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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 06/11/2012 Sudafrica: Balena salta su barca da diporto: tre feriti |
Una balena è saltata su una piccola imbarcazione da diporto questa notte al largo della città sudafricana di Port Elizabeth (oceano Indiano) e l'ha fatta rovesciare, provocando il ferimento delle tre persone a bordo. Lo hanno annunciato i servizi per il soccorso marittimo, sottolineando che si tratta di un tipo di incidente rarissimo. "I naufraghi raccontano che stavano navigando a motore lentamente a circa un chilometro dalla costa quando una balena è saltata davanti alla loro prua, cadendo sulla imbarcazione. La barca e i tre uomini si sono ritrovati in acqua", ha spiegato Ian Gray, comandante del centro di soccorso di Port Elizabeth. I soccorritori hanno utilizzato dei razzi per ritrovare i tre uomini, vivi ma feriti. Uno di loro, 41 anni, è stato ricoverato all'ospedale con delle costole rotte e ferite ad un braccio e ad una gamba. Gli altri due hanno riportato delle contusioni."La barca è stata fortemente danneggiata", ha precisato il comandante Gray. Le coste del Sudafrica sono molto frequentate da diverse specie di balene, fra cui quelle dette a gobba, come la protagonista dell'incidente, prevalentemente nella primavera australe (ottobre e novembre). Le balene a gobba passano per il Paese ogni anno in questa stagione mentre migrano dalle acque temperate verso l'oceano Artico dove trascorrono l'estate australe. (con forte Afp) - TMNews |
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| 06/11/2012 Sud Sudan: Espulso inviato ONU per i diritti umani |
Il governo di Juba ha annunciato di aver dichiarato ‘persona non grata’ un’inviata delle Nazioni Unite incaricata di investigare sulla situazione dei diritti umani nel paese, accusandola di aver scritto rapporti “non etici” e “non verificati”. Fonti delle Nazioni Unite hanno identificato l’inviata in Sandra Beidas, alla quale sarebbero state concesse ieri 48 ore per lasciare il paese. Alla base della decisione, che è stata resa nota da un comunicato del ministero degli Affari esteri e la cooperazione internazionale, è la pubblicazione di un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite ad agosto, in cui l’esercito sud-sudanese Spla veniva accusato di aver torturato, stuprato, ucciso e rapito la popolazione civile durante le operazioni di disarmo nello Stato di Jonglei. Hilde Johnson, rappresentante delle Nazioni Unite a Juba, ha immediatamente contestato la misura, affermando che questa viola gli obblighi legali del Sud Sudan nei confronti dell’organizzazione internazionale. La funzionaria delle Nazioni Unite accusata sarebbe adesso già fuori dal paese, nella città ugandese di Entebbe dove si trova il centro regionale dell’Ufficio dell’Onu per i diritti umani, in attesa di una decisione sul suo status futuro. Recentemente rapporti simili dedicati alle presunte violenze commesse dall’esercito sud-sudanese erano stati pubblicati da organizzazioni non governative internazionali come Amnesty International e da associazioni locali, ma sono sempre state smentite con forza dal governo di Juba.* Michele Vollaro - Atlasweb |
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| 06/11/2012 Uganda: Corruzione: aiuti esteri sottratti, governo nella bufera |
Il governo di Kampala si è impegnato a restituire all’Irlanda quattro milioni di euro sottratti da funzionari dell’ufficio del primo ministro e originariamente destinati a progetti di sviluppo nelle regioni del nord e della Karamoja. La vicenda – l’ennesimo e plateale caso di corruzione in seno alle più alte istituzioni ugandesi – risale alle scorse settimane, quando il governo di Dublino ha chiesto conto degli aiuti versati per la ricostruzione delle regioni settentrionali del paese africano. Il primo ministro Amama Mbabazi ha assicurato davanti alle telecamere delle principali emittenti nazionali, di non aver mai avuto notizia dei versamenti e accusato alcuni dei suoi funzionari di aver