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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 02/09/2012 Sudafrica: Marikana. La giustizia ritira le accuse di omicidio contro i colleghi delle vittime. |
Non sono più accusati di aver ucciso i loro colleghi. In Sudafrica dovrebbero tornare presto in libertà i 270 minatori che avevano partecipato ai disordini di Marikana ed erano stati incriminati per la morte di 34 loro colleghi. L’arresto degli sciperanti aveva suscitato indignazione in un’opinione pubblica già traumatizzata dall’inaspettata brutalità della repressione contro una mobilitazione sindacale. Il 16 agosto, giorno della strage, era stata la polizia ad aprire il fuoco contro i lavoratori, ma anche i dimostranti erano stati incriminati, per via di un cavillo legale che prevede l’imputazione di chiunque venga arrestato sul luogo di una sparatoria nella quale siano coinvolti poliziotti, e questo anche se nessun agente figura fra le vittime. Secondo fonti giornalistiche sudafricane l’autopsia ha stabilito che i 34 di Marikana sarebbero stati colpiti alle spalle, mentre stavano scappando. Le forze dell’ordine coinvolte sostengono invece la tesi della legittima difesa. - Euronews |
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| 01/09/2012 Angola: Risultati provvisori, vince Mpla Dos Santos con 74% |
Il partito di governo Mpla ha vinto le elezioni in Angola con il 74,46% di consensi e quindi potra' confermare nell'incarico l'attuale presidente del Paese africano, Jose' Eduardo Dos Santos. E' quanto emerge dai dati provvisori resi noti dalla Commissione elettorale. Il Movimento popolare per la liberazione dell'Anolga (Mpla), al potere dall'indipendenza dal Portogallo, nel 1975, aveva ottenuto l'81% dei voti nelle precedenti elezioni del 2008, le prime dalla fine della guerra civile nel 2002, ed era nettamente favorito anche in questa occasione. Nelle elezioni per i 220 nuovi membri del Parlamento, l'Unione per la totale indipendenza dell'Angola (Unita), lo storico partito della guerriglia angolana, e' molto staccato con il 18% e il nuovo partito Casa e' terzo con il 4,5%. I dati si riferiscono al 58% di schede scrutinate. Per il risultati definitivi si dovranno attendere un paio di settimane. Il partito vincitore ha automaticamente il diritto di designare il presidente del Paese e questo significa che dopo 33 anni Dos Santos potra' restare al timone del secondo Paese produttore di petrolio dell'Africa. - Agi |
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| 01/09/2012 Guinea: Piroga con 60 a bordo si capovolge, morti la metà |
Una piroga che trasportava una sessantina di persone si è capovolta nelle acque a largo delle coste della Guinea ed almeno trenta passeggeri sono morti. Durante la notte i soccorritori hanno messo in salvo 27 persone, ma ora disperano di trovare altri sopravvissuti. La barca era da poco salpata dalla capitale Conakry ed era diretta all'isola di Kassa, poco distante. - Swissinfo |
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| 01/09/2012 Kenya: Calma a Mombasa presidiata da forze dell’ordine |
“In città è ritornata la calma, adesso staremo a vedere se e quali conseguenze quest’ondata di instabilità comporterà per la stagione turistica”: lo hanno detto alla MISNA fonti a Mombasa, teatro nei giorni scorsi di proteste violente dopo l’uccisione di un controverso leader religioso islamico, Sheikh Aboud Rogo, assassinato lunedì da un gruppi di uomini armati non identificati. “I giovani accusano la polizia di essere dietro la sua morte o, in altri casi, di non aver fatto niente per impedirla” prosegue l’interlocutore, raccontano che per le strade c’è una massiccia presenza di forze dell’ordine, soprattutto oggi, venerdì, giorno di preghiera islamica. Intanto, la magistratura ha indagato uno degli uomini fermati nei giorni scorsi in relazione alle violenze per l’omicidio di tre poliziotti. L’uomo – ha stabilito la corte – resterà in carcere per altri dieci giorni fino a quando non saranno concluse le indagini preliminari . “Il Kenya non si farà piegare dalle violenze. La