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| News - Fino al
01/09 le news saranno aggiornate in modo saltuario |
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| 30/10/2012 Ruanda: Oppositrice Ingabire condannata a otto anni di carcere |
È stata condannata a otto anni di carcere Victoire Ingabire, l’oppositrice ruandese accusata di cospirazione contro lo Stato, terrorismo e negazione del genocidio del 1994. Il tribunale di Kigali ha emesso oggi, dopo diversi rinvii, la sentenza a suo carico assolvendola dall’accusa di propagazione dell’ideologia di genocidio. La procura aveva chiesto l’ergastolo. “Ci aspettavamo una condanna. Sappiamo che la giustizia in questo paese non è indipendente ma lavora su precisi ordini da parte del governo” ha detto alla MISNA Boniface Twagirimana, vice-presidente ad Interim del partito di Ingabire, Fdu-Inkingi. “Ma a fronte di una richiesta di ergastolo è evidente che otto anni sono quasi una vittoria. Resta l’amaro per il fatto che l’abbiano condannata senza alcuna prova” ha aggiunto l’interlocutore commentando a caldo la sentenza e confermando che “da domani ci metteremo a studiare le carte per un eventuale ricorso in appello”. In carcere dall’ottobre 2010, appena rientrata in patria dopo 16 anni d’esilio in Olanda, la leader delle Forze democratiche unificate (Fdu-Inkingi) aveva presentato un ricorso, non ammesso, in cui contestava la validità del processo a suo carico. In particolare Ingabire ha denunciato la dubbia costituzionalità della legge sull’ideologia del genocidio. Per i sostenitori della donna, tornata in Rwanda con l’intenzione di candidarsi alle presidenziali, il processo è manovrato politicamente dal governo del presidente Paul Kagame, che non tollera nessuna forma di opposizione o dissenso. L’oppositrice era fuggita dal paese ‘delle mille colline’ pochi mesi prima del genocidio iniziato nell’aprile del 1994 contro tutsi e hutu moderati ad opera di estremisti hutu. I massacri causarono, secondo l’attuale governo di Kigali, un milione di morti prevalentemente tutsi. - Misna |
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| 30/10/2012 Sierra Leone: Elezioni, violenti scontri pre-elettorali nell’est |
Almeno una decina di persone sono rimaste ferite in una serie di scontri avvenuti nel fine settimana nel distretto orientale di Kono, vicino al confine con la Guinea. A darne notizia sono le autorità di polizia ghanesi, senza fornire una ricostruzione dei fatti pur legando le violenze alle prossime elezioni generali previste il 17 novembre. I media nazionali ed internazionali evidenziano come il principale partito d’opposizione, il Sierra Leone People’s Party (Slpp), abbia accusato i sostenitori del partito al governo, l’All People’s Congress (Apc), degli scontri. L’Apc ha invece sostenuto che le violenze siano cominciate dopo un comizio organizzato dal Slpp, quando un gruppo di di giovani avrebbe cominciato ad aggredire gli abitanti della cittadina di Korquima e tentato di incendiare l’abitazione del segretario locale dell’Apc. Sono circa 2,7 milioni gli aventi diritto che dovranno scegliere il loro presidente tra nove candidati, tra i quali spiccano i nomi di Ernest Bai Koroma, in corsa per un secondo e ultimo mandato con l’Apc, e dell’ex generale Julius Maada Bio, rappresentante del Slpp. * Michele Vollaro - Atlasweb |
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| 30/10/2012 Sudafrica: Divario tra bianchi e neri nodo irrisolto della democrazia |
I sudafricani bianchi sono ancora molto più ricchi e hanno ancora opportunità di lavoro molto migliori dei loro connazionali neri, nonostante dalla fine dell’apartheid siano trascorsi 18 anni: lo dice alla MISNA Lucy Holborn, ricercatrice del South African Institute of Race Relations (Sairr), commentando i dati dell’ultimo censimento. Secondo le rilevazioni dell’istituto di statistica del Sudafrica, tra il 2001 e il 2011 anche grazie all’emergere di una nuova classe media il reddito pro capite della maggioranza nera della popolazione è aumentato del 169%; i neri, però, guadagnano in media sei volte meno dei bianchi. Holborn sottolinea che il “divario” si sta riducendo perché nel 2006 il rapporto tra il reddito pro capite dei due gruppi era di 7,5 a uno. La ricercatrice aggiunge però che il cambiamento è “lento” e che le disuguaglianze sociali continuano ad alimentare rivendicazioni, proteste e tensioni in diversi settori della vita pubblica. “I problemi principali – sottolinea Holborn – sono la scarsa qualità della scuola pubblica e la conseguente mancanza di opportunità di lavoro qualificato per la grande maggioranza dei neri”. Dal 1994 in poi il governo guidato dall’African National Congress (Anc) ha sostenuto le classi meno abbienti con sussidi e altri programmi sociali ma, secondo molti osservatori, non è stato in grado di favorire progressi decisivi sul piano dell’accesso all’istruzione di qualità e al lavoro. Stando ai dati del censimento, i neri costituiscono circa l’80% della popolazione, mentre i bianchi sono meno del 10%. Nel primo gruppo è disoccupata una persona su due, nel secondo una su dieci. È a questi squilibri che sarebbe riconducibile la disaffezione di un numero crescente di sudafricani nei confronti della classe politica e dei sindacati tradizionali, accusati di gestire il potere a proprio esclusivo vantaggio. “Le proteste dei minatori in lotta per ottenere aumenti salariali e dei tanti giovani che denunciano l’inadeguatezza dei servizi nelle township – sottolinea Holborn – sono la cartina tornasole della frustrazione per cambiamenti troppo lenti e della rabbia di chi con il suo solo salario deve spesso mantenere non uno ma diversi disoccupati”. - Misna |
