homepage
Africa rivista

Il Blog Buongiorno Africa REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it
home La Rivista Abbonamenti News Primo Piano Eventi Mostre Padri Bianchi Contatti  
 
 
Seleziona anno: 2013 2011 2010 2009
 
 
Data (gg/mm/aaaa) Nazione Testo
 
 
News - Fino al 01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario
 
 
16/09/2012 Africa: Gli Usa evacuano le ambasciate di Tunisi e Karthoum

Le autorità statunitensi hanno disposto l’evacuazione delle ambasciate di Tunisi e Karthum, e consigliano i propri cittadini di non viaggiare in Tunisia e Sudan. Per Washington la crisi scatenata dalle proteste per il film anti-islam potrebbe durare a lungo, con effetti diplomatici per ora imprevedibili. Dopo il venerdi della rabbia, che riempito le piazze delle capitali musulmane, ci si continua a interrogare sulla vera causa di questa ondata di attacchi. Mohammed al-Magarief, a capo dell’Assemblea nazionale libica, non crede che a far saltare il tappo sia stato il film contro il profeta. “Chiamatela come volete, al-Qaida o in un altro modo, ma quello che è accaduto è l’azione di un gruppo che ha un piano di vendetta. Hanno scelto un momento preciso, e hanno scelto con cura tecnica e vittime. Il trailer del film è stato messo on line sei mesi fa, ed è senza importanza. Una scusa che non regge”. Dal canto suo, al-Qaida non perde occasione per rivendicare le aggressioni antioccidentali. Un comunicato attribuito al suo gruppo della penisola araba collega le manifestazioni all’uccisione, a luglio, del numero due dell’organizzazione, e incita a “uccidere tutti i diplomatici statunitensi”. - Euronews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Angola: Guerra di ricorsi contro voto democratico

La democrazia, diceva il filosofo italiano Norberto Bobbio, “è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente”. E l’Angola il 31 agosto questa scommessa l’ha vinta: milioni di cittadini con grande serenità si sono recati alle urne e hanno liberamente espresso il loro voto. Tutto è perfettibile, ma la macchina ha funzionato e il MPLA e il suo capolista, José Eduardo dos Santos, si sono confermati l’opzione vincente. Ancora una volta però, gli stessi che in passato avevano scelto la via delle armi per non rispettare il voto degli angolani, riaccendendo per altri 10 anni una drammatica guerra civile, si sono ripetuti e hanno scatenato la ‘guerra’ dei ricorsi. L'indipendente Comissão Nacional Eleitoral (CNE) li ha respinti, ritenendo le denunce al di fuori delle regole della legislazione elettorale e non corredate da alcuna prova, insomma presentate in “mala fede”. I ricorrenti, impavidi, si sono rivolti allora alla Corte costituzionale, che deciderà nelle prossime ore. Ma, tranquilli neppure la sentenza inappellabile della suprema istanza basterà e coloro che dell’assenza di patriottismo e di spirito repubblicano hanno fatto la loro bandiera, stanno pensando di rivolgersi oltre confine. Contenti loro. A parte le suggestioni di qualche media, che da sempre ha nel mirino il cosiddetto regime al potere a Luanda, prevedibilmente non troveranno soddisfazione: gli osservatori delle maggiori istituzioni internazionali presenti in Angola il 31 agosto hanno certificato la piena regolarità delle elezioni. Mentre continuano a ululare alla luna, i vari Samakuva, Chivukuvuku e compagnia cantante hanno però messo le mani avanti. Qualunque cosa accada - hanno annunciato - non rinunceranno al loro scranno nella nuova Assemblea nazionale, all’insegna dello slogan coniato dalla pungente penna di Leo Longanesi: “Tengo famiglia”…Orizzonte duemila

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Gambia: Presidente sospende esecuzioni detenuti in braccio della morte

Il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha bloccato le esecuzioni dei prigionieri nel braccio della morte, almeno per ora. Jammeh ha emesso un comunicato spiegando di aver sospeso l'imminente esecuzione nei confronti di 37 detenuti condannati alla pena capitale, fino a quando il crimine violento non tornerà a crescere in Gambia. Il presidente ha spiegato di aver agito in risposta ai numerosi appello lanciati da organizzazioni e gruppi umanitari, che si sono moltiplicati dopo l'uccisione di nove condannati avvenuta lo scorso mese. Le esecuzioni avevano scatenato anche le condanne di molti organismi internazionali, tra cui l'Unione europea, l'Onu e Amnesty International. "Ciò che accadrà - si legge nella nota - sarà dettato dal tasso del crimine violento. Se diminuirà la moratoria sarà a tempo indeterminato, se invece ci sarà un incremento la moratoria sarà tolta automaticamente". Le esecuzioni di agosto sono state le prime nel Paese africano negli ultimi 27 anni. Jammeh è al potere dal 1994. - LaPresse/AP

