homepage
Africa rivista

Il Blog Buongiorno Africa REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it
home La Rivista Abbonamenti News Primo Piano Eventi Mostre Padri Bianchi Contatti  
 
 
Seleziona anno: 2013 2011 2010 2009
 
 
Data (gg/mm/aaaa) Nazione Testo
 
 
News - Fino al 01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario
 
 
25/10/2012 Sudafrica: Precipitano investimenti stranieri diretti, -43%

Il flusso di investimenti stranieri diretti (Fdi) verso il Sudafrica hanno registrato una drastica diminuzione del 43,6% nei primi sei mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo segnala uno studio realizzato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad), evidenziando come il calo di investimenti dall’estero verso il Sudafrica non abbia tuttavia colpito la prestizione omplessiva dell’Africa, che nei primi sei mesi dell’anno ha visto un aumento del flusso pari al 5,1%. In base ai dati presenti nel rapporto di Unctad, la portata degli investimenti verso il Sudafrica è calata dai tre miliardi di dollari del primo semestre 2011 agli 1,7 miliardi di dollari dei primi sei mesi dei quest’anno. * Michele Vollaro - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
25/10/2012 Sudan: Drammatico appello del vescovo di Kadugli

Il vescovo sudanese di Kadugli nel Sud Kordofan, mons. Andudu Adam Elnail, ha rivolto un drammatico appello alla comunità internazionale per aiuti urgenti alla martoriata popolazione dello Stato conteso tra il Nord e il Sud Sudan. “Abbiamo più di 11mila bambini non scolarizzati e chiediamo alla comunità internazionale di aiutare questi bambini ad andare a scuola. Abbiamo bisogno di cibo e medicine, perché stiamo perdendo tre bambini al giorno. La gente cerca di coltivare la terra, ma viene bombardata”, ha dichiarato mons. Elnail, citato dall’agenzia cattolica africana Cisa. Secondo gli ultimi dati dell’Onu, sarebbero ormai più di 900mila le persone sfollate o colpite dai violenti combattimenti tra le truppe governative sudanesi e le milizie ribelli del Movimento di Liberazione Popolare del Sudan-Nord (da non confondere gli ex ribelli del Movimento di liberazione del popolo sudaneseSpla). L’unico ostacolo agli aiuti umanitari, denuncia mons. Elnail, è oggi rappresentato dal Governo sudanese: “Le difficoltà di comunicazione sono superabili. Le agenzie umanitarie sono pronte, hanno il cibo, hanno i soldi e non possono aspettare, perché la gente sta morendo”, ha detto il presule. Nonostante un accordo raggiunto lo scorso agosto con la mediazione delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana, dopo più di 16 mesi di trattative, nessun agente umanitario è riuscito finora ad entrare nelle aree controllate dal Splm-N attraverso il Sudan e nessun aiuto è stato distribuito. Lo scontro armato nel Sud Kordofan, è scoppiato alla vigilia dell’indipendenza del Sud Sudan il 9 luglio 2011. L’area è contesa dai Governi di Khartum e di Juba per i suoi ricchi giacimenti petroliferi. * Lisa Zengarini - Radio Vaticana

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
25/10/2012 Uganda: Kampala, ondata di arresti tra l’opposizione

Circa 50 membri della piattaforma di opposizione Forum per il cambiamento democratico (Fdc) sarebbero stati arrestati nei giorni scorsi e sarebbero attualmente detenuti in luoghi segreti. Lo denunciano attivisti del movimento, secondo cui “è in atto una caccia alle streghe” sotto il pretesto di un presunto complotto per rovesciare il presidente Yoweri Museveni. Philip Wafula Ogutu, portavoce del Fdc, ha detto che il movimento sta facendo il possibile per ottenere il rilascio degli oppositori e indicazioni sul luogo in cui vengono detenuti. “Il modo in cui gli oppositori vengono braccati e sequestrati nel cuore della notte dalle loro case – ha detto Oguturicorda in modo spaventoso le pratiche in uso durante la dittatura di Idi Amin”. Nelle ultime settimane, anche in occasione del 50° anniversario delle celebrazioni per l’indipendenza del paese, l’opposizione era scesa in piazza per protestare contro il carovita e denunciare la corruzione del governo e della classe dirigente. - Misna

