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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 22/08/2012 Liberia: Sospesi funzionari governativi, c’è anche figlio Presidente |
Ha sospeso 46 funzionari governativi per non aver dichiarato l’entità dei propri beni alla Commissione anti-corruzione la presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf. Tra i destinatari del provvedimento c’è anche Charles Sirleaf, uno dei tre figli del capo dello Stato nominati a ruoli di responsabilità del governo e ora sospeso dal suo incarico come vice governatore della Banca Centrale. Tutti i funzionari colpevoli di non aver fornito le informazioni richieste sono stati sospesi a tempo indeterminato e con effetto immediato. La loro posizione sarà rivalutata nel momento in cui dichiareranno le rispettive disponibilità: un atto che sarà possibile entro un periodo di 30 giorni, pena il decadimento definitivo degli incarichi precedentemente assegnati. In un’intervista al Daily Observer, la presidente Sirleaf aveva rivelato che a luglio gli stipendi di 175 funzionari erano stati trattenuti proprio in risposta alla mancata dichiarazione dei propri beni che sarebbe dovuta essere fatta alla Commissione anti-corruzione. La sospensione è di conseguenza un successivo passaggio per i funzionari più restii a fornire le dichiarazioni richieste. - Misna |
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| 22/08/2012 Libia: Nuovo attentato in Libia |
Si moltiplicano violenze e attentati in Libia a pochi giorni dal primo anniversario della caduta di Tripoli che spianava la strada alla fine del regime di Muhammar Gheddafi. L’auto di un diplomatico egiziano è stata fatta saltare in aria a Bengasi nei pressi della sua abitazione. L’esplosione, le cui motivazioni sono ancora poco chiare, segue di un giorno gli attentati di Tripoli che hanno fatto due vittime e diversi feriti e che le autorità libiche attribuiscono a fedeli dell’ex regime dei Rais. “Questi attacchi sono da imputare ad elementi residuali del vecchio regime e alla quinta colonna che ha ovviamente diverse motivazioni a partire dalla vendetta” ha detto il Viceministro dell’Interno Omar Al-Khadrawi. Le autorità di Tripoli hanno portato a termine in tempi record l’arresto di 32 persone definite membri di una rete di sostenitori di Gheddafi. La loro responsabilità per quanto riguarda gli attentati di Tripoli sarebbe stata “provata”, secondo il Comitato Supremo per la Sicurezza. - Euronews |
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| 22/08/2012 Mali: Formato governo di unità nazionale |
Un governo di unità nazionale, forte di 31 ministri, è stato formato ieri a Bamako, in Mali, ufficializzato da un decreto firmato dal presidente di transizione Dioncounda Traoré. Previsto da tempo, l’esecutivo continuerà ad essere guidato dal primo ministro uscente Cheick Modibo Diarra. Diarra e Traoré, dopo essere stati vicini alla rottura si sono riavvicinati nelle ultime settimane. Le divisioni erano state in parte alimentate dalla presunta vicinanza di Diarra al capitano Amadou Sanogo, capo della giunta militare fattasi da parte solo dopo le pressioni e la mediazione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao). Del governo fanno comunque parte cinque ministri considerati vicini ai militari autori del golpe che lo scorso 22 marzo aveva esautorato dalle sue funzioni l’allora presidente Amadou Toumani Touré. La lista dei ministri comprende inoltre alcune conferme e diversi volti nuovi entrati anche grazie alla scissione di alcuni ministeri in più dicasteri. Come sottolinea oggi la stampa maliana, compiti di questo governo – che intende essere più rappresentativo del precedente all’interno del vario panorama politico nazionale diviso tra pro e contro golpisti – sono la soluzione della crisi nel nord, da mesi sotto controllo di gruppi ribelli, e il buon esito della transizione fino a prossime elezioni generali. - Misna |
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| 22/08/2012 Mali: al-Jazeera trasmette video con i 3 occidentali in ostaggio di al-Qaeda |
Un video ottenuto da al-Jazeera e appena trasmesso dalla tv satellitare mostra i tre ostaggi occidentali rapiti nel novembre del 2011 a Timbuctu da al-Qaeda nel Maghreb islamico, prima che la citta' finisse nelle mani dei ribelli Tuareg e dei gruppi jihadisti. Nelle immagini si vedono i tre ostaggi - un britannico con passaporto sudafricano, un olandese e uno svedese - vestiti in abiti islamici e circondati da uomini armati a volto coperto.- Adnkronos/Aki |
