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27/12/2012 R. D. Congo: Nord Kivu, ondata di violenze sessuali sulle donne

La tensione nel nord Kivu resta alta. Nella provincia orientale della Repubblica democratica del Congo si teme che le incursioni a Goma delle milizie ribelli compromettano la ripresa dei negoziati a gennaio. Nel clima di violenza generalizzato le donne pagano il prezzo più alto, gli stupri sono sistematici, uno ogni ora: “Stavo lavorando nella mia fattoria quando sono arrivati minacciandomi con le armiracconta una vittima – mi hanno detto: ‘Se non ti fai violentare ti ammazziamo’. Hanno fatto ciò che hanno voluto e poi se ne sono andati”. Molte violenze avvengono nei campi profughi e gran parte dei casi non vengono denunciati, tra le vittime molte bambine: “Entro le successive 72 ore somministriamo i medicinali necessari ad inibire l’HIV. Se ci sono complicazioni inviamo i pazienti all’ospedale”racconta un medico nel campo profughi di Mugunga. Questa crisi umanitaria gravissima si consuma nonostante nel Paese siano dispiegati 17 mila soldati delle Nazioni Unite: la missione con il contingente di pace più numeroso. Secondo gli operatori dell’Onu particolarmente difficile sarebbe l’intervento nelle zone di campagna, dove sulle violenze dei soldati non c‘è alcun monitoraggio. - Euronews

 
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27/12/2012 Sudan: Nuove tensioni in area di frontiera con Sud Sudan

 “Gruppi armati” non meglio identificati provenienti dal Sud Sudan si sarebbero scontrati due giorni fa con nomadi arabi nella zona di frontiera di Samaha, una delle aree contese tra il governo di Khartoum e quello di Juba: a riferirloriporta oggi l’agenzia di notizie sudafricanaè stato il portavoce dell’esercito sudanese, Sawarmi Khaled Saad. “I combattimenti non sono avvenuti tra forze armate sudanesi e sud sudanesi” ha precisato la fonte che, tuttavia, non ha fornito bilanci di eventuali vittime o altri particolari. “Stiamo cercando di trovare una soluzione politica al problema” ha aggiunto Saad riferendosi alle aree oggetto di disputa con Juba: malgrado la firma a settembre di nuovi accordi per la sicurezza, che prevedono la creazione di una zona ‘cuscinetto’ smilitarizzata, i due Sudan infatti non sono ancora riusciti a risolvere il contenzioso frontaliero. A novembre, l’esercito sudanese aveva riferito di aver attaccato un’area situata ad alcuni km a nord di Samaha, diventata base di presunti ribelli del Darfur. Juba aveva replicato affermando che alcuni ordigni sarebbero invece caduti in territorio sud sudanese uccidendo dei civili. Gli ultimi scontri giungono mentre, almeno sulla carta, i due Sudan stanno lavorando per applicare gli accordi raggiunti a settembre. Mercoledì il presidente sudanese Omar al-Bashir e il primo ministro etiopico Hailemariam Desalegn hanno “discusso gli strumenti per implementare le intese siglate ad Addis Abeba e rimuovere gli ostacoli” secondo l’agenzia ufficiale sudanese Suna. Sempre secondo la Suna, Bashir ha ribadito la disponibilità a incontrare il collega sud sudanese, Salva Kiir “in qualsiasi momento” per accelerare la messa in atto degli accordi bilaterali. - Misna

 
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26/12/2012 Camerun: Governo schiera esercito contro bracconieri di elefanti

 

(24 dic) - Il Camerun ha schierato l'esercito per fermare la strage di elefanti nel parco di Bouba N'Djidda, nel nord del Paese. Sono oltre 600 i militari dispiegati nell'area al confine con Ciad e Repubblica Centrafricana, per scongiurare nuove incursioni di bracconieri stranieri, dopo il massacro di 300 elefanti avvenuto nel corso dell'anno. Ribattezzata 'Pace a Bouba N'Djidda", l'operazione è stata lanciata il 15 novembre scorso in un'area vasta 220.000 ettari, mobilitando i militari del battaglione di intervento rapido, un'unità d'élite, solitamente dispiegata nella penisola di Bakassi contro pirati, ribelli e banditi. "Abbiamo optato per una strategia di occupazione del territorio", ha spiegato il colonnello Bouba Dobekreo, comandante dell'operazione. - TMNews

