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11/12/2012 Repubblica Centrafricana: Ribelli prendono controllo di città nel nord

Tre città del nord del Centrafrica sono cadute sotto controllo dell’Unione delle forze democratiche per il raggruppamento (Ufdr). La formazione ribelle guidata da Michel Ndjotodia ha rivendicato attacchi organizzati ieri e di cui notizia Radio Ndeke Luka. Secondo le informazioni raccolte dall’emittente centrafricana i ribelli controllerebbero in queste ore le città di Sam-Ouandja, Ouadda e Ndélé. Secondo un portavoce del gruppo, l’attacco deve essere considerato “un invito perché il governo centrafricano rispetti gli Accordi di pace globale firmati nel 2008 a Libreville”. L’esercito ha confermato la caduta di Ndélé, ha annunciato l’invio di rinforzi ma non ha fornito ulteriori informazioni. Fonti ribelli riferiscono di soldati presi in ostaggio a Sam-Ouandja, mentre fonti della locale Croce Rossa sentite da Ndeke Luka riferiscono di una vittima a Ndélé. Michel Ndjotodia, leader e fondatore dell’Ufdr, è rientrato dal Benin circa sei mesi fa. Secondo le fonti di stampa centrafricane da allora si trova a Boromota, a un centinaio di chilometri di distanza da Birao, nel nord-est del paese. Durante la sua assenza il movimento è stato guidato da Damane Zacharia che ha condotto dei negoziati con il governo di Bangui. L’episodio rientra nel clima di generale insicurezza che regna in diverse zone del Centrafrica dove operano gruppi armati di varia estrazione e origine. Il governo non è attualmente in grado di controllare i suoi confini di esercitare piena autorità sul territorio nazionale. Un fatto che ha favorito anche l’ingresso di gruppi armati stranieri come l’Esercito di resistenza del Signore, attivo nelle regioni del sud-est. - Misna

 
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11/12/2012 R. D. Congo: Nord Kivu: a Kampala colloqui a rilento, pressioni su M23

Dopo una prima giornata di negoziati, ieri i colloqui tra i ribelli del Movimento del 23 Marzo (M23) e il governo di Kinshasa hanno subito una battuta d’arresto la cui consistenza sarà possibile verificare già oggi. I ribelli hanno boicottato i colloqui in corso a Kampala, in Uganda, accusando il rappresentante della Repubblica democratica del Congo, il ministro degli Esteri Raymond Tshibanda, di aver usato toni eccessivi e poco concilianti: “Resteremo al nostro hotel, perché siamo qui per negoziare e non per ascoltare le lamentele del governo” ha detto René Abandi, responsabile delle relazioni esterne dell’M23. Tshibanda ha a sua volta replicato accusando la controparte di voler “dare lezioni di democrazia e di rispetto dei diritti umani” quando invece “non sono nemmeno disposti a essere contraddetti”. A cercare di riportare calma è stato in queste ore il ministro della Difesa ugandese Crispus Kiyonga, mediatore dell’incontro su incarico della Conferenza internazionale della regione dei Grandi Laghi (Cirgl). A Kiyonga il governo di Kinshasa ha chiesto di tentare di riportare i ribelli al tavolo delle trattative già a partire da oggi. Dopo mesi di confronto armato, lo scorso 20 novembre l’M23 ha preso il controllo di Goma, capoluogo del Nord Kivu, per ritirarsi soltanto dopo diversi giorni in seguito a pressioni internazionali. La Cirgl ha quindi portato le due parti al tavolo negoziale ammettendo alcune rivendicazioni dei ribelli. La comparsa dell’M23 risale allo scorso 4 aprile e il suo nome ne spiega l’origine: il 23 marzo del 2009, i ribelli tutsi del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) firmarono un accordo con Kinshasa che prevedeva tra le altre cose la loro integrazione nelle forze armate congolesi (Fardc); l’M23 sostiene che i punti di quell’accordo non sono stati rispettati. In realtà, i componenti del nocciolo duro dell’M23 hanno occupato posizioni di rilievo all’interno dell’esercito in Kivu e la creazione del movimento è seguita al minacciato trasferimento dei reparti di stanza nell’est del paese in altre regioni. Un fatto che per gli ex Cndp, ora M23, non era accettabile e che riporta alle motivazioni più profondepolitiche, economiche ed etnicheche hanno segnato la storia recente di questa parte del Congo. - Misna

 
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11/12/2012 Sudafrica: Il Consiglio delle Chiese chiede un cambiamento politico

