|
Le vie del Signore
Di Alberto Rovelli

Un giorno sono andato a Ondogu dove vive Moïse con la sua famiglia, tutti catecumeni (persone che si stanno preparando a ricevere il battesimo ndr). Il villaggio è in una zona bellissima, ma per arrivarci bisogna pagarne il prezzo in scossoni e sbalzi che ti sconquassano le ossa.
Sono accolto dai figli di Moïse con tanta simpatia nella chiesetta che ha appena finito di costruire; dopo una mezz’ora arriva anche lui, si scusa di non essere potuto venire prima, ma si sente che ha fretta di ascoltare le ultime notizie delle altre comunità cristiane: è molto isolato, sono anni che un padre non passa più in casa sua.
Poi chiedo a Moïse di raccontarci come ha incontrato Gesù Cristo, là nel suo villaggio, lontano da ogni via di comunicazione. Ed ecco il suo racconto:
Ritornavo dai campi, vero il tramonto; ero ormai vicino al villaggio quando incontro due persone, un dogon e un uomo bianco.
Incuriosito gli chiedo “Da dove venite? Chi siete? Cosa cercate?”
E il dogon mi risponde: “Veniamo da Bandiagara; io sono di Pelu, mi chiamo Ambere e aiuto padre Marcel a tradurre il Vangelo. Vogliamo parlarvi di Gesù”.
Non capisco niente del motivo del loro viaggio ma visto che mi chiedono di portarli dal più anziano del villaggio gli faccio strada.
Dopo i saluti e le presentazioni l’anziano mi dice: “Siccome sei tu che li hai incontrati, occupati di loro. Questa sera non ho più nulla per la cena”.
Esco in fretta, corro a casa e dico a mia moglie di darmi due misure di farina e un po’ di pesce secco poi ritorno dall’anziano e consegno quanto servirà per la cena degli ospiti.
Non so come spiegarlo ma da quel gesto è nato in me un sentimento di simpatia, di fiducia per quei due stranieri e per le parole dette da loro davanti a tutto il villaggio.
I due stranieri dopo una settimana ripartirono e per due o tre anni non seppi più nulla di loro. Con alcuni amici continuavamo a riunirci sotto un albero e ripetevamo le preghiere che ci avevano insegnato.
Poi nel 1973-74 ci fu una grave siccità e un giorno vidi entrare nel villaggio un grosso camion; beh, non ci crederete ma ne scesero proprio i due stranieri.
Riunirono tutti i capi famiglia e distribuirono miglio a tutti. Da quel giorno il gruppo di preghiera crebbe moltissimo: tutto il villaggio voleva pregare con noi.
Poi il camion non venne più; i due stranieri vennero ancora, ma solo con la Bibbia. Una grossa delusione si fece largo nel cuore di tanti che disertarono il gruppo; alla fine rimasi solo con mia moglie e i figli.
Com’ è difficile il cammino di Gesù!
Oggi, dopo tanti anni, posso dire che sono state quelle due misure di farina date ai due ospiti ad aprirmi il cuore per seguire Gesù e restargli fedele.
I figli pendevano dalle labbra del papà, nessuno voleva perdere una sola parola. Per me è stata la più bella lezione di catechesi e la più bella professione di fede! Le vie del Signore non sono le nostre, ma per tutti Lui ha in serbo il tempo e il luogo dell’incontro.
Buon anno!
|