|
| |
|
|
| |
|
|
| |
| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
|
|
|
|
| |
| 13/01/2011 Sudan: Il Sud verso l'indipendenza... |
Il referendum per l’indipendenza del Sudan del Sud è valido. Lo ha confermato la commissione elettorale nazionale, spiegando che il quorum necessario del 60 per cento è stato raggiunto e sarà anche superato. La partecipazione, ha annunciato un portavoce, «ha raggiunto il 60 per cento e anche più». Le votazioni per l’indipendenza del Sud dal Nord Sudan si sono aperte il 9 gennaio e si chiuderanno il 15.La validità della consultazione è stata confermata anche da osservatori internazionali. «Questo dato è stato raggiunto e quindi non ci sono dubbi sulla legittimità delle elezioni in termini di numero di votanti» ha detto l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, che presiede un gruppo di osservatori indipendenti. «Credo che siano stati rispettati gli standard internazionali, sia per la condotta del voto, sia per la libertà degli elettori», ha aggiunto, augurandosi che tali criteri vengano rispetti anche durante il conteggio delle schede. «Si prevede che il referendum sancisca l'indipendenza del sud, ma è probabile che non sapremo il risultato prima della prima settimana di febbraio», ha detto Carter. Nel frattempo il governo del Sudan ha chiesto che i suoi 38 miliardi di dollari di debito venga abbonati dai creditori internazionali prima che il sud sancisca la sua indipendenza dal nord. Il futuro del debito del Sudan è una delle questioni chiave da discutere nel processo di scissione tra i due Stati. Tra gli altri nodi da sciogliere vi è la gestione delle risorse petrolifere, i diritti della cittadinanza e il futuro della regione contestata di Abyei, dove negli scontri degli ultimi cinque giorni sono morte almeno 76 persone. Mentre il sud ricco di risorse petrolifere ha votato per l'indipendenza, nel nord si sono registrati scontri tra studenti e forze di polizia: dopo Algeria e Tunisia, anche il Sudan sembra essere interessato dalla cosiddetta “rivolta del pane”. Nella capitale Khartoum e nella città di Gezira gli studenti sono scesi in piazza contro gli annunciati tagli dei sussidi ai prodotti petroliferi e dello zucchero, bene strategico in Sudan. Secondo quanto riferiscono gli stessi studenti, nell’università di Khartoum la polizia ha malmenato i manifestanti, ferendone cinque e arrestandone un numero imprecisato. Sheza Osman Omer, membro del partito di opposizione Democratic Unionist Party a Gezira, ha detto che molte persone sono rimaste ferite negli scontri tra la polizia e gli studenti. – Vita |
|
  |
condividi |
|
 |
sorgente notizia |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
| 13/01/2011 Sudan: Il Gruppo ecumenico di osservatori: “Il referendum porterà la pace” |
Pace e stabilità: è quanto auspica per il Sudan il Gruppo ecumenico di osservatori per il referendum, composto da rappresentanti del Secam (Simposio delle Conferenze episcopali dell’Africa e del Madagascar), dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell’Africa orientale), dell’Aacc (Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa), del Scc (Consiglio delle Chiese del Sudan) e del Cec (Consiglio Ecumenico delle Chiese). Molte le aspettative per questa consultazione elettorale che potrebbe sancire la secessione del Sud Sudan dal Nord e la nascita di uno nuovo Stato indipendente da Kharthoum. Le operazioni di voto, sotto il controllo dell’ONU, sono iniziate domenica scorsa e si concluderanno sabato prossimo. Oltre il 60% degli aventi diritto ha già votato, quindi il referendum è da ritenersi valido. “Questo referendum – scrive il Gruppo ecumenico di osservatori in una nota a firma del rev. Samuel Kobia, inviato del Cec, e del rev. Ramadan Chan Liol, segretario generale del Scc – sarà uno spartiacque nell’applicazione del Cpa, l’accordo di pace del 2005 tra il governo sudanese e il Movimento di liberazione del Sudan”. Un accordo, lo ricordiamo, che ha posto fine ad una guerra ventennale. Ringraziando tutti coloro che hanno lavorato alla preparazione di questo importante appuntamento elettorale, compresa la comunità internazionale, gli osservatori ecumenici ribadiscono: “In questo contesto, il rispetto della volontà popolare espressa dal referendum è fondamentale e contribuirà in modo sostanziale al consolidamento della pace attuale tra Nord e Sud del Paese”. L’auspicio del Gruppo, quindi, è che “si faccia il possibile per prevenire il riaccendersi del conflitto tra Nord e Sud, in modo che il futuro di tutti i sudanesi possa essere assicurato, in base alla nuova linea politica che verrà sancita dal referendum. La tornata elettorale porrà anche solide fondamenta per la risoluzione di altri problemi del Paese”. Infine, gli osservatori assicurano le loro preghiere al governo ed alla popolazione sudanese affinché “determinino liberamente il loro futuro, votando in modo libero, corretto e pacifico o per l’unità o per la secessione, così da consolidare la pace e la stabilità nel Paese e nella regione”. (I.P.) - Radio Vaticana |
|
  |
condividi |
|
 |
sorgente notizia |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