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Libia: Tripoli avverti' Usa rischi prima morte ambasciatore

Tre giorni prima dell'attacco al consolato Usa di Bengasi, che costo' la vita all'ambasciatore, Chris Stevens e ad altri tre americani, un funzionario della sicurezza libica aveva avvertito - genericamente - i responsabili della legazione del deterioramento della situazione in citta'. Lo riferisce la Cnn citando Jamal Mabrouk, membro della 'Brigata 17 Febbraio', che, insieme al comandante del suo battaglione, afferma di aver incontrato diplomatici americani in una riunione in cui disse loro, non di un attacco contro il consolato, ma che per la scarsa sicurezza il momento non era buono per investimenti economici a Bengasi.  Il tutto, chiarisce Mabrouk, per la crescente presenza di cellule jihadiste nella zona. - Agi

 

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Somalia: Si insedia nuovo presidente Mohamud, per Onu è punto svolta

Ingenti misure di sicurezza per la cerimonia di inaugurazione del mandato del nuovo presidente della Somalia, Hassan Mohamud Skeikh, che ha vinto le elezioni la scorsa settimana ed è già sopravvissuto a un tentativo di assassinio quattro giorni fa. Mohamud, insegnante e attivista che si è insediato oggi, ha vinto le elezioni contro il presidente uscente, Sheik Sharif Sheikh Ahmed, per 190 seggi a 79. La sua vittoria è stata contestata da militanti radicali islamici, che ritengono che il nuovo presidente sia manipolato dall'Occidente. Mohamud ha preso in mano il timone di una Paese che non ha un governo stabile dal 1991 e in particolare deve guardarsi dai possibili attacchi del gruppo islamico Al-Shabab, allontanato dalla capitale Mogadiscio ad agosto dello scorso anno, ma ancora capaci di attacchi letali. "Prometto - ha spiegato Mohamud - che il mio governo porterà a una rinascita democratica". Nonostante la sconfitta il suo predecessore Ahmed ha salutato con favore il maggior livello di stabilità ritrovato a Mogadiscio. Augustine Mahiga, alto rappresentante delle Nazioni Unite in Somalia, ha dichiarato che la cerimonia di insediamento è stata un punto di svolta per il Paese. "Questo segna - ha spiegato in una nota - la fine del periodo transitorio e l'inizio di una nuova era per la Somalia. Il cambiamento che era stato delineato è, alla fine, arrivato. Il processo è stato trasparente, rappresentativo e guidato dai somali" - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Sudafrica: La polizia disperde senza violenza una nuova manifestazione dei minatori

La polizia sudafricana è nuovamente intervenuta contro i minatori in sciopero a Marikana, nel nord del Paese, riuscendo a disperdere una manifestazione pacifica. Il mese scorso, le forze dell’ordine avevano aperto il fuoco uccidendo 34 manifestanti, e appena ieri si erano registrati altri incidenti. L’intenzione del governo è di ripristinare l’ordine nelle miniera di platino, la quinta per importanza al mondo, di proprietà del gruppo britannico Lonmin, bloccata da uno sciopero iniziato il 10 agosto. I minatori chiedono l’aumento dei salari, attualmente attestati su una media di 400 euro, e accusano il governo di aver messo in atto una repressione violenta degna del periodo dell’apartheid. “Come dirigenti sindacali siamo preoccupati per la sicurezza dei lavoratori, per questo abbiamo deciso di fermarci. Ma questo non vuol dire che torneremo al lavoro. L’agitazione continua, e i minatori resteranno all’interno fino a quando non verranno raggiunti gli obiettivi”, dice un leader della protesta. Un portavoce del governo parla di scelte ormai necessarie “se si vuole evitare gravi conseguenze per l’economia del paese”, mentre il vescovo anglicano Jo Seoka, incaricato di mediare tra le parti, vede il rischio di una rivolta generalizzata. - Euronews

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
16/09/2012 Sud Sudan: Tragico errore militare

Un battello militare sud sudanese è stato affondato per sbaglio da fuoco amico sul Nilo. Ci sono 10 militari morti e una cinquantina di dispersi. Lo hanno reso noto le forze armate. Il battello navigava di notte con 170 soldati a bordo. Quando è passato davanti a un posto di controllo nella località di Lul, i militari a terra hanno cercato di fermarlo. Poichè ha proseguito, gli hanno sparato e lo hanno affondato. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
15/09/2012 Sudafrica: Sciopero minatori, mediatore religioso teme rivolta

