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11/09/2012 Sierra Leone: Sanita': Oms, oltre 16mila casi di colera

(Adnkronos Salute ) Sono 16.360 i casi di colera che, al 5 settembre 2012, si sono registrati in Sierra Leone. Di questi, 255 sono stati mortali (tasso di letalita' dell'1,6%). L'area occidentale del Paese, dove si trova la capitale Freetown, e' quella piu' colpita dall'epidemia: il 60% dei casi e' stato registrato in questa zona. Lo comunica l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) in una nota di aggiornamento sulla situazione nello Stato africano. Il presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, ha dichiarato l'epidemia "emergenza nazionale" e ha istituito una task force per gestirla in maniera multisettoriale. Di particolare importanza la diagnosi e il trattamento precoci della malattia. Alla gestione dell'emergenza stanno contribuendo anche Unicef, la Croce rossa inglese, Save the Children, Medici senza frontiere e, oltre all'Oms, altre organizzazioni internazionali. - Libero

 
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11/09/2012 Somalia: Scelto nuovo presidente, è un professore universitario

E’ Hassan Sheikh Mohamud, professore universitario di ingegneria di 56 anni, il nuovo presidente della Somalia eletto in quello che da più parti è stato definito un voto storico, che vede il ristabilimento ufficiale di un’autorità centrale nel paese per la prima volta da 21 anni a questa parte. Sheikh Mohamud è stato eletto a sorpresa al secondo turno dai deputati del Parlamento somalo, raccogliendo la maggioranza assoluta dei voti. Secondo i media somali che ne danno notizia, Sheikh Mohamud non era affatto considerato tra i possibili favoriti alla vigilia del voto. Tuttavia è riuscito a raccogliere 190 preferenze contro le 79 ottenute dal capo di Stato uscente, Sharif Sheikh Ahmed. Al primo turno, i due candidati avevano ottenuto rispettivamente 60 e 64 preferenze. Prima di dedicarsi all’attività politica in Somalia, Sheikh Mohamud ha completato i suoi studi in India e ha poi fondato un’università a Mogadiscio, lavorando nel frattempo per diverse organizzazioni internazionali impegnate nella ricostruzione della Somalia. Sheikh Mohamud, che fa parte del medesimo clan degli Hawiye cui appartiene anche il presidente uscente Skeikh Ahmed, è il leader e fondatore del Partito per la pace e lo sviluppo, fondato nell’aprile 2011 per perseguire in Somalia una politica di stampo social-democratico. - Atlasweb

 
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11/09/2012 Sud Sudan: Rimpatrio forzato per migliaia di persone. Rischio emergenza umanitaria

Nel luglio 2011 è avvenuta la dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan. Da allora, migliaia di persone originarie del Sud Sudan ma residenti al nord, in Sudan, sono state costrette a rimpatriare, affrontando viaggi molto lunghi e pericolosi. Il Sud Sudan però è uno Stato molto povero e difficilmente potrà far fronte all’arrivo di migliaia di persone provenienti dal nord. Persone che hanno perso tutto, casa, lavoro, a volte familiari uccisi durante gli scontri o nei lunghi viaggi, che da generazioni vivevano nel nord e che ora sono costrette a ricominciare. I più colpiti ovviamente sono i bambini, per i quali sono stati allestiti da "Sos Villaggi dei Bambini", centri a Malakal e Juba, in cui i piccoli possono trovare momenti di svago con giochi e lezioni di inglese. “I bambini – racconta Oliek Odong Ajak, coordinatore dello spazio dedicato ai bambini nel centro di Malakalandavano a scuola a Khartoum. Avevano a disposizione latte e frutta. Nei centri di transito non c’è la scuola e l’unico cibo disponibile è il balilah (grano bollito o mais) che provoca la diarrea soprattutto ai più piccoli. Non c’è latte, non c’è frutta. I bambini sono affamati e molti di loro sono malati. Arrivano dopo intere giornate passate a viaggiare, ancora impauriti dopo aver assistito ai combattimenti vicino Hejlij durante il viaggio dal nord”. (L.P.) - Radio Vaticana

 
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10/09/2012 Africa: Grandi Laghi: conclusa la Conferenza internazionale dei capi di Stato