dirottato le somme su conti privati. Lo scandalo, che ha ricevuto ampia eco sulla stampa irlandese, ha portato all’arresto di due funzionari della presidenza del consiglio e ad un’inchiesta che coinvolge, in tutto, altre 17 persone. L’Irlanda, dal canto suo, ha sospeso il versamento dei 16 milioni di euro di aiuti già stanziati per finanziare progetti di sviluppo nel nord dell’Uganda – regione martoriata dalla guerriglia dell’Esercito di resistenza del Signore (Lra) – in attesa dello svolgimento dei processi. Stessa decisione – riferisce oggi il quotidiano ‘The Monitor’ – hanno preso i governi di Svezia, Norvegia, Danimarca e Gran Bretagna mentre il segretario permanente dell’ufficio del primo ministro Pius Bigirimana è ancora in carica nonostante un provvedimento approvato dal parlamento la scorsa settimana prevedesse la sua immediata rimozione. - Misna |
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| 05/11/2012 Africa: Ogni anno muoiono di malnutrizione oltre un milione di bambini |
La mancanza di generi alimentari continua a far morire, ogni anno, oltre un milione di bambini con meno di 5 anni nell’Africa Subsahariana. I decessi per malnutrizione in questa regione sono aggravati dalla siccità e dall’aumento dei prezzi. Le carenze alimentari - riferisce l'agenzia Fides - hanno conseguenze drammatiche sui minori che continuano a morire, mentre il 30% soffre di rachitismo, che rende difficoltosa non solo la crescita fisica del bambino ma provoca anche un danno cognitivo irreversibile che ostacola la sua capacità di apprendimento. Questi dati sono emersi in occasione della Giornata per la Sicurezza Nutrizionale e Alimentare dell’Africa appena celebrata. Nel corso di questa settimana, inoltre, si terrà ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, un Forum per sollecitare ulteriore supporto da governi, società civile e benefattori nella lotta per prevenire l’“emergenza silenziosa” della malnutrizione nel continente. (R.P.) - Radio Vaticana |
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| 05/11/2012 Egitto: I cattolici egiziani accolgono con entusiasmo l'elezione del nuovo Papa copto ortodosso |
L'elezione del nuovo Patriarca Tawadros II alla guida della Chiesa copta ortodossa suscita reazioni di esultanza e entusiasmo nella composita comunità cattolica egiziana. “Siamo tutti contentissimi”, confida all'Agenzia Fides Anba Kirillos William, Vescovo copto cattolico della diocesi di Assiut. Secondo l'attuale Vicario della Chiesa copto-cattolica in Egitto, “i tre candidati rimasti in gioco per la successione di Papa Shenouda erano tutti persone degne. Ma dal punto di vista dei rapporti ecumenici e della collaborazione tra le Chiese cristiane, auspicavamo che fosse eletto proprio il Vescovo Tawadros, persona aperta ed equilibrata”. Anba Kirillos ha preso parte, con i rappresentanti delle altre Chiese, alla cerimonia in cui il bambino con gli occhi bendati ha estratto il nome del nuovo Patriarca, ed è rimasto impressionato “dall'atmosfera di preghiera, di digiuno e raccoglimento in cui tutto si è svolto”. Tawardos (al secolo Waqih Sobhi Bakky Suleiman) non era stato il più votato dal corpo elettorale incaricato di selezionare la terna finale dei candidati: aveva raccolto 1623 voti, contro i 1980 del Vescovo Rafael, considerato su posizioni di maggior continuità rispetto al predecessore Shenouda III. Prima di diventare monaco e poi Vescovo ausiliare di Beheira, si era laureato in farmacia e aveva svolto funzioni qualificate presso uno stabilimento farmaceutico statale. Anche il Vescovo di rito latino Adel Zaki, OFM, Vicario apostolico di Alessandria d'Egitto, è convinto che “tra i candidati la Provvidenza ha scelto una persona moderata, aperta e colta, estranea ad ogni integralismo”. Mons. Zaki racconta a Fides con toni emozionati il minuto di preghiera allo Spirito Santo che ha preceduto l'estrazione del nome del candidato: “Eravamo tutti sospesi, in attesa della scelta di Dio. Anche noi, con cuore aperto, abbiamo pregato, perché questa persona rappresenterà in