I NUMERI DEL DRAMMA

20 i minuti ogni quanto scoppia una mina da qualche parte nel mondo
26.000 le persone che ogni anno vengono uccise o mutilate dalle mine
82 i paesi che certamente sono ''inquinati'' dalle mine e da ordigni inesplosi
200milioni le mine che sono ancora depositate negli arsenali militari
90% delle vittime delle mine sono civili
20% dei quali sono bambini
Fonte: www.campagnamine.org
 

Un continente minato

Il numero esatto di mine inesplose sparse per il mondo e' ignoto. Secondo alcune fonti (tra cui l'ONU e il Dipartimento di Stato americano), ve ne sarebbero almeno 100 milioni distribuite in 80 paesi.

Le nazioni piu' minate al mondo sono l'Afghanistan, il Mozambico, l'Angola e la Cambogia. Le principali nazioni produttrici sono Cina, Egitto, India, Iran, Pakistan, Russia, Stati Uniti, Turchia e Vietnam.

In Africa, i paesi minati sono 25: Angola, Burundi, Ciad, Congo, Eritrea, Etiopia, Guinea Bissau, Liberia, Libia, Malawi, Mauritania, Mozambico, Namibia, Niger, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo, Sahara Occidentale, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Swaziland, Uganda, Zambia e Zimbabwe

Negli ultimi anni, lo sviluppo di mine in materiale plastico, o che contengono minime quantita' di metallo, ha reso queste armi meno costose, piu' affidabili, piu' durature e piu' difficilmente rilevabili e disinnescabili.
Centoquarantuno paesi al mondo, tra i quali l'italia, hanno aderito al Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine.

Informazioni: 06 8580 0693 - coordinamento@campagnamine.org 

La carica dei
topi sminatori

I ratti africani riescono a individuare gli ordigni sepolti

di Luca Spampinato

I criceti gambiani sono abilissimi cacciatori di mine: bonificano i terreni senza correre alcun rischio. E in futuro questo delicato lavoro potrebbe essere affidato anche alle api e alle piante ogm...

Si chiama ''cricetomys gambianus'', ovvero ''criceto gambiano''. Con i suoi 35 cm di lunghezza, e' il topo piu' grande del mondo. Il piu' grosso ma anche il piu' temerario di tutti. Di professione fa lo sminatore: fiuta la presenza degli esplosivi e senza sbagliare un colpo segnala la posizione degli ordigni sotterrati. Un mestiere pericoloso e prezioso, il suo. A reclutarlo per questo compito e' stata la Apopo, organizzazione non governativa belga, che ha scoperto l'infallibile olfatto dei ratti africani. E ha intuito le straordinarie opportunita' offerte dall'impiego di questi animali nelle delicate operazioni di bonifica dei terreni minati. Dal 1997 i ricercatori belgi hanno stretto un'alleanza coi roditori per contrastare la devastazione delle mine anti-uomo: con pazienza hanno effettuato esperimenti e training sul campo per mettere alla prova l'abilita' dei topi. I test hanno fornito risultanti stupefacenti che hanno convinto anche gli osservatori piu' scettici. Queste bestiole potrebbero rivelarsi l'asso della manica per risolvere uno dei problemi piu' tragici e complessi del pianeta: quello rappresentato dai terreni minati.

La minaccia invisibile

Vale la pena ricordare che ancora oggi nel sottosuolo terrestre sono nascoste circa 100 milioni di mine, disseminate in oltre 80 paesi: si tratta di un enorme e invisibile tappeto di morte che ogni anno causa decine di migliaia di vittime civili. Le mine possono uccidere anche cinquant'anni dopo la fine dei conflitti. Una volta piazzate restano in agguato, nascoste sottoterra o tra la vegetazione, finche' la mano di un bambino o il passo di un contadino casualmente non le urtino, calpestandole o inciampando sui fili tesi del detonatore. Nei territori minati le attivita' quotidiane - raccogliere legna, portare il bestiame al pascolo, camminare sui sentieri o giocare all'aria aperta - diventano pericolose, talvolta impossibili.

Operazioni di bonifica

Per tornare a vivere e' necessario bonificare il terreno dalle mine: un lavoro lungo, dispendioso. E complicato: tutti i sistemi di sminamento attualmente in uso hanno i loro inconvenienti: i metal detector, per esempio, non riescono ad individuare le mine non metalliche, le piu' diffuse e insidiose; i bulldozer corazzati lavorano bene solo in pianura; i cani anti-mine, se sbagliano, saltano per aria. I roditori africani non presentano questi problemi, ma al contrario offrono una versatilita' e una affidabilita' impareggiabile: sono gran lavoratori, praticamente instancabili, docili da addestrare, facili da trasportare. E sono straordinariamente capaci di adattarsi ai climi piu' diversi: dagli altopiani dell'Etiopia ai deserti del Sahara Occidentale, fino alle foreste del Congo non c'e' terreno o situazione ambientale che sia sgradita ai topi anti-mine.

