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Obiettivo
Natura
Ecoturismo,
parchi senza frontiere e grandi riserve gestite dai popoli
indigeni: così l’Africa vuole proteggere il suo prezioso e
delicato patrimonio naturale. Un dossier sulle nuove frontiere
della salvaguardia ambientale. Tra foreste rigogliose e savane
brulicanti di animali selvaggi.
di Silvia Turrin e Silvia Prati
«Negli
ultimi anni il nostro pianeta ha conosciuto un fenomeno
devastante e irrimediabile: la perdita di diversità biologica
dovuta alla distruzione degli habitat naturali... E’ una
follia che i nostri discendenti difficilmente ci perdoneranno».
Queste parole, pronunciate da Edward O. Wilson, evoluzionista
ed entomologo americano, sono quanto mai azzeccate per
introdurre un dossier dedicato alla nuove frontiere della
salvaguardia ambientale in Africa. Tra le
foreste, le paludi e le savane del continente africano si cela
uno scrigno di ricchezze inestimabili, un tesoro prezioso e
fragile,
costantemente minacciato dall’azione dell’uomo: basti pensare
ai processi di deforestazione, al continuo aumento della
pressione demografica, al vergognoso fenomeno del
bracconaggio, ai numerosi conflitti che infiammano vaste
regioni africane. Tutti fattori che costituiscono un pericolo
reale per la sopravvivenza di specie animali e vegetali uniche
al mondo. In queste pagine vogliamo raccontare gli sforzi, le
strategie, i progetti più innovativi messi in campo dai
governi africani per tutelare i loro preziosi patrimoni
naturali.
Nuove Aree Protette
Nel corso
dell’ultimo “Congresso mondiale sui Parchi”, tenutosi mesi fa
a Durban, i rappresentanti governativi di Mozambico, Senegal,
Madagascar e Sudafrica hanno dichiarato di voler creare, nei
rispettivi Paesi, nuove zone sottoposte a tutela. Il
Madagascar si è impegnato, nei prossimi cinque anni, a
triplicare il numero delle attuali aree protette (oggi coprono
solo il 3% del territorio). In Mozambico verrà presto
salvaguardato il delta dello Zambesi, caratterizzato da uno
dei più importanti e suggestivi ecosistemi di mangrovie
dell’Africa, vitale per la riproduzione di numerose specie
animali. Il Sudafrica ha predisposto le creazione di nuove
aree marine protette, tra cui figura l’Aliwal Shoal,
luogo spettacolare per la sua varietà di coralli, distante 5
km dalla costa meridionale del Kwazulu-Natal. Anche il
Senegal, grazie all’impegno del Ministro della Pesca, Pape
Diouf, ha designato quattro nuove aree marine protette:
sorgeranno nei pressi di Saint-Louis, Kayar, Joal-Fadiouth e
Abene, in una regione fra le più ricche al mondo dal punto di
vista biologico, con la concentrazione di ben 5 specie di
tartarughe marine.
L’intento
di tutelare la natura tenendo conto delle esigenze delle
popolazioni locali rappresenta il minimo comune denominatore
di tutte queste iniziative. Infatti i nuovi programmi di
salvaguardia ambientale puntano a coinvolgere sempre più le
comunità autoctone nella gestione delle aree protette,
soprattutto attraverso l’ecoturismo, nella convinzione che
solo questa strada possa portare benefici - economici, sociali
e ambientali - duraturi e condivisi da tutti.
Natura senza confini
I governi
africani hanno capito che per difendere e promuovere il
patrimonio naturale occorre unire risorse, mezzi e
professionalità. In quest’ottica, negli ultimi anni, sono
state create ampie zone protette transfrontaliere, che
eliminando i confini fra gli stati, permettono a elefanti,
leoni e rinoceronti di spostarsi liberamente.
Nell’Africa australe la Peace
Parks Foundation, organizzazione no-profit fondata dal
presidente del WWF sudafricano Anton Rupert, ha contribuito
alla costituzione di cinque grandi parchi senza frontiere
chiamati significativamente «Parchi della Pace».
