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INSEGNE “GLOBALIZZATE”
 negozi al passo coi tempi

Cambiano i tempi e cambiano i nomi dei negozi. In Ghana i sincretismi tra le sfera spirituale e quella commerciale sono in piena evoluzione. 

Lo dimostra, tra l’altro, la presenza sempre più diffusa della parola “global” nelle insegne delle attività commerciali: c’è la Global Messiah Water, il Global God Commercial Center, la Global Paradise Agency, etc. 

Nulla di strano: anche in Ghana, come nel resto del mondo, si è entrati nell’era della globalizzazione e stare al passo dei tempi è la prima regola per un’attività commerciale.

 

 

 

CONFINE INVISIBILE

Il cristianesimo arrivò in Ghana sotto forma di cattolicesimo nel 1471 assieme ai portoghesi, i quali costruirono nel castello di Elmina, sulla costa, la prima chiesa cattolica nel Golfo di Guinea. 

Ai portoghesi seguirono nel 1637 gli olandesi, ferventi protestanti, e poco dopo danesi, prussiani, francesi ed inglesi, tutti interessati dalla presenza di oro, legno pregiato, spezie e schiavi.

Sebbene gli europei furono avari nel costruire infrastrutture non lo furono nell’evangelizzare le zone sotto il loro controllo. 

Solo il Nord del Paese restò prevalentemente musulmano. Ancora oggi il Ghana è attraversato da una invisibile confine che delimita le regioni settentrionali a maggioranza islamica da quelle cristiane.

      

Affari divini

I commercianti ghaneani puntano sulle insegne religiose

In Ghana la religione va a braccetto con il business. Basta dare un’occhiata ai nomi dei negozi per accorgersene: qui le insegne sono “sacre” e ricordano preghiere, personaggi biblici, episodi narrati dai Vangeli. Perchè Dio attira molti clienti

di Marco Lena - foto di Sabrina d'Alessandro

insegna "divina"

Fare la spesa in un negozio di alimentari che si chiama Clap for Jesus (Applausi per Gesù) o comprare del pane in un forno il cui motto è God With Us (Dio con noi), può sembrare strano ma in Ghana è normale: in questo Paese infatti ovunque si volge lo sguardo ci s’imbatte in insegne di attività commerciali riportanti significati religiosi. 

Questo alone di religiosità ricopre tutto: dalle piccole botteghe ai grandi centri commerciali, dagli uffici pubblici alle confezioni di acqua potabile, dai fiammiferi agli adesivi, dai vestiti ai calendari venduti ai bordi delle strade.

STRANI SINCRETISMI

insegna In Ghana la religione tradizionale animista si è intrecciata e sovrapposta alla fede cristiana, portata dai conquistatori europei. Oggi circa metà della popolazione frequenta chiese cattoliche, anglicane, metodiste o presbiteriane. Ma non rinuncia per questo a credere nelle divinità del pantheon africano. 

In questo strano sincretismo di fedi e di spiritualità diverse, si inserisce il successo di molte sette pentecostali o apocalittiche, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, che fanno breccia nella società anche grazie ad una impressionante opera di marketing e di pubblicità. I nomi delle chiese si moltiplicano di giorno in giorno. 

La corsa al proselitismo è sempre più frenetica, i pastori fanno a gara a chi si accaparra più fedeli (e più soldi). In Ghana la religione è diventata un vero e proprio business. 

A dimostrarlo sono anche le insegne dei negozi: non è un caso infatti se, parallelamente al moltiplicarsi delle nuove sette cristiane, si è diffusa l’usanza di “battezzare” un’attività commerciale con il nome di un santo o con frasi tratte dalle sacre scritture, o ancora con preghiere ed esortazioni spirituali. 

Oggi, mettendo in ordine cronologico i nomi dei negozi, si può ripercorrere l’intera vicenda della creazione del mondo sino all’apocalisse senza dover aprire la Bibbia: tutta la storia è scritta sulle insegne e sugli adesivi che si susseguono, senza soluzione di continuità, ad ogni angolo di strada.

INSEGNE BIBLICHE

Il Garden of Heaven (Giardino del Paradiso) è un negozio di sementi che si trova vicino alla capitale Accra. Più ambiguo è l’Eva’s wine shop (negozio del vino di Eva), poiché nella maggior parte delle chiese i pastori predicano contro l’uso di vino e birra. In alternativa agli alcolici, i ghaneani possono bere la Moun Zion prayer (preghiera del Monte Sion), acqua potabilizzata, venduta per strada in buste di plastica su cui sono stampate immagini bibliche.

