homepage
Africa rivista

Il Blog Buongiorno Africa REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it
home La Rivista Abbonamenti News Primo Piano Eventi Mostre Padri Bianchi Contatti  
 
 
Seleziona anno: 2013 2011 2010 2009
 
 
Data (gg/mm/aaaa) Nazione Testo
 
 
News - Fino al 01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario
 
 
29/12/2012 Swaziland: Governo smentisce divieto su minigonne

 

(28 dic) Il governo dello Swaziland ha negato di aver imposto alcun bando contro chi indossa minigonne, pantaloni a vita bassa e top. Per smentire una notizia circolata nei giorni scorso è servito il portavoce dell’esecutivo Percy Simelane che, intervenuto ieri, ha detto che il governo non ha preso e non intende prendere provvedimenti del genere. Simelane ha ricordato che la sezione 28 della Costituzione protegge la libertà e i diritti delle donne e che non possono essere presi provvedimenti che contraddicono queste libertà. Lo scorso lunedì erano stati i media del piccolo regno dell’Africa australe a riferire che la polizia aveva vietato alle donne di indossare minigonne e altri capi di abbigliamento sostenendo che essi favoriscono gli stupri. Il divieto era stato collegato a una legge di epoca coloniale risalente al 1889 che impone sei mesi di reclusione ai contravventori. - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
29/12/2012 Sudafrica: Test attitudinali per entrare in polizia, 6 morti

(29 dic) Almeno sei persone sono morte in Sudafrica durante i test attitudinali per selezionare nuovi poliziotti: novanta i posti a disposizione, circa 34 mila concorrenti. Secondo quanto riferiscono i media locali - l'agenzia di stampa SAPA e la tv pubblica SABC News - le sei persone potrebbero essere decedute per disidratazione durante una prova, che si è svolta in settimana in uno stadio di Pietermaritzburg, per selezionare nuovi agenti stradali. "Numerosi candidati non sono riusciti a sopportare il gran caldo e sono collassati - ha spiegato un responsabile del dipartimento della stradale di Kwazulu-Natal, Willies Mchunu -. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto". L'agenzia SABC ha riferito che uno dei candidati si è tolto la vita dopo i test. - Swissinfo

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Ciad: Governo autorizza ritorno monsignor Russo a Doba

E’ stata accolta con “gioia” e come un “segnale che conforto” la decisione del governo di N’Djamena di autorizzare il ritorno nella diocesi di Doba di monsignor Michele Russo, espulso lo scorso 12 ottobre. Lo riferisce il quotidiano locale ‘Journal du Tchad’ precisando che la notizia è arrivata attraverso un comunicato letto alla radio nazionale il 24 dicembre, alla vigilia di Natale. Due mesi fa le autorità ciadiane avevano accusato il vescovo della diocesi meridionale di Doba di “svolgere attività incompatibili con il suo statuto”, alludendo a un’omelia pronunciata il 30 settembre con la quale avrebbe invitato la popolazione a sollevarsi contro il governo. Leggendo il testo dell’omelia, però, questa accusa non trova fondamento: monsignor Russo si era limitato a denunciare una mancata redistribuzione delle ricchezze nazionali e in particolare dei proventi del petrolio. Il provvedimento dell’espulsione era stato accolto con “grande sorpresa” e “sdegno” ricorda il giornale locale, ma la Conferenza episcopale del Ciad aveva chiesto ai fedeli di “accettare questa prova nella fede e nella calma” onde  evitare tensioni e disordini. Monsignor Russo, comboniano di 67 anni, è da 36 anni missionario in Ciad e da 23 vescovo della diocesi di Doba. Un lungo periodo che gli ha consentito di conoscere molto bene la realtà in cui opera e le dinamiche collegate ai tanti aspetti della vita sociale, economica e politica. - Misna

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Egitto: Archiviata la Costituzione, Morsi punta all’economia

