|
|
LIBRI, a cura di Marco
Trovato
|
DA MADRE A MADRE
Il nuovo libro di Sindiwe Magona, voce e memoria del Sudafrica Il 25 agosto del 1993 a Guguletu, una township in Sudafrica, Amy Biehl, una ragazza bianca, viene uccisa da un gruppo di ragazzi neri al grido di “un colono una pallottola”. Amy Biehl è bianca ma non è una colonizzatrice: è una studentessa americana con una borsa di studio per un’università di Città del Capo; lavora come volontaria alla preparazione delle prime elezioni democratiche in Sudafrica.
Il libro Da madre a madre di Sindiwe Magona, scrittrice sudafricana, parte da questo fatto realmente accaduto. È scritto sotto forma di lettera che Mandisa, la madre di uno dei quattro assassini di Amy, rivolge alla madre della ragazza uccisa. «Ho scoperto che uno dei ragazzi che aveva ucciso la studentessa americana era il figlio di una mia amica d’infanzia e ho provato un dolore profondo per la sua storia», spiega l’autrice del libro. Nella mia cultura se fai un torto a qualcuno, indipendentemente da quanto viene stabilito in giudizio, hai il dovere di presentarti faccia a faccia e dire “Mi dispiace”.
Purtroppo la madre dell’assassino non era riuscita a finire gli studi e quindi non sarebbe stata capace di parlare in inglese con la signora Biehl. Allora ho pensato di realizzare questo libro». Sindiwe Magona scrive per raccontare la situazione in cui l’omicidio è maturato: l’apartheid, l’illegalità, la mancanza di diritti, le scarse opportunità di lavoro soprattutto per i giovani e per le donne, le carenze del sistema educativo, i trasferimenti forzati delle persone dalle città in cui avevano sempre vissuto alle township, l’alterazione dei riferimenti morali e culturali…
Anche Sindiwe Magona ha vissuto tutto questo sulla propria pelle: ha lavorato come domestica (uno dei pochi lavori consentiti alle donne africane a quei tempi), ha cresciuto da sola i suoi tre figli e solo a costo di grandi sacrifici è riuscita a studiare per corrispondenza fino al conseguimento della laurea e di un Master in scienze sociali, per poi lavorare alle Nazioni Unite e al tribunale per i crimini contro le donne. Da madre a madre è un libro coerente con la sua vita. «La madre di Amy Bielh, dopo averlo letto, mi ha ringraziato - racconta Sindiwe Magona -, per me è stato come ricevere un premio». Un premio meritato.
(Anna Fresu, associazione “Scritti d’Africa”)
Sindiwe Magona, Da madre a madre
Edizioni Gorée, Iesa (SI) - Collana Diritti e Rovesci, pagg. 289, euro 16,00
|
|
|
|

Transit di Abdourahman A. Waberi Transit è la zona aeroportuale in cui si sfiorano, senza conoscersi, un mercenario e un intellettuale, entrambi provenienti dallo stato africano di Gibuti. I due protagonisti raccontano (ciascuno con il proprio bagaglio linguistico: il primo rozzo e sgrammaticato, l’altro raffinato e lirico) le loro storie diverse, che si intrecciano con le vicende politiche e sociali del loro Paese, componendo un quadro narrativo originale e suggestivo. (G.
Radovix) Morellini 2005,
pagg. 147, euro 12,00 |
Tunisia del Sud di Robo Gabr’Aoun Una guida preziosa per avventurarsi nel cuore del Sahara tunisino: tra oasi rigogliose, dune di sabbia e piste immerse nel silenzio. Particolarmente curata la regione dei Chott e quella degli Ksour, dove vengono indicati interessanti itinerari naturalistici corredati da punti Gps. Polaris 2006,
pagg. 252, euro 27,00  |

