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06/08/2012 Libia: Mauritania non estrada Senussi, ex capo servizi segreti libico

La Mauritania non intende valutare l'estradizione alla Libia di Abdallah al Senussi, ex potente capo dei servizi segreti sotto il decaduto regime di Muammar Gheddafi, se non dopo averlo giudicato sul proprio territorio. Lo ha detto il presidente Uld Abdel Aziz. ''Al-Senussi ha problemi con la giustizia in Mauritania e deve essere giudicato qui per essere entrato nel Paese sotto falsa identità'', prima dell'eventuale procedura di estradizione in Libia, ha spiegato Uld Abdel Aziz. - Ansa

 
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06/08/2012 Mali: Crisi nel nord: centinaia di minori in armi, una denuncia

Centinaia di minori tra i 9 e i 17 anni di età sono stati arruolati dai gruppi armati attivi nel nord del Mali. Lo riferisce un rapporto della Coalizione maliana per i diritti del bambino (Comade) confermando notizie di stampa degli ultimi mesi e testimonianze dirette raccolte anche dalla MISNA. Secondo la Comadeche raggruppa 78 associazioni locali e internazionali – i minori vengono utilizzati come combattenti, sminatori, spie, corrieri, sentinelle, in cucina e come schiavi sessuali. Fonti della MISNA avevano riferito alcuni mesi fa che erano soprattutto i tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) ad avere tra i loro ranghi minori. Ora però che i tuareg sono stati di fatto cacciati via dalle aree sotto il loro controllo, sono i gruppi islamisti nelle varie denominazioni a cercare di rafforzarsi reclutando sia internamente al Mali che esternamente senza tenere conto della minore età di alcune delle loro reclute. Secondo fonti della MISNA nelle immediate vicinanza di Gao sarebbe da alcuni mesi in funzionamento un campo di addestramento con l’obiettivo di accrescere la forza di gruppi armati che potrebbero dover affrontare il ritorno dell’esercito maliano sostenuto dalla comunità internazionale. Da aprile il nord del Mali è sotto il controllo di diversi gruppi armati. Quelli che attualmente stanno governando le principali cittàTimbuctù, Gao e Kidalsono Ansar al Din, il Mujao e Aqmi. La reazione maliana a questa situazione è stata ostacolata da un golpe, lo scorso 22 marzo, seguito da una difficile fase di transizione tuttora in corso. - Misna

 

 
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06/08/2012 Nigeria: 167 milioni abitanti, e' il Paese piu' popoloso d'Africa

La Nigeria ha una popolazione di 167 milioni di abitanti: lo stabilisce un ente governativo, il 'Nigerian population commission' (Npc), sulla base degli ultimi censimenti effettuati (1991 e 2006) piu' il tasso di crescita annuo - tenuto conto dei livelli di natalita' e mortalita' - pari al 2,3 per cento. Il prossimo censimento, affermano i vertici della Npc, si svolgera' nel 2016. Con 167 milioni di abitanti la Nigeria, oltre a essere la nazione piu' popolosa del continente, e' il Paese con la piu' alta concentrazione al mondo di persone di colore. In base alle attuali dinamiche demografiche, l'Onu prevede che nel 2040 la Nigeria sara' la terza nazione al mondo per numero di abitanti (450 milioni) preceduta solo da Cina e India .- Agi

 
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06/08/2012 Sudafrica: Hillary Clinton visita Nelson Mandela nel villaggio Qunu

Il segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton si è recata nel villaggio di Qunu, in Sudafrica, per incontrare l'ex presidente Nelson Mandela. La Clinton e un piccolo gruppo di persone faranno pranzo insieme all'ex leader sudafricano e sua moglie, Graca Machel. Il 94enne Mandela ha una casa a Johannesburg e un'altra nel villaggio natale di Qunu. A maggio scorso il premier Nobel per la Pace ha annunciato che rimarrà a Qunu a tempo indeterminato. - LaPresse/AP