qualche modo tutti i cristiani d'Egitto”. Dopo il lungo regno di Papa Shenouda III, durato ben 42 anni, il Vescovo Zaki si augura “che il Signore dia lunga vita al nuovo Papa copto ortodosso. Avrà bisogno del sostegno delle preghiere di tutti, perché dovrà affrontare una situazione delicata, raccogliendo un'eredità per molti aspetti pesante e impegnativa”. Alla cerimonia di estrazione del nome del nuovo Patriarca copto ortodosso hanno preso parte anche alcuni rappresentanti del Partito dei Fratelli Musulmani. Il presidente egiziano Mohamed Morsi è stato invitato alla cerimonia di intronizzazione, che sarà celebrata domenica 18 novembre. - Ag. Fides |
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| 05/11/2012 Egitto: Politica, dialogo, unità: tre sfide per il Papa copto |
“La prima sfida sarà la nuova Costituzione” dice alla MISNA padre Alberto Sanchez, missionario comboniano al Cairo. La designazione del vescovo Tawadros come patriarca copto ortodosso è stata accolta dalla minoranza cristiana nella consapevolezza delle “grandi sfide” che ha di fronte l’Egitto del dopo Mubarak. Il primo banco di prova, confermano alla MISNA diversi missionari, è il negoziato sulla Costituzione che dovrebbe disciplinare gli aspetti decisivi della vita pubblica in un paese ancora scosso dalla rivoluzione culminata 21 mesi fa nel crollo del regime trentennale del presidente Hosni Mubarak. “I copti – dice padre Sanchez – sperano che il nuovo papa avvii un dialogo equilibrato con il governo dei Fratelli musulmani, in modo da tutelarli”. Giustizia e libertà, il partito dei Fratelli musulmani, ha fatto sapere di auspicare “una cooperazione positiva” con Tawadros. “Se sarà invitato”, ha detto un portavoce, il presidente Mohamed Morsi potrebbe partecipare alla cerimonia di insediamento nella cattedrale di San Marco il 18 novembre. La relazione con il potere politico, però, non è l’unico nodo che Tawadros dovrà sciogliere. Secondo le fonti della MISNA, un’altra dimensione essenziale è l’impegno per l’ecumenismo e per il dialogo interreligioso. “Nel rapporto con le altre comunità cristiane – dice padre Sanchez - Shenouda III non sempre ha dato prova di apertura; differente il discorso sul dialogo con l’islam e in particolare con le istituzioni sunnite di Al Azhar, un dialogo che il nuovo papa dovrà portare avanti seguendo l’esempio del suo predessore”. Una prima indicazione sono le parole che Tawadros avrebbe pronunciato ieri nel monastero di Wadi Natrouh, dove aveva atteso l’esito del sorteggio del Cairo: “Sono al servizio di tutto il popolo, musulmano e cristiano”. Un auspicio condiviso dal grande imam di Al Azhar, Ahmed el Tayyeb, secondo il quale tutti gli egiziani guardano al pontificato di Tawadros con la speranza che possa favorire l’unità nazionale e contribuire a rimarginare le ferite aperte dall’attentato contro la cattedrale di Alessandria della notte del capodanno 2010 e da altri episodi di violenza seguiti alla rivoluzione. Sfide complesse e molteplici, dunque, che potrebbero però costituire allo stesso tempo un’opportunità. A dare fiducia sono anche le caratteristiche personali dimostrate da Tawadros come ausiliario della diocesi di Beheria e come stretto collaboratore di Bakhomious, il vescovo che ha retto la Chiesa copta nei nove mesi seguiti alla scomparsa di Shenouda III. “Tawadros – dice padre Sanchez – è sempre stato disponibile ad ascoltare, vicino alla gente, alla mano: i copti sono pieni di fiducia e di speranza”. - Misna |
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| 05/11/2012 Gibuti: Russia pronta a inviare aerei per contrastare la pirateria |