C’è bisogno di “un tipo di leadership differente”, che “possa ridare speranza ai poveri”: lo scrivono i vescovi del Consiglio delle Chiese del Sudafrica in una lettera consegnata al presidente Jacob Zuma pochi giorni prima di una conferenza del partito al governo dalla fine del regime di apartheid. “I sudafricanisottolineano i religiosivogliono passare da un tipo di cultura sociale, imprenditoriale e politica corrotta a una cultura di responsabilità nei confronti della gente”. Il Consiglio delle Chiese del Sudafrica è un organismo ecumenico che ha avuto un peso rilevante sia nella lotta contro il regime segregazionista sia dopo la vittoria elettorale dell’African National Congress (Anc) e di Nelson Mandela nel 1994. La lettera è stata diffusa a una settimana dall’apertura di una conferenza che dovrebbe confermare Zuma come candidato dell’Anc alla presidenza in vista delle elezioni del 2014. A dare ancor più risonanza al documento è il fatto che la sua pubblicazione abbia seguito di pochi giorni il ricovero in ospedale di Mandela, indimenticato eroe della lotta contro l’apartheid, ex presidente e premio Nobel per la pace ormai novantaquattrenne. “Se i leader politici non prenderanno seriamente ciò che diciamosottolinea il Consigliocontinueremo a rafforzare e sostenere il ruolo della Chiesa nei movimenti della società civile, in particolare in quelli che lavorano al fianco dei poveri, per contribuire a una democrazia più sana”. Zuma ha assunto la guida dello Stato nel 2009, dopo esser stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari. Negli ultimi mesi è stato criticato soprattutto per la gestione delle proteste dei lavoratori che hanno chiesto aumenti di salario e migliori condizioni di vita. Al calo di popolarità del presidente ha contribuito la “strage di Marikana”, l’uccisione di 34 minatori in sciopero da parte della polizia nell’agosto scorso. - Misna

 
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10/12/2012 Angola: Dopo il petrolio, Luanda punta ai minerali strategici

Il governo di Luanda sta lavorando alla pubblicazione di tre decreti per istitutire tre nuove imprese pubbliche volte alla commercializzazione di minerali strategici come l’oro, i diamanti e l’uranio. A darne notizia sono i media angolani, citando il ministro angolano delle Miniere, Francisco Queiroz, secondo il quale la creazione delle nuove società consentirà di commercializzare direttamente sul mercato le risorse minerarie angolane senza la necessità di rivolgersi a delle società di intermediazione. Secondo il quotidiano ‘O Pais’, l’attuale Istituto per la produzione diamantifera Sodiam sarà trasformato in un’impresa a carattere pubblico autorizzata alla commercializzazione in proprio dei diamanti secondo quanto previsto da una recente riforma del settore minerario. Un procedimento simile è previsto anche per l’autorità incaricata dell’estrazione di oro e per quella dedicata all’uranio e ad altri minerali radioattivi. Queiroz ha aggiunto che i decreti saranno pubblicati nella prima metà del 2013, in modo da garantire la commercializzazione dei minerali già a partire dall’inizio del 2014. * Michele Vollaro - Atlasweb

 

 
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10/12/2012 Burkina Faso: Elezioni, in parlamento e alle comunali successo per il partito di governo

Maggioranza assoluta in Parlamento e una larga vittoria anche nelle elezioni municipali: è un successo completo, e atteso, quello raccolto dal Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp), il partito del presidente Blaise Compaore, alle elezioni legislative del 2 dicembre scorso. Secondo i dati diffusi dalla commissione elettorale, il Cdp, al potere dal golpe del 1987, ha ottenuto la maggioranza assoluta in parlamento con 97 deputati su 127, pur facendo segnare una diminuzione rispetto alle precedenti elezioni. L’Union pour le changement (UPC) di  Zéphirin Diabré, un partito nato solo due anni fa, è diventata la prima forza dell’opposizione nell’Assemblea Generale con i suoi 19 deputati. L’Upc ha denunciato numerosi brogli avvenuti soprattutto nei seggi della capitale Ouagadougou. Un peso simile è stato mantenuto anche nelle municipali, anche se i risultati diffusi sono ancora provvisori, con il Cdp di Compaoré che ha ottenuto 12.340 consiglieri municipali (ovvero il 66% dei 18.645 incarichi in ballo). Il secondo posto è andato a un partito della maggioranza presidenziale, l’ADF-RDA (Alliance pour la démocratie et la fédération-Rassemblement démocratique africain), con 1.746 consiglieri. L’UPC di Diabré è giunto in terza posizione alle comunali con 1.615 consiglieri. - Atlasweb

 

 
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10/12/2012 Egitto: Morsi chiede a esercito garantire sicurezza fino a referendum

Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha ordinato all'esercito di garantire la sicurezza nel Paese e proteggere le istituzioni fino all'annuncio dei risultati del referendum sulla costituzione previsto il 15 dicembre. E' quanto riporta il sito web dell'emittente 'Bbc', spiegando che il provvedimento e' stato adottato dopo gli incidenti dei giorni scorsi al Cairo, dove l'opposizione e' scesa in piazza contro la bozza di Costituzione e il decreto con cui Morsi ha esteso i suoi poteri e che ieri e' stato ritirato. - Adnkronos/Aki

 
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10/12/2012 Egitto: Il mezzo passo indietro di Morsi lascia scontenta piazza e opposizione