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| 22/08/2012 Nigeria: L'arcivescovo di Lagos: il governo dialoghi con i Boko Haram |
Il governo della Nigeria cerchi il dialogo con i fondamentalisti dei Boko Haram, perché “la guerra non ha mai portato ad una pace duratura nella storia dell’umanità”. Sono le parole dell’arcivescovo di Lagos, mons. Alfred Adewale Martins che nei giorni scorsi ha incontrato la stampa locale. Proprio ieri, intanto, la Nigeria ha registrato nuove violenze anticristiane: a essere colpita, questa volta, è stata una scuola cattolica di Damagun. Si allunga, quindi, la lista degli attacchi anti-cristiani perpetrati dai Boko Haram che da diverso tempo stanno devastando il Paese africano. Episodi “deplorevoli” ed “attacchi vili”, li definisce mons. Martins. Ribadendo poi che “l’Islam è una religione di pace”, il presule sottolinea che “coloro che realizzano tali atti di terrorismo contro i fratelli nigeriani non sono veri musulmani, bensì terroristi intenzionati a destabilizzare la nazione”. Di qui, l’appello al governo affinché “agisca urgentemente e con decisione contro simili aggressioni”, ma senza tralasciare la via della mediazione, perché “è sempre meglio quando tutte le parti in causa si siedono ad un tavolo ed espongono le proprie rimostranze sotto forma di dialogo costruttivo”. Un ulteriore invito mons. Martins lo rivolge a tutti i fedeli affinché “continuino a pregare Dio, l’unico che può portare davvero la pace e l’armonia tanto desiderate nel Paese”. Poi, l’arcivescovo di Lagos si sofferma sul ruolo della stampa, essenziale anche in passato per la costruzione di un Paese democratico e “capace di parlare con una voce sola contro tutte le forme di oppressione, mostrando così alla popolazione la giusta via da seguire”. “I mass media – spiega il presule – sono agenti di cambiamento che possono mobilitare, rafforzare e promuovere i valori positivi nella società”. Per questo, mons. Martins invita i giornalisti a non tralasciare la loro “speciale vocazione” guardando a Dio, “il primo comunicatore che ha creato l’uomo e l’universo attraverso il potere della parola”. Essenziale, quindi, “far risuonare il Vangelo fino ai confini della terra, grazie anche alle moderne tecnologie” e usando la professione giornalistica “in modo positivo, per il bene dell’umanità e a maggior gloria di Dio”. Infine, bollando come “scioccanti e deplorevoli” i numerosi attacchi avvenuti nel Paese contro alcuni professionisti dei media, mons. Martins chiede al governo di tutelare i loro diritti e difendere le loro vite, poiché essi “educano, informano ed intrattengono il pubblico”, un compito “prezioso per la crescita di una nazione”. (I.P.) - Radio Vaticana |
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| 22/08/2012 Nigeria: Petrolio, a Luglio profitti record da vendita greggio |
Hanno raggiunto un livello record in Nigeria i profitti derivanti dalla vendita del petrolio greggio a luglio. A darne notizia è stata la Ragioneria della Federazione, specificando che nel mese di luglio sono stati venduti 2,7 milioni di barili di greggio al giorno per un profitto complessivo di 825,4 miliardi di naira al mese (pari a circa 4,25 miliardi di euro), in aumento del 22 per cento rispetto al precedente mese di giugno. La società petrolifera di Stato Nigerian National Petroleum Corporation (Nnpc) ha detto che il record storico della produzione di greggio è dovuto principalmente alla migliore situazione di sicurezza nella regione meridionale del Delta del Niger, in seguito al disarmo dei militanti dopo un accordo di amnistia raggiunto con il governo federale nel 2009. In un comunicato ripreso dalle principali agenzie di stampa internazionali il Ragioniere generale della Federazione, John Otunla, ha aggiunto che mentre i profitti derivanti dalla vendita del petrolio sono aumentati, nello stesso periodo, i profitti derivanti dalla vendita di prodotti non petroliferi sono diminuiti del 23 per cento totalizzando nel mese di luglio una somma di 178,9 miliardi di naira (pari a circa 920 milioni di euro). La Nigeria, principale produttore petrolifero in Africa, dipende per la sua economia soprattutto dall’esportazione di greggio, che copre oltre l’80 per cento delle entrate governative e circa il 95% delle esportazioni totali. * Michele Vollaro - Atlasweb |
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| 22/08/2012 Sierra Leone: Emergenza colera: 10mila casi e 176 morti |
