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30/06/2011 Tanzania: Una nuova costituzione entro il 2014

Il primo ministro della Tanzania Mizengo Pinda ha annunciato che entro il 2014, cioe' un anno prima delle previste elezioni politiche e presidenziali, il suo paese si dara' una nuova costituzione. In una dichiarazione emessa dal suo ufficio, il premier ha precisato che "gia' entro ottobre una bozza di legge di revisione della Carta costituzionale sara' presentata in parlamento". L'annuncio del governo e' ritenuto dagli analisti una "risposta" alle pesanti critiche avanzate dall'opposizione, che chiede da tempo provvedimenti che pongano limiti ai poteri del presidente, introducano riforme elettorali e consentano a candidati indipendenti di partecipare a elezioni presidenziali e politiche. - Agiafro

 
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29/06/2011 Africa: Italia: e dàlli all’immigrato!

Una nuova tassa fa volare il prezzo della benzina - Vicino all'1,6 euro per "l'emergenza immigrati" - Dopo la nuova tassa per aiutare il cinema, anche l'emergenza immigrati ricade sulle tasche degli automobilisti. L'annuncio arriva dall'agenzia delle Dogane che parla di un immediato aumento di 4 centesimi sul prezzo dei carburanti per finanziare gli oneri dello stato di emergenza "determinato dall'eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a paesi del Nord Africa". L'effetto è immediato: gli operatori si adeguano e già questa mattina le compagnie petrolifere aumentano i prezzi raccomandati di verde e diesel di 4,8 centesimi al litro. L'unica eccezione è rappresentata per il momento da Tamoil e TotalErg che hanno applicato rispettivamente un rincaro di 4 e 3,8 centesimi. E non è ancora finita, perché dal primo luglio entrerà in vigore a tutti gli effetti la tassa sul cinema che farà salire il prezzo di benzina e diesel di altri 0,19 centesimi/litro, come stabilito dal governo in primavera con il decreto omnibus per finanziare lo spettacolo.
Un rincaro "storico" - A livello paese, come emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it, la media per la benzina (in modalità servito) va dall'1,576 euro al litro degli impianti Eni all'1,593 euro al litro dei punti vendita Shell (no-logo a 1,484). Per il diesel si passa dall'1,455 euro al litro delle stazioni di servizio Eni all'1,479 euro al litro degli impianti Shell (no-logo a 1,362). Il GPL si posiziona tra lo 0,740 euro al litro dei punti vendita Eni allo 0,756 degli impianti Shell (a 0,728 le no-logo). Listini altissimi che praticamente annullano il ribasso delle scorse settimane e che fanno preoccupare gli automobilisti per gli ulteriori rincari che ci saranno. Secondo i calcoli di Nomisma Energia un pieno medio costa già 2,5 euro in più e da venerdì ben 3 euro. E' la crescita "più alta delle tasse sui carburanti dalla decisione del governo Dini del febbraio 1995 che, con le tasse sulla benzina, cercò di tamponare il grave peggioramento dei conti pubblici", ha detto il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli.
Consumatori adirati, l'emergenza immigrati e' una "gravissima bugia" - L'improvvisa decisione di introdurre una nuova tassa sui carburanti, mentre era ancora nell'aria la polemica per l'accisa sullo spettacolo, ha mandato su tutte le furie gli automobilisti, rappresentati dalle associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef chiedono che il ministro dell'Economia chiarisca subito la manovra e ricordano che già l'anno scorso "i carburanti hanno subito un aumento di 410 euro (240 euro annui per i soli costi diretti, a cui si aggiungono 170 euro per i costi indiretti)". Secondo le due associazioni la motivazione dell'emergenza immigrati è "una gravissima bugia" e questo rincaro frutterà all'Erario ben oltre 2 miliardi di euro l'anno, pertanto annunciano di voler avviare "tutte le iniziative del caso, anche di carattere legale, per far sì che questo provvedimento venga cassato". * Eleonora Lilli - Omniauto

 
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29/06/2011 Egitto: Ministero sanità, oltre 1000 feriti in scontri

