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L’IStITUTO SUPERIORE DI SCIENZE
RELIGIOSE A MAPUTO (ISMMA)
Intervista all'ex direttrice
di Claudio Zuccala
Africa si è
occupata nel 97 dell’allora emergente Università cattolica in
Mozambico. Questa volta rivolgiamo la nostra attenzione a
un’opera meno grandiosa ma unica in tutto il Mozambico. Ci
riferiamo all’istituto superiore di scienze religiose, meglio
conosciuto come ISMMA che ha la sua sede a Maputo, la capitale
del Mozambico.
La forza trainante dietro la nascita e lo sviluppo dell’ISMMA
è rappresentata da una religiosa dall’aspetto minuscolo ma
dalla volontà incrollabile: suor Josefa Cordovilla, da tutti
conosciuta come “Pepita”. L’abbiamo intervistata a Roma, dove
stava concludendo la tesi di dottorato in missiologia.
Pepita, raccontaci brevemente
come e perché è nato l’ISMMA.
Agli inizi degli anni 90’, la Conferenza degli Istituti
Religiosi presenti in Mozambico organizzò un corso di
formazione teologica per le giovani religiose mozambicane. I
professori erano di tutti gli Istituti. Dopo due anni di
esperienza si sentì la necessità di rendere istituzionale
questo corso, cioè dargli quel livello che esigono gli studi
teologici e le aspirazioni delle stesse giovani religiose.
Così si giunse a creare un Corso Superiore di Scienze
Religiose, che fosse in futuro approvato da Roma.
Successivamente sono
intervenuti dei fattori che hanno profondamente modificato il
progetto iniziale: ce ne puoi parlare?
Il progetto di un Istituto Superiore non poteva interessarsi
soltanto alle religiose. Una volta approvato sarebbe servito
anche per i laici. Perciò era necessario che il diploma
conferito dall’ ISMMA fosse riconosciuto non soltanto dalla
Chiesa, ma anche dallo Stato. In dialogo con la Conferenza
Episcopale, incominciammo ad organizzare il corso con la
promessa che il diploma sarebbe stato riconosciuto dall’allora
nascente Università Cattolica del Mozambico (UCM), di
competenza della Conferenza Episcopale del Mozambico (CEM).
Così, il 16 luglio , festa della Madonna del Carmine, furono
firmati gli Statuti dell’Istituto Superiore “Maria Madre
dell’Africa”, aperto a tutti coloro che volessero frequentare
il Corso quadriennale di Scienze Religiose.
Più tardi cominciarono altri corsi: nel 1999, quello di
educatori sociali, approvato dal ministero degli affari
sociali e dal ministero della Pubblica Istruzione del
Mozambico, con il diploma di “tecnico medio dell’ azione
sociale”. Nel 2000 venne coordinata dall’ ISMMA la formazione
iniziale per la vita consacrata: postulanti, novizie e
professe.
Come e dove si situa l’ISMMA
nel panorama delle istituzioni che offrono un’istruzione di
livello universitario. In altre parole che rapporti avete con
gli altri maggiori centri del paese?
Fin dall’ inizio l’ ISMMA fu riconosciuto come istituzione dal
ministero della Pubblica Istruzione e chiamato a collaborare
al processo del rinnovo del curriculum dell’insegnamento
elementare e alla preparazione
dei programmi ufficiali dell’educazione morale e civica in
tutto il Paese.
Il Mozambico ha tre università (Eduardo Mondlane, Università
Pedagocica e l’ Università Cattolica) e vari istituti
superiori. Tutti i rettori formano il consiglio per
l’istruzione superiore. L’ ISMMA non fa parte di questo
consiglio di università, perché dipende dall’ Università
Cattolica. Tuttavia viene convocato dal ministero in riunioni
di consulta su temi riguardanti l’istruzione superiore, come
nel caso in cui ci fu la riforma di questo tipo d’istruzione.
Parlaci un po’ della tipologia
degli iscritti all’ISMMA. Chi si iscrive all’istituto? Da
quali classi sociali vengono? Che cosa cercano?
Gli studenti dell’ ISMMA vengono da tutto il Paese, e, come
tutti gli studenti, cercano una formazione che li aiuti nella
vita. C’è un grande desiderio di studiare in tutto il
Mozambico e le istituzioni sono poche. Per questo c’è una
grande affluenza. In questi ultimi tre anni all’ ISMMA hanno
fatto l’esame d’ammissione 450 candidati e possono esserne
ammessi soltanto 70, per mancanza di spazio e di professori.
Gli studenti dell’ ISMMA nel corso 2002 furono 411.
