Imparare dai tessuti

Conoscere l’Africa a partire dalle trame di un arazzo. È uno dei laboratori per le scuole di Fratelli dell’Uomo, associazione milanese specializzata nell’offerta formativa di percorsi interculturali per studenti e insegnanti. Spiegano gli ideatori del laboratorio: “Nell’intrico di colori di un arazzo africano si celano fiabe e narrazioni mitologiche. È interessante scoprire la storia di altri popoli e culture osservando i segreti dei tessuti.

Info: tel. 02 6990 0210 - www.fratellidelluomo.org

Shopping
Amate la fantasia e i colori della moda afro?
Ecco alcuni negozi che vendono vestiti e accessori per l’abbigliamento ideati da stilisti e artigiani africani.

Milano - FALLOU DIOKHANE, Via Predabissi 6, tel. 02 5760 4678
AFRORIENTALKRAFT - Via Tadino 3, tel. 02 29514492; YON FREE SHOP, Corso Buenos Aires 35, tel. 02 29526427.

Roma - ETHNICA, Via del Pellegrino 90, tel. O6 8803173, MANAYE BOUTIQUE, Via Pietro Candella 13, tel. 339 3912135; TINDÈ, Vicolo del Cinque 49, tel. 06 5803431.

Napoli - BENEDICT CREATION (Via Domitiana KM70, tel. 333 2096808.

Torino - J& J BOUTIQUE, Via B. Cagliari 10/G, tel. 011 6692086.

Firenze - FLORENCE TROPICAL MARKET, Via dei Trebbio 8, tel. 055 215132.

Pescara - MULTIETHNIC SHOPPING, Via Dei Mille 27/29, tel. 085 2058233.

Verona - KLASSICS AFRO FASHION, Via San Nazzaro 38/A, tel. 045 591422.

 

 

 

 

 

 

Vestiti che parlano

I messaggi cifrati dei kanga tanzaniani

testo e foto di Alida Vanni

In Tanzania le donne indossano abiti decorati con scritte curiose. Sui tessuti vengono stampati slogan, proverbi, messaggi d’amore, frasi augurali, persino annunci funebri. Una moda che impazza.

Il modo di vestire può raccontare molto di una persona. Ciò è particolarmente vero in Tanzania dove gli abiti “parlano”, o meglio comunicano messaggi inequivocabili. I tradizionali kanga, lunghi e colorati veli di cotone indossati dalle donne, hanno infatti la peculiarità di sfoggiare frasi e slogan in lingua kiswahili.

I messaggi svolazzanti - stampati sui tessuti - sono innumerevoli e talvolta curiosi: “L’amore è cieco” (Mpenzi hayana macho ya kuona), “Non mi vendico, ma non dimentico” (Na wala sitasahau sitalipiza), “Un vicino ti sta spiando” (Girani za pekepeke ndani hazinitoi), “La forza del povero è la resistenza fisica” (Ninguvu zake mtagi wa maskini).

Sui kanga si trovano messaggi d’amore, frasi augurali, aforismi, proverbi, persino annunci funebri. Il kanga viene usato anche per avvolgere comodamente i propri bambini sulla schiena. Quando una donna diventa madre, è usanza che il proprio marito le regali un kanga con una dolce frase: “Nani kama mama” (“Tu ora, sei madre”): servirà da marsupio per il neonato. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Per questo l’acquisto di un kanga è sempre un rito assai complicato. L’abito non viene scelto dalle donne in base alla fantasia o al tipo di cotone, quanto piuttosto alla “frase” che si trova impressa sul telo.

Il cotone usato per la fabbricazione dei kanga può essere ruvido e pesante (in genere viene usato dalle donne sposate), oppure morbido e leggero (viene prediletto dalle giovani ragazze che vogliono mettere ben in evidenza le curve del proprio corpo) 

La diffusione dei “kanga parlanti” è cominciata una cinquantina di anni fa, quando le industrie tessili tanzaniane - in perenne concorrenza con quelle keniote - ebbero l’idea di rendere i vestiti delle donne, più accattivanti.

Trasformarono i parei classici in lunghi teli bordati con delle frasi originali. Fu un successo clamoroso. Una moda contagiosa che ha saputo rinnovarsi nel tempo per conquistare le nuove generazioni.

Oggi una ragazza tanzaniana che desidera riappacificarsi con un amico può indossare un kanga con la scritta Nilijua yatawakera sana, che significa “Ho saputo che sei molto arrabbiato con me”, oppure più semplicemente Penzi haina shirika, “L’amore non ha limiti”.

È una questione di stile, ma non solo: mentre i giovani europei inviano messaggi d’amore cifrati, via sms, col proprio cellulare, in Africa i sentimenti ce li si cuce addosso e li si indossa senza vergogna.

Fenomeno Dokii
La nuova STELLA della MODA AFRICANA

È una giovane stilista tanzaniana. Lavora in piccoli e modesti atelier. Ma i suoi abiti vengono indossati da donne ricche e famose.

Ecco i segreti del suo successo Sono eleganti e colorate le ragazze di Dar es Salaam: a vederle camminare per strada si rimane incantati dalla loro grazia. I vestiti leggeri sventolano al minimo movimento del corpo, enfatizzando il portamento regale e seducente. Basta un semplice pareo per liberare la loro prorompente femminilità.

“Solo in Africa è possibile assistere ad una sfilata di moda sui marciapiedi delle metropoli - dice la stilista tanzaniana Ummi Lusinga, in arte Dokii - ovvio: qui le donne hanno un’innata propensione alla classe e alla raffinatezza”.

C’è da crederle: Dokii è la regina della moda dell’Africa orientale, una fuoriclasse del prèt-à-porter ideato all’ombra del Kilimanjaro. Non è famosa come Armani, Krizia o Versace. Ma è una stilista giovanissima, appena ventitreenne, intraprendente e geniale, che ha deciso di puntare tutto sulla valorizzazione dei tessuti e dei disegni tradizionali. «C’è chi sostiene che la moda in Africa non sia vera moda. Forse perché non muove miliardi come in Europa? Ma le mie creazioni sono la testimonianza concreta che è possibile coniugare tradizione e creatività per vestire le donne del futuro».

Fin da bambina, Dokii tagliava e cuciva i vestiti nel suo villaggio insieme alla nonna. Poi la passione per gli abiti si è trasformata in una professione d’oro. Oggi la brillante stilista (che ha avuto anche una fortunata esperienza come attrice televisiva) possiede a Dar es Salaam una piccola fabbrica e uno show-room dove dirige i suoi sarti di fiducia, tra vecchi telai, montagne di tessuti e macchine da cucire. I suoi abiti piacciono alle giovani studentesse della città ma anche alle star della musica e alle mogli dei politici che contano. Vengono persino dal Kenya e dall’Uganda per ordinare modelli su misura.

Un fenomeno, quello di Dokii, che ha suscitato clamore, tanto da finire in tv e sui giornali, con titoli roboanti: La regina delle passerelle, La nuova stella della moda africana, Ragazza prodigio. «Certo è una bella soddisfazione, ma resto coi piedi per terra - commenta l’interessata, che appare più lusingata che stordita dal successo «ora voglio realizzare un altro sogno: quello di sfilare con la mia collezione a Milano, magari con Naomi Campbell». Ha la grinta e il talento per potercela fare.

La giovane stilista vive e lavora nella capitale tanzaniana Dar Es Salaam; è possibile contattarla via mail scrivendo a dokiidesigner@yahoo.co.uk A sinistra uno dei modelli di Dokii