homepage
Africa rivista

Il Blog Buongiorno Africa REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it
home La Rivista Abbonamenti News Primo Piano Eventi Mostre Padri Bianchi Contatti  
 
 
Seleziona anno: 2013 2011 2010 2009
 
 
Data (gg/mm/aaaa) Nazione Testo
 
 
News - Fino al 01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario
 
 
03/10/2012 Algeria: Si arrende emiro latitante da 20 ann

 Uno dei terroristi islamici più ricercati dalle forze di sicurezza algerine, Abou Doudjana, emiro della "Falange el Farouk", si è consegnato alle forze di sicurezza, mettendo fine ad una latitanza cominciata negli anni '90, quando si era dato alla macchia per entrare a fare parte dei combattenti del Gruppo Islamico Armato (GIA). Abou Doudjana ha deciso di consegnarsi ai servizi di sicurezza di Ouadhia dopo che, negli ultinmi due giorni, alcuni dei suoi più stretti collaboratori, tra cui il suo braccio destro, erano stati catturati dall'esercito. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Burkina Faso: Rafforzare il dialogo interreligioso per garantire la pace

Il rafforzamento del dialogo interreligioso, la creazione di una piattaforma di concertazione interconfessionale e l’adozione di un documento di riferimento sul principio della laicità in Burkina Faso. Sono le proposte emerse dal Forum nazionale sulla laicità organizzato nei giorni scorsi nella capitale Ouagadougou. Scopo dell’incontro, che ha visto la partecipazione di esponenti politici e di leader religiosi delle diverse confessioni presenti in Burkina Faso, era di riflettere insieme su come prevenire i pericoli dell’estremismo religioso per rafforzare la pace e la coesione sociale nel Paese. I partecipantiriportano i quotidiani locali “Sidwaya” e “Le Pays” ripresi dall’agenzia Apichanno indicato proprio nel principio costituzionale della laicità dello Stato la chiave per la pacifica convivenza tra le religioni in Burkina Faso. Per questo tra le indicazioni emerse vi è stata quella di introdurre l’insegnamento della Costituzione nelle scuole e l’apertura di un canale di dialogo tra le autorità religiose e quelle comunitarie. Si è inoltre parlato di istituzionalizzare il Forum con il compito di valutare i progressi nell’applicazione del principio della laicità nel Paese. I partecipanti hanno espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro in cui - ha evidenziato mons. Philippe Ouédraogo, arcivescovo di Ouagadougou - si è cercato “di definire una visione comune della nozione di laicità”. Il Forum - ha affermato da parte sua il pastore evangelico Mamadou Philippe Karambiri - ha permesso di trovare “un terreno di intesa” che è il rispetto reciproco e la comune aspirazione a una nazione pacificata che non può prescindere dalla pace religiosa. Anche per El Hadj Adama Sakandé, presidente ad interim della comunità musulmana del Burkina Faso, l’incontro è stato “proficuo”. Il Primo Ministro burkinabé Beyon Luc Adolphe Tiao si è felicitato per la volontà dimostrata da tutte le comunità religiose nel Paese di convivere pacificamente nel rispetto reciproco. (L.Z.) - Radio Vaticana

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Egitto: Due bambini cristiani urinano su copia Corano, arrestati

Due bambini cristiani copti di circa dieci anni sono stati arrestati in Egitto per aver strappato una copia del Corano e per aver urinato sul testo sacro. Lo hanno riferito fonti della sicurezza. E' accaduto ad Azbat Marqos, nella provincia di Beni Suef, nel sud del Paese. I due bambini sono stati identificati come Nabil Nagui Rezq (10 anni) e Mina Nadi Farag (nove), e sono stati condotti in un centro di detenzione per minori gia' da una settimana. Le famiglie degli autori del gesto hanno ricevuto minacce di morte. Secondo il quotidiano Al Ahram, le manette sono scattate dopo la denuncia dell'imam di una moschea locale, Ibrahim Mohamed Ali. I genitori hanno giustificato il gesto spiegando che i loro figli sono analfabeti e per questo non sapevano che il libro, trovato in una borsa per strada, era una copia del Corano. - Agi

