homepage
Africa rivista

Il Blog Buongiorno Africa REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it
home La Rivista Abbonamenti News Primo Piano Eventi Mostre Padri Bianchi Contatti  
 
 
Seleziona anno: 2013 2011 2010 2009
 
 
Data (gg/mm/aaaa) Nazione Testo
 
 
News - Fino al 01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario
 
 
01/11/2012 Kenya: Nairobi: settimana delle culture

Pur essendo la festa di Tutti i Santi, oggi in Kenya è giorno lavorativo come gli altri. Eppure c’è stato qualcosa di speciale al  Tangaza College di Nairobi, la scuola per studenti in teologia. Una scuola di fondazione islamica della zona ha donato al College una parte della carne di capre ricevute alla festa del sacrificio che i musulmani hanno celebrato qualche giorno fa. Con questo, è stato offerto un pranzo ai dipendenti del college e agli studenti che si trovavano sul posto, circa 300 persone. Il direttore del centro islamico ha detto una preghiera ed ha spiegato che, secondo il Corano, i doni ricevuti si dividono in tre parti: il ricevente, i poveri e i vicini. Noi siamo i vicini che hanno ricevuto una parte delle donazioni.
La settimana scorsa, nell’ambito della settimana delle culture, il gruppo missionario ha preparato dei pannelli con figure missionarie di rilievo, spesso i fondatori e fondatrici dei nostri Istitutimembri del College e di alcune figure tipiche del nostro tempo che hanno contribuito alla pace: Ghandi, Mandela, Wangari, Madre Teresa, eccAll’inizio della celebrazione della festa della cultura, sabato mattina, sei studenti si sono alternati a presentare intenzioni di preghiera in varie lingue, rappresentando i continenti (al Tangaza College, con 1000 e più studenti, sono rappresentati tutti i continenti). Poi, dopo la preghiera, è iniziata la festa che si è protratta tra canti e danze, fino al pomeriggio. –

Africa -  nostra corrispondenza

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi  
 
 
   
 
 
01/11/2012 Kenya: Una corte keniana proscioglie un missionario dall’accusa di omicidio

Padre Gerardo Bottarelli, missionario passionista, è stato prosciolto dall’accusa di omicidio dal tribunale di Migori. Il missionario era accusato in relazione alla morte di un cittadino keniano, Polycarp Otieno, avvenuta nella missione di Karungu, sulle rive del lago Vittoria, in Kenya. Il giudice, dopo aver sentito le diverse testimonianze, ha riconosciuto l’innocenza di p. Bottarelli, che era stato accusato di aver sparato a Otieno, uccidendolo. Il fatto risale al 9 agosto 2008. Il difensore del missionario ha potuto dimostrare che p. Bottarelli aveva consegnato un’arma ad un suo aiutante, Dickens Akech, per sparare ad un cane randagio, ma un colpo aveva colpito e ucciso Otieno. La corte ha quindi riconosciuto che si è trattato non di un delitto ma di un incidente, assolvendo con formula piena il missionario. - Ag. Fides

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Libia: Parlamento approva nuovo governo

Il Parlamento ha approvato ieri la proposta di esecutivo composto di 32 membri presentata martedì dal  primo ministro incaricato Ali Zidan . Ne danno notizia i media libici e internazionali, aggiungendo che in base alle dichiarazioni di Zidan si tratta di un “governo di coalizione”, in cui sono presenti rappresentanti dei due principali partiti, ma sorprendentemente solo due donne. Secondo Zidan, tuttavia, i ministeri più importanti sono stati affidati a personalità indipendenti. Leggendo la lista dei ministri durante la seduta in corso a Tripoli e trasmessa in diretta televisiva, Zidan ha rivelato che l’attuale ambasciatore libico negli Stati Uniti, Ali Aujali, è stato nominato ministro degli Esteri. Un altro dicastero fondamentale come quello per il Petrolio è stato affidato a Abdelbari al-Arusi, un ingegnere esperto di questioni mediorientali, mentre l’esperto di diritto ed ex funzionario di polizia Ashur Shwayel è stato nominato a capo del ministro dell’Interno. Il nuovo titolare della Difesa è l’ex pilota in pensione Mohamed al Barghati, che fu tra i primi ufficiali dell’esercito libico ad unirsi alla ribellione contro il regime guidato da Muammar Gheddafi a febbraio dell’anno scorso. Zidan è stato nominato premier all’inizio del mese, dopo che il suo predecessore, Mustafa Abushagur, non ha ottenuto il voto di fiducia per il suo governo, in gran parte composto da ministri di orientamento islamico. Ex diplomatico che già negli anni Ottanta aveva voltato le spalle al regime di Gheddafi, Zidan si è confrontato con la sfida di formare un governo rappresentativo di tutte le componenti della frammentata società libica. * Michele Vollaro - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Libia: Incursione milizie in parlamento, seduta sospesa

