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Da Casablanca a Città del Capo
Un ragazzo
italiano attraversa l’Africa
di Paola Marelli
Un lungo e
massacrante viaggio attraverso venti nazioni, dal Mediterraneo
al Capo di Buona Speranza. Sempre a bordo di mezzi locali. E’
l’ambiziosa scommessa di un giovane pugliese intenzionato e
svelare il volto più bello e autentico del continente africano
Venticinquemila
chilometri sulle strade africane. Tra deserti di sabbia e
foreste intricate, tra metropoli affollate e villaggi isolati.
Lungo piste impossibili, spesso ai limiti della
percorribilità, talvolta ignorate persino dalle mappe. Cinque
mesi di avventure e disavventure da un capo all’altro del
Continente Nero. Un itinerario ambizioso e impegnativo
attraverso venti nazioni, dal Marocco al Sudafrica, passando
per il cuore pulsante dell’Africa. Sempre “on the road“, sulla
strada, a bordo di mezzi di trasporto locali, per vivere
gomito e gomito con la gente le emozioni del viaggio. L’idea –
pazzesca e affascinante al tempo stesso - è venuta a Fabio
Miggiano, un giovane studente pugliese. Un appassionato
viaggiatore, intenzionato a svelare il volto più bello e
autentico del continente africano, quel volto che i giornali e
le televisioni si ostinano ad ignorare.
Come è nato il progetto “Africa on
the road” ?
L'idea di
effettuare una traversata dell’Africa ha cominciato a prendere
forma un paio di anni fa, ed è cresciuta poco alla volta,
inconsciamente, dentro di me… Io amo viaggiare e adoro il
continente africano. Nel 1997, all'età di 14 anni, mi sono
recato per la prima volta in Kenya. Da allora la mia vita è
stata un ininterrotto viavai tra l’Italia e il Continente
nero.
Quando è fissata la partenza ?
Partirò da Milano
all’inizio di settembre. L’arrivo in Sud Africa è previsto
dopo 16-20 settimane. Dopo aver solcato in solitario i confini
di 20 stati africani, con una media di 250 Km al giorno.
Con quali mezzi viaggerai ?
Niente aerei. Il
tragitto sarà totalmente on the road, sulla strada, e
prevede spostamenti con ogni sorta di mezzo, dall’autobus al
treno, dal camion al traghetto, fino alla bicicletta. Ho messo
in conto imprevisti e contrattempi di ogni tipo: quando si
parte per il continente africano, parole come “tempo” e
“coincidenza” è meglio lasciarle a casa. In Africa nessuno ha
fretta.
Hai scelto di usare i mezzi locali
anziché comodi fuoristrada: questioni economiche ?
No. La scelta dei
mezzi pubblici nasce dalla consapevolezza che solo attraverso
l’utilizzo di bus, piroghe, carretti e treni, potrò immergermi
totalmente nella cultura africana. Solo viaggiando assieme
alla gente, potrò avere una visione della vita reale di tutti
i giorni.
Cosa
porterai con te ?
Solo lo stretto
necessario: documenti, travel-cheque, sacco a pelo,
abbigliamento sportivo, kee-way, Gps (sistema di orientamento
satellitare), guida e mappe stradali, videocamera digitale,
razioni alimentari ipercaloriche, purificatore d’acqua,
medicinali essenziali, disinfettanti, repellenti per le
zanzare, spazzolino, coltellino multiuso, torcia,
registratore, penna e taccuino.
Attraverserai regioni minate da
instabilità politica, malattie endemiche e tensioni sociali:
nessuna preoccupazione ?
Le preoccupazioni
ci sono, è ovvio, ma per affrontare un viaggio di questo tipo
è necessaria una piccola dose di incoscienza e una grande dose
di ottimismo. Spero solo che le gambe reggano fino alla fine.
Inshalla !
Oltre 25 mila chilometri sulle strade
dell’Africa, perché ?
L’obiettivo
principale del viaggio sarà quello di sensibilizzare i mass
media e l’opinione pubblica verso questo continente da cui ci
provengono solo immagini stereotipate di fame, guerra e
povertà. La complessità del viaggio - un lungo e intenso
incontro con popoli e culture differenti - farà sì che
emergano anche tutti quei valori e quelle potenzialità che
l’Africa possiede e che andrebbero certamente valorizzati.
Pensi davvero che i giornali parleranno
dell’Africa in termini meno scontati, grazie al tuo viaggio ?
Lo spero: farò in
modo di visitare progetti di solidarietà e di sviluppo portati
avanti da missionari e organizzazioni umanitarie. Cercherò di
raccontare l’impegno della gente che lavora ogni giorno, nel
silenzio, per il bene dell’Africa. “Africa on the road” sarà
per loro una finestra in più per dar voce a questo continente
e far si che un giorno smetta di essere il continente più nero
di questo mondo.
Solo ragioni “solidaristiche”,
dunque, alla base del viaggio ?
No: sarà anche un
viaggio di studio: servirà a preparare la mia tesi di laurea.
Inoltre sarà un viaggio “spirituale”, di ricerca e riflessione
interiore, nella culla dell’umanità.
Non hai trovato nessun compagno di
viaggio ?
Il progetto della traversata dell’Africa ha
affascinato molte persone, di ogni età, che si sono proposte
di accompagnarmi. Ma le difficoltà del viaggio hanno fatto
svanire ben presto tutte le candidature. L’entusiasmo non
basta per affrontare un progetto di questa portata: occorre
spirito di sacrificio, determinazione e tanta volontà. Se
qualcuno è seriamente motivato, comunque, può affiancarmi nel
viaggio.
E dopo la traversata dell’Africa, ha già
progetti per il futuro ?
Il futuro per ora
è “Africa on the road”… dopo chissà ? Credo molto nella
provvidenza, penso che ognuno di noi abbia un destino scritto
da qualche parte. Certamente mi piacerebbe lavorare nel mondo
del turismo o in quello della comunicazione. Ma per ora non
faccio progetti: al momento sono impegnato anima e corpo in
questa entusiasmante, salutare, “pazzesca” avventura.
IL VIAGGIO
Le tappe della traversata
“Africa on the
road” partirà da Milano il prossimo 1 Settembre. La tabella di
marcia prevede l’attraversamento di 20 stati africani, con una
media di 250 Km al giorno per una durata di 16 settimane. Il
percorso potrà subire variazioni dovute a imprevisti di vario
genere (impraticabilità delle strade, mancanza di garanzie per
la sicurezza personale, condizioni meteo avverse). Nella
cartina sono indicate la tappe previste. Altre informazioni su
www.africaontheroad.it
CHI
E’
Il protagonista del viaggio
Fabio
Miggiano ha 21 anni e studia Scienze Turistiche. La sua grande
passione sono i viaggi. Ha già visitato alcuni paesi africani:
Tunisia, Marocco, Egitto, Sudafrica, Botswana, Swaziland.
L’ultimo viaggio in Africa lo ha realizzato l’estate scorsa:
ha attraversato tutto il Kenya, fino alla frontiera con
l’Uganda. «Per me viaggiare è indispensabile come l’aria»,
spiega Fabio. Per contatti si può scrivere via mail a:
info@africaontheroad.it
IL
LIBRO
L’impresa di
attraversare l’Africa coi mezzi pubblici locali non è nuova:
nel 1992 il fotoreporter italiano Sergio Ramazzotti ha
compiuto il tragitto Algeri-Città del Capo a bordo di camion,
treni, furgoni, taxi e traghetti. Da quella straordinaria
avventura è nato “Vado Verso il Capo” (Feltrinelli Editore),
un libro-diario scritto con passione e intelligenza.
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