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RITMI SEDUCENTI
Impazza
la moda del djembé
di Silvia
Turrin
E’ il principe dei tamburi africani,
il cuore pulsante di cerimonie festose e riti sacri. In Europa
anima concerti e corsi di percussioni. La sua musica
rivitalizza, sprigiona energia positiva… E fa vincere lo
stress. Provare per credere.
La musica
del Continente Nero va di moda. Anche in Italia. I megastore
sono pieni di dischi provenienti da ogni parte dell’Africa. E
nelle maggiori città italiane non si contano i corsi di danza
e di musica dedicati al cosiddetto african sound. Una
crescente attenzione da parte di giovani e non, si è
concentrata verso l’affascinante mondo delle percussioni e, in
particolare, verso il djembé. Uno strumento che, più di
altri, permette di ritornare alla Madre Africa: terra da cui
ha origine il cammino dell’uomo e luogo dove le prime
espressioni musicali hanno preso forma.
Creatività e musica
Il
djembé, come tutti i tamburi, appartiene alla famiglia dei
membranofoni, chiamati così in quanto i suoni derivano dalla
vibrazione, per pressione o percussione, di una membrana
sottoposta a tensione. La tipica forma a calice è ottenuta
intagliando un pezzo unico di legno, ricavato dagli alberi di
tek. Una volta montata, la membrana in pelle
(generalmente di capra o antilope) viene lasciata essiccare,
in modo da aumentarne la tensione per ottenere i suoni voluti
dal djembéfola (il suonatore di djembé). Sempre
più spesso, ai bordi della parte superiore, vengono applicate
appendici metalliche, di ferro o latta, le cui vibrazioni
rinforzano e prolungano il suono del djembé, creando
quello stile poliritmico tipico della tradizione musicale
mandinga.
L’Origine del ritmo
Individuare l’esatta origine del djembé non è così
semplice. La colonizzazione e la successiva nascita degli
stati-nazione africani, hanno alterato gli originari confini
territoriali, rendendo difficile stabilire una precisa
localizzazione dello sviluppo di questo strumento. Molti
racconti orali lasciano poi supporre che, in tempi remoti,
solo ad una minoranza di “iniziati” fosse permesso di
apprendere l’arte del djembé. La questione della sua
origine inoltre si complica se si considera che, ancora oggi,
in molti villaggi dell’Africa Occidentale, la sua
denominazione cambia. Come spiega Mario Frascotti -
percussionista e socio fondatore dell’Associazione
Tubabu - “In alcuni villaggi al confine fra il Mali e il
Burkina Faso, il djembé viene chiamato iripò, in
altri bibirì… Gli studiosi usano attribuire al
djembé un’origine mandinga: fu infatti durante il XIII
secolo, all’epoca della fondazione dell’Impero del Mali, che
il suo uso venne reso popolare in Africa Occidentale”.
La vita... è ritmo
Un’antica
massima del popolo Hutu recita: “Il proverbio assomiglia al
tam-tam” (si veda L’Africa che canta la vita di
Shamuana Mabenga Jonas), ovvero ogni suono prodotto dal
tamburo, così come ogni parola, ha un suo specifico
significato. Un parallelismo perfetto che indica come ogni
ritmo del djembé trasmetta un messaggio preciso. Questo
è particolarmente vero in Africa, dove la musica scandisce il
percorso esistenziale dell’uomo. I suonatori di djembé
creano sonorità energiche, ricche di vibrazioni avvolgenti o
intimiste, a seconda che si tratti di cerimonie festose o riti
sacri. Anche le danze delle maschere sono spesso accompagnate
dal djembé, i cui ritmi hanno la funzione di avvicinare
gli uomini agli spiriti della natura e al mondo degli
antenati, al fine di celebrare il raccolto, invocare le piogge
o festeggiare l’ingresso nel nuovo anno.
Sound Mandingo
I suoni
del djembé iniziarono a raggiungere l’Europa alla fine
degli anni ‘50, grazie alle esibizioni di ensemble di
percussionisti e danzatori provenienti, in particolare, dalla
Guinea. Uno dei primi gruppi ad approdare nel vecchio
continente con una serie di fortunate tournée fu il Ballets
Africains (diretto da Fodéba Keita). Un buon successo lo
ottenne anche il Ballet Djoliba, dal quale emerse
Mamady Keїta,
considerato ancora oggi tra i migliori percussionisti in
circolazione. Negli ultimi 15 anni, il djembé è divenuto
popolare in Europa, grazie ai numerosi immigrati del Senegal,
Burkina Faso e Guinea, che hanno contribuito a esportare anche
da noi la magia seducente del sound mandingo.
I
segreti del successo
Perché il
djembe piace tanto ? Perché fa star bene, verrebbe da dire.
Infatti molti si avvicinano a questo strumento per rifuggire
dallo stress, ritrovare equilibrio e armonia. L’energia
sprigionata dai suoni del djembé e la libertà di
danzare in sintonia con il proprio corpo, permettono infatti
di far affiorare la vitalità e l’istinto, soffocati talvolta
da schemi comportamentali rigidi e chiusi. Alcune associazioni
italiane, oltre ad organizzare corsi di percussione e danze
afro, propongono viaggi culturali in Africa Occidentale, la
culla del djembé: chi è interessato a parteciparvi deve
contattare gli organizzatori (gli indirizzi si trovano nel box
a pagina ????????).
CORSI E
SCUOLE IN TUTTA ITALIA
Gli indirizzi per imparare a
suonarlo
Associazione "Tubabu"
a Milano, tel. 02/4230959. www.tubabu.com,
actubabu@tiscali.it.
“Africa
Chiossan”
a Oderzo (TV). www.phenixnet.it/africachiossan,
rootsafr@libero.it.
“Tamtando” a Quart (AO), tel. 0165/541805.
www.tamtando.com,
info@tamtando.com.
“Vecchio Son” a Bologna, tel. 051/4210009; e-mail:
vecchioson@libero.it.
Associazione “Timbre” via del Commercio 15, 53036
Poggibonsi (SI). www.bandao.it. Scuola "Gorée
Percussioni”
a Roma, tel. 06/2412080.
http://digilander.libero.it/tamburi2002;
e-mail:
elhadji50@hotmail.com
PER
SAPERNE DI PIU’
Libri,
dischi e siti sul djembé
Ecco
qualche buona lettura
dedicata alle percussioni africane. Il liuto e il tamburo.
Il Mali e la sua musica tradizionale di Alberto Arecchi e
Amadou Diallo, Mimesis 2000 (con CD allegato). Tubab: una
danzatrice sulla via dei tamburi a cura di Katina Genero
Madrigal, Ananke 1999 (con CD allegato). Percussions
Africaines. Le tambour Djembé di Serge Blanc, Hexamusic
1993 (con CD allegato, si può richiedere direttamente
all’autore:
sblanc@magic.fr).
Siti Internet suggeriti: www.djembe.com: utile per
conoscere le principali produzioni discografiche, nonché il
percorso storico del djembé (in francese e inglese).
www.kangaba.com: presentazione delle principali
percussioni africane, con audio e video (in francese e
inglese). Dischi da ascoltare:
Mamadi Keїta
Nankama
(Fonti Musicali, 1996). Famoudou Konaté Hamana Foli Kan
(Buda Musique, 2002).
Soungalo Coulibaly
Percussion and Songs from Mali (Arion, 1994). Adama Drame
Mandingo Drums (Playasound, 1992).
Farafina
Faso Denou (Real World, 1993).
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