Un gruppo di circa 200 miliziani armati libici hanno fatto irruzione nella sede del Parlamento costringendo all'interruzione dei lavori. Lo riferisce la stampa locale. Gli ex "tuwar" (rivoluzionari) protestano contro il nuovo governo varato ieri, nel quale ci sarebbero a loro dire rappresentanti del regime di Gheddafi. Secondo i testimoni, i miliziani hanno sparato dei colpi in aria, bloccato le strade circostanti e impediscono l'accesso nell'edificio. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Mali: Crisi nel nord, ancora un incontro internazionale

Esponenti africani, europei e delle Nazioni Unite sono riuniti a Bamako per un ennesimo incontro sulla crisi nel nord del Mali, in mano a gruppi armati antigovernativi di cui alcuni legati al terrorismo di matrice islamica. Esperti militari, in particolare, devono formulare proposte concrete e dettagliate da presentare al Consiglio di sicurezza in merito all’intervento armato ipotizzato per ripristinare il controllo dello Stato. Il 12 ottobre all’unanimità dei 15 Stati membri, la massima istituzione Onu aveva approvato la risoluzione 2071 che stabilisce un termine di 45 giorni affinché i paesi della Comunità economica dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) precisino i piani in vista di un intervento militare nelle regioni settentrionali. Sulla carta è previsto il dispiegamento di una missione regionale di 3000 uomini (Micema) sostenuta dalle Nazioni Unite e con l’appoggio logistico di nazioni occidentali, tra cui Francia e Stati Uniti, ma devono ancora essere definite le missioni di questa forza e la sua composizione. La soluzione militare non è accolta all’unanimità in Mali e in altre aree della regione, dove si teme una contaminazione del conflitto e ripercussioni umanitarie ancora più gravi.* Celine Camoin - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Nigeria: Liberi sei marinai russi e un estone rapiti su nave francese

Liberati sei marinai russi e un estone, rapiti a bordo di una nave francese a largo delle coste della Nigeria. Lo ha comunicato Bourbon, società con sede a Parigi che si occupa di servizi per petrolio e gas, per la quale lavoravano i sei marinai. Secondo quanto riferito, gli uomini liberati "sono in buona salute e lasceranno la Nigeria nei prossimi giorni". L'azienda non ha fornito ulteriori dettagli sulla liberazione, anche se solitamente il rilascio dei lavoratoriavviene dopo il pagamento di un riscatto. I sette marinai erano stati rapiti lo scorso 17 ottobre mentre erano a bordo della nave. Dopo un'amnistia voluta nel 2009 dal governo nigeriano, i sequestri da parte di criminali o di militanti di gruppi politici, per la questione del petrolio nel Delta del Niger, sono diminuiti ma il fenomeno non si è esaurito. - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Sudafrica: Una joint venture della FIAT per produrre autobus e camion

Iveco, società del gruppo italiano Fiat, ha siglato ieri un accordo con un’azienda sudafricana impegnata nel settore del trasporto collettivo e dell’allestimento di autobus, la Larimar, per produrre veicoli commerciali ed autobus in Sudafrica. La decisione, secondo un comunicato diffuso da Iveco, è volta a produrre in quei mercati in cui la società italiana è già presente. La nuova società, di cui Iveco deterrà il 60%, avrà un impianto a Pretoria capace di produrre annualmente 7000 veicoli commerciali e 1000 autobus. La produzione comincerà nella seconda metà del 2013 e impiegherà circa 1000 persone. I veicoli commerciali saranno venduti da Iveco South Africa nell’intera regione dell’Africa australe, attraverso l’attuale rete di distribuzione, mentre gli autobus saranno commercializzati direttamente dalla joint venture. * Michele Vollaro  - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Sudan: Darfur, 32 morti per epidemia febbre gialla