Uno dei
primi parchi ad essere istituito è stato, nel 2000, il
Kgalagadi Transfrontier Park, nato dall’unione fra il
Gemsbok National Park, situato nel sud-ovest del Botswana
e il Kalahari Gemsbok National Park, nel nord del
Sudafrica: antilopi, gazzelle, tassi del miele, leoni dalla
criniera nera sono solo alcuni degli animali che popolano
quest’area semi-desertica.
Nel 2002,
Mozambico, Zimbabwe e Sudafrica (collegando fra loro il
Limpopo National Park, il Gonarezhou National Park
e il Kruger National Park) hanno costituito il Great
Limpopo Transfrontier Park: un territorio
spettacolare, grande quanto il Portogallo, dove ora vivono in
libertà elefanti, rinoceronti, leopardi e zebre di Burchell.
Più a
sud, fra il Lesotho e il Sudafrica, sorge un’altra importante
regione transfrontaliera protetta: la Maloti-Drakensberg
Transfrontier Conservation & Development Area. Questa
riserva sorge ai piedi dei monti Drakensberg, tra macchie di
fitta foresta, gole profonde e cascate situate in zone quasi
inaccessibili: il rifugio ideale per rapaci e piccoli
mammiferi.
All’interno dei Parchi della Pace molte
strutture di accoglienza per turisti vengono gestite dalle
tribù locali, le quali si impegnano con i rispettivi Governi a
proteggere e a valorizzare l’ambiente.
Il Parco dei Boscimani
La
proposta del turismo “ecocompatibile” non è affatto
un’esclusiva sudafricana. In molte nazioni stanno
sviluppandosi nuove
forme di turismo che coniugano salvaguardia ambientale e
sviluppo sostenibile, conservazione della biodiversità e
crescita economica delle comunità più povere.
Un bell’esempio
di ecoturismo gestito dalle popolazioni locali arriva dal
Botswana, e più precisamente dalle colline Tsodilo, situate a
poca distanza dal delta dell’Okawango e dalle dune del
Kalahari: una regione selvaggia e ricca di storia, una
straordinaria galleria d’arte naturale che custodisce la più
alta concentrazione mondiale di incisioni rupestri e pitture
preistoriche (l’Unesco l’ha inserita da poco nell’elenco di
siti “Patrimonio dell’Umanità”). A valorizzare questo prezioso
e delicato habitat sono state chiamate le comunità boscimane
che da secoli abitano le colline Tsodilo. Compito dei
boscimani sarà non solo conservare i dipinti che raccontano
ventimila anni di storia umana, ma anche gestire le strutture
di accoglienza e
le attività ecoturistiche che si svilupperanno presto nella
zona (un
villaggio artigianale, un museo naturalistico, alcuni
interessanti percorsi turistici). Il progetto del Parco
Tsodilo, circa 40 mila ettari, vedrà la reintroduzione di
specie animali che ora non vi si trovano più, ma che facevano
parte della fauna tipica (rinoceronte, antilope alcina,
giraffa) e permetterà ai boscimani di valorizzare la cultura
tradizionale e di proteggere le loro terre…
Un risultato importante per un popolo tenacemente attaccato
alle proprie radici e alla propria indipendenza.
Gli uccelli della Casamance
Un altra esperienza riuscita
di gestione “dal basso” del patrimonio ambientale è vissuta in
Casamance, regione meridionale del Senegal: un autentico
paradiso per gli amanti del birdwatching, incastonato tra la
foresta pluviale guineana, le fredde acque dell’oceano e le
cocenti savane dell’entroterra. Qui la valorizzazione
dell’ambiente è gestita del popolo Diola: ai turisti vengono
offerti i "campements intégré" (“campeggi integrati”),
complessi costruiti dagli abitanti dei villaggi secondo i
metodi e con i materiali tradizionali (legno grezzo per la
struttura, argilla per i muri e foglie di palma per il tetto).
I campements sono il risultato di un tentativo autentico e
serio di portare, con beneficio reciproco per ospiti e nativi,
il turismo in zone mai toccate prima, senza per questo
sfregiare l’ambiente con colate di cemento o costruzioni
ipertecnologiche. Essi si inseriscono nel contesto di uno
sviluppo autogestito eco‑sostenibile e sono amministrati dalla
comunità locale che ne utilizza i guadagni per opere di
interesse collettivo (costruzione di scuole, dispensari,
pozzi…). Durante le escursioni in piroga, i turisti hanno modo
di osservare, tra l’altro, fenicotteri rosa, pellicani, aironi
di ogni tipo (cinerini, ciuffetti, goliathus...), beccaccini,
aquile pescatrici e cormorani. Alcuni campements propongono la
visita al parco naturale della Bassa Casamance: ospita qualche
esemplare di leopardo e varie specie di scimmie, antilopi,
ippopotami, pangolini, varani e coccodrilli.