Si è congratulato con gli egiziani per aver approvato la nuova Costituzione e ha chiesto a tutti i partiti, inclusa l’opposizione, di unirsi a lui in un dialogo nazionale per affrontare le sfide importanti che attendono l’Egitto a cominciare dall’Economia. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’atteso discorso televisivo tenuto dal presidente egiziano Mohamed Morsi che, rivolgendosi alla nazione, ha definito l’economia la priorità del suo governo, annunciando altresì la possibilità di un prossimo rimpasto di governo per meglio affrontare la sfida coi mercati. Proprio ieri la moneta egiziana ha fatto registrare il suo punto più basso degli ultimi otto anni negli scambi col dollaro, mentre lunedì l’agenzia statunitense di rating economico Standard & Poor’s ha abbassato il rating egiziano a “B-“. Riguardo alla Costituzione, fortemente contestata da una parte del mondo politico e sociale egiziano, morsi ha definito il 25 gennaio un giorno storico per l’Egitto che può contare su una Costituzione libera che non è stata imposta da nessun occupante, re o presidente. Il presidente egiziano ha poi sottolineato che con l’approvazione della nuova Carta “abbiamo concluso un periodo di transizione che è durato per quasi due anni”. - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Egitto: Dal caos politico a quello economico, borsa in picchiata

Crollo del turismo, aumento della disoccupazione, sfiducia dei mercati. L’Egitto ha una nuova costituzione, ma non ha più un tessuto economico. Il Paese si trova con le riserve di valuta ridotte al minimo. Ieri la borsa egiziana ha perso l’equivalente di circa 300 milioni di euro e gli investiori stranieri fuggono. “Gli operatori finanziari egiziani sono preoccupatispiega Abdel Kerim El Deki, di professione broker – Ogni giorno siamo testimoni del declino della borsa. Non è la prima volta che assistiamo a questo crollo”. Il prestito da 4,8 miliardi di euro atteso dal Fondo Monetario Internazionale è sospeso fino all’introduzione delle misure di austerity. Chi teme il collasso del sistema bancario svuota i propri conti o compra dollari americani. “Dopo la rivoluzione e il referendum, il turismo ha registrato un calo del 40% – ricorda Aly, un abitante del Cairo – Tutti questi avvenimenti hanno indebolito la moneta. Nel Paese giravano, non so, 6 miliardi di dollari in valuta estera e ora non c‘è nulla. Diminuiscono giorno per giorno”. “Instabili sia sul versante politico che su quello economicosostiene l’analista Hanan RamsisSiamo sull’orlo del baratro”. Standard & Poor’s ha declassato il rating del Cairo a B-. Il Presidente Morsi ha due possibilità: aumentare le tasse e ottenere il prestito internazionale o evitare nuove tensioni di piazza e rischiare la bancarotta. - Euronews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Egitto: Mubarak trasferito da carcere a ospedale militare

L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak è stato trasferito dal carcere di Tora all'ospedale militare di Maadi, sobborgo del Cairo, per la seconda volta in una settimana, dopo aver riportato complicazioni in seguito a una recente caduta nel bagno della prigione. Lo rende noto il vice ministro dell'Interno Mohammed Ibrahim. Dopo la caduta, avvenuta la scorsa settimana, l'ex presidente 84enne era già stato ricoverato per una radiografia alla testa e alle costole. Mubarak è stato condannato a giugno e sta scontando l'ergastolo per complicità nell'uccisione di oltre 850 manifestanti durante la rivolta del febbraio del 2011. - LaPresse/AP

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Mali: Un generale francese alla guida della missione militare europea

Sarà il generale francese François Lecointre, di 50 anni, ad essere nominato nelle prossime settimane alla guida della missione di formazione dell’esercito del Mali voluta dall’Unione Europea. L’informazione rivelata in un primo momento dal quotidiano francese Le Figaro è stata confermata ieri all’agenzia francese AFP da una fonte ufficiale anonima, la quale ha anche precisato che i partner europei hanno deciso di affidare alla Francia il coordinamento della missione. Il contingente europeo ha come obiettivo la formazione dell’esercito maliano per consentirgli di riprendere, e mantenere, il controllo delle regioni nord del paese, finite nelle mani di una costellazione di gruppi armati che vanno da formazioni integraliste islamiche internazionali a gruppi di rivendicazione dei diritti Tuareg. La missione europea in Mali sarà composta da 4-500 uomini, la metà dei quali saranno “istruttori”. Il resto del contingente si occuperà della logistica e della sicurezza. Secondo una breve biografia diffusa dai media francesi, il generale François Lecointre, si è diplomato a Saint-Cyr, ha comandato il 3e régiment d’infanterie de marine de Vannes, e, durante questo incarico, è stato in Costa d’Avorio tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007. Tra le sue esperienza, il primo conflitto iracheno nel 1991, la contestata Opération Turquoise del 1994 in Rwanda (in pieno genocidio) e ancora Sarajevo nel 1995. Dal 2011, il generale comandava la 9e brigade légère blindée de marine a Poitiers. - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Repubblica Centrafricana: Avanzata ribelli: l’Africa centrale si muove, l’appello di Bozizé

