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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 25/11/2012 Egitto: Nuovi scontri, martedì manifestazioni opposte |
Borsa a picco, giudici in sciopero e piazze piene di fumo e di manifestanti: è l’Egitto di queste ore, che sembra di nuovo pronto ad avvitarsi in un conflitto totale. L’organismo di rappresentanza della magistratura ieri ha denunciato il decreto con il quale il presidente Mursi si dà poteri mai visti prima, e ha chiesto ai magistrati di scioperare. E il decreto del presidente, che tra l’altro blinda l’assemblea costituente, ha l’effetto di riunire le opposizioni: “Vogliamo poter scrivere una costituzione davvero democratica, che garantisca i nostri diritti, le nostre libertà, un corretto bilanciamento dei poteri, e vogliamo un governo qualificato, un governo di salvezza nazionale”. L’opposizione ha annunciato una nuova giornata di protesta martedì a piazza Tahrir, dove restano per ora alcune decine di tende di manifestanti impegnati nel sit-in permanente. Ma martedì, non lontano da piazza Tahrir, ci sarà anche una manifestazione di segno opposto, a sostegno del presidente. E si temono disordini. - Euronews |
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| 25/11/2012 Egitto: Tafferugli in piazza Tahrir, polizia erge muro protezione |
Tafferugli sono esplosi in mattinata nei pressi di Piazza Tahrir, dell'ambasciata americana e delle circostanti fra manifestanti e forze dell'ordine, che hanno lanciato lacrimogeni per disperderli. Le forze di polizia hanno eretto un muro in blocchi di cemento su una delle principali arterie, nei pressi del parlamento e del Consiglio dei ministri, per tenere lontano i manifestanti. La Borsa egiziana è stata sospesa per mezz'ora dopo una perdita del 5% in apertura di seduta. - Swissinfo |
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| 25/11/2012 Egitto: Sciopero a oltranza dei giudici |
Continua la mobilitazione in piazza Tahrir, al Cairo, contro Mohamed Morsi. Ieri – sulla piazza simbolo della rivoluzione contro Mubarak – qualche tafferuglio ha accompagnato le proteste per l’accentramento di poteri nelle mani del presidente egiziano. Altre manifestazioni, pro e contro il nuovo “faraone” d’Egitto, sono attese per oggi e nei prossimi giorni. I giudici rimarranno in sciopero fino a che le misure che ridimensionano il loro ruolo non verranno ritirate. La magistratura e l’opposizione fanno fronte comune. ‘‘Non c‘è spazio per il dialogo – afferma Mohamed El Baradei – quando un dittatore impone misure oppressive e abominevoli e poi dice a noi di cercare il compromesso. Siamo aperti al dialogo, ma prima deve ritirare il provvedimento e poi ne riparliamo.” La protesta ha riunificato le varie voci dell’opposizione. Partiti liberali e di sinistra si ritroveranno insieme martedì in una grande manifestazione per dire no alla dichiarazione costituzionale, mentre i Fratelli Musulmani scenderanno in piazza per difenderla. - Euronews |
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| 25/11/2012 Nigeria: 11 morti in attacco a chiesa, altri 3 in agguato |
Nuova domenica di sangue per i cristiani nel nord della Nigeria, con 11 morti in un attacco contro una chiesa vicino a Kaduna e altri tre cristiani uccisi in un agguato mentre andavano a messa a Kano. Ancora una volta i sospetti ricadono sul gruppo qaedista Boko Haram, gia' autore di numerose stragi in queste zone. A Jaji, a 30 chilometri da Kaduna, c'e' stato un doppio attacco kamikaze contro la chiesa protestante di Sant'Andrea situata all'interno della locale caserma. Pochi minuti dopo la fine della messa, un primo attentatore si lanciato contro la chiesa alla guida di un bus imbottito di esplosivo. Quando sul posto si era radunata una folla di militari e fedeli, una decina di minuti dopo, un suo complice ha fatto esplodere un'autobomba che ha causato 11 morti e 30 feriti. La maggior parte delle vittime erano membri del coro dela chiesa. Non e' chiaro come gli attentatori siano potuti entrare nella base militare, considerando anche le imponenti misure di sicurezza per impedire attacchi di Boko Haram. Nello Stato a maggioranza musulmana di Kaduna ci sono stati diversi attacchi contro le chiese attribuiti al gruppo fondamentalista islamico. A ottobre un kamikaze aveva fatto otto morti e un centinaio di feriti in un'altra zona dello Stato. Alla periferia di Kano due uomini in moto hanno sparato a un'auto con a bordo una coppia di cristiani con il figlio, diretti in chiesa per la messa. La donna e il bambino sono morti sul colpo mentre l'uomo e' deceduto in ospedale. Illeso un altro figlio della coppia che si trovava sull'auto. Gli attacchi dalle moto sono usati molto spesso da Boko Haram. I sospetti su Boko Haram sono rafforzati dal fatto che gli attacchi arrivano all'indomani dell'annuncio che il governo nigeriano ha offerto ricompense per un totale di 1,7 milioni di dollari a chi dara' informazioni utili per la cattura di 19 capi del gruppo terroristico. Nella lista e' compreso il leader del gruppo, Abubakar Shekau, per cui si offre la taglia piu' alta (250mila dollari); 125mila andranno a chi sara' in grado di aiutare le autorita' locali ad arrestare i quattro principali collaboratori di Shekau: Habibu Yusuk, Khalis Albarnawai, Momodu Bama e Mohammed Zangina. – Agi |
