
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19/11/2012 Egitto: Tutankhamon in 3D. Una tomba da “toccare” e salvare dal tempo

Addio bianco e nero e immagini sgranate: per i 90 anni della sua scoperta, la scienza regala alla tomba di Tutankhamon un lifting destinato a sottrarla ai segni del tempo. Una scansione e una riproduzione in 3D l’avveniristica soluzione che l’Università svizzera di Basilea ha studiato per consegnarne all’immortalità anche il patrimonio millenario delle tombe di Nefertari e di Seti Primo. A fornire strumenti e know-how tecnologico la spagnola Factum Arte. “La fedeltà è prossima al 97%, forse anche oltre – dice uno dei dipendenti che ha lavorato al progetto -. La tecnologia consente di evitare le trappole di soggettività e interpretazione”. Avviato nel lontano 1988 su iniziativa egiziana, il progetto è entrato nel vivo nel 2009. Restituendo alle pareti la purezza nascosta da secoli di impurità, la scansione si è avvalsa di nuove tecnologie appositamente sviluppate per l’occasione. Da qui la possibilità, non solo di offrire al pubblico un patrimonio che sarà a breve reso inaccessibile, ma anche di regalargli nuove e finora del tutto impensabili modalità di fruizione. “Quanto riproduciamospiega il manager Pedro Miro – non è soltanto l’aspetto, ma anche le sensazioni tattili. Si tratta di una stessa ed unica esperienza, a 360°”. In omaggio ad Howard Carter che nel 1922 portò alla luce la tomba di Tutankhamon, la riproduzione in 3D troverà la sua definitiva sistemazione accanto all’abitazione dell’archeologo britannico, all’ingresso della Valle dei Re di Luxor. - Euronews

 
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19/11/2012 Kenya: Nuovi scontri tra comunità dopo attentato

Diverse persone sono rimaste ferite oggi in nuovi scontri scoppiati a Nairobi all'indomani di un attentato nel quale sono morte sette persone. Lo riferisce la polizia. Questi scontri, come il giorno prima, oppongono i kenioti ai somali o a kenioti di origine somala, ritenuti responsabili dell'attentato di ieri a Eastleigh, un quartiere della capitale del Kenya abitato prevalentemente da somali e kenioti di origine somala. "Ci sono scontri e diverse persone sono rimaste ferite, ma facciamo tutto il possibile per contenere i disordini", ha detto il capo della polizia di Nairobi, Moses Nyakwama. Gli agenti hanno sparato in aria e usato gas lacrimogeni per cercare di disperdere la folla, hanno riferito alcuni testimoni. - Swissinfo

 
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19/11/2012 Kenya: Violenze a Nairobi, polizia interviene con lacrimogeni

Agenti di polizia sono intervenuti con idranti e lacrimogeni per cercare di disperdere gruppi di persone che hanno aggredito abitanti e saccheggiato negozi del quartiere di Eastleigh, a maggioranza somalo di Nairobi. “Abbiamo capito che succedeva qualcosa quando abbiamo notato gli elicotteri alzarsi in volo sulla città. Il clima era già teso da ieri, dopo che un ‘matatu’, uno dei minibus che quotidianamente percorrono la capitale da un lato all’altro, è stato fatto saltare in aria con un ordigno. Le vittime finora sono nove e in molti attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto ai somali, che vivono nel quartiere soprannominato ‘piccola Mogadiscio” racconta alla MISNA padre Paolino, missionario comboniano e parroco di Kariobanghi. “Alcune delle vittime erano fedeli della nostra parrocchia. Erano andati a Eastleigh per comprare del riso che costa meno, e si sono ritrovati sul matatu che è esploso” dice ancora il religioso. Secondo la polizia, il veicoloche percorreva la strada che collega la bidonville di Kariobanghi al quartiere di Eastleigh, popoloso e pieno di negoziè esploso a causa di un ordigno telecomandato. Una persona sarebbe stata arrestata ed è sospettata di coinvolgimento nell’attentato. Quando la polizia è intervenuta a Eastleigh questa mattina, riferisce ancora la stampa, gli assalitori tra cui molti giovani hanno cominciato a lanciare sassi e bastoni. Gli scontri avrebbero coinvolto anche la strada di Juja che costeggia la ‘piccola Mogadiscio’. - Misna

