I MERCENARI OGGI

IDENTIKIT
I protagonisti dell’attività mercenaria e della sicurezza privata possono essere classificati in tre categorie
1. I mercenari tout court, ossia individui che combattono per puro profitto economico, assoldati dagoverni legittimi ma, più spesso, da movimenti ribelli armati (rientrano tra questi non solo i tradizionaligruppi mercenari guidati da leader come Christian Tavernier, Mike Hoare ed il francese Bob Denard);
2. Le Private Security Companies, società impegnate nella fornitura di servizi di sicurezza al mondopubblico e privato, ma che non intervengono direttamente nei conflitti armati;
3. Le Private Military Companies, caratterizzate da un’ampia gamma di attività, compreso il supportoalle operazioni militari sul campo o, addirittura, l’intervento diretto.

COSA FANNO
I servizi offerti dai professionisti delle armi sono diversi:
Consulenza (pianificazione operativa e ristrutturazione degli organici delle Forze Armate);
Addestramento militare (rivolto agli addetti alla sicurezza, alle truppe regolari e ai corpi militari d’élite);
Supporto logistico (anche per Organizzazioni Internazionali e Non Governative);
Attività belliche (rifornimento di armi, attività di Intelligence e di polizia militare, trasporto di personale militare e materiale bellico, sostegno diretto alle operazioni militari);
Gestione post-bellica (monitoraggio post-conflitto ed elettorale; sminamento...)

 

IL RITORNO DEI SOLDATI DI VENTURA

di Aldo Pigoli - www.equilibri.net 

Dall’organizzazione di colpi di Stato alla gestione post-bellica, fino al coinvolgimento diretto in operazioni militari, mercenari e consulenti privati della sicurezza sono sempre più presenti ed attivi. Soprattutto in Africa .

Settanta mercenari, in maggioranza sudafricani, sono sotto processo in Zimbabwe e rischiano pene fino a 86 anni di prigione: appartenevano al commando, guidato da Simon Mann (ex ufficiale britannico), fermato il 7 marzo scorso all’aeroporto di Harare, dove era atterrato per caricare armi. Pare che il gruppo stesse organizzando un golpe in Guinea, nazione ricca di petrolio e al centro di oscuri interessi internazionali.  

GUERRE PRIVATE 
I mercenari sono ancora presenti in molte delle recenti guerre, in Africa come nel resto del mondo. Oggi, al fianco dei tradizionali soldati di ventura, operano a livello internazionale società private e vere e proprie multinazionali della sicurezza. Si tratta delle Società Private Militari e di Sicurezza (meglio conosciute come Private Military and Security Companies) e dei Military and Security  Contractors (più generalmente chiamati Contractors), giganti economici statunitensi che assistono la grande macchina bellica di Washington fornendogli ogni tipo di servizio di supporto: logistica, intelligence, manutenzione dell’arsenale bellico, ecc... in un mondo che fatica a rispondere alle molteplici sfide e minacce alla pace e alla stabilità, questi moderni mercenari e professionisti delle armi si candidano, ognuno a suo modo e con scopi spesso assai differenti, a gestire la sicurezza a livello internazionale.

UN MESTIERE CHE CAMBIA
Rispetto al passato le differenze sono evidenti: i leader delle nuove società militari private non sono più i temerari e affascinanti “capitani di ventura” che hanno proliferato durante gli anni Sessanta e Settanta (anche
se alcuni di questi personaggi calcano ancora la scena internazionale), ma vestono i panni di veri e propri businessmen, attori di un mercato, quello della sicurezza, sempre più globalizzato e integrato.
La fine della Guerra Fredda e la riduzione degli organici eserciti nazionali hanno messo a disposizione del mercato della sicurezza privata un numero consistente di professionisti nel settore militare, dotati di un alto livello di professionalità, di una grande esperienza sul campo, nonché delle conoscenze necessarie per poter utilizzare le tecnologie e le apparecchiature più sofisticate. Grazie all’enorme potenziale che possono dispiegare in termini di strutture, competenze e know-how, le
Private Military Companies stanno soppiantando, poco a poco, la responsabilità primaria dello Stato nel provvedere sia alla sicurezza in generale, sia a determinati servizi riguardanti la protezione delle attività commerciali all’estero ed altre forme di interessi nazionali, di natura economica e non.