Sono oltre mille i feriti dei violenti scontri avvenuti fra manifestanti e forze dell'ordine stanotte e questa mattina nel centro del Cairo. Lo riferisce il ministero della sanità egiziano spiegando che il totale è di 1'036 feriti: 916 hanno ricevuto cure mediche sul posto mentre altri 120 sono stati ricoverati in ospedale. Secondo varie fonti la miccia è stata innescata ieri sera quando un gruppo di famiglie dei "martiri" della rivoluzione del 25 gennaio che ha deposto l'ex rais Hosni Mubarak si sono riunite in un teatro nel centro città per commemorare i propri familiari. Un gruppo di persone - alcuni dicono familiari di altri "martiri", altri dicono facinorosi e provocatori - ha tentato di assaltare lo stabile e di muovere verso il ministero dell'interno, provocando l'intervento delle forze dell'ordine. Un manifestante in piazza ha raccontato all'Ansa stamattina di avere partecipato alla rivoluzione, ma di non capire chi siano le persone che stanno dando vita alle manifestazioni di oggi. "Nessun partito ha dato il suo sostegno, nessuno di sbilancia, io non capisco chi sono", ha detto Samir, mentre un altro si è avvicinato per ripetere lo slogan ritmato dai manifestanti "fuori fuori" spiegando che nel mirino c'è Hussein Tantawi, il capo del consiglio militare che regge il paese dalla caduta di Mubarak. - Swissinfo

 
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29/06/2011 Egitto: Riesplode violenza in piazza, 600 feriti

Ritornano improvvisi gli scontri a piazza Tahrir, a quasi due mesi dal 9 aprile, quando morirono due persone. La dinamica degli scontri, scoppiati in nottata e che finora hanno causato quasi 600 feriti, soprattutto per contusioni e soffocamento da gas lacrimogeni, è frammentaria e contraddittoria. Secondo varie fonti la miccia è stata innescata ieri sera quando un gruppo di famiglie dei "martiri" della rivoluzione del 25 gennaio, che ha deposto l'ex rais Hosni Mubarak si sono riunite in una teatro nel centro città per commemorare i loro familiari. Un gruppo di persone - alcuni dicono familiari di altri "martiri", altri dicono facinorosi e provocatori - ha tentato di assaltare lo stabile e di muovere verso il ministero dell'Interno, provocando l'intervento delle forze dell'ordine.
In piazza Tahrir per tutta la mattinata si sono susseguiti piccoli tafferugli che sono diventati più violenti quando i manifestanti hanno tentato di assaltare il vicino ministero dell'Interno. Un manifestante in piazza ha raccontato all'Ansa stamattina di avere partecipato alla rivoluzione, ma di non capire chi siano le persone che stanno dando vita alle manifestazioni di oggi. "Nessun partito ha dato il suo sostegno nessuno di sbilancia, io non capisco chi sono", ha detto Samir, mentre un altro si è avvicinato per ripetere lo slogan ritmato dai manifestanti "fuori fuori" spiegando che nel mirino c'è Hussein Tantawi, il capo del consiglio militare che regge il paese dalla caduta di Mubarak. Il consiglio militare ha condannato gli scontri e le forze dell'ordine hanno fatto sapere che sono nove le persone arrestate per gli incidenti. Nel frattempo la Federazione calcio egiziana ha deciso di rinviare il derby previsto per stasera fra el Ahly e il Zamalek. - Swissinfo

 
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29/06/2011 Libia: Cnt: "Team per arrestare Gheddafi"; Parigi: "armi alla popolazione"