Turismo sostenibile in Malawi
La
filosofia del turismo ecosostenibile della Casamance è seguita
anche nel Parco Nazionale del Lago Malawi (nella parte
meridionale dell’omonimo paese africano) creato nel 1980 per
proteggere la “mbuna”, una rara specie ittica dai colori
sgargianti. La particolarità di questo parco sta nella sua
gestione, che non è stata affidata, come spesso accade, a
mastodontici enti governativi o a fondazioni private (spesso
controllate da capitali occidentali), ma bensì alle
popolazioni locali. Dal 1999 l’Ente per lo Sviluppo della
Piccola Impresa del Malawi promuove corsi di
micro-imprenditoria destinati agli abitanti dei villaggi
dislocati attorno al lago, con il duplice obiettivo di
coinvolgere le comunità autoctone nella gestione del Parco e
di sfruttare al meglio le risorse della zona senza
compromettere l’habitat. L’iniziativa ha contribuito alla
creazione di camping, itinerari ecoturistici, agenzie
specializzate nel bird-watching gestite direttamente dalle
popolazioni locali (che tra l’altro sono riunite nel Chembe
Trust, un’organizzazione che lotta per la conservazione della
natura). Oggi i turisti possono effettuare emozionanti
escursioni in barca, alla scoperta delle meraviglie naturali
celate nel parco, accompagnati da ex pescatori che mettono al
servizio dei visitatori la loro profonda conoscenza dei
luoghi.
Un eden chiamato Madagascar
Sull’ecoturismo
ha voluto scommettere anche il Madagascar. Va ricordato che su
questa grande isola (distaccatasi dal continente africano
oltre 150 milioni di anni fa), l’evoluzione ha seguito un
processo a sé stante, indipendente, preservando forme viventi
scomparse nel resto del nostro pianeta (un esempio su tutti: i
lemuri). Per preservare questo delicato e inestimabile
patrimonio naturale, il governo malgascio ha avviato nuove
forme di sviluppo turistico sostenibile. Un esempio concreto:
da qualche anno, metà della tassa richiesta ai turisti per
l’ingresso ai Parchi e alle Riserve è destinata alle comunità
locali, che gestiscono questi introiti per promuovere progetti
di sviluppo e di istruzione (come nel Parco Nazionale di
Masoala) o per valorizzare le attrazioni dell’area (come
avviene nella maggior parte dei parchi). Nel Parco dell’Andringitra,
le comunità dei 196 villaggi della zona si occupano
gratuitamente per due giorni al mese della manutenzione delle
strade e gestiscono una buona parte degli introiti delle
visite. Da parte loro, le popolazioni locali garantiscono la
protezione delle Riserve: controllano l’afflusso turistico e
impediscono prelievi dannosi di legname, sfruttamenti
indiscriminati del suolo e uccisioni di animali.
I nuovi
Parchi del Gabon
Non
possiamo concludere questo dossier senza citare il Gabon - un
piccolo stato coperto per il 75 per cento da foreste – da dove
giunge il segnale più importante di sensibilità verso la
salvaguardia ambientale. Infatti, dopo anni di sfruttamento
intensivo delle risorse naturali, il presidente Omar Bongo si
è impegnato a difendere il prezioso e delicato ecosistema del
suo Paese, attraverso l’istituzione di ben 13 nuovi parchi
(pari a quasi 30 mila km² di territorio protetto). Una
decisione importante e coraggiosa (circa la metà delle foreste
del Gabon è data in concessione a società del legno e il
commercio illegale di specie animali genera profitti pari a 50
milioni di euro annui), che punta a fare dell’ecoturismo una
nuova fondamentale voce di bilancio nell’entrate statali. Ha
spiegato il presidente Bongo: «Il turismo non solo comporterà
una maggiore e più incisiva protezione dell’ecosistema, ma
anche lo sviluppo di posti di lavoro collegati alla gestione
dei parchi». A guadagnarci saranno le popolazioni locali. E
numerose specie animali in pericolo di estinzione: dai bufali
nani ai mandrilli, dai gorilla di pianura ai baby-coccodrilli.