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Egitto: Prestito di un miliardo di dollari dalla Turchia

Nel corso di una visita ufficiale ad Ankara, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente egiziano Mohammed Morsi hanno siglato un accordo per la concessione da parte della Turchia di un prestito di un miliardo di dollari, pari ad oltre 770 milioni di euro. Il prestito servirà per aumentare l’interscambio tra i due paese e garantirà i mezzi finanziari per promuovere l’esportazione di beni e servizi dalla Turchia verso l’Egitto. A versare la somma sarà fisicamente l’istituto finanziario governativo Türk Eximbank, che asssegnerà il denaro in tre differenti tranche al governo del Cairo. “Gli imprenditori turchi hanno mostrato in diverse occasioni il loro vivo interesse per il mercato e l’economia egiziana – ha detto Çaglayan al quotidiano turco ‘Hurriyet’L’esempio migliore è che nelle loro industrie la produzione non si è mai fermata, anche nei periodi di maggiore panico”.
Nei primi otto mesi dell’anno l’interscambio tra i due paesi a raggiunto una cifra pari a 2,7 miliardi di euro, ma secondo il ministro dell’Economia di Ankara, Zafer Çaglayan, potrebbe superare gli 8 miliardi di euro in tempi molto rapidiSecondo il ministro del Commercio e dell’Industria egiziano, Hatem Salah, il volume degli scambi commerciali tra i due paesi dovrebbe superare i 3,8 miliardi euro quest’anno. Un altro importante aspetto discusso da Erdogan e Mursi è stata la possibilità di eliminare la necessità del visto per i cittadini dei due paesi per l’accesso nei rispettivi territori nazionali. * Michele Vollaro - Atlasweb

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Egitto: Egitto e Arabia Saudita pensano a ponte che unisca i due paesi

Il re saudita Abdallh e il presidente egiziano Mohamed Morsi hanno deciso di rilanciare il progetto per la costruzione di un ponte di 32 km sul Mar Rosso che colleghi la città egiziana di Ras Nassrani a Tabuk, nel nord dell'Arabia Sauditia. Il progetto, riferisce il sito Ecofin, avrebbe un costo tra i 3 e i 5 miliardi di dollari e consentirebbe di far salire il numero di sauditi che visitano ogni anno l'Egitto dagli attual 300.000 a un milione e duecentomila. L'infrastruttura favorirebbe anche una forte crescita dello scambio commerciale tra i due paesi. TMNews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Mali: Un migliaio di bambini comprati e trasformati in soldati