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Benin: Fallisce tentato avvelenamento del presidente Boni Yayi

Il presidente Thomas Yayi Boni sarebbe stato oggetto di un tentativo di avvelenamento orchestrato da esponenti del suo entourage. Tre di loroZoubérath Kora-Séké, una sua nipote che lavorava per la presidenza, Mudjaidou Soumanou, ex ministro del Commercio e dell’Industria, e Ibrahim Mama Cisse, medico personale del capo dello Statosono stati arrestati domenica con l’accusa di aver tentato di ucciderlo sostituendo i suoi abituali medicinali con pillole avvelenate. La versione dei fatti è stata esposta dal procuratore della Repubblica, Justin Gbenameto ,che accusa un uomo d’affari, Patrice Talon, in conflitto con Yayi Boni di essere il mandante. Talon avrebbe riunito gli altri tre promettendo ad ognuno un cospicuo compenso per mettere a segno l’uccisione. Attualmente l’uomo si trova all’estero. Due dei tre individui arrestati, secondo il procuratore, avrebbero confessato.* Celine Camoin - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Egitto: Una tv per i cattolici per mostrare la ricchezza spirituale della Chiesa

Il suo nome sarà “Salam”, che in arabo vuol dire “pace”. Vedrà la luce entro il 2013, ma la fase progettuale è già entrata nel vivo. Sarà la prima rete televisiva cattolica egiziana, voce catodica del pluriforme cattolicesimo che vive e opera nel grande Paese ora guidato politicamente dai Fratelli Musulmani. Il progetto era in incubazione da tempo. “Ma qui - spiega all'agenzia Fides il vescovo Adel Zaki, vicario apostolico di Alessandria - ci sono 7 riti cattolici. Per intenderci e organizzare tutto a nome della Chiesa cattolica nel suo complesso sono stati necessari un po' di tempo e di pazienza”. Le ultime perplessità sono state accantonate solo da poche settimane, quando mons. Zaki ha ottenuto dall'assemblea dei vescovi cattolici d'Egitto la delega a portare avanti il progetto a nome di tutta la compagine cattolica nazionale, a condizione di non pesare sui bilanci delle Chiese locali. La rete televisiva avrà una sede in affitto in un edificio del Cairo a ridosso dell'episcopio latino. Un'agenzia specializzata è stata incaricata di elaborare un progetto della futura Tv che ne evidenzi le finalità e i costi. Si prevede che per la fase iniziale sarà necessario disporre di un budget di 5 milioni di euro. “Ma il progetto in allestimento - spiega il vescovo Zaki - dovrà indicare anche i costi ordinari, una volta che l'iniziativa sarà entrata a regime. Solo presentando un piano dettagliato e sostenibile potremo rendere operativa anche la ricerca di finanziamenti”. Gli interlocutori principali per la raccolta di fondi sono le Conferenze episcopali di Italia, Germania e Stati Uniti, coi rispettivi organismi per il sostegno alle altre Chiese. Ma il vescovo Zaki conta soprattutto “sulla provvidenza del Signore, che certo metterà sulla nostra strada qualcuno disposto ad aiutarci. Ci sono già egiziani facoltosi che dagli Stati Uniti o dall’Australia si sono detti entusiasti del progetto, e hanno assicurato il loro sostegno”. Sono cominciati i primi incontri con operatori televisivi già attivi su altri network, per selezionare lo staff incaricato di far partire l'impresa. Si inizierà con l'emissione di trasmissioni per due ore al giorno, per poi allargare progressivamente il palinsesto. “Ovviamente - spiega il vicario apostolico di Alessandria - siamo partiti cercando collaboratori all'interno della nostra comunità, e speriamo di attivare presto sinergie con le emittenti cattoliche di altri Paesi. Ma il primo criterio nella selezione del personale sarà la competenza. Potranno essere coinvolti anche copti ortodossi e musulmani”. Se molti dettagli operativi e finanziari del progetto appaiono ancora da definire, sono ben chiare le sue motivazioni ideali: “Anche il Sinodo in corso a Roma” avverte il vescovo Zaki” ha riconosciuto che i media, volenti o nolenti, sono diventati uno strumento per far arrivare alle persone l'annuncio del Vangelo. In Egitto la nostra identità cattolica spesso non viene distinta da quelle dei copti ortodossi e dei protestanti, che dispongono di parecchi network mediatici. Nell'attuale situazione egiziana, ci sembra utile avere uno strumento per mostrare a tutti la ricchezza dello sguardo cattolico, anche sul terreno della dottrina sociale. É un piccolo sogno che vogliamo realizzare in tutta umiltà, come contributo all'unità dei cristiani e di tutti gli egiziani”. (R.P.) - Radio Vaticana