L’epidemia si è aggravata con la stagione delle piogge La zona più colpita è Freetown, la capitale del piccolo Paese dell’Africa occidentale, dove nell’ultimo mese sono morte 100 persone. Il presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, ha dichiarato “l'emergenza nazionale”. Per la la Croce rossa internazionale l’epidemia si è aggravata da metà luglio con l’arrivo del clou della stagione delle piogge: solo nelle ultime cinque settimane infatti sono stati censiti circa 6mila contagi di colera. Il presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, ha classificato l’epidemia come “emergenza nazionale” e ha istituito una commissione governativa con il compito di contenerne la diffusione. Il colera miete vittime da inizio anno anche nella confinante Guinea Conakry dove da febbraio sono morte già 82 persone. - Quotidiano |
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| 22/08/2012 Somalia: “Momento decisivo per ricostruire lo Stato somalo” |
“In questi 21 anni (dalla caduta di Siad Barre, ndr.) mi sembra che questo sia il momento migliore per la rinascita dello Stato somalo. Di sicuro siamo di fronte ad una fase cruciale della storia somala” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, commentando l’investitura del nuovo Parlamento federale somalo, che si è riunito per la prima volta ieri, 20 agosto, nell’aeroporto di Mogadiscio. Le precedenti Assemblee parlamentari somala si erano riuniti all’estero per motivi di sicurezza (nel 2000 a Gibuti e in Kenya nel 2004). Il nuovo Parlamento, che prenderà il posto delle istituzioni di transizioni, è formato da 275 membri designati da 135 capi tribali e i cui nomi sono confermati da un apposito comitato. Tra loro vi sono diversi rappresenti della diaspora somala in Europa e negli Stati Uniti. Il fatto che il Parlamento si sia riunito per la prima volta in Somalia testimonia il miglioramento (seppure relativo) della condizioni di sicurezza del Paese. “Parlando con i nostri partner somali si avverte una speranza nuova ed una visione più positiva della situazioni del Paese” dice all’Agenzia Fides Maria Grazia Krawczyk, responsabile di Caritas Somalia. Mons. Bertin avverte: “Speriamo che si riesca ad andare avanti senza grossi intoppi lungo il percorso intrapreso. Naturalmente occorre che la classe politica somala faccia il suo lavoro e che la comunità internazionale non pensi di aver finito il suo compito, perché i somali hanno bisogno ancora di un accompagnamento in una fase che ripeto, sembra essere cruciale per il futuro della Somalia”. Il Parlamento è stato formato in base alla nuova Costituzione provvisoria approvata il 1°agosto da 825 membri dell’Assemblea Nazionale Costituente. La Costituzione ribadisce la sovranità e l'unità del Paese, comprese la regione indipendente del Somaliland e quella “autonoma” del Puntland. Dichiara la supremazia della Shari'ah, e proibisce ogni legge che sia contro i suoi principi. l testo è diviso in 15 capitoli. Il secondo è interamente dedicata ai diritti umani e prevede che tutte le libertà fondamentali siano tutelate dalla legge anche contro le autorità pubbliche. Particolare attenzione viene data al divieto di utilizzare i bambini sotto i 18 anni nei conflitti armati e della pratica della circoncisione femminile. (L.M.) - Ag. Fides |
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| 22/08/2012 Sudafrica: Nessuna sanzione per minatori non rientrati al lavoro |
Il colosso del platino Lonmin ha annunciato oggi che non sanzionerà i minatori che non torneranno al lavoro questa settimana, nel rispetto del lutto nazionale decretato dal Presidente Jacob Zuma dopo la morte di 44 persone nelle proteste delle scorse settimane. "Dopo consultazioni con governo e sindacati, Lonmin ha accettato di non adottare azioni disciplinari contro quanti risultano assenti dal lavoro questa settimana", ha detto l'azienda che aveva minacciato di licenziare i 3.000 lavoratori che avevano avviato uno sciopero non autorizzato il 10 agosto scorso. Dieci persone sono rimaste uccise negli scontri scoppiati tra sindacati nei primi giorni della protesta, facendo così intervenire la polizia che giovedì scorso ha ucciso 34 persone. "E' una settimana di lutto, decretata dal Presidente della repubblica sudafricana, e giovedì ci sarà una cerimonia commemorativa - ha aggiunto Lonmin - la nostra azienda rispetta questo momento e lo ritiene una tappa importante sulla strada per ricostruire fiducia e tornare alla normalità". (fonte Afp) - TMNews |
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