AFRICA
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LIBRI

 

La Missione Continua - di Piero Gheddo

Il volume è un lunga carrellata di ricordi e considerazioni personali che lascia poco spazio agli approfondimenti. Le idee dell'autore possono essere condivise o meno, non è questo in discussione, ciò che però lascia sconcertati è l'approccio spesso sbrigativo usato per questioni e tematiche che avrebbero richiesto un contributo più meditato. Ad esempio è sconfortante - per l'evidente carenza di argomentazioni assunte - la leggerezza con cui l'autore liquida il variegato arcipelago New Global. «...I New Global pensano che tutta la storia dell'Occidente è stata negativa, un disastro; e che l'Occidente non ha nulla da dare agli altri: quindi meno cose facciamo e meglio va il mondo...». Non è obbligatorio essere informati su istanze e proposte portate avanti dal "movimento New Global". Ma neppure sparare a zero con tanta superficialità su chi (giovani cattolici e missionari in testa) in quelle istanze si riconosce, aderendo ad un movimento complesso, eterogeneo, in piena evoluzione, assai meno scontato di quanto non lo dipinga Piero Gheddo.
Edizioni San Paolo 2003,  pp. 365,  18 €

 

Mi chiamo Alì - di Massimo Melilli  

In Italia vivono circa 1.700.000 immigrati. Quasi 1.400.000 sono regolari, hanno un lavoro e contribuiscono alla crescita collettiva del nostro Paese. Ma cosa sappiamo di loro ? Come vivono ? "Mi chiamo Alì" non ama i pregiudizi e le mezze verità. E' un'inchiesta vecchio stile. Un viaggio dentro il fenomeno "immigrazione": dentro le vite delle badanti straniere, la miseria degli accampamenti Rom, la speranza e la disperazione di chi lascia tutto per cercare fortuna in terre lontane. Ma anche dentro i casi di integrazione riuscita... Per frantumare diffidenze e stupidi stereotipi.
Editori Riuniti 2003, pp.263, 14 €

 

Marocco - di Claudio e Corrado Calza

Il Marocco oggi è una meta turistica alla portata di tutti. Ma trent'anni fa era una terra enigmatica, intrigante, capace di trasformare qualunque europeo straniero in un piccolo esploratore. Lo testimoniano due coniugi italiani che nella primavera del 1973 decisero di imbarcarsi su un traghetto diretto a Tangeri. Il loro tour maghrebino si snodò tra le casba delle città imperiali, le oasi del Sahara, i villaggi più isolati dell'Atlante, sempre a bordo di un glorioso Maggiolino Wolkswagen. Un diario delizioso per chi ama la letteratura di viaggio. - 7,00 € - www.comune.milano.it/relazioninternazionali

 

La lista del Console - di Pierantonio Costa e Luciano Scalettari

Nella primavera del 1994 in Ruanda si consumò uno dei più feroci genocidi della storia dell'uomo.  In quei drammatici giorni di follia collettiva, Piearantonio Costa, console italiano a Kigali, decise di andare "controcorrente": per settimane girò per i villaggi martoriati del Ruanda e raccolse, con evidenti rischi personali, il maggior numero possibile di persone da sottrarre al massacro. La sua è un storia appassionante, ricca di umanità e coraggio, che va la pena di conoscere. E di leggere tutto d'un fiato. - Editoriale Paoline, pp 232, euro 9,80

 

La cooperazione allo sviluppo internazionale di Maggie Black

Costruire scuole in India, portare cibo in Etiopia, scavare pozzi in Niger, salvare i ninos da rua Brasile... sono queste le immagini che abbiamo in mente quando si parla di "cooperazione allo sviluppo". Quello che invece pochi sanno è che dietro queste parole spesso si celano confusione, contraddizioni, talvolta solo ipocrisia. O peggio grosse truffe.  Una giornalista indipendente racconta quanto a volte accade in nome dello sviluppo dei più poveri. Una lettura scomoda e graffiante, un pesante j'accuse contro gli impostori della solidarietà: consigliato. - Carocci 2004, pp.157, euro 12,20 

 

MUSICA

 