 
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06/08/2012 Uganda: Ebola, epidemia sotto controllo secondo Oms

 “La zona del contagio della nuova epidemia di Ebola è lontana, circa 250 chilometri, nei pressi del Lago Alberto. È che si sono verificati anche i primi decessi, ma pare che le autorità abbiano già la situazione sotto controllo” dice alla MISNA Elio Croce, fratello comboniano e responsabile dell’ospedale Saint Mary di Lacor, a Gulu nel nord Uganda, epicentro di un’epidemia che nel 2000 causò più di 200 morti. Le vittime finora causate dalla febbre emorragica, circoscritta al distretto di Kibaale, a circa 200 chilometri da Kampala e a soli 50 dal confine con la Repubblica democratica del Congo, sarebbero 17, a cui vanno aggiunti una trentina di casi sospetti. Ma secondo Joaquim Saweka, il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel paese “il focolaio del virus sta per tornare sotto controllo. I primi soccorsi sono stati lenti perché i sintomi non erano del tutto nella norma”. “Il ministro della Sanità ha invitato la popolazione alla calma e ad attenersi scrupolosamente alla profilassi per evitare il diffondersi del virus. La parola d’ordine è evitare il contagio e tenere alto il livello di guardia segnalando febbri sospette” precisa il comboniano. Intanto Kenya, Rwanda, Tanzania e Sud Sudan hanno consigliato ai propri cittadini di segnalare ai locali servizi sanitari ogni sintomo riconducibile all’Ebola. Dall’identificazione del virus, nel 1976, si sono verificate più di 15 epidemie di Ebola che hanno colpito i paesi dell’Africa centrale. La più letale risale al 2000, quando 225 persone hanno perso la vita. - Misna

 

 
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06/08/2012 Zambia: Un morto e due feriti nelle proteste contro una miniera cinese

