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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 20/09/2012 Kenya: Avorio al pepe: 65 zanne sequestrate a Nairobi |
Li avevano spruzzati con aromi di pepe e tabacco. Poi il tutto era stato rinchiuso in due casse metalliche contenti l’indicazione “avocado”. 255 chilogrammi di avorio stavano così per essere inviati, dall’aeroporto internazionale di Nairobi, a Kuala Lampur, in Malesia. Da qui, da una delle mille vie che risalgono la penisola indocinese, i 65 pezzi di avorio, in buona parte zanne ancora sane, sarebbero probabilmente arrivate in Cina. Il volo, comunque avrebbe fatto scalo a Doha nel Qatar. Ad intervenire la polizia di Nairobi che sta ora cercando i mittenti del carico, sfuggiti all’arresto. Proprio nei giorni scorsi, però, due cittadini del Kenya sono stati arrestati perché sorpresi in possesso di carne di zebra. L’udienza è fissata per il prossimo 23 settembre e i due bracconieri, con permesso di caccia per il trofeo ma senza saper dimostrare la provenienza della carne, sono per ora in stato di libertà dietro pagamento di una forte cauzione. Sorprende ancora una volta il deciso dislivello esistente tra le pene alle quali vanno in contro i bracconieri di molti paesi, se paragonate a quelle che dovrebbero punire i nostrani trasgressori. Per i bracconieri italici la legge sulla caccia prevede solo reati di mera contravvenzione e previsioni di arresto di gran lunga inferiori alla soglia di punibilità. Reati, in buona parte, soggetti ad oblazione. Si paga qualcosina, ed è cancellato tutto. Se poi il bracconiere è anche un cacciatore, per inspiegabile concessione della legge sulla caccia, non può essere contestato il furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Difficilissimo, poi, che si arrivi, per un reato venatorio, al ritiro della licenza. Occorrono, in alcuni casi, due condanne per bracconaggio, entrambe divenute definitive. E’ questo il caso, dell’abbattimento di una specie protetta. - Geapress |
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| 20/09/2012 Libia: Tripoli si scusa con vicesegretario Burns |
Il vicesegretario di Stato americano agli Esteri, William Burns, ha ricevuto a Tripoli le scuse delle autorita' libiche a margine di una cerimonia in onore dell'ambasciatore Christopher Stevens, ucciso nell'assalto al consolato Usa a Bengasi. Il ministro degli Esteri libico, Ashour Bin Khayyal, ha definito Stevens un ''amico della Libia''. Burns si è incontrato anche con il premier Mustafa Abu Shagour e con il presidente dell'Assemblea nazionale libica Mohammed Magarief. - Ansa |
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| 20/09/2012 Mali: A Timbuctu islamisti arrestano donne senza velo |
Gli islamisti di Ansar Dine, che hanno legami con Al-Qaeda nel Maghreb islamico, hanno iniziato ad arrestare tutte le donne che non indossano il velo o che vanno in giro per strada di notte a Timbuctu, citta' del nord del Mali da tempo sotto il loro controllo.Lo ha riferito all'AFP un residente nel quartiere di Djinguerey Ber, secondo il quale da ieri, in base a un editto islamista, tutte le donne trovate fuori dalla loro casa dopo le 11 di sera vengono arrestate e costrette a pagare una multa. Agli imam e' stato comunicato che d'ora in avanti le ragazze dovranno vestorsi in base alla legge islamica e che verranno istituite delle prigioni femminili per coloro che non rispettano simili imposizioni. - Asca-Afp |
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| 20/09/2012 Nigeria: 3 mesi di carcere ad attore gay,"atti contro natura" |