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Etiopia : I successi annunciati dalle Banche pubbliche

Tre istituti bancari di proprietà dello stato etiope hanno dichiarato nell’anno fiscale 2011/2012 profitti record per 500 milioni di dollari, in aumento del 25% rispetto al periodo precedente, grazie alla crescita sostenuta dell’economia nazionale e al livello elevato dei prezzi delle materie prime destinate all’esportazione. I tre istituti sono la Commercial Bank of Ethiopia (Cbe), la Construction and Business Bank (Cbb) e la Development Bank of Ethiopia (Dbe). Secondo quanto dichiarato dalla Cbe, considerato uno tra i più importati istituti nazionali con 547 filiali sul territorio nazionale e in Sud Sudan, i profitti della banca sarebbero addirittura aumentati del 90% rispetto all’anno precedente. In Etiopia esistono rigidi regolamenti bancari che impediscono agli istituti bancari ed assicurativi stranieri di operare sul territorio nazionale. Il regolamento, secondo le autorità bancarie etiopi, cosentirebbe alle banche ed alle assicurazioni locali di non essere danneggiate dalle operazioni degli istituti stranieri, ma recenti studi avrebbero dimostrato la necessità di aprire il settore bancario anche agli investitori stranieri in modo da accompagnare in modo adeguato la recente crescita economico. Nel paese operano 14 istituti bancari ed assicurativi privati, oltre alle tre banche statali. * Michele Vollaro - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Libia: Milizie filogoverno prendono Bani Walid, ma resistenza continua