L'ambasciata cinese a Lusaka, la capitale dello Zambia, ha comunicato che «un cinese è stato ucciso ed altri due sono stati feriti sabato in degli scontri provocati da dispute di lavoro in una miniera cinese situata nella provincia meridionale dello Zambia». In Zambia il clima è infuocato dalla campagna per le elezioni presidenziali che si terranno a settembre ed al centro ci sono naturalmente l'unica vera industria del Paese, quella mineraria, ed i rapporti con le imprese straniere che la sfruttano, a cominciare da quelle cinesi che sono viste come sempre più invadenti ed accusate di non rispettare i diritti dei lavoratori e l'ambiente.  
Gli scontri nei quali c'è scappato il morto, un supervisore cinese, sono l'ultimo episodio di una serie di scioperi e proteste contro l'impresa mineraria cinese Collum Coal Mining Industries, che opera nel distretto di Sinazongwe nella provincia locale. Non si segnalano vittime tra i lavoratori locali, l'ambasciatore cinese assicura che «La pace è stata restaurata nella miniera  di carboneL'ambasciata di Pechino dice di essere «in contatto  con la polizia ed i ministeri interessati del governo dello Zambia. Ha inviato del personale sui luoghi per effettuare un'inchiesta e far fronte alle conseguenze», », ma i più grandi giornali dello Zambia hanno praticamente ignorato l'uccisione ed il ferimento dei cinesi. Chi non sembra ignorare la pericolosità della situazione è il ministro delle miniere dello Zambia, Christopher Yaluma, che intervenendo al workshop "Mining and engineering services seco-drills" organizzato da  Tranter Mining Zambia a Mindola nel Kitwe yesterda, ha detto che «Il settore minerario dello Zambia rischia di essere paralizzato se le aziende straniere non migliorano  le capacità di trasferire e investire nei servizi locali di ingegneria mineraria». Yaluma ha chiesto alle compagnie minerarie di sostenere le esigenze dell'economia dello Zambia aiutando le imprese locali: «Questo è il potere che vogliamo vedere, perché riduce anche il costo di fare business per la Mopani e le altre società minerarie perché gli impianti siano  facilmente disponibili, le  persone locali devono far parte del settore minerario ed è incoraggiante vedere che la Mopani è la vera punta di lancia di questa iniziativa grazie alla collaborazione con Tranter e invito le altre società di emulare questo gesto. Anche le compagnie minerarie dovrebbero migliorare il trasferimento di competenze perché con i pochi ingegneri minerari che abbiamo, alla fine  questo è il momento giusto per colmare le lacune. Altrimenti l'industria sarà paralizzata se non si interviene ora»
Multinazionali non certo con una fama "progressista" come la Mopani sembrano aver capito cosa c'è dietro le rivolte contro i cinesi ed il crescente malcontento verso le imprese europee ed il suo chief executive officer,  Callow Danny, ha detto che «Il workshop Tranter segna la rinascita di servizi di ingegneria locali nel settore minerario. Come Mopani, siamo felici che, in collaborazione con Tranter Mining  e Engineering Services Limited, stiamo aprendo la strada alla crescita dell'ingegneria mineraria in Zambia, in linea con la politica del governo di far rivivere l'industria di base della Copperbelt che una volta prosperava ed ha fornito il supporto necessario al settore minerario. La ripresa dei servizi locali di ingegneria mineraria ha molteplici vantaggi per le varie parti interessate. Per il governo, questo significa posti di lavoro più elevati per i giovani così come l'aumento dei ricavi. L'altro vantaggio è un business consolidato locale e una base produttiva che spingerà il Paese verso la prosperità economica».
Ma la First Quantum Minerals (Fqm) dice che le aliquote applicabili all'industria mineraria in Zambia sono le più alte del mondo. Il responsabile imposte della compagnia, Adam Little, in un'intervista allo Zambia Daily Mail   ha detto che «La Fmq dal 2005 ad oggi versato 9 trilioni di kwacha dollari (2 miliardi di dollari) di tasse. In totale la multinazionale dice di aver pagato  circa 390 miliardi di kwacha ($ 84 milioni) di Pay As You Earn e 1.97 miliardi di kwacha ($ 234 milioni) di royalties minerarie. Ma Little ha ammesso che «Nonostante le imposte elevate e un ambiente di alto costo, le prospettive minerarie in Zambia rimarranno splendide fino  a quando governo non tenterà di uccidere la gallina dorata che fa le uova d'oro.  Quando si combineranno le alte tasse esistenti e gli alti costi di produzione, questo diventerà un paese dove la gente ci penserà due volte prima di investire». Secondo lui la windfall tax introdotta nel 2008 «E' la peggiore d'imposta che abbia mai visto, è regressiva dato che è stato caricata sulle entrate piuttosto che sui profitti. Se la windfall tax continuerà, un certo numero di miniere chiuderanno quando i prezzi del rame saranno alti. Capisco perché la gente sta chiedendo la windfall tax, perché vedono quello che sembra un settore sano e vedono un contributo della industria che non è abbastanza alto.  Alcune aziende pagano minori imposte rispetto a quelle che  le persone si aspettano a causa degli ingenti investimenti dopo la privatizzazione». A sostenere tutto naturalmente ci dovrebbe pensare il libero mercato visto che se aumenta il prezzo del rame aumenteranno anche i pagamenti delle tasse (basse), ma con calma, perché prima bisogna migliorare la capacità della Zambia Revenue Authority di riscuotere le stesse tasse (che evidentemente qualcuno stenta a versare). «Il governo dovrebbe incoraggiare lo sviluppo futuro, io non credo che significa offrire incentivi individuali alle miniere. "No sweetheart deals" , ma con un ambiente fiscale coerente e leale». Dice Little, secondo il quale, le tasse dovrebbero tener conto degli ingenti investimenti nel settore minerario ed essere stabilizzate al minimo, come nei vecchi development agreements. Little porta l'esempio di un progetto di Trident, Sentinel, Enterprise and Intrepid copper projects, che punta a contenere i costi: «Tasse supplementari faranno siche la  prossima generazione di miniere di rame che verranno realizzate avranno  margini di guadagno sottili de i rame molto difficilmente  avranno successo». - Greenreport