Un tribunale di Abuja, la capitale della Nigeria, ha condannato Bestwood Chukwuemeka, un attore di 26 anni, a tre mesi di carcere per "crimini contro natura". Il reato commesso dall'attore, non molto popolare neanche a Nollywood, come viene chiamato il mondo del cinema nigeriano, e' l'omosessualita', che nell'ordinamento nigeriano viene perseguita anche con pene piu' severe. A mitigare la condanna, infatti, e' stata la difesa di Bestwood che si e' rivolto al giudice dichiarandosi "colpevole" e chiedendo "clemenza per aver commesso il fatto sotto l'influenza dell'alcol". Il 'fatto' accadde nella capitale nigeriana ad agosto, per la precisione "nel letto del colpevole", ha spiegato nel corso del 'dibattimento' la pubblica accusa, rappresentata dal procuratore Mohammed Umar. A denunciare Bestwood, che inizialmente si era proclamato "innocente", fu il suo compagno dell'epoca, un nigeriano di poco piu' giovane di lui. In Nigeria i "crimini contro natura", in vigore nell'ordinamento giuridico locale sin dall'indipendenza del Paese nel 1960, contemplano, oltre all'omosessualita', anche atti sessuali con animali e alcune pratiche tra gli eterosessuali stessi. In ogni caso in Nigeria sono rarissimi i casi di processi o condanne nei confronti degli omosessuali, anche se al Senato di Abuja giace una proposta di legge che prevede una forte limitazione dei loro diritti e pesanti pene per i gay che avessero intenzione di istituzionalizzare la propria unione con un matrimonio. Il giudice che ha condannato Bestwood, Nafisatu Buba, dopo aver pronunciato la condanna si e' augurato che questa sentenza "possa servire da insegnamento e monito ai giovani". Sui siti nigeriani difficilmente si riesce a trovare una forma di critica a questa sentenza, mentre un autentico plebiscito e' riservato alla pubblica accusa e al giudice Buba. - AGI |
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| 20/09/2012 R. D. Congo: Nord Kivu, oltre 450.000 profughi e sfollati dei conflitti nell’est del paese |
Il conflitto scoppiato ad aprile nella provincia del Nord-Kivu e successive le violenze di gruppi armati nelle vicine province, Sud-Kivu e Orientale, hanno causato almeno 450.000 profughi, di cui 390.000 sfollati interni e 60.000 rifugiati nei confinanti Uganda e Rwanda, secondo le ultime stime dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr/Acnur). “La situazione rimane volatile e ci aspettiamo altri movimenti di popolazione. Se la violenza e gli abusi sulle popolazioni continueranno ad aumentare nelle province orientali il numero di profughi potrebbe crescere fino a 760.000 nei prossimi mesi” ha detto Melissa Fleming, portavoce dell’Unhcr da Ginevra, dove l’organizzazione ha chiesto il contributo della comunità internazionale per 40 milioni di dollari. L’insicurezza nelle aree dove operano i gruppi antigovernativi – M23, Fdlr, Mayi-Mayi Lafontaine, Mayi-Mayi Yakutumba, Pareco, Raia Mutomboki, Frpi e altri ancora – ostacola il lavoro delle agenzie umanitarie internazionali mentre le popolazioni sono costrette a condizioni di vita disumane in campi profughi o nelle grandi città, come Goma, Rutshuru o Bunia, prive tuttavia di infrastrutture decenti. L’Unhcr ha identificato bisogni specifici, quali tende per 40.000 famiglie in Congo, beni di prima necessità per 15.000 famiglie in Uganda, materiale sanitario per 50.000 donne e latrine per 10.000 nuclei famigliari. A dover fuggire dalle zone fertili e contese del Kivu e dell’Ituri (Provincia orientale), ricche di miniere di oro, coltan, cassiterite, tungsteno e altri minerali, sono civili appartenenti a varie comunità, vittime del terrore e degli abusi dei gruppi armati pilotati da interessi politici ed economici, nazionali e internazionali.* Laura Camone - Atlasweb |
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| 20/09/2012 Somalia: Mogadiscio, sale a 14 morti bilancio attentato ristorante |