Lo scoppio di un'epidemia di febbre gialla ha provocato la morte di 32 persone nello stato sudanese del Darfur. Ne ha dato notizia il ministero della sanità. Dal febbraio 2003 nello stato è in corso una guerra civile con violenze che hanno portato la Corte Penale Internazionale ad emettere un mandato di cattura contro il presidente sudanese, Omar El Bashir, per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Secondo dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e del ministero della sanità sudanese, la malattia avrebbe colpito 84 persone, 32 delle quali sono morte, ma ora la situazione si sarebbe stabilizzata. Una vasta campagna di vaccinazione è stata avviata nel paese, mentre viene raccomandato l'uso di zanzariere per bloccare la diffusione del contagio, trasmesso soprattutto dalle zanzare. Preoccupazioni vengono espresse dalle autorità soprattutto in relazione alle condizioni di relativa igiene nei campi profughi di darfuriani che si sono moltiplicati ai confini del paese a causa della guerra civile. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Tunisia: Violenze e tensioni a Manouba, i “barbuti” fanno paura

Una nuova ondata di violenze è esplosa in Tunisia nella provincia di Manouba, nel quartiere Douar Hicher. Tutto è iniziato sabato scorso quando un commerciante di alcol, la sera, è stato aggredito da un gruppo di barbuti. Volevano impedirgli di vendere alcolici e punirlo perché stava contravvenendo alle regole islamiche. La Guardia Nazionale è intervenuta per riportare l’ordine, ma il capo, Wissem Ben Slimen, è rimasto ferito e attualmente è ricoverato in ospedale in terapia intensiva anche se non è in pericolo di vita. In una video-intervista rilasciata al sito Mosaique FM, Slimen ha raccontato di essere stato chiamato più volte sabato dagli abitanti di Douar Hicher, impauriti perché un gruppo di uomini con la barba stava facendo delle ronde nelle case per controllare chi bevesse alcolici. Allo stesso sito, Slimen ha detto che la moschea di Ennour nel quartiere di Manouba oggi funge da quartier generale di un gruppo salafita non ulteriormente identificato. Lunedì la polizia ha pattugliato la zona giorno e notte senza grossi problemi, anche se gli abitanti di Douar Hicher hanno raccontato alle agenzie locali di un clima molto teso.
Martedì sera un nuovo episodio di violenza. Secondo alcuni testimoni rimasti anonimi, la polizia ha fermato e arrestato tre uomini identificati come “leader del movimento salafita”. Poche ore dopo la cattura, una folla di duecento uomini si è radunata fuori la caserma per protestare contro l’arresto, ma alcuni manifestanti hanno rotto le porte per entrare all’interno dell’edificio della polizia e hanno aggredito gli agenti con spade e coltelli. Due funzionari sono rimasti feriti nello scontro in modo lieve, ma la storia è degenerata quando il terzo agente, incolume, ha visto che all’esterno i manifestanti stavano caricando una cisterna di propano per dare fuoco alla caserma. E’ stato allora che ha imbracciato il fucile da caccia e ha sparato due colpi contro la folla, uccidendo un uomo. Gli agenti non correranno grossi rischi perché hanno agito per legittima difesa, ma il rischio è che ci possano essere nuove aggressioni. Ennahda in una dichiarazione ha condannato la violenze e definito l’attacco agli agenti un atto “spregevole”. * Serena Grassia - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
01/11/2012 Uganda: Virus di Marburg provoca otto morti, allarme delle autorità

Ha già causato otto morti, secondo il bilancio ufficiale, la febbre di Marburg ricomparsa in alcuni distretti dell’Uganda. Molto simile alla più nota Ebola, la febbre emorragica di Marbug è letale e il virus che ne è responsabile si trasmette attraverso il contatto con i liquidi corporei e il sangue. Le autorità intendono vietare adunanze pubbliche nelle aree colpite, in particolare nel distretto di Kabale, nel sud-ovest del paese. Esperti internazionali sono stati sollecitati dal governo di Kampala per contrastare la diffusione del virus, in particolare i ricercatori del Center for disease control and prevention statunitense (Cdc). Altri casi sospetti sono stati isolati nei distretti di Ibanda e Kampala. La febbre di Marburg era stata individuata per la prima volta in Uganda nel 1977, nel distretto orientale di Bugiri, dove aveva provocato 19 morti ultimi due casi letali di Marburg risalgono al 2007, mentre negli ultimi mesi è stata Ebola a mietere 16 vittime. * Celine Camoin  - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 [58] 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382
 
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 - C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it
 
NEWSLETTER AFRICA
ricevi la nostra newsletter
REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it