Una delegazione di negoziatori della Comunità economica dei paesi dell’Africa centrale (Ceeac) è arrivata a Bangui: la sua missione consiste nell’avviare un dialogo tra il governo centrafricano e la coalizione ribelle del Seleka, sulla base di modalità ancora tutte da definire. La riferiscono fonti di stampa locale sottolineando che oltre al fronte diplomatico la comunità regionale si starebbe attivando anche su quello militare con un possibile rafforzamento della Forza multinazionale dell’Africa centrale, dispiegata in territorio centrafricano dal 2008 per contribuire al mantenimento della pace in un paese instabile. Venerdì scorso i capi di Stato della Ceeac hanno lanciato un ultimatum ai ribelli, rimasto finora inascoltato: quello di cessare immediatamente le ostilità e ritirarsi “entro una settimana” dai centri conquistati per raggiungere la propria posizione iniziale. Nelle ultime ore la coalizione del Seleka ha invece chiesto alle forze armate centrafricane di “deporre le armi immediatamente”, assicurando, però, che non punterà su Bangui per evitare “una battaglia inutile visto che il presidente François Bozizé ha già perso il controllo del paese”. Eppure i fatti sul terreno segnano un’avanzata della ribellione in direzione della capitale dopo l’ultima conquista, quella di Kaga Bandoro, a 340 chilometri a nord di Bangui. Un’avanzata, ha riferito il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), accompagnata da spostamenti di civili “che si muovono in piccoli gruppi per timori di combattimenti e per mettersi al riparo ma finora con poche conseguenze umanitarie feriti” ha confermato il vice capo del Cicr a Bangui, Arnaud de Baecque. La giornata è stata segnata da un comizio tenuto dal presidente Bozizé al centro della capitale durante il quale ha formalmente chiesto aiuto “ai nostri cugini francesi e agli Stati Uniti, grandi potenze, per fare indietreggiare i ribelli verso le proprie basi iniziali e permettere l’apertura di colloqui a Libreville per risolvere la crisi”. Il discorso, pronunciato in sango, lingua ufficiale in Centrafrica, è stato anche rivolto ai giovani sostenitori del suo partito Kwa Na Kwa già scesi in piazza ieri per protestare contro la “passività” di Parigi. “Non ci lasceremmo fare” ha detto il generale Bozizé, arrivato al potere nel 2003 con un colpo di stato, esortandoli a “difendere la patria” e “sorvegliare la capitale” dopo aver creato dei “comitati di vigilanza”. Il presidente centrafricano ha poi denunciato un “complotto contro la nostra nazione e contro il popolo” orchestrato secondo lui da “paesi e potenze invisibili che si nascondono dietro il Seleka”. Da Parigi il presidente François Hollande ha condannato “il perdurare delle ostilità in Centrafrica da parte dei movimenti ribelli”, invitando le parti coinvolte a risolvere la crisi con il dialogo. Tuttavia l’inquilino dell’Eliseo non ha risposto alla richiesta di aiuto formulata da Bozizé. Ad oggi, secondo i dati ufficiali, ci sono circa 250 militari francesi dispiegati all’aeroporto di Bangui di cui una parte è stata distaccata per garantire la sicurezza dell’ambasciata. I soldati di Parigi sono presenti in Centrafrica nell’ambito della missione ‘Boali’ di sostegno alla Forza multinazionale dell’Africa centrale per contribuire alla “sicurezza generale del paese” e alla “ricostruzione delle forze armate centrafricane” ha precisato il ministero della Difesa francese. Poche ore fa Hollande ha sottolineato che “non siamo presenti per proteggere un regime dall’avanzata dei ribelli ma soltanto per tutelare i nostri concittadini e gli interessi francesi nel paese”. - Misna

 

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Repubblica Centrafricana: Rribelli avanzano verso la capitale, situazione sempre più tesa