 
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26/12/2012 Egitto: Parlamento riunito dopo referendum, governo indica priorità

 

(26 dic)  Si riunisce il Parlamento egiziano nella prima seduta dopo il risultato ufficiale del referendum sulla nuova costituzione ispirata dal presidente Mohammed Morsi. L'opposizione in gran parte laica e liberale, che si è opposta alla carta per il ruolo centrale assegnato alla legge islamica o sharia, hanno ripetuto che la costituzione limita le libertà e ignora i diritti delle donne e delle minoranze. "La costituzione egiziana contrasta con alcune norme perentorie del diritto internazionale", come libertà di credo e di espressione, ha scritto il leader dell'opposizione, Mohammed ElBaradei, in un post su Twitter. Il Consiglio della Shura, organismo parlamentare dell'Egitto, ha preso atto del risultato del referendum costituzionale, che ha approvato con il 64 per cento delle preferenze la nuova carta, anche se a votare si è recato solo un egiziano su tre degli aventi diritto. Inoltre il Consiglio ha approvato i 90 membri di nomina presidenziale. La seduta è servita anche al governo egiziano per indicare le priorità dell'azione dell'esecutivo. Il ministro Mohammed Mahsoub, che proviene dal partito islamista Wasat, ha dichiarato che il governo preparerà la nuove leggi che verranno discusse in Parlamento, tra cui nuove regole per le imminenti elezioni politiche, norme anti-corruzione e azioni per recuperare il denaro dai funzionari corrotti dell'epoca del deposto presidente Hosni Mubarak. Sul referendum Mahsoub ha detto: "Mi congratulo con il popolo egiziano a nome del governo per l'approvazione della Costituzione della seconda Repubblica, che stabilisce le basi per un moderno stato democratico in cui sono ascoltate le voci del popolo e ingiustizia, dittatura, repressione, nepotismo e corruzione passano la mano". Le 90 nuove nomine di Morsi erano mirate a riequilibrare il Parlamento anche se il partito islamista che sostiene il presidente ha mantenuto la maggioranza sul Parlamento. Mahsoub ha dichiarato ancora che il governo vuole "leggi per rivedere salari massimi e minimi, espandere la copertura delle assicurazioni sociali e regolare i media". "In questo momento critico per la nazione - ha spiegato - rispettare questo Consiglio è necessario per arrivare a una serie di leggi per completare la costruzione delle istituzioni". - LaPresse/AP

 
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26/12/2012 Egitto: Costituzione approvata fra i dubbi approva

 

(25 dic) La nuova costituzione egiziana è ufficialmente approvata, ma il paese non è certo pacificato. Dopo che la commissione elettorale ha ufficialmente stabilito che il 63,8% dei votanti ha detto si a una costituzione basata sulla sharia, la legge islamica. La nuova legge fondamentale concede poteri pressoché illimitati al presidente Mohammed Morsi cominciano ad arrivare le reazioni internazionali. Washington chiede al presidente democraticamente eletto di mettere fino alle divisioni. Una richiesta che non sembra avere possibilità di essere accolta. Le opposizioni denunciano brogli, ma Samir Abul Maati, capo della commissione elettorale ha affermato che non ci sono prove che non ci fosse un giudice in ogni seggio elettorale. Perché, secondo la legge egiziana, in ogni seggio ci doveva essere un rappresentante della magistratura. Quest’ultima però, ha pressoché boicottato le due tornate elettorali del 15 e del 22 dicembre. Inoltre, per stessa ammissione della commissione, l’affluenza alle urne è stata vicina al 32%. Secondo la stessa legislazione egiziana un referendum costituzionale dovrebbe vedere la partecipazione di oltre il 50% del corpo votante per essere valido. Una regola che non è stata rispettata. - Euronews

 
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26/12/2012 Kenya: Tana River, decine di arresti dopo scontri intercomunitari

 