È giunto a conclusione, a Kampala, Uganda, il vertice dei capi di Stato della Conferenza internazionale della Regione dei Grandi Laghi. Come riportato dall’agenzia Misna, il vertice si è concluso con un invito ai ministri della Difesa degli Stati interessati a “riunirsi molto rapidamente per rendere operativa la Forza internazionale neutrale da dispiegare entro tre mesi”. Questa Forza internazionale dovrà operare al confine tra Repubblica Democratica del Congo e Rwanda, territorio da anni destabilizzato da gruppi armati come il Movimento 23 marzo (M23). Molto scetticismo però accompagna la conclusione di questo vertice. I comunicati stampa diffusi, infatti, sono ritenuti molto generici e non chiariscono gli aspetti fondamentali relativi alla formazione di questa forza militare, tra cui il sistema di finanziamento e la sua composizione, quasi a testimonianza di un mancato vero accordo tra le parti. Il prossimo mese si dovrebbe tenere un nuovo incontro. La situazione nel frattempo rimane precaria. - Radio Vaticana

 
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10/09/2012 Angola: Diamante da record per la miniera di Lulo

Diamante da record da 131,5 carati per la miniera di Lulo, in concessione all’australiana Lonrho Mining in joint venture con la compagnia di Stato angolana Endiama. La miniera si trova nella provincia di Lunda Norte, nel nord-est dell’Angola. La gemma farà ‘compagnia’ a un'altra super pietra da 38,3 carati rinvenuta nello stesso giacimento. La società di Perth ha iniziato le operazioni minerarie a Lulo due anni fa, sia con il trattamento delle ghiaie alluvionali potenzialmente diamantifere del fiume Cacuilo, sia per quel che riguarda la ricerca della vena di kimberlite, la cosiddetta roccia madre diamantifera. Secondo gli esperti australiani "in base alla dimensione incredibile del diamante ritrovato alla fine di agosto,  vi sarebbero pochi dubbi sul fatto che la roccia di kimberlite sia molto vicina".- Orizzonte Duemila

 

 
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10/09/2012 Egitto: Qatar annuncia miliardi di dollari in investimenti

Il ministro degli Esteri del Qatar, Hamad Bin Jassim, ha annunciato nel corso di una conferenza stampa al Cairo investimenti per un valore di oltre 14 miliardi di euro in Egitto nei prossimi cinque anni. Il piccolo emirato mediorientale si accingerebbe infatti a realizzare un polo turistico sulla costa mediterranea dell’Egitto, per la cui costruzione prevede di spendere circa 8 miliardi di euro. Ulteriori 6 miliardi di euro saranno invece destinati a dei progetti per l’elettricità ed il gas naturale nell’area orientale del canale di Suez, dove esistono da anni piani egiziani di edificare un imponente distretto industriale. Gli investimenti del Qatar in Egitto fanno parte di una rinnovata amicizia, cominciata all’indomani della deposizione di Hosni Mubarak e divenuta ancora più solida all’indomani dell’elezione alla presidenza egiziana di Mohamed Morsi. All’inizio di agosto, poche settimane dopo l’elezione di Morsi, il Qatar aveva annunciato di voler depositare l’equivalente di 1,5 miliardi di euro nelle casse della Banca centrale egiziana per aiutare l’economia nazionale. La prima tranche pari ad un quarto del credito è stata versata alla fine di agosto e la visita di Bin Jassim al Cairo era volta alla definizione dei termini per il deposito delle altre tre rate, che avverranno ogni due mesi. La decisione del Qatar facilita notevolmente la situazione economica dell’Egitto, che sta negoziando con gli Stati Uniti la cancellazione di una parte del proprio debito per un valore di circa 800 milioni di euro. * Michele Vollaro - Atlasweb

 
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10/09/2012 Etiopia : Avviati i colloqui di pace con i ribelli dell'Ogaden