I NUMERI
DELLA NATURA AFRICANA
Un tesoro
di inestimabile valore
La fauna in Africa mostra la
più varia e abbondante presenza di mammiferi del mondo, con
ben 39 famiglie. Giraffe, ippopotami, oritteropi e proravie
sono animali esclusivi del continente africano. A questi si
aggiungono i lemuri del Madagascar. Un terzo dei felini del
mondo vive in Africa, con numerose specie indigene tra le
quali il leone, il leopardo, il ghepardo. Africane sono 55
specie di antilopi e 46 specie di camaleonti (su 50 conosciute
nel mondo). La comunità degli uccelli non è particolarmente
abbondante (1.500 specie contro le oltre 4 mila dell’America
latina) ma intere famiglie come gli struzzi, gli uccelli
martello e le upupe di bosco sono esclusive di questo
continente. In Africa vivono anche tre delle quattro specie di
primati antropomorfi: scimpanzé, scimpanzé nani e gorilla con
le due sottospecie di pianura e di montagna.
In Kenya
torna l’antilope di montagna
Il Fondo per lo
Sviluppo delle Nazioni Unite, in collaborazione con l’American
Zoo and Aquarium Association, ha avviato un programma di
reintroduzione di una rara antilope africana, il “bongo” di
montagna, praticamente scomparso nel Kenya a causa del
bracconaggio. Negli ultimi 20 anni, oltre 400 esemplari di
questo animale sono stati allevati negli zoo americani e
canadesi. La scorsa primavera, venti di questi hanno lasciato
la Florida e hanno raggiunto il Mount Kenya Game Ranch, dove
attualmente stanno trascorrendo un periodo di acclimatamento,
in attesa di essere rilasciati in libertà.
Gorilla, una speranza per il futuro
I
gorilla di montagna, una specie in pericolo di estinzione,
stanno aumentando. La buona e insperata notizia proviene dai
Monti Virunga (al confine tra Uganda, Ruanda e Congo), dove
recentemente un team di ricercatori ha effettuato nel cuore
della foresta un censimento sulla popolazione degli ultimi
primati in libertà. I risultati dello studio sono
sorprendenti: i gorilla individuati ammontano a 380, circa il
17 per cento in più rispetto al 1989, quando furono contati
per l’ultima volta.
L’ECOTURISMO
CONVIENE
Puntare sulla salvaguardia e sulla valorizzazione
dell’ambiente conviene anche da un punto di vista economico.
Lo dicono i numeri rilevati da recenti studi sull’industria
ecoturistica. In Kenya, grazie ai safari fotografici, un leone
libero vale circa 27 mila dollari, una famiglia di elefanti
610 mila dollari. Ogni squalo libero di nuotare vale infatti,
grazie al turismo, 3.300 dollari all’anno, mentre da morto il
suo prezzo è di soli 32 dollari. Un ettaro di terreno africano
utilizzato per attività ecoturistiche passa da 73 centesimi
(valore generato dall’attività agricola) a 37 dollari.
I lemuri del Madagascar
I lemuri
del Madagascar sono al centro di importanti ricerche
scientifiche internazionali. Essi infatti hanno conservato
caratteristiche simili alle protoscimmie che vivevano sulla
Terra oltre 50 milioni di anni fa: osservare il loro
comportamento significa aprire una finestra sulle abitudini e
sugli adattamenti di specie animali scomparse ma intimamente
collegate alla catena evolutiva dell’uomo. I lemuri sono ad
altissimo rischio di estinzione a causa della distruzione del
loro habitat e della loro relativa fragilità biologica.
L’Italia è impegnata in prima fila per la difesa di questi
preziosi animali: l’équipe della professoressa Borgognini
Tarli dell’Unità di Antropologia dell’Università di Pisa è
all’avanguardia nei progetti di studio e conservazione dei
lemuri.