La revoca dei provvedimenti costituzionali risalenti allo scorso 22 novembre non bastano ai partiti di opposizione. Il Fronte di salvezza nazionaleil principale gruppo di opposizione in Egitto – ha annunciato nuove manifestazioni nel caso in cui il presidente egiziano Mohamed Morsi non revochi anche il referendum previsto il 15 dicembre sulla bozza della Costituzione approvata in apparente fretta e furia dall’Assembla costituente. Dopo le proteste della scorsa settimana, si preannunciano quindi altri giorni caldi in Egitto nonostante i blandi tentativi di dialogo messi in atto da Morsi che finora non hanno però soddisfatto le richieste più importanti della piazza. Secondo l’opposizione, la Costituzione che dovrebbe essere sottoposta al voto degli egiziani è smaccatamente di parte e non può costituire la legge fondamentale in grado di avvicinarsi al sentire della maggioranza della popolazione. Morsi è sembrato finora inflessibile, almeno su questo punto, e la revoca della sua dichiarazione costituzionale appare anche a molti osservatori una minima concessione rispetto al nucleo centrale delle richieste. Ieri in Egitto è stata anche la giornata delle nuove misure economiche decise dall’esecutivo. Dopo alcuni provvedimenti di austerità già varati nei mesi scorsi, Morsi ha ora aumentato una serie di tasse su diversi prodotti di consumo, su marche da bollo, su materiali per l’edilizia e sugli alcolici. Sono state inoltre riviste le aliquote di tassazione sui redditi. - Atlasweb

 
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10/12/2012 Ghana: Opposizione denuncia frodi e dichiara presidente il suo candidato

Forze dell’ordine ghanesi hanno fatto uso di lacrimogeni ieri, per il secondo giorno consecutivo, contro una folla di dimostranti che assediava la commissione elettorale ad Accra. La manifestazione aveva raccolto soltanto poche centinaia di persone ed è collegata alle accuse di frodi e irregolarità fatte dall’opposizione al governo in relazione alle elezioni presidenziali tenutesi la scorsa settimana. I primi risultati delle elezioni, non ancora ufficiali ma forniti dalla Commissione elettorale, danno in leggero vantaggio John Dramani Mahama, esponente del Congresso democratico nazionale (Ndc) e presidente uscente, rispetto a Nana Akufo-Addo, candidato del Nuovo partito patriottico (Npp). In un comunicato, il Nuovo partito patriottico ha però sostenuto di avere le prove che a vincere sia stato il proprio candidato e ha denunciato frodi massicce a favore di Mahama. Secondo dati diffusi in precedenza dalla televisione privata Joy, Mahama avrebbe invece vinto conquistando il 50,6% delle preferenze. La commissione elettorale non ha comunque ancora fornito i dati definitivi: se nessuno dei due dovesse superare il 50% dei voti, un secondo turno si terrà il 28 dicembre. Paese considerato tra i più stabili d’Africa, il Ghana sta attraversando un periodo di boom economico entrando nell’ultimo anno anche nel novero dei paesi produttori di petrolio. - Atlasweb

 
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10/12/2012 Ghana: Vince presidente uscente con 50,7% voti. Sfidante al 47,74%

Il presidente della commissione elettorale del Ghana, Kwadwo Afari-Gyan, ha annunciato che il presidente in carica John Dramani Mahama ha vinto le elezioni presidenziali del Paese con il 50,7% dei voti. Il leader dell'opposizione Nana Akufo-Addo è arrivato secondo con il 47,74% dei voti, secondo i risultati provvisori delle elezioni di venerdì. Mentre venivano annunciati i risultati, i carri armati hanno circondato la commissione elettorale del Ghana e la polizia ha barricato la strada intorno agli uffici elettorali. Oggi la polizia ha disperso con gas lacrimogeni i manifestanti che volevano che corpo elettorale ritardasse l'annuncio dei risultati finché non fossero verificate le accuse di brogli elettorali. Il Ghana ha una delle più lunghe tradizioni di democrazia in questo travagliato angolo d'Africa, ma le elezioni di venerdì sono state messe in dubbio dopo che sono stati riscontrati problemi in decine di macchine biometriche utilizzate per identificare gli elettori. - LaPresse/AP

 
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10/12/2012 Mali: ONU; Guterres, rifugiati sono 140.000

"Il numero dei rifugiati scappati dal Mali verso i Paesi vicini ha raggiunto quota 140.000, e in totale, quasi 350.000 individui sono stati costretti a lasciare le loro case dall'inizio del 2012": lo ha detto Antonio Guterres, Alto Commissario Onu per i rifugiati, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza sul Sahel. Guterres ha precisato che problemi di sicurezza in Mali continuano ad ostacolare l'accesso delle agenzie umanitarie, con disastrose conseguenze per le popolazioni già provate da mesi di emergenza. "Aumentano le preoccupazioni per la situazione della sicurezza - ha detto l'alto commissario Onu - con diffuse segnalazioni di gravi violazioni dei diritti umani, aggressioni sessuali, mutilazioni e reclutamento di bambini". - Swissinfo

 
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