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IL VIAGGIO

COME ARRIVARE

Dall’Italia si vola a Douala, capitale economica del Camerun, e poi, ancora in aereo, si raggiunge la città di Garoua, nel nord del Paese. Le principali compagnie che effettuano i collegamenti dall’Europa sono Cameroon Airlines, Air France e Sabena. 

QUANDO

 Il periodo migliore per il viaggio va da ottobre a maggio, quando la temperatura sulle montagne è gradevole e le piogge non sono frequenti. 

NORME SANITARIE

È obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla. Sono consigliate la vaccinazione contro tifo, epatite A e la profilassi antimalarica. È opportuno adottare rigorose precauzioni igieniche utilizzando soltanto acqua minerale e alimenti ben cotti. 

PARTIRE 

Il tour operator Kel 12 Dune (tel. 02 2818111, www.kel12.com) organizza un trekking di 10 giorni nella regione dei Koma: un’occasione preziosa per scoprire un mondo ancora autentico, in un ambiente maestoso e spettacolare. Il costo è di circa 2.700 euro, compresi i voli. In alternativa, segnaliamo il tour tra le popolazioni del nord del Camerun proposto da Azalai Viaggi: 1

 

 

 

 

Nel nord del Camerun, sulle cime isolate dei Monti Alantika, ha trovato rifugio una piccola e nobile tribù, ferma all’età neolitica. La sua esistenza scorre lenta, protetta da formidabili barriere naturali, tra usanze e rituali immutati da secoli

KOMA, IL POPOLO DIMENTICATO DAL TEMPO

donne e bambini

di Massimo Bocale

 

A poche ore di macchina da Garoua, principale città del Camerun settentrionale, è ancora possibiledonna con bambino incontrare un popolo che vive secondo tradizioni e costumi ancestrali: i Koma. Sono una delle ultime tribù animiste e pagane in una regione abitata da popoli convertiti al Corano. 

Proprio per sfuggire alle persecuzioni degli schiavisti musulmani, i Koma sono stati costretti ad abbandonare, nel XVII secolo, le rigogliose pianure del nord del Paese, per rifugiarsi sui monti Alantika (un nome che, non a caso, significa “terra dimenticata da Allah”), una zona impervia al confine con la Nigeria, costituita da un caos di rocce granitiche accatastate dalla natura in ciclopiche composizioni.

Alla corte dei RE 

Sui monti Alantika non vi sono né strade né piste e l’esplorazione può avvenire solamente a piedi attraverso sentieri scoscesi: la carrozzabile che attraversa lacacciatori e serpente vasta pianura bagnata dal fiume Faro termina infatti alle pendici della catena montuosa. Il villaggio di Wangai, punto di partenza della escursione, è abitato in maggioranza da commercianti e pastori delle etnie Fulbe e Hausa. 

Qui in pianura la legge è ancora amministrata dal Lamido, un sovrano aristocratico e feudale, che sopravvive per volere della Repubblica camerunense. Il suo tradizionale potere giuridico e religioso non si è logorato col tempo: ancora oggi, alla sua corte accorrono sudditi da ogni villaggio, per chiedere udienza e sostegno. 

Lui,monarca carismatico dal portamento solenne, impartisce ordini e benedizioni, perennemente avvolto in un’ampia tunica bianca, finemente ricamata con fili dorati.

Isolati sui monti

abitazione

Ma l’autorità del Lamido non ha alcun valore sui monti Alantika. Lassù, nei piccoli villaggi protetti dalle falesie, valgono ancora le antiche leggi sociali dei Koma, che non hanno un vero e proprio capo. Il consiglio degli anziani è il loro massimo organo di potere, incaricato di risolvere le controversie, assicurare la pace sociale, difendere la comunità dagli spiriti maligni. 

Il consiglio è affiancato dal fabbro, la persona preposta alla preparazione materiale dei rituali più importanti: i sacrifici propiziatori, i funerali, ma soprattutto le iniziazioni. Attraverso il rito della circoncisione, che sancisce il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, i bambini maschi vengono liberati della tutela della madre e ammessi nel gruppo degli adulti. 