Operazione Mozambico

L'organizzazione belga Apopo, che cinque anni fa ha stabilito una base operativa in Tanzania, ha insegnato ai topi giganti ad associare l'odore delle banane e delle noccioline, i loro cibi preferiti, a quello dell'esplosivo. Gli animali perlustrano le aree sospette - circa 100 mq in mezz'ora - e raschiano il terreno per segnalare la presenza di ordigni. Ogni volta che individuano una mina, vengono ricompensati dall'addestratore con un po' di cibo e di carezze. Il tirocinio dell'esercitazioni e' economico e veloce: costa circa 2000 dollari e dura dai 6 ai 10 mesi. Oltretutto gli animali non corrono alcun rischio perche' sono troppo leggeri - al massimo pesano 1,3 chilogrammi - per far detonare le mine. Nel 2004 hanno superato i primi test sul campo: in Mozambico, lungo una ferrovia minata nel corso della guerra civile, ognuno dei 3 piccoli componenti della squadra-pilota ha trovato 20 mine. Lo scorso anno decine di altri ratti giganti sono diventati 'professionisti' sminatori, con tanto di certificato che ne attesta la bravura. Ora le autorita' mozambicane hanno ingaggiato le bestiole dell'Apopo per effettuare delle operazioni di bonifica su larga scala. Una missione imponente perche' nel paese africano si stima che siano ancora sepolte un milione di mine anti-uomo e anti-carro.

Api e piante biotech

Contro questi ordigni potrebbero essere presto utilizzati altri rimedi ''naturali''. Assieme ai ratti africani infatti anche le api sono state recentemente ingaggiate nella lotta contro le mine inesplose. Alcuni ricercatori americani dell'Universita' del Montana stanno lavorando all'addestramento di questi insetti utilizzando gli stessi principi dell'ammaestramento di cani e topi anti-mine. Le api sciamano nelle aree in cui l'odore di esplosivo e' presente. Seguendo i loro spostamenti e' possibile tracciare una mappa delle zone contaminate: finora i test sono riusciti nel 92% dei casi. In Danimarca invece gli scienziati di una societa' di biotecnologie hanno creato in laboratorio una pianta che permetterle di rilevare la presenza di mine cambiando colore, da verde a rosso. Il mutamento del colore avviene nel giro di tre-cinque settimane, quando le radici entrano in contatto con il biossido d'azoto, una sostanza chimica rilasciata dagli ordigni. I semi possono essere spruzzati con una pompa o dagli aerei; gli scienziati hanno inoltre reso la pianta infeconda, per essere certi che non possa diffondersi in modo incontrollato. I primi esperimenti si svolgeranno in Bosnia, Sri Lanka e Angola.


Arriva il bruciamine

La notizia e' passata quasi inosservata. Ed e' vero che non ci riguarda granche', noi europei, ma l'invenzione di un congegno che neutralizza a distanza le mine antiuomo e lo fa con un costo di un millesimo rispetto ai sistemi attuali e' una vera rivoluzione per molti paesi del sud del mondo.

L'apparecchio e' stato presentato in Sudafrica ed e' stato chiamato Bruciamine, perche' funziona in base all'idea di bruciare il contenuto esplosivo delle mine senza farle detonare. I dettagli tecnici sono complessi, ma la tecnologia usata e' semplice. Secondo l'inventore, l'ingegnere Paul Richards, questi apparecchi possono essere costruiti direttamente nei paesi che ne hanno bisogno e anche chi lo utilizza non dev'essere un esperto artificiere che viene da lontano.

Per i non addetti ai lavori, tutto questo vuol dire una cosa sola: neutralizzare una mina con il bruciamine costera' 20 centesimi ciascuna. Con i sistemi attualmente in uso le Nazioni Unite calcolano un costo che varia da 300 a 1000 dollari l'una.

Lo sminamento delle ex zone di guerra sparse per il mondo, dove l'Onu calcola ci siano ancora 110 milioni di mine, finora e' andato a rilento proprio a causa del costo proibitivo del lavoro. La prima sperimentazione sul campo del bruciamine dovrebbe avvenire nel breve in Cambogia. Ciliegina sulla torta, l'ingegnere Richards, pilota in pensione, ha dichiarato che non vuole essere pagato per la sua invenzione. (Laura Mezzanotte)