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04/11/2012 Nigeria: Boko Haram propone negoziati ma pone pesanti condizioni

Il gruppo armato islamico Boko Haram si è detto disponibile a intavolare dei negoziati col governo nigeriano in vista di un processo di pace. Secondo i media, che citano una fonte interna alla milizia, tra le condizioni poste vi sarebbe quella di arrestare e processare un ex governatore, considerato responsabile di aver scatenato una guerra senza quartiere contro il gruppo. L’offerta non trova molti consensi tra i cittadini. “Non hanno il diritto di dire al governo cosa fare, perché sono dei terroristi, e i terroristi devono stare in prigione, non in libertà”, sostiene un ragazzo. Tra l’agosto del 2011 e il gennaio del 2012, si calcola che gli attentati rivendicati dal gruppo abbiano causato la morte di almeno 200 persone, in gran parte civili. Nei giorni scorsi la polizia avrebbe ucciso 40 giovani, indicati come membri del gruppo, mentre ieri, nel nord est del paese, una zona considerata roccaforte dei Boko Haram, durante un attacco contro uffici del governo sono morte tre persone. - Euronews

 
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04/11/2012 Somalia: Fomato nuovo governo, una donna agli esteri

Il primo ministro somalo Abdi Farah Shirdon Said ha presentato oggi il nuovo governo: ridotto al minimo il numero dei membri, solo dieci, e con una donna per la prima volta a capo del ministero degli Esteri. Si tratta di Fowsiyo Hajii Adan. "Dopo lunghe dicussioni e consultazioni - ha dichiarato il premier - ho nominato il mio governo, che è formato da dieci membri, tra cui una donna ministro degli Esteri per la prima volta nella storia della Somalia". - Swissinfo

 
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03/11/2012 Repubblica Del Congo: Denunciate torture sistematiche ma Brazzaville nega

La tortura viene praticata in modo sistematico in ogni luogo di detenzione della Repubblica del Congo: la denuncia arriva dall’Osservatorio congolese per i diritti umani (Ocdh) al termine di inchieste svolte negli ultimi due anni con il sostegno finanziario dell’Unione Europea. Un rapporto che il governo di Brazzaville ha già respinto, bollandolo come “completamente falso”. Per Philippe Ongagna, direttore generale del ministero per i Diritti umani e le libertà fondamentali, si tratta di una “denuncia calunniosa” di un “pezzo di carta vuoto, quasi a mo’ di satira, visto che non ci sono elementi concreti”. “Purtroppo la tortura è diventata una pratica sistematica, per non dire banalizzata, nei luoghi di detenzione e nei commissariati di polizia (…) lo strumento più utilizzato per ottenere una confessione” ha dichiarato ai media Roch Euloge Nzobo, direttore dell’Ocdh. I difensori dei diritti umani hanno riscontrato che “diversi casi hanno portato alla morte” e che “numerosi casi non sono stati nemmeno denunciati sia per paura delle vittime che temono rappresaglie da parte dei loro torturatori ma anche per la  mancata conoscenza dei meccanismi di protezione che esistono”. Eppurela Repubblica del Congo – governata con un pugno di ferro dal presidente Denis Sassou Nguesso, al potere dal 1979 – ha già firmato e ratificato la Convenzione internazionale contro la tortura, i trattamenti disumani e degradanti. “Il paese non ha del tutto adeguato la sua legislazione alla convenzione. Le autorità dovrebbero istituire un comitato di sorveglianza, composto da rappresentanti governativi e della società civile, incaricato di procedere a controlli nei luoghi di detenzione” ha suggerito Nzobo. - Misna

 
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03/11/2012 Egitto: Domani un bambino sceglierà il papa copto

Sarà un bambino tra i 5 e gli 8 anni a scegliere domani, tra tre candidati, il prossimo papa copto ortodosso egiziano che prenderà il posto di Shenuda III, scomparso a marzo. I nomi rimasti in lizza al termine di una lunga procedura saranno posti in un'urna trasparente dalla quale il piccolo estrarrà il vincitore. Il candidato più votato da un migliaio di grandi elettori è stato il vescovo Rafael, di 54 anni, responsabile per le chiese del centro del Cairo, medico di formazione, molto attivo presso il mondo politico egiziano. Più anziani gli altri due candidati a diventare il centodiciottesimo papa copto e patriarca di Alessandria: il vescovo di Beheira, il sessantenne Tadros, secondo il quale la Chiesa dovrebbe rimanere fuori dalla politica, e padre Rafael Ava Mina, 70 anni, che era molto vicino a Shenuda III.L'insediamento del nuovo papa avverrà il 18 novembre. - Swissinfo

 
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03/11/2012 Egitto: Cairo, scoperta tomba principessa vissuta 2500 anni A.C.

