Identikit di uno stregone

Sebbene soltanto le streghe e gli stregoni siano in grado di riconoscersi a vicenda, vi sono alcuni segni esteriori che, secondo le credenze, li rivelano alla comunità: la folta crescita dei peli, soprattutto sul mento e tra le sopraciglia, gli spazi tra i denti e gli occhi arrossati. Indizi ulteriori sono l’essere taciturni e riservati, il balbettare e il comportarsi in modo solitario e asociale. L’accusa di stregoneria cade in genere sulle donne, sui gemelli, sugli albini, ma può colpire chiunque sia sospettato di portare la malasorte (anche i bambini, come documenta la nostra inchiesta sugli “enfants sorciers” del Congo, pubblicata sul numero 1/04 di Africa). Spesso accade che una persona sospettata di essere una strega, costretta per questo a subire continue vessazione e violenze psicologiche, finisca per crederlo lei stessa: i casi di autosuggestione tra le donne sarebbero innumerevoli, secondo antropologi e missionari. 

a cura della redazione

Il libro

Dal Ghana al Benin, dal Togo al Mali, un emozionante viaggio alla ricerca delle radici più profonde e segrete della spiritualità africana.
Tra feste religiose, riti di passaggio, culti ancestrali, incontri ravvicinati con la magia e la stregoneria. 
“Africa riti e tradizioni di un continente”,  di Klaus Muller e Ute Ritz- Muller,
foto di Henning Christoph.
Konemann 2000, 503 pp.

 

MAGIA NERA

UN OSCURO ENIGMA AFRICANO

Teso di Paola Marelli -  Foto di Mauro Burzio

 

Amore, soldi, salute, fortuna:
sono innumerevoli i motivi
per cui rivolgersi ad uno stregone.
E in Africa, prima o poi,
tutti finiscono per cedere
alle tentazioni della magia:
persino i capi di Stato…

 

 

Anni fa ho conosciuto un medico ghanese, munito di credenziali prestigiose tra cui un master universitario ottenuto a Londra, convinto dell’assoluta necessità di proteggersi dalle forze occulte. «Nella mia terra, sortilegi e maledizioni sono sempre in agguato. A volte basta una distrazione per trovarsi immischiati in oscure vicende di magia nera. Una strega può trasferire i propri poteri su qualunque oggetto, come una conchiglia, una moneta o chiuderli dentro un vaso. Chiunque apre questo contenitore o tocca, anche inavvertitamente, un oggetto “stregato” rischia di assorbire i suoi poteri malefici». Giurò di aver visto più di una volta «streghe volare e camminare con le gambe all’insù». Ma alla fine cercò di rassicurarmi: «In genere il potere della stregoneria viene ereditato, da genitori a figli, come una sorta di malattia congenita».

STREGONI  TUTTOFARE

La stregoneria in Africa è tutt’altro che un fenomeno legato all’ignoranza e all’isolamento culturale. A credere nelle forze dell’occulto sono universitari, funzionari statali, medici e impiegati. Il mondo del soprannaturale si è spostato negli ultimi trent’anni dalle campagne alle metropoli, invadendo anche gli spazi più acculturati e aperti al confronto con l’Occidentale. Oggi nelle grandi città - come Lagos in Nigeria, Lomè in Togo o Cotonou in Benin - la paura della magia nera dilaga. Qui la gente è disposta a spendere i propri averi per proteggere se stessa, annientare i nemici, o avere successo in amore, sul lavoro o a scuola. Le prestazioni degli stregoni vanno dalla protezione dal malocchio ai problemi coniugali, fino ai trattamenti per le emorroidi o la sterilità. C’è che si occupa anche della riscossione dei debiti, un mestiere assai remunerativo: i clienti, oltre a pagare per i doni sacrificali, devono sborsare il dieci per cento del denaro spettante, a patto che il debitore paghi.

ATTENZIONE AGLI IMPOSTORI

Alcuni stregoni promettono di sconfiggere le malattie più insidiose e terribili, grazie ai loro poteri magici. Dalla malaria al colera, dalla tubercolosi all’Aids, non c’è male che non possa essere curato nelle loro capanne o baracche di lamiera. Le terapie suggerite ai clienti sono di ogni tipo: intrugli di bacche, talismani, offerte sacrificali. Se la cura fallisce, in genere la responsabilità è attribuita al paziente che evidentemente ha trascurato alcuni dettagli importanti o non ha seguito alla lettera i consigli. Le strade dell’Africa pullulano di ciarlatani che si auto-proclamano stregoni e che fanno della magia nera un vero e proprio business. Nascosti dietro montagne di ossa e pietruzze, questi impostori dell’occulto preparano - dietro l’esborso di cifre considerevoli - inutili talismani personalizzati e finte pozioni contro il malocchio. La gente dà fondo ai risparmi per vendi carsi di qualche nemico, costringere alla resa una fidanzata restìa, o condannare all’impotenza il rivale in amore. Per rendersi credibili agli occhi del pubblico, i finti stregoni si cimentano in gesti e rituali che appartengono all’iconografia tradizionale: disegni sulla sabbia, lancio di ossicini e conchiglie, soffi e sputi, conditi da “formule magiche” e prostrazioni meditative per dare al tutto un tono ancor più misterioso.

TUTTI DALL’INDOVINO

Tra le bancarelle di questi ciarlatani sgattaiolano persone di ogni età e di ogni ceto sociale, compresi numerosi insospettabili cittadini in giacca a cravatta che non se la sentono di rompere del tutto con la magia. Molti desiderano semplicemente conoscere il proprio destino e scoprire che cosa riserverà il domani: è opinione diffusa che veggenti e indovini siano in grado di mettersi in contatto con gli spiriti degli antenati, per indagare sulle sorti dei clienti. Superstizioni popolari? Macché: si tratta di convinzioni radicate anche nei piani più alti della scala sociale. Nessun politico o uomo d’affari, degno di questo nome, si avventura in decisioni importanti senza aver consultato il proprio oracolo di fiducia. Persino alcuni capi di stato africani non rinunciano a questa pratica: il togolese Eyadema e il gabonese Omar Bongo, per esempio, sono fermi sostenitori dell’uso della magia come arma per mantenere il potere: alternando potenti sortilegi a crudeli pratiche dittatoriali, sono saldamente ancorati al trono da trentotto anni!

(la prima parte del servizio sulla stregoneria è stata pubblicata sul numero 1-2005 di Africa)

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