Il vescovo anglicano, Jo Seoka, mediatore nel conflitto della miniera di platino di Marikana nel nord del Sudafrica, ha criticato il dispiegamento delle forze di polizia nel sito, temendo che possa portare a una rivolta totale dei minatori. "Sono inquieto e credo che l'azione del governo possa aggravare la situazione e portare a una rivolta totale nell'area del platino" vicino Marikana, ha stimato Seoka che prevede che le negoziazioni in atto possano fermarsi. - Swissinfo

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
15/09/2012 Sudafrica: Marikana: 12 arresti, sequestrate armi

In Sudafrica, la polizia ha effettuato un massiccio intervento di controllo a Marikana, teatro dal 10 agosto scorso di una cruenta battaglia sindacale dei minatori della multinazionale Lonmin. Messe al setaccio le case di 600 lavoratori intorno al giacimento di platino. I 500 uomini delle forze dell’ordine hanno effettuato dodici arresti e sequestrato diverse armi pericolose. In questa città, che si trova a 100 chilometri dalla capitale economica Johannesburg, prosegue lo sciopero dopo che i minatori hanno rifiutato l’offerta di aumento salariale proposta dalla proprietà britannica, nettamente inferiore alla loro richiesta di almeno 1.200 euro mensili. - Euronews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
14/09/2012 Africa: Epidemie, carestia e forti alluvioni flagellano il continente

 

Piogge torrenziali e alluvioni stanno colpendo in queste settimane diverse nazioni dell’Africa centro-occidentale e del Sahel, dal Senegal alla Mauritania, dal Benin all’Uganda, fino al Ciad dove le Nazioni Unite hanno certificato 13 morti e quasi mezzo milione di persone colpite, 73.412 abitazioni distrutte, e circa 255,720 ettari di terreni agricoli inondati. Le aree danneggiate includono 5 distretti della capitale del Ciad, N’Djamena, come pure le regioni di Dar-Sila, Salamat, Moyen-Chari, Tandjilé, Eastern Mayo-Kebbi e Western Mayo-Kebbi, dove 81 mila ettari di raccolto sono andati allagati. Ad aggravare la situazione dei raccolti contribuiscono le locuste nelle parti del Ciad di nordest e dell’est che, distruggendo i raccolti, alimentano la grave crisi alimentare che già colpisce 3.6 milioni di persone. Alle vittime e agli sfollati si devono sommare gli ingenti danni a pastorizia e agricoltura, le poche, se non uniche, attività di sostentamento in questa parte del mondo.
Nel nord dell’Uganda circa 15 mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni andate distrutte insieme a raccolti, strade e ponti. I distretti maggiormente colpiti sono quelli di Acholi, Agago, Kitgum, Lamwo e Pader. Ad Agago sono state colpite 3.492 famiglie, allagati circa 13 mila ettari di raccolti e distrutte circa 2 mila latrine. Alcune zone del paese sono state completamente spazzate via e si teme la diffusione di epidemie e carestia. In Kenya la situazione non è migliore. Case e scuole continuano ad essere sommerse nella provincia della Rift Valley, le latrine sono straripate contaminando le sorgenti di acqua. Le pessime condizioni delle strade ostacolano la distribuzione di farmaci, coperte, tende, zanzariere. In alcuni dispensari sono andate distrutte attrezzature mediche e medicinali. Negli ultimi due mesi le alluvioni hanno provocato più di 200 morti e centinaia di migliaia di senzatetto anche in Nigeria e Niger. Nella sola Nigeria, secondo i dati della Croce rossa locale, da luglio si sono registrati 137 morti e gli sfollati sono più di 36 mila anche se, secondo fonti dello stato federale di Adamawa, in questa sola regione i senzatetto sono almeno 120 mila. Il governo del Niger ha invece affermato che da luglio le alluvioni hanno ucciso 68 persone e causato oltre mezzo milione di senzatetto. In alcuni centri è emergenza colera con quasi 4 mila casi censiti e oltre 80 morti. In Senegal l’arcidiocesi di Dakar ha organizzato un concerto di solidarietà per una raccolta fondi destinata alla popolazione colpita. (AP) - Ag. Fides

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 [109] 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382
 
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 - C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it
 
NEWSLETTER AFRICA
ricevi la nostra newsletter
REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it