Gli islamisti che hanno preso il controllo del nord del Mali hanno letteralmente acquistato circa mille bambini dalle cittadine e dai villaggi del Paese devastato dalla povertà e dalla fame, per arruolarli. I giornalisti di Associated Press hanno potuto parlare con quattro ragazzini coinvolti, oltre che con residenti e operatori dei diritti umani. Inoltre hanno incontrato altri ragazzi armati con fucili mitragliatori che vagavano per le strade di Timbuctù, dove ormai nessun occidentale può circolare, per il rischio di essere rapito. Le interviste mettono nuova luce sulle pratiche di reclutamento e forniscono le prove che una nuova generazione nel Paese africano, un tempo moderato, stia venendo radicalizzata, mentre le truppe islamiche si stanno preparando a respingere un probabile intervento armato appoggiato dalle Nazioni unite.
Uno dei ragazzini che ha raccontato la sua storia si chiama Salif Haidara, 16 anni. L'adolescente era seduto per strada a bere un con altri giovani quando un uomo con turbante e barba lunga si è avvicinato a loro, chiedendo se volevano diventare guerrieri santi. Salif aveva appena lasciato il suo villaggio nel deserto con soltanto la maglietta, i pantaloni e le ciabattine di plastica che aveva addosso. All'improvviso, un uomo gli disse che poteva guadagnare 15mila franchi al giorno (circa 30 dollari) e 200mila franchi (400 dollari) al mese da mandare alla sua famiglia, una cifra enorme per un ragazzo di appena 16 anni. Un'auto parcheggiata nella zona era in attesa di portare le "reclute" a un campo di addestramento per due settimane nel deserto del Mali, dove avrebbero imparato a usare le armi. L'uomo, di nome Omar, mise subito in chiaro una cosa, racconta Salif: "Una volta che avete preso i soldi e mangiato, l'accordo è preso. Rimarrete fino a quando morirete o la guerra sarà finita". "Bisogna intervenire rapidamente per scoraggiare queste persone", dichiara Amadou Bocar Teguete, vicepresidente della Commissione nazionale per i diritti umani. "I bambini - ha sottolineato - sono innocenti, non sanno cosa stanno facendo e a un certo punto vengono trasformati in criminali". Secondo Human Rights Watch (Hrw), i bimbi soldato combattono in almeno altri 14 Paesi del mondo. Per quanto riguarda il Mali, però, fino al colpo di Stato di marzo scorso, era possibile contare su una democrazia stabile. La recluta di soldati tra i minori è solo uno sviluppo recente. Al momento la pratica viene usata da tutti i gruppi armati attivi nel nord del Paese, ma i militanti islamici, in particolare il movimento noto come Ansar Dine, sono tra i più frequenti reclutatori di bambini soldato, spiegano residenti e gruppi per i diritti umaniL'Unicef ha raccolto prove che confermano di almeno 175 casi di reclutamento di bimbi soldato nel nord del Mali solo quest'anno. I genitori ricevono in media tra 500mila e 600mila franchi (tra mille e 1.200 dollari) per ragazzino, ma gli attivisti di Timbuctù spiegano che alcune famiglie hanno ottenuto fino a un milione di franchi (duemila dollari). L'intervista di AP a Salif suggerisce che ad alcuni genitori vengono promessi fino a 4.800 dollari l'anno, più di quattro volte il reddito annuale in Mali. "Gli islamisti stanno distribuendo denaro e cibo per i loro genitori, e quindi i bambini non hanno scelta", afferma El Boukhari Ben Essayouti, segretario generale dell'Associazione maliana per i diritti umani di Timbuctù. "Sono povertà e miseria a spingere questi bambini verso di loro", conclude. Twitter @maitri85 - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Marocco: In arrivo la “nave dell’aborto”

Naviga in direzione Marocco la “barca dell’aborto” con i membri dell’organizzazione olandese “Women of Waves” (WoW), responsabile della preparazione di campagne di sensibilizzazione sull’aborto in tutto il mondo. “La nave è in arrivo ma  non possiamo svelare il luogo in cui approderemo l’orario”, ha detto a telefono all’agenzia AFP Rebecca Gomperts, medico e fondatrice di WoW. L’obiettivo di WoW è far comprendere ai governi che gli aborti illegali mettono a rischio la salute delle donne. Secondo i dati pubblicati dal governo del Marocco, dove l’interruzione di gravidanza è consentita solo quando la vita della donna è in pericolo, in Nord Africa ogni anno vengono eseguite tra le 600 e le 800 interruzioni di gravidanza, ma solo 200 vengono fatte correttamente, di solito dalle donne ricche. In Marocco WoW è stata invitata dal gruppo giovanile locale del Movimento alternativo per le libertà individuali, malese, per aumentare il sostegno, anche internazionale, alla legalizzazione dell’aborto. Prima di raggiungere il paese, per la prima tappa musulmana nella vita di WoW, la barca ha già visitato l’ Irlanda, la Polonia, la Spagna e il Portogallo, scatenando il più delle volte le reazioni dei gruppi anti-abortisti. * Serena Grassia - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Nigeria: Studenti uccisi, e' caccia ai killer a Mubi