 (24 dic) La polizia keniana ha riferito ieri di aver arrestato 61 persone in relazione all’uccisione di 45 civili avvenuta in un remoto villaggio del sud-est del paese. L’attacco è avvenuto venerdì scorso e gran parte delle vittime erano abitanti del villaggio di Kipao, nella regione di Tana River; tra i morti ci sono stati anche donne e bambini. Secondo le ricostruzioni fornite dalla stampa keniana, l’attacco rientra nell’ambito dei frequenti contrasti tra comunità rivali che nel corso dell’anno hanno portato alla morte di altre cento persone. A scontrarsi sono le comunità Orma e Pokomo e tra le persone arrestate ci sono anche funzionari di polizia. Secondo le forze dell’ordine a Kipao sono stati uccisi 16 bambini, cinque donne e 10 uomini oltre a 14 degli aggressori. A base degli scontri ci sono contese per l’accesso alle terre e all’acqua. Gli scontri giungono a pochi mesi (marzo) dalle elezioni e hanno spinto a intervenire gli stessi Stati Uniti: Washington ha chiesto a governo polizia e leader tribali di intensificare i loro sforzi per stabilire una pace duratura nella regione di Tana River e individuare i responsabili dei massacri. - Atlasweb

 
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26/12/2012 Mali: A Timbuctù demoliti gli ultimi mausolei, l’impotenza di Bamako

 

 (24 dic) Sono stati distrutti dagli islamisti di Ansar al-Din gli ultimi mausolei di Timbuctù, la città del nord del Mali dallo scorso aprile occupata dai ribelli così come tutto il settentrione del paese. La notizia è stata riferita da più fonti. Da secoli i mausolei testimoniano dell’islam praticato in questa città crocevia di traffici tra i paesi nordafricani e quelli dell’Africa occidentale. La loro perdita è di inestimabile valore culturale e architettonico. Le ultime notizie provenienti dal nord del Mali hanno di rimbalzo sottolineato l’incapacità del governo di Bamako di recuperare le regioni perse. Scossa ancora dagli effetti del golpe che lo scorso marzo ha portato alla destituzione del presidente Amadou Toumani Touré, Bamako sta ancora vivendo una precaria fase di transizione come testimonia l’ulteriore pronunciamento dei militari che ha condotto a un avvicendamento alla guida del governo solo alcune settimane fa. In questa situazione, resta la risoluzione con cui il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha dato luce verde a una missione militare che sarà sostenuta da alcuni paesi occidentali a livello logistico e finanziario e che sul campo sarà condotta dai paesi della Cedeao, l’organismo che riunisce gli Stati della regione. - Atlasweb

 
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26/12/2012 Marocco: “Mega meteora” cade sul Marocco

(26 dic) C‘è chi ha pensato a una fine del mondo a scoppio ritardato. Una “mega meteora”, un blocco di ghiaccio di circa 25 chili, è piombata dal cielo il 22 dicembre scorso nella campagna di Khmisset, in Marocco. L’impatto sulla terra ha creato un cratere profondo mezzo metro. Secondo gli scienziati si tratta di un evento molto raro.- Euronews

 
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26/12/2012 Nigeria: Gigantesco incendio a Lagos

 

 (26 dic) A Lagos, la capitale della Nigeria una forte esplosione, causata probabilmente dallo scoppio di un deposito di fuochi d’artificio, ha provocato un incendio che si è rapidamente propagato in un’area densamente abitata. Una trentina finora i feriti. Le squadre di soccorso hanno faticato non poco a raggiungere il luogo dell’incidente per via del traffico caotico della zona denominata Jankara. Il quartiere è tra i più antichi e densamente popolati della città nigeriana che conta 15 milioni di abitanti. - Euronews

 
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26/12/2012 Nigeria: Sei cristiani uccisi in una chiesa. Preoccupazione per gli italiani rapiti

 

