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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 08/11/2012 Tunisia: TV, moglie Ben Ali inviò 1,5 tonnellate oro a Dubai |
Leila Trabelzi, moglie dell'ex dittatore tunisino Zine El Abidine Ben Ali, poco prima della caduta del regime sarebbe riuscita a fare uscire dal Paese una tonnellata e mezzo di oro, estratto, in totale segreto, da una miniera nel Nord-Ovest. A svelare la vicenda è stato un documentario, realizzato e trasmesso dal canale tunisIno Al Watanya 1. Il metallo prezioso sarebbe stato estratto da una società israeliana e quindi fuso in lingotti poi trasferiti a Dubai. Secondo il documentario, sotto la dittatura le società che estraevano oro dichiaravano invece di lavorare in miniere di ferro o zinco, facendo quindi sparire il reale frutto del loro lavoro, in accordo con il clan Ben Ali-Trabelzi. Nelle settimane seguenti alla caduta del regime, in Tunisia corse la voce - mai confermata ufficialmente e peraltro smentita dalla diretta interessata - che Leila Trabelzi, la "reggente di Cartagine" come era chiamata, avesse prelevato illegalmente dalla Banca centrale alcune tonnellate di oro in lingotti, sparite poi nel nulla. - Swissinfo |
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| 07/11/2012 Africa: Falde acquifere radioattive, a rischio Nord Africa e Medio Oriente |
Medio Oriente e Nord Africa soffrono di scarsità d’acqua e pompano ogni giorno milioni di litri da antiche falde acquifere che contengono alti livelli di radioattività presente in natura. Gli esperti temono che queste contaminazioni possano aumentare il rischio di tumore per milioni di persone. A riaprire il dibattito sulla questione è stato l’ultimo numero del settimanale tedesco Der Spiegel, che ha dedicato alla vicenda un lungo articolo che parte dalla Giordania, paese che ha investito 1.1 miliardi di dollari in un ambizioso progetto di ingegneria idraulica. A partire dalla primavera del 2013, circa 100 milioni di metri cubi l’anno verranno pompati dalla falda di Disi, nel sud del paese, oltre i 60 milioni di metri cubi l’anno che attualmente vengono prelevati. Tramite condutture, l’acqua arriverà direttamente ad Amman, distante circa 325 chilometri. Le radiazioni, un pericolo invisibile. I test rivelano che l’acqua contiene alti livelli di radioattività naturale, ben al di sopra delle linee guida OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). A rischio non è soltanto la salute dei giordani, ma quella di tutti gli abitanti del Medio Oriente e del Nord Africa. Uno studio della Duke University di Durham, North Carolina, pubblicato nel febbraio 2009 dalla rivista Environmental Science & Technology, riportava i risultati relativi a 37 campioni di acqua estratti dalla falda di Disi (vecchia di 30.000 anni): fino a 30 volte più radioattivi degli standard OMS. La radioattività è causata dall’uranio naturale e dal torio che si depositano sulle rocce sedimentarie. Col tempo producono radio, che può provocare cancro alle ossa. Due isotopi, il radio-226 e il radio-228, con una vita media rispettivamente di 1.600 e sei anni, sono particolarmente pericolosi. (…) Israele pompa acqua da bacini fossili per l’irrigazione dei suoi campi nel deserto del Negev. L’Egitto pompa acqua dai bacini sotterranei delle oasi dal 1980. Ma è la Libia che gestisce la più grande operazione di pompaggio del mondo, il noto “Great Man-Made River”. Quotidianamente, circa 1.6 milioni di metri cubi di acqua vengono pompati dal Nubian Sandstone Aquifer System (NSAS) ad un ritmo di oltre 18.500 litri al secondo. Terminate le operazioni di pompaggio, tramite un massiccio sistema di pozzi, condutture e serbatoi, 6.5 milioni di metri cubi di acqua vengono trasportati ogni giorno dal deserto alla città costiere, le cui falde acquifere soffrono le infiltrazioni di acqua del mare. Un fenomeno assai diffuso tra i centri della costa della regione.(…) * Luca Pistone - Atlasweb |
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| 07/11/2012 Algeria: Petrolio ed energia, annunciati investimenti per 80 miliardi |