 

 
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05/08/2012 Egitto: Attacco nel Sinai, uccisi 15 poliziotti

 

Quindici poliziotti egiziani sono stati uccisi da un gruppo di uomini armati ad un posto di frontiera con Israele nel Nord Sinai. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziana, spiegando che gli uomini sono entrati in azione con bombe e mitragliatrici. Secondo le fonti della sicurezza si sarebbe trattato di un commando di al Qaida che avrebbe anche sparato in direzione di Israele e ci sarebbe stati colpi di risposta. Secondo la televisione di Stato, che ha appena dato la notizia, gli assalitori appartengono all'organizzazione al Jihad ed hanno colpito ad un valico di frontiera a sud del passaggio di Rafah con Gaza all'ora dell'Iftar, quando cala il sole e i musulmani possono interrompere il digiuno di Ramadan. - Swissinfo

 
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05/08/2012 Kenya: Hillary Clinton auspica “elezioni trasparenti e giuste”

 

Visita in Kenya del segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Nell’agenda dei colloqui il ruolo di Nairobi nella stabilizzazione della vicina Somalia, e le elezioni presidenziali del marzo prossimo. Clinton ha auspicato che possa trattarsi di consultazioni libere e trasparenti. “Naturalmente le elezioni dipendono dalla volontà dei cittadini del Kenya, sono loro che possono prendere decisioni. Ci sono elezioni che ho vinto ed elezioni che ho perso. Quando perdi, e quando i sostenitori vedono che hai perso, è importante che sia evidente che il processo elettorale è stato equo. Ed è ciò che ci auguriamo accada ai nostri amici in Kenya”. Alle scorse presidenziali, nel dicembre 2007, seguirono settimane di scontri tra i sostenitori dello sconfitto Raila Odinga, attuale primo ministro, e quelli di Mwai Kibaki, eletto presidente. L’ondata di violenza avrebbe causato 1200 morti. - Euronews

 
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05/08/2012 Nigeria: Esplode autobomba a Damaturu: cinque soldati uccisi

 

Un kamikaze a bordo di un'auto si è fatto esplodere in una strada di Damaturu, nel nord ovest della Nigeria, uccidendo almeno cinque soldati. Lo ha riferito una fonte della sicurezza. "L'attentatore è morto nella deflagrazione assieme a cinque soldati", ha detto la fonte che ha chiesto l'anonimato. - TMNews

 
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05/08/2012 Nigeria: Amnesty International boccia l’indagine di Shell sull’inquinamento nel delta del NigerAmnesty International boccia l’indagine di Shell sull’inquinamento nel delta del Niger

 

Non è affidabile l’indagine condotta da Shell sull’inquinamento di cui è responsabile nel delta del Niger. L’accusa senza mezzi termini è lanciata da Amnesty International contro la compagnia petrolifera già condannata dal governo nigeriano ad una multa di 4 miliardi di euro. Tra maree nere e inquinamento delle terre, il gigante del petrolio in cinquant’anni ha messo in ginocchio le popolazioni della regione, che cercano di difendersi. “Dal 2010 ad ora non è stato fatto assolutamente nulla per rimediare la situazione” dice un abitante di Bodo, John Inedan. “Aspettiamo che la Corte di Londra si esprima -aggiunge Patt Kpobari di Bodo – e se il verdetto non sarà come pensiamo interverremo con altri mezzi. Sempre se saremo ancora vivi. Anche perché il governo punta a distruggerci visto che è sul libro paga della compagnia petrolifera”. L’ultima marea nera risale al dicembre del 2011, quando quarantamila barili di greggio si sono riversati nel Golfo di Guinea. Secondo Amnesty International il disastro ambientale è causato delle perdite degli oleodotti ormai corrosi. Shell sostiene che le fughe di siano provocate da sabotatori e dagli attacchi dei ladri alle condotte. - Euronews

 
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