 
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19/11/2012 Nigeria: Violenze nello Stato di Taraba. Gli sfollati sono migliaia

Migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare una città della Nigeria orientale dove da ieri sono in corso violenze di carattere sociale: lo dice all'agenzia Misna il parroco, padre Salomon Dankaro, che riferisce di diverse vittime e della distruzione di luoghi di culto. “L’intervento dell’esercitosottolinea padre Salomon – è stato tardivo e il numero delle vittime potrebbe aumentare di molto”. L’epicentro delle violenze è Ibi, una cittadina estremamente varia da un punto di vista etnico, dove convivono hausa immigrati dal nord e igbo originari dell’est e del sud-est della Nigeria. Secondo padre Salomon, le violenze sono cominciate ieri mattina, mentre nella sua parrocchia si stava celebrando la messa. Alcuni giovani, di religione musulmana, avrebbero cercato di rimuovere posti di blocco eretti nel timore che anche a Ibi si verificassero attentati contro chiese come avvenuto negli ultimi mesi in altre zone della Nigeria. Stando al parroco, le violenze avrebbero costretto a lasciare la città soprattutto famiglie igbo, per lo più dedite ai commerci. L’esodo starebbe ora creando tensioni a Wukari, una cittadina distante una ventina di chilometri da Ibi dove si è rifugiato lo stesso padre Salomon. Secondo il quotidiano nigeriano Daily Trust, gli scontri hanno causato almeno quattro vittime, provocando la distruzione di chiese e moschee. Padre Salomon conferma che due chiese pentecostali sono state date alle fiamme, mentre l’unica chiesa cattolica della città sarebbe “ancora in piedi”. Secondo il parroco, al conflitto potrebbe aver contribuito una lotta per il potere politico a livello locale. (R.P.) - Radio Vaticana

 
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19/11/2012 Mali: Crisi nel nord e "concertazioni nazionali"

A tre giorni da scontri tra gruppi armati rivali del nord del Mali, la situazione sembra essere tornata relativamente calma. Incerte restano invece dinamica ed esito dei fatti. Il Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla, di matrice tuareg) sostiene di aver inferto pesanti perdite al Movimento per l’unità del Jihad in Africa occidentale (Mujao). In una nota pubblicata sul proprio sito Internet, l’Mnla sostiene di aver ucciso almeno 55 combattenti del Mujao e di averne feriti un centinaio. La stampa maliana e internazionale riferisce invece che ad avere la meglio negli scontri verificatisi nella regione di Gao e in prossimità del confine con il Niger siano stati i combattenti del Mujao che già lo scorso giugno avevano costretto i rivali ad abbandonare la città di Gao dopo un primo periodo di difficile convivenza. Le ultime vicende confermano la fragilità della situazione del nord dove dovrebbe presto intervenire una forza militare interafricana guidata dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas). Una ipotesi da leggere anche alla luce di negoziati in corso in Burkina Faso con Mnla e Ansar al Din (altro gruppo ribelle): la scorsa settimana, i due gruppi si sono detti disposti a negoziare e il governo del Mali ha detto a sua volta di essere pronto a percorrere la strada di una soluzione politica Intanto, a Bamako si cerca di portare avanti la transizione seguita al golpe dello scorso marzo. Il capo dello Stato ad interim, Dioncounda Traoré ha fissato per il 26,27 e 28 novembre prossimi le cosiddette “Concertazioni nazionali”, riunioni già previste nel processo di transizione che porteranno a uno stesso tavolo esponenti della società civile e del mondo politico. L’obiettivo è di affrontare i vari capitoli della crisi maliana e di individuare soluzioni sia rispetto al nord del paese, da aprile in mano a gruppi ribelli, sia rispetto alle vicende politiche interne e alle prossime elezioni. - Misna

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