La società energetica nazionale Sonatrach punta a realizzare investimenti per 80 miliardi di dollari in progetti petroliferi e per il gas naturale tra la fine del 2012 e il 2016. Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato della società, Abdelhamid Zerguine, specificando che 14 miliardi sono destinati alla costruzione di quattro raffinerie nel paese. Altri investimenti per 15 miliardi di dollari nel 2013 sono destinati ad operazioni di ristrutturazione e manutenzione di raffinerie già esistenti. Secondo il vice presidente responsabile per il commercio di Sonatrach, la ripresa operativa di tutte le raffinerie di proprietà della società in Algeria consentirà al paese di non dover più importare petrolio per il fabbisogno nazionale. L’Algeria è considerato il quarto paese al mondo per riserve di greggio e una legge in discussione presso il consiglio dei ministri punta a garantire incentivi per le società straniere intenzionate ad investire nello sfruttamento di idrocarburi.* Michele Vollaro. - Atlasweb |
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| 07/11/2012 Botswana: Cala prezzo diamanti, rallenta crescita economica |
E’ stimata in crescita di solo il 3,5% l’economia del Botswana quest’anno, rispetto all’8% registrato l’anno scorso. Ad annunciare i nuovi dati sull’economia nazionale è stato il presidente Ian Khama, che durante il discorso sullo stato della nazione pronunciato ieri in diretta televisiva ha trovato la causa della minore crescita nell’abbassamento dei prezzi dei diamanti sul mercato internazionale. A questo, secondo Khama, si è aggiunta anche la riduzione della produzione diamantifera causata da una serie di incidenti verificatisi ad agosto in alcune miniere, che hanno portato a lavori di manutenzione straordinari. Il risultato, ha aggiunto Khama, evidenzia che il cammino da percorrere per diversificare le fonti d’ingresso della ricchezza nazionale è ancora lungo, rappresentando la produzione di diamanti circa il 38% del prodotto interno lordo. La maggior parte dei settori produttivi non legati all’attività estrattiva, tuttavia, hanno registrato importanti percentuali di crescita, con il prodotto dell’edilizia in aumento del 19,7%, l’industria manufatturiera dell’11,2% e il settore dei servizi alla persona del 10%. In base alle stime elaborate dal ministero delle Finanze, nel 2013 l’economia del Botswana dovrebbe crescere del cinque per cento.* Michele Vollaro - Atlasweb |
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| 07/11/2012 Burundi: Accordo-Quadro tra Burundi e Santa Sede |
“Un accordo che assicura la pace sociale e religiosa del Paese nella misura in cui la popolazione cattolica e i suoi Pastori vedono le loro esigenze comprese e protette dallo Stato”. Così i Vescovi del Burundi salutano, in un comunicato inviato all’Agenzia Fides, la firma dell’Accordo-Quadro tra lo Stato del Burundi e la Santa Sede. L’accordo è stato firmato il 6 novembre dal Ministro degli Esteri del Burundi, Laurent Kavakure, e da Sua Ecc. Mons. Franco Coppola, Nunzio Apostolico in Burundi. Nel Preambolo dell’Accordo si ricorda che il suo scopo è offrire un quadro giuridico per le relazioni tra Stato e Chiesa in modo da favorire una “collaborazione armoniosa a beneficio della popolazione burundese”. “Questa rivesta una grande importanza ed urgenza in un Paese che è il più cristiano dell’Africa, con più del 65% dei fedeli cattolici, e che è stato il primo ad avere una rappresentanza della Santa Sede. Era l’11 febbraio 1963” affermano i Vescovi. Ricordando che i rapporti tra Stato e Chiesa non sempre sono stati buoni, il comunicato sottolinea che questo accordo dimostra la volontà del governo di “voler progredire nel processo democratico che si caratterizza, tra le altre cose, sia per il rispetto dei diritti umani che dei partner come la Chiesa cattolica”. Creando un preciso quadro giuridico, affermano i Vescovi, lo Stato permette l’intervento della “grandi Congregazioni religiose che sono altrimenti poco incoraggiate a investire in scuole, ospedali e quant’altro, in un Paese senza alcuna garanzia di tutela legale delle loro opere”. Il Burundi è uno dei primi Stati africani a firmare un accordo del genere con la Santa Sede. L’Accordo-Quadro fornisce la cornice giuridica nella quale si inseriranno accordi specifici tra Stato e Chiesa in campi come l’educazione, la sanità, lo sviluppo ed altro. - Ag. Fides |
