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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 07/10/2012 Somalia: Shirdon Saaid nominato nuovo premier |
Shirdon Saaid è stato nominato nuovo premier della Somalia. Nato nel 1958, un passato da uomo d’affari di successo, sposato con un’influente attivista e pacifista somala, è un volto nuovo della politica. La scelta di Saaid rappresenta la prima azione di rilievo dell’aministrazione che si è installata nel Paese africano dopo oltre vent’anni di conflitto. - Euronews |
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| 07/10/2012 Sudafrica: Inchiesta su lavori faraonici a residenza Zuma |
Un'inchiesta è stata aperta in Sudafrica dal difensore civico dopo le rivelazioni di stampa in merito ai lavori di ristrutturazione dell'abitazione privata del presidente Jacob Zuma, per un valore pari a 27 milioni di dollari. I lavori sarebbero stati finanziati con fondi pubblici. L'inchiesta di Thuli Madonsela è concentrata sulla residenza del Capo dello Stato a Nkandla, nella provincia di KwaZulu-Natal, nell'est del Paese, e i lavori si riferiscono alla messa in sicurezza del complesso abitativo, a una pista d'atterraggio per elicotteri, oltre a bunker sotterranei e a una clinica, ha rivelato il portavoce del difensore civico, Kgalalelo Masibi. La ristrutturazione "faraonica" è costata 238 milioni di rand (circa 27 milioni di dollari), secondo alcuni documenti ufficiali resi noti dal Journal City Press, e di questa somma Zuma avrebbe pagato solamente il 5% del totale. La vicenda è stata ripresa dai media locali ed ha suscitato scandalo in tutto il Paese, dove la maggioranza della popolazione vive in stato di povertà. Indignazione è stata espressa anche dal potente sindacato Cosatu, alleato di Zuma. Le rivelazioni arrivano a meno di due mesi dal congresso dell'African National Congress (Anc), il partito al potere del presidente, che dovrà decidere se fare correre Zuma per un secondo mandato alla presidenza del Paese. - Swissinfo |
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| 07/10/2012 Sudafrica: Minatori respingono licenziamenti di massa di Amplats |
I minatori sudafricani hanno respinto con forza il licenziamento di massa deciso dal numero uno mondiale del platino, la società Amplats (Anglo American Platinum), e hanno minacciato di ricorrere alla violenza se l'azienda non avvierà negoziati. "E' l'inizio della guerra", ha detto uno dei responsabili sindacali dei minatori, Gaddhafi Mdoda, durante una manifestazione pacifica in uno stadio di Rustenburg nel nord del Sudafrica. "Se Anglo American non è pronta ad avviare una trattativa deve fare i bagagli e andarsene", ha continuato Mdoda. Ieri, l'Amplats ha annunciato il licenziamento di 12.000 operai in sciopero "illegale" nella miniera di Rustenburg. Negli ultimi due giorni gli scontri tra i minatori che protestano e le forze dell'ordine hanno provocato due morti. - TMNews l |
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| 07/10/2012 Sudan: Bashir ordina riapertura frontiere con Sud Sudan |
Dopo gli accordi siglati il 27 settembre scorso con il suo omologo del sud Salva Kiir, il presidente sudanese Omar al Bashir ha ordinato la "riapertura dei valichi di frontiera, le strade e i corsi d'acqua con il Sud Sudan". Una decisione presa - precisa la radio ufficiale Omdurman - dopo un incontro tra il leader di Khartoum e il nuovo ambasciatore sudsudanese. Gli accordi siglati tra Bashir e Kiir riguardano la sicurezza e la cooperazione, ma non legiferano sullo statuto da adottare per alcune regioni poste alle frontiere, ricche di idrocarburi e rivendicate da entrambi i due Paesi. Le tensioni fra Giuba e Khartoum hanno riguardato in particolare Abyei e hanno portato fra marzo e maggio a violenti scontri fra le due forze armate con centinaia di morti. - Swissinfo |