Musulmani buoni e cattivi di Mahmood Mamdani Inchiesta, provocatoria e allarmante, sulle origini del fondamentalismo religioso. Una approfondita analisi politica e sociale dei nostri tempi. Che solleva serie e difficili domande. Lettura consigliata. Laterza 2005,
pag. 330, euro 16,00
|
MUSICA, a cura di Claudio
Agostoni
|
Souad
Massi
MESK
ELIL
In Francia c’è arrivata nel gennaio 1999, per partecipare a Femmes d’Algérie, un festival organizzato alla Villette per la fine del Ramadan. A casa non è più tornata. Il rapporto con le radici è rimasto nelle sue canzoni, composizioni dove l’emozione del folk viene esaltata dagli ardori dei vocalismi orientali. Alcuni critici l’hanno definita ‘la prima cantante folk del mondo arabo’, mettendola a fianco di star come Joan Baez e Tracy Chapman. Sostanzialmente non si smentisce neppure in questo nuovo album, una raccolta di canzoni che evocano struggimento, dolore e disperazione. Impagabile il duetto con il mauritano Daby Touré in
Khalouni. Cult.
|
Natalie
Natiembé
Sankèr
Il maloya era un ritmo molto amato dagli schiavi dell’isola della Riunione, quel piccolo dipartimento d’oltremare francese che galleggia in mezzo all’oceano Indiano. Figlio di ancestrali liturgie religiose, incarnava il lato profano del culto e veniva cantato e danzato nei kabars, luoghi all’aperto e popolari. È un ritmo lento, riflessivo, simile al blues di New Orleans, che col tempo ha inglobato echi reggae, afro e pulsioni salsere. Nathalie Natiembé è oggi una delle rappresentanti più apprezzate di questa sorta di maionese musicale. Il suo è un lavoro di ulteriore miscelazione tra l’anima indigena, i suoni dell’Africa nera e quelli del subcontinente indiano: una mistura che sta creando un nuovo linguaggio sonoro. Sorprendente.
|
AA.VV.
African
Rebel Music

«…Aprite i vostri occhi e guardatevi dentro / siete soddisfatti della vita che state vivendo? / Noi sappiamo dove stiamo andando; sappiamo da dove veniamo / Stiamo lasciando Babilonia, per tornare nella terra di nostro padre…». Così cantava Bob Marley in Exodus. Oggi sappiamo che gli afroamericani sono rimasti dall’altra parte dell’Atlantico e a tornare nella terra dei loro padri è stata la loromusica. Questo cd ne è una testimonianza inconfutabile: 17 saggi in levare, partoriti negli angoli più ‘oscuri’dell’Africa. Dall’Uganda alla Mauritania, dallo Zambia al Ghana. Artisti, spesso sconosciuti, che alzano la bandiera del reggae: l’unica, spesso, che garantisce loro di poter finalmente farsi ascoltare. Indispensabile. |
Ladysmith
Black Mambazo Long
Walk to Freedom Protagonisti di una esemplare fusione tra la musica zulu e quella gospel, i Lbm sono tra i gruppi sudafricani più noti in Occidente grazie alla collaborazione negli anni Ottanta con Paul Simon per il ‘discusso’Graceland. Per questo cd non stravolgono la propria proposta, limitandosi ad ospitare un nutrito manipolo di artisti che impreziosiscono (e rendono più commerciabile) il lavoro. Se in Shosholoza, un successo di qualche anno fa, si incontrano diverse generazioni della musica sudafricana (tra gli altri Hugh Masekela, Lucky Dube,Vusi Mahlasela…), negli altri brani si scomodano star internazionali come Emmylou Harris, Taj Mahal, ZapMama… Piacevole.
|
Ecco dove trovare i cd:
radio on line Si chiama Radio Tam Tam
(www.seneweb.com) ed è un’emittente online, che trasmette da New York:
tanta buona musica e qualche trasmissione a microfono aperto con gli ascoltatori.
Tra gli appuntamenti più seguiti, il lunedì alle 17 l’approfondimento (in lingua wolof) sulla realtà politica, sociale ed economica del Senegal, condotto dal giornalista Souleymane Jules Diop.
In palinsesto anche trasmissioni in francese e in lingua pular.

|
|
|
|
|