Si fa sempre più tesa la situazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, considerata sempre più il possibile prossimo obiettivo dei ribelli della coalizione Séléka (che significa ‘alleanza’ in lingua sango, la lingua nazionale). Con la presa di Kaga Bandoro, situata circa 300 chilometri a nord della capitale Bangui, è proseguita anche durante le festività natalizie l’avanzata dei ribelli e, contestualmente, è aumentata la pressione sul governo. Secondo alcune fonti, l’ingresso a Kaga Bandoroil quarto capoluogo di provincia ad essere ora sotto il controllo ribelle da quando il 10 dicembre hanno dato il via alla loro azionedei gruppi armati sarebbe avvenuto senza colpo ferire; altre fonti riferiscono invece di brevi scaramucce con qualche esponente delle forze di sicurezza governative che ha tentato di opporre una timida resistenza. Altre fonti ancora, infine, riportavano ieri la notizia della partenza da Sibut (altro importante centro abitato che si trova a metà strada tra Kaga Bandoro e la capitale Bangui) di un numero imprecisato di soldati ciadini, inviato dal presidente del vicino Ciad a difendere il suo omologo Francois Bozizé dall’avanzata ribelle. Anche sul fronte politico le notizie restano confuse. Da un lato, infatti, i ribelli (formati in prevalenza da tre sigle antigovernative differenti, che spesso hanno rilasciato dichiarazioni in contrasto tra loro) continuano a sostenere di non voler marciare sulla capitale e invitano il governo al dialogo, dall’altro le loro azioni sembrano indicare il contrario. Nelle ultime ore poi i rivoltosi hanno diffuso un messaggio nel quale chiedono al presidente Bozizé di deporre le armi. Il governo, che ha visto alcuni dei suoi esponenti chiedere l’apertura di un confronto con la ribellione, ha tenuto una serie di riunioni dell’apparato di sicurezza per tentare di far fronte sul campo all’avanzata. Parallelamente, Bozizé avrebbe chiesto il sostegno militare della Francia e di altri paesi africani, ricevendo, come parziale risposta, l’annuncio dell’invio di rinforzi della Forza multinazionale dell’Africa Centrale (Fomac) che dovrebbero garantire la sicurezza della capitale. Questa forza multinazionale (composta da soldati provenienti dal Gabon, dalla Repubblica democratica del Congo, Ciad e Camerun) era stata dispiegata nel 2008 con compiti di consolidamento della pace, in un paese ciclicamente colpito da ribellioni e guerra civile e aveva iniziato nei mesi scorsi il suo progressivo sganciamento dal paese in vista del ritiro completo previsto per il 31 dicembre 2013. La tensione a Bangui, fanno sapere fonti locali, intanto continua a crescere e circolano voci secondo le quali il presidente avrebbe fatto partire la sua famiglia dalla città con destinazione Kigali, in Rwanda. Nella notte Nazioni Unite e Stati Uniti hanno annunciato di aver ordinato la partenza dalla Repubblica Centrafricana di tutto il personale giudicato non indispensabile e delle loro famiglie in vista di una possibile avanzata dei ribelli sulla capitale. Anche la Francia ha rinforzato il proprio dispositivo di sicurezza nella capitale, dopo che ieri di fronte alla sede diplomatica francese alcuni gruppi di giovani hanno inscenato manifestazioni di protesta per il mancato sostegno militare francese al governo, dando fuoco ad alcuni copertoni e lanciando sassi in direzione dell’ambasciata, costringendo la polizia a intervenire per riportare la calma. - Atlasweb

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
27/12/2012 Repubblica Centrafricana: Hollande: “non interverremo contro i ribelli centrafricani”

I 250 soldati francesi presenti nella Repubblica centrafricana non interverranno direttamente contro i ribelli Séléka, la loro missione è quella di proteggere i 1200 connazionali residenti a Bangui. Lo ha detto il presidente francese François Hollande nel corso di una visita a un mercato all’ingrosso alle porte di Parigi. Non si tratta dunque di spalleggiare la leadership locale, ha continuato Hollande: i tempi in cui l’Eliseo interveniva per fare e disfare i governi delle ex colonie africane sono finiti. Secondo Hollande solo l’apertura di un dialogo potrà risolvere la crisi. Un primo negoziato fra le parti si aprirà a breve a Libreville, in Gabon. Il capo dello stato centrafricano Fraçois Bozizé aveva bussato alle porte di Parigi e Washington per farsi aiutare contro i rivoltosi che hanno preso le armi il 10 dicembre e ora minacciano la capitale. - Euronews

 
ico_sendfriendfacebook_logo condividi   link sorgente notizia
 
 
   
 
 
1 2 [3] 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382
 
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 - C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it
 
NEWSLETTER AFRICA
ricevi la nostra newsletter
REDAZIONE
+39 0363.44726
africa@padribianchi.it