 Altri negozi e attività commerciali dai nomi curiosi sono il King Salomon shop (negozio di Re Salomone), il Miracle shop (negozio del Miracolo), il Wonderful Jesus Alluminium (officina Meraviglioso Gesu), il Te deum book shop (libreria Te deum), il New look in Jesus beauty center (centro estetico Nuovo Sguardo in Gesù), il Trinitàinsegna Center (centro commerciale Trinità), l’Halleluya Hardware shop (ferramenta Halleluya), tanto per citarne alcuni. Nei pressi di Sogakofe, sul Lago Volta, è presente una missione di padri comboniani e un negozio nei pressi si chiama God blessed Daniele Comboni, God is Great (Dio benedica Daniele Comboni, Dio è Grande).

VANGELO IN MOVIMENTO

Particolarmente sensibile al messaggio biblico è il mondo dei trasporti, dove ogni insegna e nome commerciale ha legami con la religione cristiana. 

Qualche esempio? La Promiseland station (la stazione Terra Promessa), nella periferia di Accra, assicura coi suoi numerosi pulmini ogni sorta di collegamento, ma poiché non esiste un orario ufficiale per le partenze e per gli arrivi (i bus partono quando sono pieni), il nome è quanto mai azzeccato: non è la terra promessa una meta lontana e raggiungibile solo percorrendo una strada impervia e zeppa di insidie? La fantasia dei ghaneani non ha limiti: Father forgive them (Padre perdonali), sono parole che campeggiano su molti taxi di Accra. 

Persino la benzina Glory Oil, con tanto di simbolo a forma di goccia color rosso sangue, è un chiaro rimando al sangue di Cristo versato sulla croce per salvare il mondo. E quando il concetto che si vuole esprimere è troppo lungo, e la disponibilità di spazio o di soldi non permette di esplicarlo completamente con una insegna, i riferimenti sono abbreviati secondo la legenda della Bibbia. 

Dunque la scritta Matthew 10,28, che fa bella mostra di sé sulla carrozzeria di un camion, invita i fedeli a leggere il Vangelo di Matteo, e l’adesivo Mark 15:16 che campeggia sul vetro anteriore di un pulmino, indica sicuramente il versetto del Vangelo di Marco preferito dall’autista. Così l’evangelizzazione in Ghana diventa itinerante.

LINGUE E FEDI DIVERSE

insegnaUna delle scritte più gettonate e popolari è Lord is my sheperd (Il Signore è il mio pastore) e la si può trovare abbinata ad un beauty center, ad una panetteria, ad un negozio di telefonia, o come adesivo assieme all’immagine di Gesù, biondo con gli occhi azzurri, che accarezza una pecorella. Il negozio Adoremus e l’allevamento Holy Family ci portano ai primi momenti della vita di Cristo, il primo infatti è l’invocazione con la quale l’angelo del Signore annunciò la nascita del bambino ai pastori di Betlemme, la seconda scritta è in onore della Sacra Famiglia. Toponimi relativi alle ultime ore di Gesù sono invece il Calvary shop (negozio del Calvario), Crucifix timber-work (costruzioni in legno Crocifisso), e Resurrection printing press (stamperia Resurrezione). In prossimità dei confini nazionali, è possibile imbattersi in scritte francesi, poiché Costa d’Avorio, Togo e Burkina Faso, i paesi che confinano con il Ghana, appartengono all’Africa francofona. Tipica è l’insegna Dieu donné, Dieu merci (Dio ha donato, ringraziamolo), o la scritta bilingue Jesus the king /J. est Roi (Gesù Re). Se si giunge in una città dove è presente una folta comunità musulmana è facile vedere scritte che ricordano il Corano: si va dall’azienda Inch’Allah (Se Allah vuole) al centro commerciale Adin Allah, fino al negozio di musica Aquai Allah sound. E se ci sono fedeli di religione ebraica, compaiono insegne con la stella di Davide o con il candelabro a sette bracci di fianco alla scritta Yahwé motors, Remember the shabbat (Motori di Dio, ricordati di santificare le feste).