(26 dic) Nuova strage di cristiani in Nigeria. In una chiesa nel nord-est del Paese, un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco durante la messa di mezzanotte della vigilia di Natale, uccidendo a raffiche di mitra sei persone, tra le quali il sacerdote, e ha poi appiccato il fuoco all'edificio. A renderlo noto sono stati la polizia e alcuni abitanti. La strage è avvenuta nel villaggio di Peri, a circa due chilometri dalla città di Potiskum, la capitale economica di Yobe, uno Stato a maggioranza musulmana ma con una forte minoranza cristiana. E' un ''orrore inaccettabile'', ''impegno internazionale per tutela minoranze religiose sia massimo'', ha commentato il ministro degli Esteri Giulio Terzi su Twitter. Lo scorso anno, 44 cristiani erano stati uccisi a Natale nelle chiese in attentati rivendicati dai Boko Haram. Intanto c'è grande preoccupazione per la sorte dei tre marinai italiani sequestrati il 23 dicembre dai pirati al largo dello stato petrolifero di Bayelsa, sud della Nigeria, in una zona in cui i rapimenti di navi ed equipaggi sono molto frequenti. Per il comandante Emiliano Astarita (37 anni), di Piano di Sorrento (Napoli), il primo ufficiale Salvatore Mastellone (39 anni) di Sant'Agnello (Napoli) e il secondo ufficiale motorista Giuseppe D'Alessio (30 anni) di Pompei, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha assicurato un "impegno delle istituzioni massimo e incessante". "L'incolumità dei nostri cittadini è la priorità fondamentale" ha precisato il titolare della Farnesina. Insieme a loro è stato rapito l'ucraino di 35 anni Anatoly Alexelev. Sulla vicenda è stato attivato anche il console italiano al Lagos. La compagnia di navigazione Augusta Offshore fa sapere che sta collaborando con le istituzioni preposte per una soluzione rapida del rapimento. La nave su cui viaggiavano, l'Mv Asso Ventuno dell'armatore Augusta Offshore, con sede a Napoli, è stata rilasciata ed è approdata in un luogo sicuro. - Ign

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Nigeria-sei-cristiani-uccisi-in-una-chiesa-Preoccupazione-per-gli-italiani-rapiti_314026421965.html

 

Sei cristiani uccisi in una chiesa. Preoccupazione per gli italiani rapiti

(26 dic) Nuova strage di cristiani in Nigeria. In una chiesa nel nord-est del Paese, un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco durante la messa di mezzanotte della vigilia di Natale, uccidendo a raffiche di mitra sei persone, tra le quali il sacerdote, e ha poi appiccato il fuoco all'edificio. A renderlo noto sono stati la polizia e alcuni abitanti. La strage è avvenuta nel villaggio di Peri, a circa due chilometri dalla città di Potiskum, la capitale economica di Yobe, uno Stato a maggioranza musulmana ma con una forte minoranza cristiana. E' un ''orrore inaccettabile'', ''impegno internazionale per tutela minoranze religiose sia massimo'', ha commentato il ministro degli Esteri Giulio Terzi su Twitter. Lo scorso anno, 44 cristiani erano stati uccisi a Natale nelle chiese in attentati rivendicati dai Boko Haram. Intanto c'è grande preoccupazione per la sorte dei tre marinai italiani sequestrati il 23 dicembre dai pirati al largo dello stato petrolifero di Bayelsa, sud della Nigeria, in una zona in cui i rapimenti di navi ed equipaggi sono molto frequenti. Per il comandante Emiliano Astarita (37 anni), di Piano di Sorrento (Napoli), il primo ufficiale Salvatore Mastellone (39 anni) di Sant'Agnello (Napoli) e il secondo ufficiale motorista Giuseppe D'Alessio (30 anni) di Pompei, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha assicurato un "impegno delle istituzioni massimo e incessante". "L'incolumità dei nostri cittadini è la priorità fondamentale" ha precisato il titolare della Farnesina. Insieme a loro è stato rapito l'ucraino di 35 anni Anatoly Alexelev. Sulla vicenda è stato attivato anche il console italiano al Lagos. La compagnia di navigazione Augusta Offshore fa sapere che sta collaborando con le istituzioni preposte per una soluzione rapida del rapimento. La nave su cui viaggiavano, l'Mv Asso Ventuno dell'armatore Augusta Offshore, con sede a Napoli, è stata rilasciata ed è approdata in un luogo sicuro. - Ign

 

 
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