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05/11/2012 Nigeria: Boko Haram apre al dialogo, secondo i media

 

Il gruppo islamico radicale Boko Haram sarebbe pronto ad avviare una serie di colloqui con il governo federale di Abuja per mettere fine alla spirale di violenza che colpisce la regione settentrionale del paese. A darne notizia sono i media nigeriani, riferendo di una videoconferenza stampa fatta da Abu Mohammed Ibn Abdulazeez, portavoce del gruppo che sostiene inoltre di essere anche il secondo comandante in capo dell’organizzazione dopo Abubakar Shekau. Il sedicente capo di Boko Haram in una lunga rivendicazione video diffusa a Gennaio, pochi giorni dopo i gravi attentati del giorno di Natale. Per l’inizio del cessate-il-fuoco, tuttavia, Boko Haram ha chiesto al governo di arrestare e processare l’ex governatore dello Stato di Borno, Ali Modu Sheriff, ritenuto il responsabile politico degli attacchi che tra fine luglio ed inizio agosto 2009 a Maiduguri causarono la morte del fondatore del gruppo Mohammed Yusuf e almeno altre 700 persone. Abdulazeez ha aggiunto che qualora il governo dimostri la sua buona volontà potrebbero presto iniziare dei negoziati che si dovrebbero svolgere in Arabia Saudita. Boko Haram ha inoltre indicato il nome di sei noti esponenti politici originari della regione settentrionali che si dovranno occupare della mediazione tra le parti. Tra i mediatori, Boko Haram ha nominato Muhammadu Buhari, ex capo di Stato militare tra il 1983 e il 1985 e candidato presidenziale nelle ultime tre elezioni. Oltre a Buhari, anche l’ex governatore dello Stato di Yobe, Bukar Abba Ibrahim, l’ambasciatore e presidente del comitato parlamentare che indaga sull’insurrezione di Boko Haram, Gaji Galtimari, l’ex ministro Shettima Ali Monguno, Hajia Aisha Wakil e suo marito Alkali Wakil. Commentando la notizia, il portavoce del presidente Goodluck Jonathan ha detto che “qualsiasi mossa volta a raggiungere gli obiettivi della pace e la sicurezza rappresenta uno sviluppo positivo”. * Michele Vollaro - Atlasweb

 
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05/11/2012 Nigeria: Arresti dopo un corteo del movimento per il Biafra

 

Almeno 100 persone sono state arrestate oggi dopo aver partecipato a un corteo culminato in una dichiarazione d’indipendenza della repubblica del Biafra: lo riferiscono diversi mezzi di informazione, 42 anni dopo la sconfitta dei secessionisti nella guerra civile nigeriana. Secondo l’edizione online del quotidiano Daily Sun, a finire in manette con l’accusa di tradimento sono stati per lo più esponenti del Movimento sionista del Biafra, l’organizzazione che ieri aveva convocato il corteo nella città sud-orientale di Enugu. Del Biafra e del conflitto civile combattuto tra il 1967 e il 1970 si è parlato molto di recente anche per la pubblicazione di un libro di memorie di Chinua Achebe, uno degli scrittori nigeriani più noti. Il trauma della guerra è il tema di Mezzo sole giallo, un romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie che diventerà presto un film. Il corteo di Enugu si è svolto nell’anniversario della nascita di Odumegwu Ojukwu, il colonnello che proclamò l’indipendenza del Biafra scomparso un anno fa. Storicamente il movimento secessionista è stato ispirato e guidato dalle comunità igbo del sud-est in contrapposizione con gli hausa dominanti nel nord della Nigeria. - Misna

 
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05/11/2012 R. D. Congo: Nord-Kivu: polemiche dopo scontri con soldati ruandesi

 

Soldati ruandesi hanno ucciso un militare congolese a Kanyanja, a una decina di chilometri da Goma, capoluogo del Nord-Kivu, provincia dell’Est della Repubblica democratica del Congo confinante con il Rwanda. E’ questa la versione degli scontri verificatisi nel fine settimana comunicata dal portavoce dell’esercito regolare di Kinshasa (Fardc), citato dall’emittente locale ‘Radio Okapi’. Il colonnello Olivier Hamuli ha riferito che i soldati hanno superato la frontiera per andare a comprare del latte, quando, senza alcun motivo i loro omologhi ruandesi hanno aperto il fuoco. Rispondendo ai colpi le truppe congolesi hanno ucciso un militare ruandese. Il portavoce delle Fardc ha sottolineato che il corpo della vittima congolese si trova ancora nel paese confinante dove una commissione d’inchiesta è stata inviata per fare piena luce sull’episodio. Diverge la versione dell’accaduto rilasciata dal portavoce dell’esercito di Kigali, il generale Joseph Nzabamwita, secondo cui i soldati congolesi sono entrati nel paese “per una missione di ricognizione”, bollando la mossa come “un atto di provocazione” visto che “sono loro per primi ad aver aperto il fuoco”. Il generale Nzabamwita ha assicurato che nei ranghi delle forze ruandesi c’è stato solo un ferito. Altre fonti di stampa congolesi hanno sottolineato che la versione data dalle Fardc è “plausibile”: con una certa frequenza le truppe si approvvigionano dall’altro lato del confine poiché “quella porzione di territorio è stata disertata dalle popolazioni locali che hanno abbandonato i villaggi per trovare rifugio in campi oper sfollati”. Da sette mesi il conflitto si è riacceso nel Nord-Kivu con la nascita di un nuovo gruppo armato, il Movimento del 23 marzo (M23), che sulla carta accusa il governo di non aver pienamente attuato gli accordi di pace firmati nel 2009 con l’allora ribellione del Congresso nazionale di difesa del popolo (Cndp), guidata dal capo latitante Bosco Ntaganda. Il controverso incidente armato del fine settimana giunge in un clima di forte tensione diplomatica tra Kinshasa e Kigali. Diversi rapporti pubblicati negli ultimi mesi dall’Onu e da organizzazioni internazionali accusano sia il Rwanda che l’Uganda di sostenere politicamente e militarmente l’M23. - Misna