pace è il fondamento della nostra democrazia” ha detto il presidente Mwai Kibaki durante una visita in città in occasione dell’inaugurazione della fiera internazionale dell’agricoltura, cordonata da un folto numero di agenti. Sheikh Rogo si era fortemente opposto all’invio di truppe keniane nella vicina Somalia, dove il contingente sta combattendo contro gli insorti antigovernativi Al Shabaab al fianco dei soldati somali e dell’Unione Africana. Era ritenuto dagli Stati Uniti un finanziatore e un reclutatore di combattenti che inviava oltrefrontiera e esponente di un movimento jihadista keniano, il Muslim youth centre (Myc) che si propone di importare il jihad nel paese. - Misna |
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| 01/09/2012 Nigeria: Scontro con esercito, morti 5 membri Boko Haram |
Cinque uomini, sospettati di essere membri del gruppo terroristico Boko Haram sono morti a seguito di uno scontro con le forze governative nella citta' di Maiduguri, nel nord della Nigeria. Nell'incidente sono rimasti feriti anche due militari e un giovane. Fonti militari hanno riferito che i cinque attentatori hanno attaccato una pattuglia impiegando dispositivi esplosivi fabbricati artigianalmente. Non e' chiaro se i cinque siano morti a causa delle esplosioni o siano stati uccisi dai soldati. - Adnkronos/Xinhua |
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| 01/09/2012 Sudafrica: Non solo Marikana, si amplia la protesta dei minatori |
Una miniera d’oro gestita dalla società Gold Fields è diventata l’ultima a essere contagiata dal movimento di protesta dei lavoratori cominciato nella cosiddetta “cintura del platino” della regione di Johannesburg. Secondo la Gold Fields, da mercoledì circa 12.000 lavoratori di una sua miniera a ovest di Johannesburg stanno scioperando per ottenere salari più alti e migliori condizioni di vita. L’agitazione è l’ultima conferma delle tensioni crescenti in Sudafrica, un paese segnato dal divario tra ricchi e poveri, profondamente scosso dall’uccisione di 34 minatori da parte della polizia mentre manifestavano di fronte all’ingresso di una miniera di platino. Il massacro del 16 agosto a Marikana, questo il nome della miniera, continua a dominare le prime pagine dei giornali. I negoziati tra il governo, i sindacati e la Lonmin, la società titolare della concessione, sono stati aggiornati a lunedì perché nel fine-settimana si terranno i funerali dei lavoratori uccisi. A suscitare dibattito e polemiche è però soprattutto la decisione della Procura nazionale di incriminare per omicidio i 270 lavoratori coinvolti negli scontri con la polizia a Marikana. La decisione dei magistrati inquirenti è stata criticata dal ministro della Giustizia, Jeffe Radebe, e sta ispirando migliaia di commenti sulle pagine dei quotidiani e soprattutto su internet. “Forse – ha scritto sul suo blog il costituzionalista Pierre de Vos – la Procura sta cercando di intimidire i minatori e incrinarne la determinazione”. - Misna |
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| 01/09/2012 Sud Sudan: Ancora condanne a morte, nonostante l’indipendenza |
Due condanne a morte sono state eseguite questa settimana nel carcere centrale di Juba, la capitale del Sud Sudan: lo ha denunciato oggi in una nota l’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani, sottolineando che i prigionieri non avevano avuto un’assistenza legale adeguata. Il Sud Sudan è diventato indipendente dal Sudan nel luglio 2011, dopo una guerra civile ultraventennale. Secondo un recente rapporto dell’organizzazione non governativa Amnesty International, a oggi in Sud Sudan i prigionieri in attesa di esecuzione sono 150. Finora, dopo l’indipendenza, le condanne eseguite sono state quattro. “Chiediamo a tutti gli Stati che non lo hanno ancora fatto – si legge nella nota dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani – di introdurre o reintrodurre una moratoria ufficiale sulla pena di morte in vista di una sua abolizione”. Nel comunicato si ricordano le risoluzioni approvate dall’Assemblea generale dell’Onu per una moratoria della pena di morte. “A oggi – conclude l’Ufficio del’Alto commissariato per i diritti umani – sono circa 150 gli Stati membri delle Nazioni Unite che hanno abolito la pena di morte o introdotto una moratoria, per legge o di fatto”. - Misna |