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| 07/11/2012 Egitto: Procuratore generale vieta siti web pornografici |
Il procuratore generale egiziano, Abdel Meguid Mahmud - uomo di Hosni Mubarak ancora in sella - ha emesso un ordine di censura di tutti i sisti web pornografici. Una mossa giudicata da alcuni analisti come un tentativo di ingraziarsi il presidente, Mohamed Morsi, esponente di spicco dei Fratelli Musulmani. La disposizione e' diretta ai ministeri dell'Interno, Telecomunicazioni e Informazione, "affinche' assumano i passi necessari per bloccare ogni immagine pornografica su Internet". Un simile ordine era stato dettato da una corta amministrativa nel 2009 ma non era mai stato fatto rispettare . – Agi |
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| 07/11/2012 Egitto: A Il Cairo i salafiti sequestrano un terreno della Chiesa copta |
"L'occupazione del terreno della diocesi di Shubra al-Kheima è una minaccia dei salafiti contro il nuovo patriarca copto Tawadros II". È quanto afferma all'agenzia AsiaNews padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana. Il sacerdote sottolinea che con tale gesto gli estremisti islamici vogliono intimorire il successore di Shenouda III per le sue dichiarazioni contro l'introduzione della sharia nella futura costituzione egiziana. Nella notte fra 5 e il 6 novembre, circa un centinaio di estremisti armati di bastoni e spranghe ha occupato uno spazio situato a pochi metri dalla chiesa di S. Mina a Shubra al-Kheima, nel cuore de Il Cairo. Nell'indifferenza della polizia, gli islamisti hanno presidiato il luogo per più di 24 ore e issato uno striscione con la scritta "Moschea Ebad al-Rahman". Gli agenti sono intervenuti solo questa mattina, dopo la registrazione della denuncia al ministero degli Interni. La diocesi è retta dal vescovo Antonius Morcos, responsabile dei media della Chiesa copta e portavoce del nuovo patriarca. "L'atto in sé - spiega padre Greiche - non è una novità nel panorama egiziano, ma è la prima volta che gli estremisti colpiscono da vicino un alto prelato copto". Proprio ieri Tawadros II ha denunciato lo strapotere degli islamisti nell'Assemblea costituente, dichiarando che "la Chiesa copta ortodossa si opporrà a qualsiasi iniziativa per introdurre i principi della sharia nella nuova costituzione". Oggi, diversi gruppi di attivisti cristiani e musulmani hanno chiesto l'arresto dei salafiti responsabili del gesto. I giovani del Maspero Youth Movement e i leader del Free Egyptian Party, hanno lanciato un appello al presidente Morsi per porre fine a tali atti che fomentano l'odio interreligioso. (R.P.) - Radio Vaticana |
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| 07/11/2012 Etiopia
: Eletto supremo consiglio islamico tra le proteste |
È stato eletto tra le proteste, gli arresti e la morte di quattro manifestanti musulmani, il nuovo Consiglio supremo per gli Affari islamici. Lo rendono noto i mezzi di informazione locali secondo cui gli 11 nuovi membri del direttivo, che rappresenta le istanze religiose dei musulmani, circa il 35% della popolazione, sono stati ufficialmente presentati durante una conferenza stampa svoltasi ad Addis Abeba. I membri eletti hanno nominato a loro volta Sheikh Khiyar Mohammed come presidente del Consiglio. I movimenti della società civile islamica che hanno partecipato e talvolta indetto le proteste, susseguitesi nonostante la repressione ogni venerdì dopo la preghiera davanti alla grande moschea della capitale, si sono rifiutati di commentare l’esito del voto. Poco rappresentati in seno alle istituzioni, i musulmani lamentano discriminazioni da parte della classe dirigente di etnia tigrina, oltre a pesanti interferenze nella scelta degli imam e dei professori. I cittadini di fede islamica accusano inoltre il governo di favorire la setta al Ahbash, molto presente tra gli espatriati negli Stati Uniti, una corrente di ispirazione sufi, la cui visione di un Islam apolitico si contrappone a quella più rigida e militante dell’Islam wahabita e salafita. - Misna |