AA. VV.    “ The pulse of Africa”       ARC Music 
E’ una banalità, ma non si fa peccato a ricordarlo ogni qual volta se ne presenti l’opportunità: è dall’Africa, il continente più povero del pianeta, che tracimano i ritmi che fanno ballare gli uomini e le donne di tutto il mondo. L’ennesima conferma arriva da questa raccolta che assembla ritmi che arrivano dai quattro angoli dell’Africa:  una sorta di manifesto delle pulsazioni e dei tamburi del continente nero. Una ricchezza racchiusa nei 18 solchi di questo cd che ci regala un incontro ravvicinato con alcuni capitoli della storia del tamburo, lo strumento più antico e più utilizzato. Si parte con un brano legato alle liturgie della religione Ewe, praticata nella regione a cavallo tra Togo e Ghana e si chiude con una canzone umoristica, dedicata a uno scarabeo, che arriva dallo Zululand, una regione dell’odierno Sudafrica.  In mezzo, tra gli altri, il vul, il tamburo del re degli alur,  un popolo che vive sulla frontiera congo-ugandese; il mala, un ritmo tradizionale usato per i battesimi in Senegal; un brano (Nxai) che celebra la vita secondo la visione dei boscimani del Kalahari e uno (Gbokolia yayari kpamo) della tradizione del Centrafrica, cucinato con marimbe e sanza; una melodia (Mabo) dei pigmei baka del Camerun; la Zanca, una sonorità tipica di una comunità che appartiene al popolo mbum, che vive nell’attuale Repubblica del Centrafrica… 

 

Suzzana Owiyo     “Mama Africa”    ARC Music
Suzzana Owiyo, vincitrice del Kisima Music 2003 Award come ‘miglior giovane talento femminile’, è una vocalist e chitarrista originaria del Kenia, discendente dall’etnia Luo.. Cresciuta in famiglia assieme a quattordici tra fratelli e sorelle, ricevette i primi rudimenti musicali dal nonno, celebre suonatore di nyatiti, una sorta di lira keniota. Suzzana iniziò proprio accompagnandosi con questo atavico strumento che successivamente lasciò per passare a una box guitar, una sorta di chitarra rudimentale che come cassa ha un cartone, come corde degli elastici e come manico un tubo di cartone. Mama Africa è il suo secondo album da solista, un lavoro dove mantiene ben saldo il rapporto con le radici, come dimostra il brano Suna Ka Ngeya, una melodia tradizionale del popolo luo che lei utilizza per raccontare l’infestazione di zanzare e mosche tsè-tsè che recentemente ha compromesso i  raccolti delle fattorie locali.  

 Rajery - Volontany - Indigo / I.R.D.
La valiha è un’arpa in bambù. E’ munita di 21 corde che ne coprono l’intera circonferenza. Viene suonata utilizzando le dita di entrambe le mani. In Madagascar è lo strumento tradizionale più diffuso. Lo suonano un po’ tutti. Ma c’è qualcuno che suona la valiha in un modo speciale, unico, malgrado una menomazione alla mano destra che avrebbe impedito a chiunque altro di diventarne un virtuoso: è Germain Randrianrisoa, conosciuto con il nome d’arte di Rajery. Quarantenne, figlio d’arte, quando aveva 11 mesi, durante una cerimonia nuziale, una donna anziana gli mise nella mano destra un pezzo di carne avvelenata. Il piccolo Germain la mangiò: qualche mese dopo le dita della mano destra iniziarono a contrarsi, fino a staccarsi del tutto. Crescere in una famiglia di musicisti senza l’apparente prospettiva di diventare a sua volta un musicista, è stato difficile. La sua forza d’animo ha però vinto ogni ostacolo e la controprova è questo lavoro (il terzo album dopo i precedenti Dorotanety e Fanamby, entrambi incisi per la Indigo). E’ un lavoro modernissimo, dove il suono cristallino della valiha si accoppia con strumenti elettrici e dove la melodia si miscela armoniosamente con la ritmica. Un suono vivo, legato alla tradizione e lontanissimo da quella plasticosa world music  che va tanto di moda nel nord del mondo.

  

 

Ecco dove trovare i cd

Roma: Nuova Rinascita  in via delle Botteghe Oscure , 5  Tel. 06.69922436   

Milano: Buscemi in Corso Magenta 31  Tel. 02.804103 

Internet www.ird.it  (importatore italiano di etichette afro), www.lusafrica.com  (per artisti dell’Africa lusofona), www.melodie.fr (per artisti dell’Africa francofona).