E' una caccia all'uomo casa per casa quella che stanno conducendo le truppe nigeriane nella citta' nord orientale di Mubi per tentativo di individuare i responsabili dell'uccisione di 25 studenti ieri, nell'ostello del politecnico federale locale. La ricerca odierna segue il coprifuoco imposto ieri dalle autorita'. ''I militari stanno conducendo una ricerca casa per casa'', ha detto Abubakar Ahmed, capo della Croce rossa dello stato di Adamawa, all'all'emittente al-Jazeera. La polizia ha cordonato l'area dove gli studenti sono stati uccisi, compreso il college. - Adnkronos/Aki

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 R. D. Congo: Ancora impuniti stupri e violenze contro piccole vittime innocenti

Una ondata di recenti casi di stupro ha scatenato le critiche locali sulla debolezza del sistema di giustizia nella Repubblica Democratica del Congo, dove le risorse inadeguate e l’incompetenza garantiscono poche speranze alle vittime che subiscono violenze sessuali. Si tratta prevalentemente di ragazzine abusate da adulti, tra queste anche alcune bambine di 6 anni. E’ quanto padre Jean Okutu, parroco presso la Chiesa Sacré Cœur nel remoto territorio di Mushie, ad ovest del paese, ha denunciato nelle ultime settimane. Per perseguire i criminali le madri delle sopravvissute si sono unite per lamentare il fallimento del sistema giuridico locale e provinciale e hanno chiesto al Governo di prendere in considerazione anche lo spostamento di questi bambini per permettere loro di studiare all'estero a spese dello Stato e garantire che siano protetti da insulti e isolamento da parte degli altri bambini della loro età. Nella provincia di Bandundu è già in vigore un programma contro l’impunità per violenze sessuali, ma molti dei residenti sono scettici visto che i criminali che vengono arrestati spesso riescono a scappare dalle carceri a causa delle precarie misure di sicurezza. A Mushie, c’è un solo magistrato per tutte le cause ed è urgente rinforzare il sistema di giustizia. Con una popolazione di circa 80 milioni di persone c’è un giudice ogni 20 mila residenti nella RDC. Anche se sono stati appena nominati 2 mila nuovi magistrati, l’intero sistema giudiziario congolese conta solo 4 mila membri. Occorre la collaborazione di tutta la popolazione, ogni cittadino ha l’obbligo di denunciare un crimine. (AP) - Ag. Fides

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
03/10/2012 Sudafrica: Si allarga a macchia d’olio lo sciopero dei minatori

Si sta diffondendo a macchia d’olio, in Sudafrica, la protesta dei minatori. Almeno 75.000 di loro, il 15 per cento del totale degli addetti del settore, hanno incrociato le braccia. Per il governo progressista del presidente Zuma una ulteriore perdita di popolarità, in un momento di forte crisi economica. “Non riesco più a pagare l’università o il collegio, guadagno troppo poco, quattromila rand al mese. E’ una barzelletta, sono noccioline”. Il braccio di ferro con le autorità è costato l’uccisione di 34 minatori ad agosto, per mano della polizia. Una vera strage, su cui da oggi lavora una commissione di inchiesta straordinaria. Vittime anche nelle ultime ore, secondo alcune fonti negli ultimi due giorni sarebbero stati uccisi altri cinque minatori. “La miniera ha i suoi poliziotti privati, ci hanno sparato e ci hanno espulsi dalle baracche, solo perche ci battiamo per i nostri diritti”. Infine, a tenere alta la tensione sociale ci pensa anche l’agitazione degli autisti di camion, entrata nella seconda settimana. Gli autisti chiedono un aumento del 12 per cento, mentre la controparte padronale offre soltanto l’8 e mezzo per cento. - Euronews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 [92] 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382
 
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 - C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it
 
NEWSLETTER AFRICA
ricevi la nostra newsletter
REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it