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| 07/10/2012 Tunisia: Scontri a Djerba, 49 agenti di polizia rimasti feriti |
E' di 49 agenti di polizia feriti il bilancio degli scontri tra le forze dell'ordine tunisine e manifestanti che protestavano contro la riapertura di una discarica sull'isola di Djerba. Lo ha riferito Khaled Tonelli, portavoce del ministero degli Interni. "Un gran numero di manifestanti nel centro di Guellala hanno attaccato una stazione di polizia con pietre e bottiglie molotov. Ci sono stati 49 feriti tra la polizia", ha detto. - TMNews |
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| 05/10/2012 Egitto: L’istruzione dopo la Primavera Araba |
L’Egitto, dopo la Primavera Araba, deve affrontare molte sfide e una serie di incertezze. Gli insegnanti e gli studenti che hanno partecipato attivamente alle rivoluzione sono rimasti piuttosto delusi dal dopo-Mubarak. I funzionari che si occupano d’istruzione sembrano essere ancora sordi alla voce della scuola. I giovani chiedono nuovi metodi d’insegnamento, maggiore tecnologia e aule meno affollate. Per gli insegnanti il problema principale è uno stipendio, con cui non riescono ad arrivare a fine mese. Ma il Paese nordafricano deve fare anche i conti con un tasso di alfabetizzazione troppo basso. Secondo l’UNESCO nel 2010 solo il 65% delle donne e l’85% degli uomini sapeva leggere e scrivere. 17 milioni gli analfabeti. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha messo a punto il programma ‘Insieme si può’ per la lotta all’analfabetismo. Al Cairo c‘è però una delle Università più antiche del mondo. Con 26 facoltà e 180.000 studenti è una città nella città. Ma i suoi laureati, a parte quelli delle facoltà di Medicina, Ingegneria e Farmacia, faticano a trovare un posto di lavoro. Come se l’Università fosse scollata dalla realtà. - Euronews |
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| 05/10/2012 Ghana: Nuovi passi avanti verso il nucleare |
Il governo di Accra prosegue sulla strada per sviluppare un programma nazionale per produrre energia attraverso la costruzione di proprie centrali nucleari, annunciando di aver istituito un comitato incaricato di valutare tutte le questioni legate al tema. Composto da 30 membri, il comitato guiderà il progetto governativo denominato Nuclear Energy Programme Implementation Organisation (Nepio) e dovrà assicurare la partenza del programma nucleare ghanese entro i prossimi 10 anni. A guidare il comitato è stato chiamato il vice ministro dell’Energia, Alhaji Inusah Fuseini, secondo il quale lo sviluppo di un programma nucleare nazionale consentirà al paese di proseguire sulla strada della rivoluzione industriale. Annunciata per la prima volta a maggio di quest’anno, la volontà del Ghana di volersi dotarsi di un programma nucleare fa parte dei piani del governo di diversificare le fonti da cui produrre l’energia ed è stato inserito tra le priorità previste dal Direttorato per le energie rinnovabili creato alle dirette dipendenze della presidenza della Repubblica. |
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| 05/10/2012 Ghana: Più scuole, meno corruzione: al via la campagna elettorale |
Trasparenza nella gestione della cosa pubblica, rafforzamento dell’economia e scommessa sulle infrastrutture, a partire dalle scuole: sono i punti chiave del programma del Congresso nazionale democratico (Ndc) presentato dal capo di Stato John Mahama in vista delle elezioni di dicembre. Le priorità del partito e del governo, riferisce oggi il quotidiano The Chronicle, sono il tema dei comizi che Mahama sta tenendo nella regione occidentale del Volta. “Il Congresso nazionale democratico – ha detto il presidente – continuerà a impegnarsi nelle quattro aree del Piano per un Ghana migliore: investimento nelle persone, governo trasparente e responsabile, costruzione di un’economia forte e resistente, sviluppo accelerato delle