| 13/01/2011 Sudan: Intesa tra comunità di pastori per la pace ad Abyei |
Un accordo di principio per “operare a favore della pace” nella contesa regione di Abyei è stato raggiunto dalle due principali comunità etniche, i Dinka e i Misseriya, che periodicamente si scontrano per il controllo dei pascoli. È il risultato di un incontro di due giorni, sotto l’egida dell’Onu, tra esponenti delle due comunità a Kadugli, capitale dello stato settentrionale del Sud Kordofan. Lo scorso finesettimana pastori Massiriya e Dinka Ngok si sono scontrati a più riprese a nord della città di Abyei, provocato almeno 33 vittime. A conclusione delle trattative di questi due giorni, i Dinka hanno accettato di ridare accesso a punti d’acqua per il bestiame dei Misseryia se questi ultimi pagheranno una compensazione per la morte di persone e animali uccisi l’anno scorso, secondo quanto riportato dalla stampa. Il punto principale dell’accordo riguarderebbe la libertà di movimento, la mobilità delle merci, la libertà degli allevatori e la diminuzione della circolazione delle armi. L’intesa tra i Dinka e i Misseriya non risolve la spinosa questione dello statuto di Abyei, le cui riserve di petrolio fanno gola sia ai dirigenti del Nord che del Sud-Sudan. [CC] - Misna |
|
  |
condividi |
|
 |
sorgente notizia |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
| 13/01/2011 Tunisia: Ben Ali ordina calo prezzi prodotti di base, scontri |
Abbassare i prezzi dei prodotti di base che, in questi ultimi tempi, hanno subito sensibili aumenti. Lo ha ordinato il presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali, secondo quanto ha annunciato il primo ministro Mohamed Ghannouchi oggi nel corso del dibattito in corso alla Camera dei deputati. Intanto proseguono le proteste, che si sono ormai estese anche alle località turistiche. Stando a testimoni nella capitale Tunisi diverse centinaia di manifestanti sono stati dispersi dalla polizia con i gas lacrimogeni mentre tentavano di inscenare una dimostrazione. Secondo fonti attendibili si contano due morti, inoltre un giornalista francese è stato colpito ad una gamba. Un altro testimone ha indicato di essere all'ospedale di Gabes, sulla costa, "davanti a sei persone uccise dalla polizia". Vi sarebbero anche numerosi feriti. Nella località è in corso una violenta manifestazione, ha aggiunto. Pure a Hammamet vengono segnalati nuovi incidenti. Gruppi di persone hanno assaltato, saccheggiato e dato alle fiamme un supermercato della catena "Magazin Général", nella zona della Medina. In città sono chiusi molti negozi, ristoranti e caffè. Molti turisti ospiti di hotel della zona hanno interrotto il loro soggiorno per recarsi all'aeroporto di Tunisi e fare ritorno ai rispettivi paesi. Anche sull'isola di Djerba, uno dei paradisi del turismo balneare della Tunisia, dal primo pomeriggio sono in corso manifestazioni di protesta. Lo ha indicato un testimone specificando che, al momento, non sono stati segnalati episodi di violenza. - SwissInfo |
|
  |
condividi |
|
 |
sorgente notizia |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
| 12/01/2011 Algeria: L'opposizione esorta a nuove manifestazioni |
Il principale partito d'opposizione algerino, il Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd) , ha lanciato un appello alla popolazione perchè scenda in piazza martedì prossimo ad Algeri per «esprimere pacificamente inquietudini e rivendicazioni». «Le sommosse che hanno insanguinato Algeria e Tunisia», si legge in un comunicato diramato dal partito di Said Sadi, «interpellano le coscienze di tutti i patrioti» che «lavorano per la costruzione di istituzioni legittime che garantiscano la pace, la libertà, la giustizia e il progresso». L'Algeria, continua la nota, «oltre alla grave crisi politica, si trova oggi in un vicolo cieco storico». Il potere ha risposto alla rivolta «con irresponsabilità, rifugiandosi nella repressione di una gioventù esasperata». Nel paese maghrebino è ancora in vigore dal 1992 lo Stato d'emergenza che vieta ogni manifestazione in luogo pubblico, in particolare ad Algeri. Difficilmente l'iniziativa dell'Rcd sarà autorizzata. – L’Unico |
|
  |
condividi |
|
 |
sorgente notizia |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
142
143
144
145
146
147
148
149
150
151
152
153
154
155
156
157
158
159
160
161
162
163
164
165
166
167
168
169
170
171
172
173
174
175
176
177
178
179
180
181
182
183
184
185
186
187
188
189
190
191
192
193
194
195
196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234
235
236
237
238
239
240
241
242
243
244
245
246
247
248
249
250
251
252
253
254
255
256
257
258
259
260
261
262
263
264
265
266
267
268
269
270
271
272
273
274
275
276
277
278
279
280
281
282
283
284
285
286
287
288
289
290
291
292
293
294
295
296
297
298
299
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316
317
318
319
320
321
322
323
324
325
326
327
328
329
330
331
332
333
334 [335]
336
337
338
339
340
341
342
343
344
345
346
347
348
349
350 |
|
REDAZIONE AFRICA
Viale Merisio, 17 -
C.P. 61
24047 Treviglio (BG)
Tel. 0363.44726
Fax 0363.48198
africa@padribianchi.it |
|
|
|
|
|
 |
|