E' salito ad almeno quattordici morti e una ventina di feriti il bilancio dell'attacco compiuto da due kamikaze all'interno e davanti a un ristorante di Mogadiscio. Lo ha annunciato Radio Mogadiscio (emittente di governo) e un responsabile delle forze di sicurezza. "Un kamikaze si è fatto esplodere nel ristorante, l'altro appena davanti, e hanno ucciso quattordici persone", ha affermato il responsabile Mohamed Dahir Abdulle. Secondo Radio Mogadiscio, "quattordici persone sono state uccise da due criminali" e una ventina sono rimaste gravemente ferite. - TMNews |
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| 20/09/2012 Togo: Donne in rosso marciano per la democrazia |
“Migliaia di donne vestite di rosso hanno manifestato pacificamente per le strade della capitale. Il rosso è stato scelto per richiamare sul rischio di violenze elettorali come quelle che abbiamo già vissuto sette anni fa. Questa volta la marcia si è svolta nella calma e, almeno per ora, le forze dell’ordine non sono intervenute. E’ in corso un comizio delle forze vive del paese per ribadire l’urgenza di riforme politiche” dice alla MISNA da Lomé l’attivista Raphaël Nyama Kpande-Adzare, presidente della Lega togolese dei diritti umani. La protesta è stata indetta dal Collettivo ‘Salviamo il Togo’ (Cst) e dal Collettivo Arcobaleno, che hanno deciso di unire le proprie forze contro il presidente Faure Gnassingbé, succeduto al padre nel 2005 con un voto segnato da brogli e gravi violenze. ‘Salviamo il Togo’ riunisce sette organizzazioni della società civile e due partiti di opposizione, l’Alleanza per il cambiamento (Anc) dell’ex candidato presidenziale Jean Pierre Fabre e il Togo Solidale dell’ex primo ministro Agbeyome Kodjo. Con l’avvicinarsi delle elezioni legislative e locali, inizialmente previste per ottobre anche se la data non è ancora stata stabilita, il clima socio-politico si è nettamente deteriorato in Togo. Le proteste, cominciate a giugno a Lomé e nelle principali città sono state represse o vietate dal potere. A nome della sicurezza, le autorità hanno vietato ogni raduno pubblico, ma per l’opposizione si tratta di una scusa per mettere a tacere le voci discordanti. Alla luce del riaccendersi delle tensioni politiche, i rappresentanti diplomatici dei paesi europei e degli Stati Uniti nella capitale togolese hanno espresso preoccupazione. In un appello congiunto, hanno chiesto alle parti coinvolte nelle proteste, alla classe politica e ai media di “dare prova di moderazione”, “bandire ogni forma di violenza” e “partecipare a un dialogo aperto a tutti”. Il collettivo ‘Cst’ punta il dito contro il presidente Gnassingbé per la riforma unilaterale del codice elettorale a vantaggio del partito al potere, ma anche per il perdurare delle violazioni dei diritti umani, in particolare le torture inflitte ai detenuti. Lo scorso luglio il primo ministro Gilbert Fossoun Houngbo ha rassegnato le dimissioni e quelle del governo al completo. Suo successore, Ahoomey Zunu Séléagodji, ha avuto colloqui con formazioni di opposizione la scorsa settimana, anche se i principali partiti hanno boicottato l’incontro. La legge elettorale ha subito alcune modifiche – limitazione del mandato presidenziale e del numero dei deputati a 83 eletti – ma per l’opposizione non basta: non sono ancora riunite tutte le condizioni per un voto trasparente e per un’alternanza al potere. - Misna |
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| 20/09/2012 Tunisia: Vietata manifestazioni attese per domani |
Il governo tunisino ha vietato tutte le manifestazioni sul territorio nazionale previste per domani, quando dopo la preghiera centinaia di persone vorranno protestare contro il film e le caricature blasfeme del profeta Maometto. "Il ministero dell'Interno", si legge in una nota, "usando i propri poteri derivanti dallo stato di emergenza e al fine di mantenere l'ordine pubblico annuncia che considerera' fuorilegge qualsiasi forma di manifestazione in tutto il territorio". - Agi |
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