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| 29/10/2012 Egitto: Scontri tra copti e musulmani Cinque feriti vicino a chiesa al Cairo |
I disordini sono scoppiati nel villaggio di Ezbet Marco, quando un gruppo di musulmani ha tentato di bloccare l'ingresso dei copti nella chiesa per la messa. Cinque copti sono rimasti feriti in scontri con un gruppo di musulmani nei pressi di una chiesa in un villaggio a sud del Cairo. Lo riferiscono i media egiziani. I disordini sono scoppiati ieri nel villaggio di Ezbet Marco, nel governatorato di Beni Suef, quando un gruppo di musulmani ha tentato di bloccare l'ingresso dei copti nella chiesa per la messa. L'intervento delle forze di sicurezza ha poi riportato la calma nel villaggio. I copti si preparano al Cairo intanto all'elezione del loro nuovo papa come successore di Shenouda III, deceduto lo scorso marzo. I membri di un consiglio di circa duemila persone, tra vescovi della Chiesa copta e rappresentanti delle varie diocesi, sceglieranno il loro candidato tra cinque nomi e i tre con il maggior numero di consensi saranno scritti su altrettanti bigliettini chiusi in un'urna nella cattedrale di San Marco al Cairo. La procedura si concluderà il 4 novembre, quando un bambino bendato estrarrà uno dei bigliettini. Il nome estratto sarà quello del 118esimo capo della Chiesa copta, che si insedierà con una cerimonia al Cairo, il 18 novembre. Tra i cinque nomi, selezionati da una commissione di quattordici membri del Sinodo appositamente costituita dopo la morte di papa Shenouda, si contano due vescovi e tre monaci: il 58enne Raphael, vescovo ausiliario del Cairo, consigliere di Shenouda e membro del sinodo della Chiesa copta; il 60enne Tawadros, vescovo ausiliario della Chiesa copta e aiutante del reggente pro-tempore, Pachomios; il frate 49enne Pachomios al-Syriani del monastero di Paromeos a Wadi al-Natrun, che attualmente vive in Italia; il frate 60enne Raphael Ava Mina, del monastero di San Mina, vicino Alessandria; il frate 53enne Seraphim al-Syriani, del monastero di Paromeos, che vive negli Stati Uniti. La Chiesa copta conta sedici milioni di fedeli in tutto il mondo. In Egitto i seguaci di questo credo sono la principale minoranza religiosa e rappresentano circa il 10% della popolazione. - Adnkronos |
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| 29/10/2012 Kenya: Scontri polizia manifestanti, 4 morti a Kisumu |
Quattro persone sono rimaste uccise a Kisumu, nella provincia nord occidentale del Kenya, nel corso di violenti scontri tra la polizia e un gruppo di giovani che protestavano per l'uccisione di un aspirante parlamentare del Movimento Democratico Orange (Odm). Le vittime, secondo quanto riportano i media locali, sono state uccise da gas lacrimogeni esplosi all'interno di un negozio in cui si erano rifugiati per sottrarsi alle violenze in corso tra la polizia antisommossa e i rivoltosi. I manifestanti hanno anche bloccato l'autostrada Kisumu - Kakamega e distrutto alcune abitazioni di villaggi limitrofi. Shem Onyango, conosciuto con il nome di Kwegah, è stato ucciso questa mattina con alcuni colpi di arma da fuoco esplosi contro di lui da un gruppo di sconosciuti mentre era in compagnia della moglie presso il famoso Mamba Hotel. La donna non è in pericolo di vita. - Swissinfo |
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| 29/10/2012 Mali: Anche l’Unione Africana nomina un rappresentante per Mali e Sahel |
L’Unione Africana (UA) ha nominato un alto rappresentante per il Mali e il Sahel, allo scopo di rafforzare gli sforzi dell’organizzazione continentale nella risoluzione della crisi. L’UA ha scelto l’ex presidente burundese Pierre Buyoya per ricoprire l’incarico, a partire da un ufficio che aprirà nelle prossime settimane nella capitale maliana, Bamako. Presidente del Burundi dal 1987 al 1993 e dal 1996 al 2003, Buyoya ha preso il potere due volte con le armi ma si è costruito una reputazione di rispetto restituendolo ogni volta con il dialogo. Mercoledì l’UA ha reintegrato il Mali, dopo averlo sospeso in seguito al colpo di Stato contro il presidente Amadou Toumané Touré lo scorso 22 marzo. L’UA sostiene il Mali nel suo intento di riconquistare il nord del paese caduto in mano a gruppi armati estremisti, anche attraverso l’intervento di un contingente militare africano. - Atlasweb |
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