 
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05/11/2012 R. D. Congo: Risorse minerarie, lo Stato vuole la sua parte

 

Nell’ambito della revisione del codice minerario lo Stato sta cercando di rialzare la sua quota di partecipazione nei nuovi contratti di sfruttamento delle risorse dal 5 al 35%. Lo ha detto il ministro delle Miniere, Martin Kabwelulu, citato dall’agenzia Reuters. La revisione dell’attuale codice minerario, in vigore dal 2002, riguarda gli aspetti legali, fiscali, la protezione dell’ambiente, di un settore da tempo fuori da ogni controllo e che, nel particolare caso del Congo, è stato ed è tuttora all’origine di conflitti. La Repubblica Democratica del Congo, gigantesco paese nel cuore dell’Africa, viene a volte definita uno “scandalo geologico” per la ricchezza del suo sottosuolo, che contiene una grande varietà di metalli e minerali, dall’oro al tungsteno, dal coltan alla cassiterite, dal rame alla wolframite, dal cobalto ai diamanti. Sfruttate da aziende locali e da multinazionali quelle ricchezze non hanno portato benefici alla popolazione locale. Il paese è tra gli ultimi nella classifica mondiale dello sviluppo. * Celine Camoin - Atlasweb

 
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05/11/2012 Sud Sudan: 21 mila sfollati rientrano nelle proprie case ma l'Lra è ancora una minaccia

 

Circa 21.000 sfollati fuggiti a causa degli attacchi dei ribelli dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lra) nello Stato di Western Equatoria (Sud Sudan) hanno potuto rientrare nei loro villaggi nelle contee di Yambio, Nzara, Ezo, Mundri, Maridi e Tambura, grazie al miglioramento delle condizioni di sicurezza. Lo riferisce il Sudan Catholic Radio Network. Nel 2012, secondo l’’Ufficio Onu di Coordinamento degli Affari Umanitari (Unocha), non sono stati segnalati attacchi dei guerriglieri Lra nello Stato di Western Equatoria. L’Lra è un gruppo di origine ugandese che negli ultimi anni agisce soprattutto tra Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e Repubblica Centrafricana, seminando morte e distruzione tra gli abitanti di villaggi indifesi. Dai dati dell’Onu emerge che se la situazione è migliorata nel Sud Sudan, l’Lra continua a rappresentate un grave problema per la Rdc e la Repubblica Centrafricana. Il Sud Sudan ospita circa 20.000 rifugiati congolesi costretti alla fuga dagli assalti dell’Lra, mentre dal gennaio a settembre 2012 sono stati registrati 180 attacchi attribuiti all’Lra nei due Paesi, che hanno provocato 39 morti. Si stima che almeno 443.000 persone siano state costrette ad abbandonare le loro case per le violenze dell’Lra, molte di queste persone dipendono dall’assistenza internazionale. (R.P.) - Radio Vaticana

 
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05/11/2012 Sud Sudan: Espulsa responsabile Onu per diritti umani

 

Una violazione di “obblighi legali” assunti nel quadro della Carta delle Nazioni Unite: Hilde Johnson, capo della missione per il mantenimento della pace “Unmiss”, ha definito in questi termini la decisione del governo del Sud Sudan di espellere una responsabile dell’Onu che indagava sul rispetto dei diritti umani. Secondo il ministro dell’Informazione Barnaba Marial Benjamin, Sandra Beidas “ha pubblicato rapporti in materia di diritti umani senza prima effettuare le verifiche indispensabili”. Quest’anno la responsabile di Unmiss aveva lavorato a un documento nel quale si denunciano violazioni commesse da militari sud-sudanesi impegnati in una campagna di disarmo nella regione orientale di Jonglei. Secondo Johnson, il provvedimento di espulsione è incompatibile con il mandato di Unmiss. “Le violazioni dei diritti dell’uomo e le discriminazioni – ha aggiunto il capo della missione dell’Onusono state all’origine della lotta dei sud-sudanesi nei decenni della guerra civile”. Il Sud Sudan è divenuto indipendente da Khartoum nel luglio 2011, sette anni dopo la fine del conflitto. - Misna