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| 25/11/2012 R. D. Congo: Ribelli M23 chiedono colloqui con presidente Kabila |
I ribelli congolesi dell'M23 non deporranno le armi fino a quando non avranno avuto colloqui diretti con il governo. La presa di posizione è arrivata dopo che il capo del movimento, Jean-Marie Runiga, aveva prospettato nella serata di ieri la possibilità di avere "negoziati diretti con il presidente" della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila. Il governo ha risposto che non avvierà negoziati con i ribelli fino a quando questi non si ritireranno dalla città di Goma. Il portavoce del governo Lambert Mende ha detto che Kabila ha incontrato ieri per la prima volta i rappresentanti dell'M23 in Uganda e ha ribadito la sua volontà a considerare le loro richieste. Ieri al termine del summit nella capitale ugandese Kampala i leader regionali avevano invitato i ribelli dell'M23 a porre fine alle ostilità e a lasciare Goma, la città chiave nella provincia orientale del Nord Kivu. - Swissinfo |
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| 24/11/2012 R. D. Congo: I leader africani ai ribelli congolesi: “fermate le armi” |
Fermate la guerra e ritiratevi da Goma entro 48 ore. Questo l’appello rivolto ai ribelli dell’M23 dai leader africani, riuniti in Uganda per risolvere la crisi congolese. Se queste condizioni saranno accettate, il governo di Joseph Kabila si è detto pronto a trattare come chiedono da tempo i ribelli, a patto che smettano anche di volere le sue dimissioni. Presente al vertice di Kampala anche un capo dell’M23, che secondo l’Onu ha l’appoggio di Uganda e Ruanda. Sotto controllo dei ribelli, che ora puntano a Bukavu, restano Goma, Sake e gran parte del Kivu, una regione dell’est molto ambita per le sue ricchezze minerarie e agricole. Gli scontri tra truppe regolari e guerriglia l’hanno devastata e spopolata. Le organizzazioni umanitarie parlano di un milione e 600 mila sfollati, 285 mila solo tra luglio e settembre, in concomitanza con le ripresa delle ostilità. Ora, se Goma venisse liberata, l’idea è creare in un raggio di venti chilometri una zona cuscinetto presidiata dalle forze Onu della Monusco. - Euronews |
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| 24/11/2012 Sierra Leone: Koroma di nuovo presidente |
(24 nov.) Ernest Koroma continuerà ad essere presidente della Sierra Leone: il capo dello Stato uscente è stato rieletto con il 58,7% dei consensi, battendo largamente il principale avversario, Julius Maada Bio, fermo al 37 e mezzo per cento. L’ufficializzazione dei risultati è avvenuta ad una settimana esatta dal voto, che si era tenuto il 17 novembre: presidenziali, legislative e amministrative nello stesso tempo. Fino ad ora, però, è stato reso noto solo il risultato delle presidenziali. La rielezione di Koroma, e soprattutto le modalità pacifiche di queste elezioni, sono state salutate da Washington, che ha sottolineato i progressi fatti dalla Sierra Leone per ricostruire le istituzioni democratiche dopo la guerra civile conclusa nel 2002. Koroma ha immediatamente lanciato un appello all’unità nazionale, dicendo di voler lavorare insieme all’opposizione per proseguire la lotta alla povertà e alla disoccupazione giovanile, attualmente superiore al 60%. - Euronews |
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| 24/11/2012 Somalia: Chisimaio, scontri, assaltate basi militari kenyote |
Violenti scontri armati si sono verificati questa mattina a Chisimaio, città a sud della Somalia, ex roccaforte dei ribelli integralisti islamici di al Shabaab, conquistata dalle forze di pace dell'Amisom lo scorso settembre. Testimoni hanno riferito all'emittente locale Shabelle che milizie armate hanno preso d'assalto alcune basi militari presidiate dalle forze speciali del Kenya nel cuore della città, provocando la morte di alcuni soldati. I combattimenti, secondo quanto riferito da radio Shabelle, sono durati diverse ore, fino a quando l'esercito kenyota non è riuscito a respingere l'assalto. Dal giorno della conquista di Chisimaio da parte della missione di pace dell'Unione Africana in Somalia (Amisom) sono in aumento gli attacchi contro le truppe della coalizione. - Swissinfo |
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