Le ragazze, invece, passano all’età adulta attraverso una vera e propria prova “iniziatica”: tra i 12 e i 14 anni di età, hanno l’obbligo di trascorrere tre mesi nella savana, isolate da tutti, per dimostrare di sapersela cavare. Solo dopo aver superato questa prova, possono sposarsi: alle giovani “iniziate” vengono estratti i denti incisivi, affinché il loro nuovo status sociale sia ben visibile a tutti.

gonne di foglieLa donna Koma per tradizione indossaun gonnellino di foglie fresche che sostituisce ogni due giorni, quando questo è ormai "appassito". Gli uomini hanno da tempo abbandonato il drappo di cotone che utilizzavano per coprire il corpo e l'astuccio penico per convertirsi ai pantaloni

 

Usanze da scoprire

Per scoprire questa Africa fuori dal tempo bisogna inoltrarsi a piedi seguendo gli impervi sentieri che collegano tra loro sperduti villaggi. A 1.300 metri di quota, a ridosso di una parete rocciosa, si nasconde Bilmerou, il primo villaggio abitato dai Koma. 

A prima vista le abitazioni appaiono abbandonate e non c’è traccia degli abitanti, ma basta sostare qualche istante per vederli spuntare incuriositi dallo straniero: molti di loro non hanno mai visto un uomo bianco. I Koma sono un popolo di agricoltori e cacciatori, fermo all’età neolitica. 

Con l’ausilio di rudimentali zappe di legno, coltivano miglio, cotone, manioca e banane. La selvaggina viene cacciata ancora oggi con arco e frecce avvelenate. 

cacciatori

Alcuni clan praticano l’allevamento di vacche e tori, la cui importanza sociale è ben evidente in occasione dei matrimoni (dove gli animali fungono da dote per la famiglia della sposa) e dei riti funebri (durante i quali i corpi dei defunti vengono avvolti in una o più pelli di toro).

Buffoni impertinenti

Ma l’usanza forse più curiosa dei Koma sopravvive nella figura dei buffoni del villaggio, imprevedibili e irriverenti “pagliacci neri” che si materializzano durante i balli serali e le feste tradizionali. Sporchi di fuliggine e addobbati con berretti piumati, più simili ai giullari medievali che ai clown, i buffoni dei Koma hanno il compito di schernire e deridere la gente del villaggio. 

villaggio Li chiamano bouffons peteur perché si esibiscono in rumorosi “peti”, tra le risate fragorose di uomini, donne e bambini. I loro impudenti rumori corporali, accompagnati da gesti osceni e maleducati, servono a rompere i tabù per lasciare spazio agli istinti e alla goliardia: infrangendo temporaneamente le rigide norme su cui è basata la società, i buffons peteur svolgono una funzione catartica che libera l’individuo dall’angoscia connessa alle difficoltà della vita. 

Le loro performance sono davvero uno spettacolo imperdibile: il turista di passaggio può chiedere al consiglio degli anziani l’autorizzazione per aggregarsi ad una festa serale. Il permesso verrà concesso con piacere. E anche se non dovesse esserci in programma alcuna festa, vale la pena accamparsi vicino alle capanne dei Koma.

Dopo il tramonto l’intero villaggio si anima, illuminato da piccoli fuochi. Alcune donne, con l’immancabile pipa in bocca, triturano il miglio su mole di granito, altre cucinano il boule, la minestra tipica della zona. I giovani chiacchierano amabilmente, gli uomini si riposano appoggiati ai loro archi, mentre i bambini si rincorrono per gioco. Il momento è magico, sembra l’alba dell’uomo.


Le teste delle donne

le teste delle donneIl nord del Camerun è un intricato crocevia di genti diverse e non è facile per un viaggiatore occidentale individuare le differenze tra un popolo e l’altro. 

A svelare l’appartenenza etnica sono le donne, sulle cui teste si trovano copricapo e acconciature particolari, che talvolta cambiano le teste delle donne di villaggio in villaggio. Imparare a riconoscere i canoni estetici femminili può aiutare a orientarsi nel mosaico etnico camerunese. 

Alcune donne koma hanno i capelli raccolti in trecce impastate con fango e burro sulle quali viene spalmata della terra rossa. 

Nel villaggio di Oudjilla, sui monti Mandara, lele teste delle donne donne kirdi indossano un curioso copricapo fatto di perline colorate sormontate da una penna di gallina sulla quale viene inserito un pompon di pelo di marmotta.

 Non meno originale è il “casco” usato dalle donne hidè, specie in occasione del mercato settimanale di Tourou: a decine indossano delle zucche secche tagliate a metà (calebasses) colorate di rosso e decorate con disegni geometrici.

 

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