I ribelli del Cnt (Consiglio di Transizione) libico stanno allestendo "una squadra speciale", un "commando per catturare Gheddafi e consegnarlo alla Corte internazionale penale" dell'Aja. Lo annuncia Mohammed Al Alaqi, ministro della giustizia del Cnt, in un'intervista al quotidiano arabo Al Hayat, edito a Londra. Intanto, dagli Usa il presidente Obama ribadisce la richiesta a Gheddafi perché "faccia un passo indietro" e ricorda come l'impegno americano sia "limitato" nel tempo e nell'obiettivo, che la sua amministrazione si è consultata con il Congresso durante le operazioni e che non è mai stato violato il War Powers Act, la legge del 1973 sui poteri in tempo di guerra, ma che l'intervento è necessario per "aiutare molte persone. Finché comanda Gheddafi, tanta gente è in pericolo". Obama, infine, riconosce che gli alleati della Nato "hanno preso un grosso peso" sulle loro spalle nell'intervento in Libia, per quale gli Usa non hanno assunto la leadership. Ad Al Hayat, Al Alaqi spiega che l'operazione per la cattura di Gheddafi scatterà "appena i ribelli entreranno a Tripoli", questione di "qualche settimana". Attraverso lo stesso quotidiano, il procuratore generale della Corte penale internazionale, Moreno Ocampo 1, raccomanda a Gheddafi "di consegnarsi per dimostrare la sua innocenza". Due giorni fa, Ocampo si era invece rivolto ai fedelissimi di Gheddafi, perché siano loro a consegnare il leader.
Ieri esponenti di primo piano del Consiglio di transizione sono stati all'Aja per rendersi disponibili a collaborare all'arresto di Gheddafi e dei due suoi più stretti collaboratori: il secondogenito Saif al-Islam e il genero del Colonnello, capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi. Al quotidiano Al Hayat Al Alaqi conferma il possibile ruolo del Cnt nell'arresto del Rais e dei due fedelissimi, su cui pesano i tre mandati di cattura 2 spiccati dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità. "Quando le forze dei ribelli entreranno a Tripoli, il commando agirà", spiega Al Alaqi rivelando che "gli insorti controllano oggi il 75% del territorio libico" e soprattutto che già esistono "gruppi di insorti che compiono operazioni specifiche all'interno di Tripoli". Per il l'esponente del Cnt "sarebbe meglio giudicare Gheddafi a Tripoli, perché le leggi libiche sono più adatte ai crimini da lui commessi ma una volta arrestato sarà consegnato alla Corte dell'Aja".
L'ottimismo e le certezze di Al Alaqi sulla prossima caduta del regime libico sono di certo frutto anche del salto di qualità nel rapporto tra gli insorti e l'Allenza occidentale anti-Gheddafi, avvalorato dalla notizia anticipata stamattina da Le Figaro e confermata dallo Stato maggiore francese: all'inizio di giugno le forze aeree di Parigi hanno paracadutato armi leggere destinate ai ribelli e alla popolazione libica sulle montagne di Djebel Nefusa, a sud di Tripoli. Spiega un portavoce dello Stato maggiore francese: "Le condizioni di sicurezza si erano degradate, abbiamo completato le forniture umanitarie con delle armi. Abbiamo fornito armi e mezzi per permettere (agli insrti, ndr) di difendersi, essenzialmente munizioni". Si trattava precisa il portavoce, di "armi che potessero essere maneggiate dai civili, armamenti leggeri di fanteria di tipo fucile". Nessuna conferma, invece, sulla fornitura, come scrive Le Figaro, di lanciarazzi, mitragliatrici e missili anticarro. Se gli insorti dialogano con l'Occidente, il regime di Gheddafi fa appello alla solidarietà e alla "responsabilità islamica" approfittando del summit dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (Oci) ad Astana. Elmahdi M. Emberesh, inviato di Tripoli, ha ricordato ai colleghi il Codice dell'organizzazione: "Rispettare la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati membri, non interferire negli affari interni". Per la legge islamica "i musulmani sono fratelli, come un unico corpo, se una parte soffre tutte dolgono", ha detto ancora Emberesh, scagliandosi contro l'intervento straniero: "La Nato è andata ben oltre la risoluzione Onu 1973-1970, sulla no fly zone, schierandosi coi ribelli, uccidendo innocenti, distruggendo il Paese e dichiarando l'intenzione di eliminare Gheddafi e cambiare il regime con la forza".
Sul fronte della situazione umanitaria, l'inviato di Tripoli ha sottolineato che "le regioni sud e ovest sono isolate, mancano cibo e medicine", ribadendo che il regime libico chiede lo stop ai combattimenti, il ritorno a negoziati senza precondizioni e un dialogo guidato da "persone sagge" e "patrioti". "Il popolo libico è l'unico che può decidere del proprio futuro e mettere fine al bagno di sangue", ha concluso Emberesh. – la Repobblica

 
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29/06/2011 Senegal : Scontri nella capitale: un ferito

Violenze in corso nella capitale del Senegal Dakar dove un folto gruppo di manifestanti si è scontato con le forze dell'ordine. Il bilancio è ancora provvisorio e parla di un solo ferito. Potrebbe però aggravarsi nelle prossime ore. I manifestanti protestavano contro una proposta di legge costituzionale. I tafferugli sono avvenuti nella zona in ci si trova il palazzo che ospita la sede dell'Assemblea nazionale. Gli incidenti sono scoppiati quando il gruppo di manifestanti ha iniziato a lanciare sassi contro un piccolo gruppo di sostenitori della legge. La polizia a quel punto è stat costretta a intervenire, ricorrendo all'uso di cannoni ad acqua e a lacrimogeni. Al momento nella zona degli scontri regna il caos. - Peacereporter