 

Il ministro delle Antichità egiziano, Mohamed Ibrahim, ha annunciato la scoperta della tomba di una principezza faraonica della V dinastia (2500 anni prima di Cristo) nella regione di Abu Sir, a 25 chilometri a sud del Cairo. "Abbiamo scoperto l'anticamera della tomba della principessa Shert Nebti, al centro della quale si trovano quattro colonne su cui ci sono geroglifici con il nome della donna e il suo titolo nobiliare", ha spiegato Ibrahim sottolineando che il ritrovamento è stato fatto grazie al lavoro di alcuni ricercatori dell'Istituto ceco di egittologgia dell'università di Praga. "La scoperta di questa tomba segna l'inizio di una nuova era nella storia delle sepolture di Abu Sir e di Sakkarah, dopo l'esplorazione della parte sud della tomba", ha aggiunto il ministro. - TMNews

 
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03/11/2012 Egitto: Due poliziotti uccisi in un attacco nel Sinai

 

 Due poliziotti egiziani sono stati uccisi e altri due gravemente feriti oggi in un attacco compiuto da uomini armati a al Arish, nella penisola del Sinai, nell'est del Paese. E' quanto ha riportato la televisione di Stato. Il Sinai è teatro di una crescente instabilità dalla caduta di Hosni Mubarak nel febbraio 2011, con una intensificazione delle attività dei gruppi radicali. L'esercito vi ha lanciato una operazione di ampio respiro da inizio agosto, dopo un attacco costato la vita a dodici guardie di frontiera egiziane. (con fonte Afp) - TMNews

 
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03/11/2012 Guinea Bissau: La Chiesa prepara un'iniziativa di dialogo a livello nazionale

 

La situazione attuale del Paese “è preoccupante”, per questo la Chiesa cattolica ritiene di dover lanciare a breve tempo una “iniziativa di dialogo” a livello nazionale. E’ quanto ha dichiarato alla stampa il vescovo di Bissau, mons. José Camnate na Bissign, dopo l’incontro avuto con il presidente della Repubblica di transizione della Guinea-Bissau, Manuel Nhamadjo Serifo, il 30 ottobre. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla curia di Bissau, il vescovo Camnate na Bissign ha affermato che "data la situazione attuale, riteniamo che l’unica, la migliore strada per poter risolvere i nostri problemi interni e aprire prospettive future, è mettere intorno allo stesso tavolo tutti i guineani". Il vescovo ritiene che se tutti si dispongono al dialogo e ad ascoltare le opinioni degli altri, sarà possibile uscire da questa situazione. La proposta futura per il dialogo nazionale, che prende le mosse dall’iniziativa “Voce della Pace”, sostenuta dai leader religiosi, coinvolgerà tutti i settori sociali, politici e le diverse organizzazioni. Il golpe di Stato avvenuto in Guinea Bissau il 12 aprile scorso ha avuto, tra le molte conseguenze, un aggravamento della povertà del Paese e della sua gente, mentre l'isolamento internazionale ha provocato una carenza di farmaci. Mons. Camnate Na Bissign il 18 settembre scorso affermava: “Sono molto preoccupato perché nessuno sa per quanto tempo potrebbe durare questo isolamento politico-diplomatico della Guinea-Bissau. E chi pagherà le conseguenze di questa nuova crisi saranno, come sempre, i gruppi più vulnerabili: malati, bambini, donne e anziani". - Radio Vaticana

 
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03/11/2012 Kenya: Concluso lo sciopero dei portuali

 

Volge al termine lo sciopero che ha paralizzato per due giorni il porto di Mombasa, in Kenya, principale snodo del commercio per tutta l’Africa Orientale. Il leader sindacale dei portuali, Simon Sang, ha dichiarato la fine dell’agitazione dopo che la compagnia che gestisce l’area ha cominciato a inviare le lettere di assunzione per stabilizzare i precari. In precedenza il sindacalista aveva spiegato: “Tutto il porto è stato paralizzato, l’intero porto resterà bloccato finché non vedremo le prime mille lettere.” Le proteste dei lavoratori sono state numerose negli ultimi tempi in Kenya, in seguito agli aumenti del costo della vita e in vista delle elezioni presidenziali e legislative in programma a marzo 2013. - Euronews

 
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03/11/2012 Libia: Bengasi, manifestanti chiedono secessione

Da Bengasi, che fu la culla della rivoluzione libica contro Gheddafi, parte ora una crociata per il federalismo. Un migliaio di persone ha manifestato per chiedere una maggiore autonomia della Cirenaica, regione ricca di petrolio. I dimostranti vogliono che si torni alla Costituzione del 1951 ed esprimono sostegno al neopremier Ali Zeidan, ma lanciano un ultimatum. “L’Assemblea nazionaledichiara un manifestante – ha tempo fino a venerdì prossimo per rispondere alle nostre richieste, poi tutta la Libia orientale si radunerà per ritirare l’appoggio ai propri rappresentanti in Parlamento.” Alcuni vorrebbero che Bengasi diventasse la capitale economica del Paese e ospitasse alcuni ministeri e la Banca Centrale. I sostenitori del federalismo si erano mobilitati a partire da marzo, ma i loro appelli a boicottare le legislative di luglio erano rimasti pressoché ignorati. - Euronews

 
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03/11/2012 Libia: Muezzin assassinato a Bengasi davanti a moschea

 

Un muezzin è stato assassinato oggi a Bengasi, nell'est della Libia, mentre si stava recando alla moschea per invitare i fedeli alla preghiera. Lo riferisce il ministero dell'Interno. "Uomini armati non identificati hanno ucciso Abdallah al-Fussay davanti alla moschea di Abu Ayyoub al-Ansari", ha dichiarato un portavoce del ministero precisando che il muezzin assassinato, 70 anni, era stato assegnato a questa moschea dove gli studenti vanno per imparare il Corano a memoria. - Swissinfo

 
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