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Scongiuri
vietati
Cartellino
rosso
a streghe e malocchi.
Le lega calcio della
Tanzania ha ufficialmente vietato
ogni pratica magica
usata a fini calcistici. La decisione è scattata
dopo
l’ennesimo episodio
di stregoneria di cui
sono stati
protagonisti
alcuni giocatori
delle più popolari
squadre del Paese. Il divieto all’uso
di incantesimi
e fatture,
emesso il mese scorso,
riguarda tutti i
match di pallone, compresi quelli
della nazionale che
dunque dovrà rinunciare
allo stregone tradizionale
che la segue da anni. Molti commentari locali hanno
gridato allo scandalo
mentre giocatori e tifosi
hanno
minacciato
manifestazioni di protesta. Se il divieto
non verrà
revocato, il calcio della Tanzania perderà
un poco di magia...
a cura della redazione
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STREGATI DAL PALLONE |
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di Pablo Trincia - Peacereporter
Incantesimi e fatture, maghi e stregoni,
amuleti e feticci.
Tutti stravaganti protagonisti del variegato
mondo del calcio africano.
Immaginate
lo stadio Olimpico gremito da 80mila persone, durante il derby
tra Roma e Lazio. All’intervallo il punteggio è di 1 a 1.
Dagli spogliatoi emergono i giocatori per il secondo tempo,
quello decisivo. I tifosi si infiammano. Riprendono i cori, gli
applausi, i fischi. A un certo punto accade qualcosa di strano.
I giocatori di una delle due squadre si dispongono in cerchio al
centro del campo. Tutti insieme, come se niente fosse, si calano
i pantaloni e urinano nello stesso punto, tra lo sbigottimento
generale. Nel frattempo, un paio di giocatori avversari spargono
una strana polvere sulla metà campo rivale, mentre un terzo,
cesto alla mano, rompe uova sull’erba compiendo strani gesti.
Sembra
l’ultimo romanzo di Stefano Benni, penserà qualcuno. Invece
è successo e tuttora succede in numerosi stadi di tutta
l’Africa, dove, oltre ai cronici problemi dati dalle carenze
di strutture e mezzi adeguati, allenatori, arbitri e presidenti
devono fare i conti con un problema invisibile, ma molto più
complicato: le pratiche di stregoneria.
L’ultimo,
eclatante caso, si è registrato in Tanzania: poche settimane fa
le due principali società calcistiche della serie A locale, Simba e Yanga, sono
state multate poiché, durante un incontro, i loro rispettivi
giocatori si sono resi protagonisti di pratiche che con lo sport
- almeno per come lo si intende in Europa - hanno poco a che
vedere.
Riti propiziatori dietro alle panchine, urinate di gruppo in campo, gesti e
comportamenti strani, o all’apparenza incomprensibili, avevano
fatto pensare ai membri della Fat, la federazione
calcistica della Tanzania, che le due società avessero entrambe
fatto ricorso a pratiche di stregoneria per danneggiarsi l’un
l’altra. Il risultato è stata un’ammenda di ben 500 dollari
a testa. Che da quelle parti non sono noccioline.
«Siamo stati costretti ad intervenire», dice sconfortato Michael Wambura,
segretario generale della Fat, dal suo ufficio a Dar es
Salaam. «È un problema che affligge il nostro calcio. In tanti
credono, ad esempio, che un vecchio stregone possa lanciare un
malocchio per far sbagliare i giocatori di una squadra e per
favorire gli altri». «Abbiamo tentato in tutti i modi di
scongiurare simili pratiche - prosegue Wambura -, multe alle
società, sospensioni di giocatori, sconfitte a tavolino. Non
sappiamo più che fare».
Il calcio a Dar es Salaam e dintorni sembra talmente impregnato di attività
magiche, che qualche strega è riuscita addirittura a infilarsi
in una partita di qualificazione per i mondiali di Germania del
2006. In una gara giocata lo scorso anno tra Kenya e Tanzania, a
Nairobi, i giocatori tanzaniani sono stati informati, poco prima
dell’incontro, che non avrebbero ricevuto la paga pattuita. Il
motivo? I soldi erano destinati a uno stregone, che li avrebbe
aiutati a vincere. La partita è finita 3 a 0 per il Kenya.
Episodi come
questo sono comuni in tutto il continente nero. Forse alcuni
ricorderanno quanto avvenne durante la gara d’apertura degli
scorsi mondiali del 2002 in Corea e Giappone. In campo c’erano
Francia e Senegal, gli africani inflissero una sconfitta storica
ai campioni del mondo in carica, che poi uscirono miseramente
dalla competizione a causa della prova opaca delle proprie
stelle. Dopo la partita, per le strade della capitale senegalese
Dakar, centinaia di presunti stregoni furono visti
auto-attribuirsi il merito del successo dei propri beniamini,
asserendo di aver lanciato un incantesimo che aveva indebolito
le gambe del campione francese, Zinedine Zidane. Poco lontano,
in Mali, nello stesso anno, lo storico portiere della nazionale
del Camerun, Thomas N’Kono, era stato protagonista di un
episodio curioso durante una partita di coppa d’Africa nello
Stadio della capitale, Bamako. Colto sul fatto mentre sistemava
con aria sospetta alcuni gris-gris (amuleti) nei pressi della
porta poco prima dell’inizio della gara, era stato
immediatamente accerchiato, atterrato e ammanettato da una
decina di poliziotti maliani. Per punizione era stato sospeso
per un anno da qualsiasi attività calcistica.
«Stregoneria e magia sono parte integrante del calcio africano», spiega
dalla capitale ugandese Kampala, Frederick Musisi. Ex stella del
calcio ugandese negli anni ’70, Musisi è oggi un giornalista
di punta del quotidiano nazionale, The Monitor. «In più
di venti anni di sport giocato e raccontato - continua - ne ho
viste davvero di tutti i colori, anche nelle finali
continentali. É accaduto nel 1978, ad Accra, in Ghana. I nostri
ragazzi si giocavano la finale di coppa d’Africa contro i
padroni di casa. Prima della gara, uscirono dallo spogliatoio
semiintossicati da un incenso molto forte che qualcuno aveva
acceso fuori dal loro spogliatoio. Persero 2 a 0. Ma fenomeni
bizzarri - continua - si vedono ovunque. Spesso, quando una
palla prende il palo o la traversa, alcuni giocatori della
squadra che ha sbagliato il tiro vanno a toccare il punto esatto
colpito dal pallone. Pensano che, così facendo, rimuoveranno la
fattura che qualcuno ha effettuato. Urinare sul terreno non è
poi così inconsueto. Chi lo fa crede che sia un modo di lavare
via la maledizione».
Per la cronaca, la partita disputata tra le due squadre tanzaniane, Simba e
Yanga, è terminata 2 a 2.

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