TRAFFICI ILLECITI
Se le grandi compagnie di sicurezza operano in stretto contatto con governi e vertici militari, le attività dei soldati di ventura sfuggono alla legalità. La connessione fra mercenari e traffici illeciti è molto stretta, così come ha più volte sottolineato il peruviano Enrique Bernales Ballesteros, Incaricato Speciale degli eserciti nazionali hanno messo a disposizione del mercato della sicurezza privata un numero consistente di professionisti nel settore militare, dotati di un alto livello di professionalità, di una grande esperienza sul campo, nonché delle conoscenze necessarie dell’ONU per indagare sull’utilizzo dei mercenari nei vari conflitti armati. In particolare, il caso dell’Angola ha mostrato la presenza di collegamenti sempre più stretti fra il traffico di armi, il circuito delle materie prime da offrire in contropartita dell’approvvigionamento e l’attività mercenaria. In Angola il traffico di armi si sarebbe svolto sulla base di un connubio fra esponenti di spicco della criminalità organizzata russa, ex membri dei servizi segreti, principalmente israeliani, e personaggi politici occidentali. Questa rete invisibile è stata svelata dalle indagini effettuate dai giudici francesi, che hanno portato alla scoperta di una serie di insospettate connessioni fra gli ambienti politici francesi e soggetti della criminalità internazionale coinvolti nei traffici di armi e diamanti. Uno scandalo che ha scosso la Francia e che ha portato all’arresto del figlio dell’ex Presidente François Mitterand.

FAR WEST CONGO
Un altro esempio di quanto strette siano tali connessioni è dal conflitto nella Repubblica Democratica del Congo. Qui il legame tra lo sfruttamento delle risorse economiche, il traffico internazionale di armi, il permanere dell’instabilità militare e la presenza di Private Military Companies, ha dato vita ad un sistema autoalimentante, in cui mercenari e professionisti della sicurezza giocano un ruolo primario. Le numerose prove emerse da studi condotti dalle Nazioni Unite e da organizzazioni internazionali indipendenti, fanno emergere in maniera evidente l’esistenza di un vero e proprio “mercato di guerra”, dove allo sfruttamento delle risorse economiche del Paese si sovrappongono attività illecite, spesso in violazione di norme di diritto internazionale, come gli embarghi sul commercio di determinate risorse minerarie o, ancora peggio, sul traffico di armamenti. Ieri come oggi i mercenari trovano in Africa un terreno fertile per i loro loschi affari.


UN MERCENARIO "MITO"

Bob Denard è considerato il “grande vecchio” dell’attività mercenaria. Dal tentativo di appoggiare i ribelli congolesi contro il presidente Mobutu, nel 1967, al fallimento dei preparativi dell’ennesimo golpe alle isole Comore, l’ormai ultrasettantenne militare francese ha segnato la storia di molti conflitti e colpi di Stato africani. Il nome di Bob Denard è legato a uno degli ultimi episodi di intervento mercenario “vecchio stile”. Nel dicembre 2002 alcune inchieste svolte presso i tribunali di Verona e di Torre Annunziata portarono a smascherare e bloccare sul nascere un tentativo di colpo di Stato per rovesciare il presidente delle Comore, Azali Assoumani. Bob Denard venne accusato di aver reclutato, organizzato ed armato una forza mercenaria (tra l’altro formata da ex personale militare e dei Servizi di Italia e Francia), in violazione della legge 205 del 1995, che vieta l’attività mercenaria. Inoltre, il vecchio mercenario francese è stato accusato di traffico internazionale di armi e di altri reati ad esso connessi.

 

 

BUSINESS AFRICANO

L’Africa ha rappresentato il luogo dove l’attività mercenaria si è maggiormente affermata, trovando nei molti e lunghi conflitti che dagli anni Cinquanta ad oggi ne hanno infiammato la storia un vero e proprio “terreno di coltura”. La vicende dei mercenari in Africa hanno inoltre largamente contribuito a dare una connotazione fortemente negativa al fenomeno mercenario, soprattutto a causa della crudeltà ed efferatezza di molti personaggi e ancor più del loro aperto razzismo nei confronti delle popolazioni indigene. Dall’ex Congo belga, passando per le isole Comore e Seychelles, fino ai recenti e tristemente famosi episodi in Angola e Sierra Leone, i mercenari sono stati spesso elementi decisivi nel decidere le sorti di un conflitto. Personaggi come Mike “Mad Max” Hoare, Christian Tavernier e Bob Denard hanno cavalcato l’epopea della decolonizzazione e hanno rappresentato quel ponte tra passato e presente che ancora oggi fa parlare di mercenari.