Il governo di Addis Abeba e il gruppo separatista del Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden (Onlf) hanno avviato negoziati di pace la scorsa settimana a Nairobi, con la mediazione del Kenya. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, i ribelli in armi contro le autorità centrali dal 1984 hanno riferito che il presidente kenyano Mwaik Kibaki ha nominato il ministro degli Interni Yusuf Haji responsabile della mediazione. Dal canto suo, il portavoce dell’esecutivo di etiope Bereket Simon ha definito l’iniziativa “un passo avanti positivo” ma senza fornire ulteriori dettagli sull’argomento. Entrambe le parti coinvolte - riferisce l'agenzia Misna - rivendicano la volontà politica di porre fine al conflitto in atto nella regione meridionale del Paese a maggioranza somala in cui sono stimati circa otto milioni di abitanti. I colloqui si sono svolti nella capitale keniana il 6 e 7 settembre, dove è previsto anche il prossimo incontro per il quale, tuttavia, nessuna data è stata resa nota. Dal 2007, dopo che ribelli dell’Onlf attaccarono la sede di una compagnia petrolifera cinese uccidendo 76 persone tra cui nove cinesi, il governo etiope ha intensificato la sua presenza militare nella regione. Dalla zona sono state espulse Organizzazioni non governative e umanitarie e persino la Croce Rossa internazionale. Anche se ufficialmente i colloqui sono “frutto di mesi di negoziato”, come riferito dalle due parti, la recente morte dell’ex primo ministro Meles Zenawidefinita dall’Onlf “un’opportunità per un nuovo inizio”potrebbe aver fornito una spinta decisiva all’iniziativa. (R.P.) - Radio Vaticana

 

 
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10/09/2012 Etiopia : Liberi due giornalisti svedesi in carcere da 14 mesi

Di nuovo liberi, dopo quattordici mesi di carcere. Due giornalisti svedesi, arrestati in Etiopia nel luglio 2011, sono stati rilasciati grazie all’intervento del governo di Addis Abeba. Martin Schibbye, reporter, e Johan Persson, fotografo, che dalla vicina Somalia erano entrati illegalmente nel Paese, erano stati accusati di fiancheggiamento dei ribelli del Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden, regione del sud-est del Paese a maggioranza somala, e condannati, lo scorso dicembre, a undici anni di reclusione. La liberazione dei due rientra nella grazia, concessa a circa duemila prigionieri, che dovrebbe essere ufficializzata nei prossimi giorni. Il provvedimento, hanno fatto sapere fonti governative, era stato approvato dal primo ministro Meles Zenawi prima del suo ricovero e della sua morte avvenuta lo scorso 20 agosto in un ospedale di Bruxelles. La grazia coincide con l’inizio del nuovo anno che in Etiopia si festeggia l’undici settembre. Da tempo le organizzazioni umanitarie denunciano il mancato rispetto dei diritti fndamentali nel Paese del Corno d’Africa e chiedono la liberazione dei prigionieri politici - Euronews

 
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10/09/2012 Kenya: 38 morti in scontri fra tribù di allevatori e di agricoltori

Trentotto persone sono morte oggi in Kenya, negli scontri avvenuti fra la tribù di allevatori seminomadi Pomoko e quella di agricoltori Orma. Lo rende noto la Croce rossa keniana, aggiungendo che nove delle vittime erano agenti di polizia e otto erano bambini. L'attacco è avvenuto all'alba, con 300 Pomoko che hanno attaccato un villaggio di Orma, dando alle fiamme 167 case. Sebbene le due tribù si scontrino frequentemente per questioni riguardanti riserve idriche e terreni, le violenze di quest'anno potrebbero avere ragioni politiche, ipotizza la Croce rossa. Venerdì scorso 11 membri della tribù Pomoko sono stati uccisi dai rivali, in rappresaglia per un attacco di agosto in cui morirono 52 agricoltori Orma. - LaPresse/AP

 
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10/09/2012 Libia: Rinvio sine die processo a Seif el Islam

È stato rinviato a data da destinarsi il processo a Seif el-Islam, figlio quarantenne del colonnello Gheddafi, detenuto a Zenten nel sud della Libia, dove è stato catturato nel novembre dello scorso anno. Il 23 agosto scorso la procura generale libica aveva annunciato che il processo sarebbe stato celebrato entro settembre. Il rinvio sine die del procedimento, ha detto all'agenzia stampa Afp un portavoce della Procura generale, è stato imposto dalle indagini che si dovranno fare dopo l'estradizione, nei giorni scorsi dalla Mauritania, dell'ex capo dei servizi segreti libici Abdallah el-Senussi. Quest'ultimo, detenuto per mesi in una prigione di Nouakchott, è stato consegnato a due ministri libici che, mercoledì scorso, lo hanno preso in consegna nell'aeroporto della capitale mauritana. - Swissinfo

 

 
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