A portata
di mouse
I parchi
africani nel Web
www.parcs-madagascar.com
Sito
dedicato interamente ai Parchi e alle Riserve del Madagascar,
utile per scoprire la varietà di paesaggi e di animali
presenti in questo micro-continente.
www.parks-sa.co.za
Punto di
partenza per conoscere le meraviglie naturali racchiuse nelle
numerose aree protette del Sudafrica.
www.greatlimpopopark.com
Sito
ufficiale del Great Limpopo Transfrontier Park: per
conoscere lo sviluppo e le ricchezze naturali di uno dei primi
Parchi della Pace.
www.au-senegal.com
Portale
dedicato al Senegal, ricco di informazioni turistiche sulle
aree protette, tra cui spicca il Santuario nazionale di Djoudj,
dichiarato patrimonio naturale dell’umanità.
Gli ultimi paradisi africani
Una
mappa per visitarli
Volete tuffarvi nella natura più selvaggia e affascinante del
continente africano ? In questa cartina abbiamo indicato i
parchi nazionali, le riserve transnazionali e le aree protette
che non potete ignorare. Scoprite il perché…
Ngorongoro – Tanzania
E' uno
dei santuari della fauna africana, un grande cratere
colonizzato dalla savana e abitato dalle specie più importanti
di mammiferi (giraffe, zebre, elefanti, bufali, gazzelle,
leoni, rinoceronti).
Victoria Falls - Zimbabwe
Sorge
attorno alle Cascate Vittoria sul fiume Zambesi, dove vivono
elefanti, ippopotami, bufali, giraffe, cudù, antilopi e
babbuini. Nella parte meridionale del parco, la foresta lascia
spazio alle sabbie del Kalahari.
Nakuru National Park - Kenya
Dalle
sponde del Lago Nakuru si può assistere al suggestivo
spettacolo della più grande colonia di fenicotteri rosa del
mondo, quasi un milione di esemplari, circondati dalle acacie
in fiore.
Masai Mara Riserve - Kenya
La
riserva prende il nome dal popolo Masai che da sempre abita
questi territori. Offre paesaggi mozzafiato e l’incredibile
spettacolo delle migrazioni di gnu, gazzelle e zebre.
Ras Mohammed – Egitto
E’ il
primo parco marino istituito sul Mar Rosso. Nelle sue acque si
trovano concentrate oltre mille specie di pesci e 150 di
madrepore (la barriera corallina è considerata la più bella e
ricca al mondo).
Berenty – Madagascar
In
questa riserva – caratterizzata da una fitta boscaglia e da
una bella foresta di tamarindi - è possibile avere incontri
ravvicinati coi rari e simpatici lemuri.
Lebombo Transfrontier Area
Situato al confine tra Mozambico, Swaziland e la provincia
sudafricana del KwaZulu-Natal, il Parco è dominato dai monti
Lebombo e popolato da gnu, coccodrilli, ippopotami e da oltre
300 specie di uccelli.
Great Limpopo Tranfrontier Park
Nato
dall’unione fra il Limpopo National Park (Mozambico), il
Gonarezhou National Park (Zimbabwe) e il Kruger National Park
(Sudafrica), ospita i cosiddetti “big five”, i cinque grandi
mammiferi africani: leone, elefante, rinoceronte, leopardo,
bufalo.
Maloti-Drakensberg
Transfrontier Area
Incastonata fra Lesotho e Sudafrica, questa area protetta è un
vero paradiso per gli amanti del trekking grazie alle
imponenti vette del Drakensberg, sulle cui pareti abbondano le
antiche pitture rupestri dei popoli San.
Kgalagadi Transfrontier Park
Manguste, volpi del Capo, iene macchiate e tassi del miele
sono solo alcune delle specie animali che popolano quest’area
- fra Sudafrica e Botswana - caratterizzata da pianure erbose,
dune di sabbia e piante di acacia.
Limpopo-Sashe Area
Situato alla confluenza dei fiumi Limpopo e Shashe - fra
Botswana, Sudafrica e Zimbabwe - questo parco ospita numerosi
elefanti e propone ai visitatori un emozionante itinerario
denominato “La via dell’avorio”.
Ais
Richterveld Park
Il
parco sorge fra Namibia e Sudafrica, lungo uno spettacolare
canyon (aperto ai turisti da maggio a settembre), dove è
possibile avere incontri ravvicinati con martin pescatori,
oche egiziane e zebre di Burchell.
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