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| 07/11/2012 Ghana: Crolla centro commerciale 3 piani, almeno 3 morti |
Tragedia nel cuore di Accra, capitale del Ghana, dove questa mattina un edificio di sei piani che ospitava un centro commerciale è improvvisamente crollato lasciando un numero tuttora imprecisato di persone intrappolate tra le macerie mentre il bilancio delle vittime, con vigili del fuoco, polizia e militari ancora impegnati nel recupero dei superstiti, secondo la Bbc è di quattro persone ma potrebbe essere destinato a crescere. Il crollo ha paralizzato l'intero Paese, costringendo il presidente John Dramani Mahama a sospendere la sua campagna elettorale iniziata in vista del voto del prossimo 7 dicembre. Caos e disperazione hanno segnato gli attimi successivi al crollo, le cui cause sono ancora da accertare. Secondo la Bbc, finora sono 42 i superstiti recuperati dalle macerie mentre altri media parlano di 39 persone messe in sicurezza e trasportate negli ospedali della città. La polizia locale, secondo la quale il crollo ha per ora provocato tre vittime, ha riferito che al momento del disastro all'interno dell'edificio c'erano una cinquantina di dipendenti mentre le porte del centro commerciale non erano state ancora aperte ai clienti. Diversa la versione fornita dal reporter della Cnn sul posto, che nel pomeriggio aveva ipotizzato la presenza di circa 200 persone intrappolate tra le macerie. Al di là delle informazioni ancora discordanti, il crollo ha gettato l'intero quartiere di Achimota - uno dei più ricchi della capitale - nel caos più totale, con i soccorritori che, come sottolineato dal vicepresidente del Ghana Kwesi Amissah-Arthur accorso sul posto per coordinare le operazioni, non riuscivano neppure a sentire le grida di aiuto di chi era intrappolato a causa dell'eccessivo rumore. In tanti hanno cercato di chiamare parenti e amici al cellulare sperando in una risposta mentre i soccorritori si sono lanciati in una una vera e propria corsa contro il tempo per recuperare i superstiti da una catastrofe che così è stata raccontata dai testimoni: "si è sentito un gran botto, la gente piangere e correre. Poi abbiamo visto il centro commerciale affondare". "Le mie preghiere sono per i lavoratori, i clienti e tutti coloro che sono rimasti intrappolati nelle macerie dei magazzini Malcom", è stato il messaggio scritto su Twitter da Mahama che ha annunciato l'istituzione di una commissione d'inchiesta per individuare le cause della tragedia e i loro responsabili. La Melcom, proprietaria del centro commerciale e principale catena di grandi magazzini del Paese, ha postato su Facebook un messaggio di cordoglio per "il tragico incidente" evidenziando che l'edificio era stato preso in affitto "dieci anni fa" da un'altra società, la Nana Boadu. - Swissinfo |
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| 07/11/2012 Kenya: Scontri tra comunità rivali nei pressi di Mandera |
Almeno tre persone sono morte ieri in scontri tra comunità rivali nella zona di Mandera che, dall’inizio della settimana, hanno provocato otto vittime. Lo rendono noto fonti locali le cui informazioni sono confermate dalla polizia che ha accertato la distruzione di una decina di abitazioni nel villaggio di Shefshefe alla periferia di Mandera. Secondo le testimonianze rilasciate dagli abitanti – la maggior parte vaga nelle foreste circostanti da giorni per timore di nuove violenze mentre gli altri hanno cercato rifugio nelle vicine località di Rhamu ed Elwak – alcuni degli aggressori avrebbero oltrepassato il fiume Dawa, per ripararsi nella vicina Etiopia. Fonti del quotidiano keniano The Standard avrebbero precisato che le violenze rientrano nell’ambito dell’annoso conflitto tra le comunità Garre e Degodia, in lotta per il controllo del territorio. La polizia ha dispiegato diversi agenti sul territorio per cercare di ridurre le tensioni. - Misna |
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