LIBRI, a cura di Marco Trovato

 

jazz e vino di palmaJazz e vino di palma
 di Emmanuel Dongala

Ci sono otto buoni motivi per leggere questo libro e sono gli otto racconti che lo compongono. Otto storie mai banali, che indagano sul difficile rapporto fra tradizione tribale e razionalismo. Il racconto che dà il titolo al libro oscilla fra comicità e fantascienza e fa da trait d’union fra le prime cinque storie d’ambientazione africana e le ultime due che si svolgono negli Stati Uniti. Lo struggente A love supreme che chiude il volume è un inno d’amore per il jazzista scomparso John Coltrane, dove si respirano i toni elegiaci e il profondo respiro della sua musica. Da non perdere.  (Gilberto Radovix).

Edizioni Lavoro 2005
pp. 119 € 10,00

Se mio figlio gioca con Mohammed
di Raffaele Mantegazza

Un manuale per capire le infinite differenze tra gli esseri umani e provare a considerarle come risorse piuttosto che come ostacoli. Un tentativo di superare sia il razzismo sia il facile buonismo che non si lascia interrogare dallo shock della differenza. Una raccolta di esperienze, giochi, suggerimenti per aiutare i bambini e i ragazzi a crescere e vivere in un mondo sempre più colorato. Un regalo natalizio intelligente che piacerà a figli e nipoti.

Fabbri editori 2005,
pp.173 € 14,00

se mio figlio gioca con mohamed

l'invenzione dell'africa

L’INVENZIONE DELL’AFRICA
di Niccolò Rinaldi

 Originale approccio ai problemi e alle ricchezze dell’Africa in forma di dizionario “ragionato”, dove si intrecciano riflessioni e appunti di viaggio. La prefazione è curata da Walter Veltroni, che esorta a impegnarsi nella solidarietà internazionale: “Il mondo è uno e uno solo. Ed è solo insieme con l’integrazione e la cooperazione, che troveremo le risposte. Cominciamo anche, come fanno queste pagine, raccontando l’Africa a chi si mostra indifferente. A un passo ne potrà seguire un altro, e un altro ancora. E forse un giorno potremo dire che la povertà, e i mali dell’Africa, non sono una fatalità, ma qualcosa che può diminuire fino a sparire”.

 Edizioni la meridiana 2005,
 pp. 205, € 15,00

pinocchio nero
di Marco Baliani

pinocchio nero

 Pinocchio nero è uno spettacolo nato da un progetto di recupero dei ragazzi di strada in una baraccopoli di Nairobi che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Ma è anche il racconto di una metamorfosi che, proprio come accade nel libro di Collodi, trasforma venti burattini di legno in bambini con un corpo, una voce e una cittadinanza.

RCS Libri 2005,
pp. 174, € 13,00

Parabola della vecchia tartaruga
di Pepetela

Un romanzo che l’autore racconta di aver scritto come “esorcismo contro la guerra” che ha dilaniato per lunghi anni l’Angola. I suoi protagonisti, però, non sono i soldati o i guerriglieri dell’una o dell’altra parte; bensì la parabola della vecchia tartarugagente comune, i contadini, che questa guerra la subiscono ma non ne conoscono né comprendono le ragioni e che si spostano continuamente, per sopravvivere, rispettando la terra e i suoi cicli, perseguendo i valori antichi della giustizia, dell’onore e della solidarietà. Una storia, tra mito e realtà, magistralmente narrata da Pepetela, coinvolgente come una favola, profonda e vera come una parabola. (Anna Fresu - Scritti d’Africa)