 
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04/11/2012 Egitto: Vescovo Tawadros è nuovo papa di Chiesa copta

Il vescovo Tawadros è il nuovo papa della Chiesa copta ortodossa egiziana. Proveniente dalla diocesi di Beheira, succede a Shenuda III, morto a 88 anni dopo 40 anni a capo della Chiesa che rappresenta il 10% degli egiziani. Il suo nome è stato estratto a sorte durante una cerimonia nella cattedrale del Cairo da un bambino bendato, la cui mano si dice sia guidata dal volere di Dio. I candidati erano tre. Oltre al vescovo Tawadros, di 59 anni, in lizza erano il vescovo Raphael, un tempo collaboratore di Shenuda III, e padre Raphael Ava Mina, monaco di vicino Alessandria e studente del papa che precedette Shenuda. Il processo per la scelta era iniziato settimane fa, quando una commissione aveva stilato l'elenco dei potenziali candidati, da cui ne erano poi stati selezionati tre. Nessuno dei potenziali successori di Shenuda era presente alla cerimonia al Cairo e ora i leader della Chiesa si recheranno nel monastero del nuovo papa, per congratulasrsi con lui. Dure le sfide che Tawadros dovrà affrontare, nella difficile fase di transizione democratica e in un momento di accresciuta forza politica dei gruppi islamisti. - LaPresse/AP

 
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04/11/2012 Egitto: Vescovo Tawadros nuovo Papa copto

Il vescovo Tawadros, ausiliario di Beheria è il 118/mo papa della chiesa copto ortodossa egiziana. Il suo nome è stato estratto a sorte da un bambino al termine di una lunga liturgia nella cattedrale del Cairo. Il nuovo papa della più grande comunità cristiana del mondo arabo si insedierà il 18 novembre col titolo di papa di Alessandria, di tutta l'Africa e della santa sede di san Marco. Sostituisce Shenuda III, scomparso a marzo dopo un pontificato durato quasi 40 anni. Tawadros, 60 anni, si è laureato in farmacia prima di intraprendere la vita religiosa. È stato il secondo più votato dei tre candidati rimasti in lizza e secondo i media egiziani si è contraddistinto nella sua attività di vescovo nella città di Beheria, nel delta del Nilo, per la sua capacità teologica ma anche per la sua attività con i giovani. . - Swissinfo

 
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04/11/2012 Kenya: Attacco con granata in Chiesa dell'est, feriti

Una chiesa nella città di Garissa, nell'est del Kenya al confine della Somalia, è stata attaccata nel giorno della funzione domenicale con il lancio di una granata che ha ferito almeno sette persone. Lo ha riferito la polizia. Da luglio sono 18 le vittime di attacchi condotti contro chiese a Garissa. Fonti di polizia hanno riferito che tra i feriti ci sono degli agenti di polizia, dal momento che "la chiesa dove è avvenuta l'esplosione, mentre era in corso la funzione domenicale, si trova all'interno di un campo della polizia amministrativa". Canali televisivi locali riferiscono che dal luogo dell'esplosione si odono scambi di colpi d'arma da fuoco Diversi villaggi del Kenya, ma anche la capitale Nairobi e la grande città costiera Mombasa, sono stati colpiti da attentati - per lo più con lancio di granate - dopo che, nell'ottobre del 2011, l'esercito kenyano è stato dispiegato nel sud della Somalia contro il gruppo islamico di al Shabaab. Lo scorso settembre nel quartiere di Pangani della capitale, a due passi da quello di Eastleigh, soprannominato "piccola Mogadiscio", due bambini sono morti nello scoppio di una bomba esplosa all'interno della Chiesa dove era in corso la messa della domenica. In Luglio, due chiese di Garissa sono state attaccate con granate con un bilancio complessivo di 18 vittime. - Swissinfo

 
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04/11/2012 Libia: Tripoli: granata e scontri al quartier generale

Torna alta la tensione in Libia, a Tripoli è stato attaccato il quartier generale dell’intellingence: una granata è stata lanciata contro il Comitato Supremo per la Sicurezza che si trova nel pieno centro della città. Scontri tra milizie rivali armate si sono verifcati all’esterno dell’edificio dove sono stati sparati diversi colpi di arma da fuoco. Almeno cinque sarebbero i feriti secondo quanto riferito da fonti mediche locali, alcuni testimoni tra il personale medico hanno fatto sapere che nel corso degli scontri sarebbe rimasto coinvolto anche il vicino ospedale che avrebbe riportato diversi danni. - Euronews

 
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