"Bani Walid è sotto il nostro totale controllo". Così l'agenzia di stampa ufficiale libica Lana, citando il portavoce delle milizie filogovernative, Mohammed al-Kandouz, ha annunciato la presa della roccaforte dei lealisti di Muammar Gheddafi. Secondo quanto riferisce da Tripoli il capo di Stato maggiore dell'esercito libico, Youssef al-Mankoush, le operazioni nella città sono terminate, ma le forze sono ancora sulle tracce di alcune sacche di resistenza di lealisti. In seguito ai feroci scontri, nel centro della città i negozi sono chiusi e le strade deserte. Una stazione di servizio risulta distrutta, mentre il principale ospedale non funziona e tra i feriti c'è anche un medico. Mohammed al-Taib, comandante delle milizie progovernative, ha riferito ad Associated Press che le sue forze controllano il centro della città, ma i combattimenti continuano in altre zone. Colonne di fumo nero si sono viste salire nei pressi dell'aeroporto dove i miliziani stanno incontrando resistenza. Omar Boughdad, comandante della milizia di Misurata, spiega che le sue forze rimarranno in città fino a quando i lealisti di Gheddafi non saranno cacciati. "I lealisti - ha dichiarato - sono fuggiti nelle valli, ma noi ripuliremo questi luoghi e non li lasceremo un'altra volta". Bani Walid era diventata un bastione dei gheddafiani durante e dopo la guerra civile che ha portato alla morte del raìs e alla caduta del regime. La città è stata occupata dai ribelli, ma a gennaio i lealisti hanno ripreso vigore riconquistando l'area. La nuova offensiva del governo arriva in seguito al rapimento, la tortura e l'uccisione di un combattente avvenuti lo scorso mese sembra per mano dei residenti. Il Congresso generale nazionale, eletto di recente, ha emesso un mandato di arresto per gli uomini accusati dell'omicidio, ma i tentativi di giungere a una soluzione pacifica della disputa con i rappresentanti locali sono falliti. Secondo il portavoce del governo, Nasser al-Manei, 50 persone dalla parte del governo sono rimaste uccise e altre centinaia sono state ferite nel corso dell'offensiva. Circa cento dei ricercati, ha aggiunto, sono stati invece arrestati, mentre 13 civili detenuti dai combattenti sono stati liberati. Il governo non ha però diffuso dati sulle vittime tra le fila dei lealisti. Da quanto riferisce Mohammed al-Harari, ministro dell'amministrazione locale, tuttavia, in seguito all'offensiva, circa 10.300 famiglie sono state costrette a lasciare la propria casa. Il presidente ad interim Mohammed El-Megarif ha espresso sostegno all'operazione in un discorso trasmesso in televisione. "Questo - ha dichiarato - non è un attacco a una regione, a una tribù o a civili disarmati, ma a dei fuori legge. È volto a imporre uno stato di legittimità". - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Libia: 28enne fermato in Tunisia per attacco a consolato Usa di Bengasi

Un ragazzo di 28 anni tunisino, sospettato di avere legami con l'attacco condotto l'11 settembre scorso contro il consolato Usa in Libia, a Bengasi, è stato preso in custodia. Secondo quanto riferisce il portavoce del ministero dell'Interno tunisino, Tarrouch Khaled, il giovane si chiama Ali Harzi. "Il suo caso - ha dichiarato Khaled ad Associated Press - è nelle mani della giustizia". A Washington il dipartimento di Stato Usa non ha per ora commentato. A inizio mese, il segretario alla Difesa Leon Panetta aveva detto che gli Stati Uniti stavano tenendo sotto osservazione gli arresti di due tunisini fermati in Turchia che sembravano avere connessioni con l'attacco al consolato. Nell'assalto persero la vita l'ambasciatore Christopher Stevens e altri tre diplomatici americani. - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Mali: Ua, sì a road map, elezioni ad aprile

L'Unione Africana (Ua) ha approvato una road map per il Mali che prevede elezioni politiche il prossimo aprile, e riammesso il Paese a partecipare alle attività dell'organizzazione, dopo la sospensione decisa all'indomani del golpe militare che ha deposto il presidente Amadou Toumani Touré, il 22 marzo scorso. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
24/10/2012 Nigeria: Esercito lancia allarme, Boko Haram progetta attacchi durante festivita'

L'esercito nigeriano ha scoperto un piano della setta islamista Boko haram che intenderebbe compiere una serie di attentati coordinati nel nord est del Paese, in coincidenza con le prossime festivita' islamiche. Lo ha riferito un portavoce dei militari, il colonnello Sagir Musa, spiegando che "Boko Haram intende lanciare degli attacchi massicci contro obiettivi militari e civili nello stato di Borno, durante e dopo la festivita' di Eid al-Adha". Boko Haram, inoltre, avrebbe chiesto il sostegno di altri gruppi terroristici provenienti dall'estero, ma il portavoce militare non ha voluto specificare da quale Paese per "non compromettere le misure di sicurezza in atto". - Adnkronos/Dpa

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 [67] 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382
 
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 - C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it
 
NEWSLETTER AFRICA
ricevi la nostra newsletter
REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it