BESA Editrice, Nardò (LE), 2000,
pp. 160, € 12,39 

MUSICA, a cura di Claudio Agostoni

The Kings of Benin Urban Groove 1972-80
 T.P. ORCHESTRE POLY-RYTHMO
 Sound way records

copertina

 Il Benin, sulle enciclopedie musicali, in genere compare solo grazie ad Angelique Kidjo. Eppure la T.P. Orchestre Poly-rytmo, come è dimostrato dalla loro sterminata discografia, è una delle più prolifiche band del contenente nero. Tutto ebbe inizio nel 1966 in un night di Cotonou dove Fallace Creppy, un promoter locale, scritturò i tre musicisti che poi divennero la spina dorsale dell’orchestra: Melome Clement, Eskill Lohento e Francois Hoessou. La prima incisione (Angelina) fu anche il primo di una lunga serie di successi locali. Tre anni dopo, con l’adozione del nome che poi la rese famosa, si aggregò alla band Bernard Zoundegnan, per tutti semplicemente Papillon. Fu l’inizio di una leggenda che finalmente trova in questo album (utile a tutti, ma imperdibile per chi ha amato la musica di Fela Kuti) una doverosa testimonianza.

Cessa kiè la vérité
MAGIC SYSTEM
Virgin

 Sono la punta di diamante di un genere musicale ivoriano, lo zouglou, che non ha peli sulla lingua e che con un linguaggio ironico e sfrontato nelle sue canzoni parla di sesso, politica, pregiudizi etnici e religiosi. I Magic System con i loro ritmi travolgenti con questo disco si sono imposti anche in Francia, ma non bisogna mai dimenticare che sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno culturale che da una decina d’anni sta sconvolgendo i codici della società africana. I musicisti zouglou - ad Abidjan se ne contano a centinaia - sono diventati i portavoce di una gioventù che soffoca sotto il peso della tradizione ed è sempre più delusa dai suoi “fratelli maggiori”. Se li si riduce ad una dance band, i primi a rimanerci male sono loro.

copertina

Nhava
Olivier Mtukudzi
Heads Up /I.R.D.

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53 anni, primo di sette figli, capofamiglia dopo la prematura scomparsa del padre, Olivier Mtukudzi è uno dei più grandi e innovativi esponenti della scena musicale dello Zimbabwe: una musica, la sua, che riesce a coniugare la tradizione della mbira con la modernità del jive, della rumba, del soul e del reggae. I suoi testi non sono mai banali: “Ogni canzone dell’album” ci ha spiegato Olivier “ha come filo conduttore la vita di ognuno di noi e invita a riflettere sull’importanza della vita stessa. È qualcosa di universale, che accomuna tutti e tutte le culture”. In Nimipia, per esempio, lancia un messaggio preciso: “L’umiltà apre le porte alla vita”. Altrove auspica l’unità dei popoli (Menzva Kudzimba), parla di lavoro e di immigrazione (Izere Mhepo), paragona la vita a un giardino che necessita di cure quotidiane (Tiri Mobindu) e nella conclusiva Dzidziso invoca l’aiuto di Dio. Una spiritualità, quella presente in questo brano, che sottotraccia è presente in tutto il lavoro e ne rappresenta il filo conduttore.

Nu monda
TCHEKA
Lusafrica

Grazie a Cesaria Evora il mondo ha conosciuto il profumo inebriante e il sapore dolceamaro della morna. Ma a Capoverde, la manciata di isole alla deriva nell’Atlantico, ci sono anche altri ritmi degni di essere conosciuti - batuque, talulu, tabanka…-. Ce lo ricorda un giovane chitarrista originario di Santiago, la più africana delle isole dell’arcipelago. Questo è il suo secondo album (il titolo letteralmente significa “matrimonio”) ed è la conferma che Tcheka va considerato una sorta di ‘pop-griot’ capoverdiano, abile nel lanciarsi in una pericolosa danza senza rete. In commercio c’è una versione con doppio cd, che include anche un live registrato il 22 giugno 2004 al Teatro Municipale Maria Matos di Lisbona: se lo trovate non fatevelo scappare.

copertina

Ecco dove trovare i cd:

  • Roma:       Nuova Rinascita in via delle Botteghe Oscure , 5 Tel. 06.69922436   
  • Milano:      Buscemi in Corso Magenta 31 Tel. 02.804103 
  • Internet:  www.ird.it                    importatore italiano di etichette afro
                      
    www.lusafrica.com       per artisti dell’Africa lusofona
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