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| 01/09/2012 Tunisia: Timori su libertà di espressione |
E’ agli arresti da ieri in Tunisia Sami Fehri, proprietario del canale televisivo Ettounsiya, accusato di uso illecito delle risorse della televisione pubblica tunisina. Fehri era ricercato da alcuni giorni e secondo il suo avvocato si è spontaneamente consegnato alle autorità giudiziarie. Fehri sostiene in realtà che il mandato di arresto nei suoi confronti sia stato spiccato in rappresaglia a un programma di satira promosso sulla sua televisione e che il capo d’accusa è soltanto un escamotage. In un comunicato affidato alla stampa, Fehri ha detto che “la libertà di espressione conquistata con la caduta di Ben Ali è adesso minacciata” e ha accusato l’attuale governo guidato da Ennahda di “aver superato ogni limite”. A denunciare forme di censura e minacce alla libertà di stampa sono stati inoltre giornalisti di due testate di proprietà pubblica che hanno accusato il loro nuovo direttore di censura. Lotfi Touati, nominato alla direzione di Dar Assabah, il gruppo che edita i quotidiani Le Temps e Essabah, secondo i giornalisti ha bloccato la pubblicazione dei due giornali per evitare che andassero in stampa articoli critici rispetto alla sua nomina. Le stesse fonti riferiscono che gli articoli in questione sono poi stati sostituiti da inserzioni pubblicitarie. - Misna |
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| 31/08/2012 Angola: Al voto, favorito il partito del Presidente Dos Santos |
Urne aperte in Angola, dove si vota per le elezioni generali. È la terza consultazione nel Paese dall’indipendenza del 1975. Quasi dieci milioni di elettori sono chiamati a eleggere i loro deputati. Secondo la costituzione, il leader del partito vincitore sarà eletto Presidente della Repubblica. Favorito il capo dello Stato uscente, José Eduardo Dos Santos – nel riquadro a sinistra – al potere da 33 anni, che quattro anni fa ottenne l’80% delle preferenze. Il voto sarà seguito da circa 2.000 osservatori, dei quali 700 stranieri: il leader dell’opposizione, Isaias Samakuva, ha già espresso preoccupazione per possibili irregolarità, chiedendo di rimandare le elezioni. “Questa è la seconda volta che voto – racconta una giovane elettrice in fila al seggio – Queste elezioni sono importanti per scegliere il miglior candidato per il paese”. Dopo l’indipendenza dal Portogallo, l’Angola – ricco di petrolio, ma con la maggioranza della popolazione che vive con meno di due dollari al giorno – è stato teatro di una guerra civile. Nel 1992, le contestazioni post-elettorali fecero ripiombare il Paese nella guerra, conclusasi nel 2002. - Euronews |
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| 31/08/2012 Repubblica Centrafricana: Migliaia di rifugiati in Congo, timori sulle loro condizioni |
Destano preoccupazione le condizioni di sopravvivenza di circa 2000 centrafricani fuggiti nella vicina Repubblica Democratica del Congo dopo diversi attacchi ai loro villaggi ad opera di miliziani. Il territorio di Bosobolo, nella provincia nord-occidentale dell’Equateur, dove si sono installati i rifugiati, è già molto povero e privo di servizi di base. Almeno due bambini sono deceduti per assenza di medicinali, ha constatato una missione di valutazione umanitaria condotta nei giorni scorsi a Kanana, in riva al fiume Ubangi. Le agenzie dell’Onu starebbero preparando un primo intervento. Negli ultimi mesi migliaia di centrafricani sono stati sottoposti o minacciati dalle violenze del “Front populaire pour le redressement” (Fpr) a cui fa capo un ribelle ciadiano, Baba Ladé. Dopo essere stato a lungo indisturbato nei suoi bastioni del nord de paese (Ouandago e Gondava) Ladé è stato cacciato, lo scorso gennaio, dagli eserciti centrafricano e ciadiano. - Atlasweb |
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