La Russia ha chiesto alla Francia l’autorizzazione per dispiegare nella sua base aerea a Gibuti due aerei ricognitori in modo da utilizzarli nella missione internazionale per il contrasto della pirateria nelle acque al largo della Somalia. A riferirlo è stato il ministro della Difesa russo, Anatoly Serdyukov, al termine dell’incontro con il suo omologo francese in occasione del Consiglio per la cooperazione sulla sicurezza franco-russa svoltosi a Parigi nei giorni scorsi. La Russia partecipa dal 2008 alla missione internazionale anti-pirateria nelle acque dell’Oceano Indiano con due cacciatorpediniere della sua Marina militare, in stretta collaborazione soprattutto con la Francia. Secondo i media russi, i ricognitori saranno due Ilyushin Il-38, degli aerei di ricognizione di epoca sovietica tuttora utilizzati dalla Marina di Mosca. L’Ilyshin può volare ad una velocità massima di 650 chilometri orari, ha un raggio di 9500 chilometri e può raggiungere un’altitudine massima di 10.000 metri. Gli aerei, secondo Serdyukov, agiranno in collaborazione con altri tre aerei da ricognizione dipiegati dalla Francia nella stessa base aerea di Gibuti. - Atlasweb |
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| 05/11/2012 Mali: L’Africa occidentale tende la mano ad Ansar Al Din |
I paesi dell’Africa occidentale tendono la mano ad Ansar Al Din, uno dei gruppi armati islamici che hanno preso il controllo delle regioni settentrionali del Mali. Una prova di dialogo si è tenuta nei giorni scorsi a Ouagadougou, dove i mediatori del Burkina Faso – a nome della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) – hanno ribadito la loro apertura nei confronti del gruppo guidato da Iyad Ag Ghali, ex ribelle tuareg maliano. Da settimane una parte dei mediatori dell’Africa occidentale stanno spingendo per una soluzione pacifica con “quei gruppi che potrebbero rientrare nel processo di dialogo politico”, a patto che “abbandonino idee secessioniste, voltino le spalle a gruppi criminali per fare la pace e tornare a far parte della Repubblica” come ha dichiarato la scorsa settimana Abdou Cheick Touré, rappresentante della Cedeao in Mali. La stessa apertura riguarda la ribellione indipendentista del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla), che è stata la prima ad abbracciare le armi contro Bamako a partire dallo scorso gennaio. Anche i tuareg dell’Mnla hanno partecipato agli incontri di Ouagadougou, ma in sede separata. Il tentativo di ‘recuperare’ il gruppo islamico maliano di Ansar Al Din è fortemente caldeggiato dall’Algeria che si aspetta da Ag Ghaly, con il quale intrattiene rapporti diretti, un annuncio ufficiale di divorzio da Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), il cui obiettivo è la stretta applicazione della sharia (legge islamica) nel vasto territorio settentrionale del Mali. Lo scorso settembre emissari di Ansar Al Din si erano recati ad Algeri dove avevano incontrato alcuni ufficiali maliani. Intanto a Bamako prosegue ancora oggi la riunione di esperti militari africani, europei e delle Nazioni Unite chiamati a formulare proposte concrete e dettagliate sui termini di un’operazione militare africana nel Nord del Mali, da presentare al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il quotidiano locale ‘Le Journal du Mali’ riferisce dell’atteso arrivo nella capitale del generale Sékouba Konaté, sopranominato ‘la Tigre’, atterrato ieri a Bamako. All’ex presidente di transizione in Guinea l’Unione Africana ha affidato il compito di supervisionare l’operatività della forza militare africana che dovrebbe riconquistare le regioni settentrionali. Domani invece si aprirà l’incontro tra capi di stato maggiore dei paesi membri della Cedeao. Un nuovo vertice straordinario sul Mali è stato convocato per l’11 novembre ad Abuja (Nigeria) presumibilmente per formalizzare le missioni e la composizione della futura forza regionale da dispiegare sul terreno. Il 12 ottobre all’unanimità dei 15 Stati membri, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato la risoluzione 2071 che stabilisce un termine di 45 giorni perché i paesi della Cedeao precisino i piani in vista di un intervento militare nelle regioni settentrionali; sulla carta è previsto il dispiegamento di una missione di 3000 uomini (Micéma) sostenuta dalle Nazioni Unite e con l’appoggio logistico di nazioni occidentali, tra cui Francia e Stati Uniti. - Misna |
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