 
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29/06/2011 Sudan: Addis Abeba: vicini a mediazione crisi nel sud Kordofan

Il presidente cinese Hu Jintao ha incontrato oggi a Pechino l'omologo sudanese Omar al Bashir. Al centro dei colloqui, l'imminente secessione del Sud Sudan, fonte di grande instabilità in un Paese nel quale la Cina ha fatto grandi investimenti. Sul fronte diplomatico, intanto, Sudan e Sud Sudan oggi hanno raggiunto un accordo ad Adis Abeba per ridurre la tensione in alcuni stati che segnano il futuro confine, soprattutto nel Kordofan meridionale. Con la mediazione dell'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki, le due parti hanno raggiunto un accordo che prevede l'incorporazione nell'esercito del nord delle milizie pro-sud che operano nel Kordofan meridionale e nel Blue Nile. Domani sono previsti nuovi incontri per concordare un cessate il fuoco. Al centro dei negoziati anche la questione petrolifera: si trovano al sud i bacini petroliferi che forniscono il 70 per cento del petrolio, la vera linfa vitale dell'economia sudanese. Dopo la minaccia del governo di Khartoum di chiudere le pipeline che pompano il greggio fino al terminale di Port Sudan, il ministro dell'Informazione del Sud Sudan Barnaba Marial Benjamin ha detto che il governo di Juba è disposto a dividere con Khartoum parte della rendita. - 24notizie.com

 
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29/06/2011 Sud Sudan: Sud chiede a Usa revoca sanzioni commerciali

Il Sud Sudan ha oggi sollecitato gli Stati Uniti a revocare le sanzioni commerciali imposte al Sudan per non colpire in particolare il settore petrolifero, vitale nell'economia del nuovo Stato che sarà proclamato ufficialmente il 9 luglio prossimo. "Abbiamo chiesto che le sanzioni imposte al Sudan siano riviste", ha dichiarato il vicepresidente sud sudanese Riek Machar rientrando a Giuba dagli Stati Uniti. "Le installazioni petrolifere del Nord - ha spiegato - sono il solo mezzo che abbiamo per esportare il greggio del Sud". Da Khartoum, il presidente sudanese Omar Hassan al Bashir, ha minacciato la settimana scorsa di chiudere gli oleodotti al greggio del Sud se il governo di Giuba rifiuterà di pagare spese di transito. Il Sudan è il terzo produttore di petrolio dell'Africa sub-sahariana, e il 75% delle sue riserve si trovano nel Sud. Washington ha imposto sin dal 1997 un embargo commerciale al Sudan e ha inoltre posto il Paese nell'elenco degli sponsor del terrorismo. - Swissinfo

 
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28/06/2011 Corno d'Africa: Peggiore siccità da 60 anni

La peggiore siccità degli ultimi 60 anni si è abbattuta su alcune regioni del Corno d'Africa: oltre 10 milioni di persone risultano gravemente colpite nelle zone afflitte di Gibuti, Etiopia, Kenya, Somalia e Uganda, hanno affermato oggi le Nazioni Unite. Il Corno d'Africa è colpito dalla peggiore crisi alimentare attualmente registrata del mondo. In alcune zone del centro del Corno d'Africa si è giunti a una situazione di carestia, ha detto la portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la coordinazione degli affari umanitari (Ocha), Elysabeth Byrs. La situazione continua a peggiorare e non si intravede alcun miglioramento fino al 2012, ha aggiunto. - Swissinfo

 
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28/06/2011 Egitto: Esercito apre alle donne, servizio militare obbligatorio per tutti

''Il servizio militare deve essere obbligatorio per uomini e donne, e' necessario che le energie di tutti i giovani siano messe a disposizione dello sviluppo della nazione''. E' quanto si legge in un comunicato inviato al Parlamento egiziano dalla Conferenza per il Consenso nazionale del Consiglio supremo delle forze armate, al potere in Egitto dallo scorso 11 febbraio quando si e' dimesso il presidente Hosni Mubarak. Il comunicato e' stato ripreso dall'edizione online del quotidiano Al-Ahram. - Adnkronos/Aki

 
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