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LA MOSTRA
Lilanga a Firenze
Apre i battenti a Firenze una grande mostra monografica dedicata al grande maestro tanzaniano George Lilanga e alla sua contaminazione operata dalla celebre scuola di pittura Tingatinga.
La mostra, che presenta oltre settanta opere inedite dagli anni Settanta ad oggi, si intitola “Lilanga Mania”, dizione che vuol parafrasare la smania sempre più crescente del pubblico occidentale di possedere, nelle proprie collezioni, almeno un Lilanga originale.
Inaugurazione il nove settembre nei saloni del museo di storia naturale di Firenze, ospite di National Gallery, in Borgo degli Albizi, 28, proprio nel centro storico della città.
Visitabile con orario: 10-13/15-19, tutti i giorni, lunedì escluso, fino al nove di ottobre.
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George Lilanga, Shetani, 1997 Scultura su legno di Mninga e smalti ad olio, cm. 70 x 17 x 17
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AFROMANIA
Cresce l’interesse per l’arte nera
di Luca Faccenda e Marco Parri
I giovani artisti africani vivono uno straordinario fermento creativo.
Se n’è accorta anche l’Europa che ora comincia a valorizzarli con mostre, gallerie d’arte e quotazioni d’asta mai viste
Il grande successo della mostra Africa Remix (aperta fino al 20 agosto al Centro Georges Pompidou di Parigi), che ha esposto le opere di oltre settantadue artisti contemporanei africani, conferma la tendenza in rialzo dell’interesse dell’occidente per i movimenti artistici neri. Africa Remix ha illustrato assieme alla pittura e alla scultura africane anche foto e interessanti video fino a comprendere la moda e il design, la musica e l’arredamento; dopo la tappa parigina, la mostra si sposterà a Tokio, dal febbraio al maggio 2006, presso il Mori Art
Museum.
NOMI DI SUCCESSO

Djesse, Pour La Vie, 2004 Olio su tela cm. 94 x 72
I giovani artisti africani, le cui opere si sono fatte largo nel complicato e sofisticato sistema dell’arte contemporanea mercantile europea e americana, stanno producendo opere ogni giorno più interessanti e apprezzate; segnaliamo tra coloro che non bisogna perdere di vista il tanzaniano Malikita con i suoi villaggi e gli ancor più nuovi progetti per tessuti; il nigeriano Solomon Uwuenwa, i cui totem iniziano a costituire status symbol anche nelle collezioni più in vista. Da cercare nelle gallerie d’arte le opere di Peter Martin, scomparso nel 2000, specialmente per i soggetti che raffigurano uomini e donne dalla testa di animale derivanti dalla cultura Makonde e che raffigurano i mutanti spiriti Shetani. Tra i nuovi arrivi sul mercato occidentale segnaliamo Younouss Gaye, senegalese, con le grandi opere ad olio su tela, così come la pittura su vetro di Modou, al secolo Mamadou Faye N’Diaye. Molto interessante, infine, Djesse della Repubblica Democratica del Congo che vive e lavora a Brazzaville, ex “pittore d’insegne” e “artista da strada”, unisce uno stile post-cubista africano ad una tecnica delle velature ad olio invidiabile.
ARTE TRIBALE
Younouss
Gueye, L’Androgino, 2004
Olio e acrilici su tela cm. 100 x 79
In rialzo, anche con prezzi che rasentano la follia, l’arte tribale. È un segno dei tempi che cambiano. Molti governi africani hanno finalmente cominciato a tutelare e custodire le antiche sculture, che fino a pochi anni fa venivano lasciate disinvoltamente uscire dai territori nazionali, e che costituiscono invece l’unica flebile I giovani artisti africani vivono uno straordinario fermento creativo. Se n’è accorta anche l’Europa che ora comincia a valorizzarli con mostre, gallerie d’arte e quotazioni d’asta mai viste traccia di un passato artistico che ha insegnato a tutta l’arte occidentale la sintesi e la linearità. Le opere che ormai si trovano purtroppo più nelle collezioni europee e americane che in quelle africane, musei compresi, appaiono da Sotheby’s a NewYork e da Christie’s a Londra, raggiungendo, grazie alla loro rarità ma soprattutto alla loro straordinaria bellezza, prezzi comparabili alle più note firme dell’arte francese, inglese e italiana. Un esempio? La compagnia francese di assicurazioni Axa nell’ambito della nuova legge sul mecenatismo (comprare arte uguale risparmiare tasse), ha acquisito una scultura dogon d’eccezione per la somma di quattro milioni di euro. A Parigi da Christie’s, il dicembre scorso, una maschera punu-lumbo (Gabon) è stata acquistata per 400
mila euro. Mentre alla Sotheby’s di New York, nel novembre, per una scultura Bangwa sono stati raggiunti un milione di dollari. Fortunatamente, ed è una delle prime volte che accade, durante una vendita all’incanto a Parigi, lo scorso dicembre, un anonimo acquirente del Benin ha acquistato il trono del sovrano Béhanzin per 142 mila euro allo scopo di riportarlo nel suo paese d’origine.
Arte on-line
Ecco un indirizzo Internet che può aiutare a conoscere l’artigianato africano di qualità:
www.afritudine.org
è il sito dell’associazione Afritudine, nata a Ferrara, per sostenere e valorizzare la cultura africana.

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