infrastrutture”. I comizi nella regione del Volta, una tradizionale roccaforte dell’Ndc, seguono giorni di polemiche innescate dal Partito patriottico nazionale (Npp) a partire da irregolarità che sarebbero state commesse da Mahama per ottenere la cancellazione di un debito contratto da un suo fratello nei confronti dello Stato. In Ghana a dicembre si terranno elezioni legislative e presidenziali. Mahama è diventato capo di Stato a luglio, dopo la scomparsa del suo predecessore e compagno di partito John Atta Mills. Nel 2008 l’Ndc conquistò la presidenza grazie a un vantaggio sull’Npp di poche migliaia di voti. - Misna |
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| 05/10/2012 Libia: Nominato nuovo governo, presentata lista ministri |
Il primo ministro Mustafa Abushagur (o Abu Shagur) ha presentato al Congresso nazionale libico la lista dei ministri del suo governo, nei tempi previsti per richiedere la fiducia ai parlamentari. Secondo quel che scrive il quotidiano ‘Tripoli Post’, Abushagur avrebbe tenuto conto di un criterio geografico per bilanciare le rivalità dovute alla provenienza dei diversi esponenti nominando tre vice primi ministro – uno proveniente dalla città occidentale di Zintan, uno dal sud del paese e un terzo dall’est. Durante una seduta trasmessa in diretta alla televisione nazionale, Abushagur ha assegnato il ruolo chiave di ministro del Petrolio a Mabrouk Issa Abu Harroura, che in passato era stato amministratore delegato di una filiale della compagnia petrolifera nazionale libica, la Zueitina Oil Company. Risulta invece ancora da definire invece il titolare del dicastero degli Esteri, del quale il primo ministro assumerà temporaneamente l’interim, e quello per gli Affari regionali. Disappunto per le nomine è giunto dalle donne elette in parlamento, perché nella lista comunicata dal primo ministro è presente soltanto Summaya Mahmoud Baltief, a cui è stato affidato il ministero degli Affari sociali. Il nuovo gabinetto è composto per il momento da 28 ministri, ma Abushabur avrà tempo fino a domenica per apportare eventuali modifiche in caso alcune proposte vengano bocciate dai parlamentari. * Michele Vollaro - - Atlasweb |
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| 05/10/2012 Libia: Caos, salta governo. Milizie minacciano Bani Walid |
La Libia scivola nel caos: ieri il premier designato Mustafa Abushagur è stato costretto a ritirare la lista dei ministri del suo governo per l'ostilità dell'Assemblea nazionale, la prima democraticamente eletta dopo gli oltre 40 anni di dittatura targati Muammar Gheddafi. E la situazione resta tesa in tutto il Paese, con le milizie riconosciute come "legittime" dalle autorità che si apprestano a lanciare un assalto armato a Bani Walid, roccaforte degli ex fedelissimi del defunto rais,e con le manifestazioni di Bengasi, dove si chiede il ritorno della milizia islamica Answar al Sharia, accusata di aver avuto un ruolo decisivo nell'assalto alla sede diplomatica Usa, lo scorso 11 settembre, in cui ha perso la vita l'ambasciatore Chris Stevens e altri tre statunitensi. Una vicenda, quella della morte del diplomatico, che ha spinto gli americani, secondo le rivelazioni del New York Times, a formulare una lista di obiettivi individuali, da colpire con i droni o con veri e propri raid a terra, come quello che ha portato all'uccisione di Osama bin Laden in Pakistan. Ieri notte due tunisini sono stati arrestati all'aeroporto di Istanbul: sono accusati di aver fatto parte del commando che ha lanciato l'assalto, pianificato da al Qaida, che ha causato la morte di Stevens. Se confermato, sarebbe solo l'ultima evidente prova che in Libia sono penetrati decine di jihadisti, addestrati in Tunisia, o in Algeria e Mali, che minano la stabilità del Paese e minacciano gli interessi occidentali. - Swissinfo |
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