Vengono soprattutto dalla classe media, con un numero più o
meno uguale di uomini e donne. Ci sono anche religiosi e
religiose inviati dai loro istituti per la loro formazione.
Fra i laici alcuni sono dei catechisti inviati dalle
parrocchie. Tuttavia la maggioranza viene di propria
iniziativa e hanno già famiglia. Alcuni lavorano di sera,
frequentando i corsi al mattino. La loro età va dai 19 ai 35
anni. Gli studenti che frequentano il corso per attività
sociali, che inizia dopo le scuole medie, sono il gruppo più
giovane.
Con l’obiettività di chi può
osservare le cose da lontano, fino a che punto pensi che
l’istituto risponda alle esigenze di chi vi studia?
Gli studenti sono molto contenti dell’istituto, dell’onestà e
dell’impegno dei professori. Ha una biblioteca nuova al
servizio di tutti e computers per i lavori personali. Credo
che sia per questo che è grande l’affluenza
dei candidati.
Un problema grosso è stato la mancanza di riconoscimento dei
diplomi da parte dello Stato: con il solo riconoscimento
ecclesiastico non servivano per trovare un lavoro. Tuttavia i
nuovi diplomi della UCM e della PUU di Roma risolveranno
questo problema.
L’istituto è
cattolico ma le porte sono aperte a tutti. In che cosa
consiste la cattolicità dell’ISMMA e
quale clima si respira tra gli
studenti?
Certo, è cattolico in due sensi: si insegna la teologia
cattolica secondo i programmi ufficiali approvati dalla
Chiesa. Tuttavia è cattolico anche per la sua universalità,
poiché, fin dall’inizio, un aspetto caratteristico dell’ISMMA
è che gli studenti appartengono a diverse confesioni
religiose: Chiesa Metodista, Evangelica, Presbiteriana e
altre, non- cristiani e un piccolo numero di musulmani.
L’istituto è aperto a tutti in conformità al pluralismo della
società mozambicana. E questo è già un elemento educativo ed
ecumenico, dato che non c’è soltanto rispetto, ma anche
collaborazione. Abbiamo sempre lavorato per creare una sola
famiglia, di collaborazione e di studio, di servizio e di
amicizia. Le feste e le celebrazioni accademiche coinvolgono
tutti: è un modo concreto di vivere i valori che, come
educatori, si devono insegnare. Nei primi anni, quando il
gruppo era molto più piccolo, si collaborava anche per fare
la pulizia della propria aula, del giardino etc.. Le grandi
idee nascono dai piccoli gesti della nostra vita
quotidiana.
Un’opera come questa difficilmente può
autogestirsi in un paese ancora in preda ad enormi difficoltà
economiche come il Mozambico. Ci puoi dire come e dove hai
trovato gli aiuti in termini di finanziamento e personale?
Da quando nel 1995 iniziammo a lavorare per fondare l’ISMMA si
dovette pensare anche alle finanze. Da un lato non volevamo
che fosse un’opera riservata soltanto ai ricchi, e tanto meno
dipendente completamente dall'estero. Il problema delle
finanze si risolve in parte con l’apporto locale e in parte
con aiuti dall’estero. Per quanto riguarda l’apporto locale
bisogna dire che tutti i professori, religiosi e laici, sono
d’accordo con questa scelta e ricevono un salario minimo. Gli
studenti pagano più o meno la metà di quanto si paga nelle
altre università.
Tuttavia questo non basta; perciò, fin dall’inizio, ci furono
molti aiuti. Si incominciò con gli aiuti dei lettori della
rivista “Testimoni” (Bologna) e poi dell’Italia, della
Germania e Spagna . Nel 1998 iniziò la costruzione
dell’istituto e il 75% del costo fu offerto dalla famiglia
Kessler (Trento). Il resto venne dall’Olanda; l’aula magna,
appena terminata, è stata finanziata dalla Provincia autonoma
di Trento e dalla Caritas spagnola.
Come vedi il futuro
dell’istituto?
L’istituto, al momento, gode di un’ottima reputazione.
Tuttavia bisogna impegnarsi per avere un corpo insegnante
stabile. Il gruppo attuale comprende 50 professori che
lavorano anche in altri centri: i due Seminari interdiocesani
o altre università. È necessario che i professori e il gruppo
dirigente si impegnino maggiormente per l’ISMMA: una sfida per
la conferenza dei religiosi cui appartiene l’Istituto.
Bisogna anche lavorare per la qualità dell’insegnamento e,
soprattutto, del tipo d’insegnamento. L’ISMMA può essere un
centro per formare la coscienza sociale e un fermento per la
società, partendo da un umanesimo cristiano. Questo si può
ottenere se la teologia insegnata è attenta alla vita del
Paese, alle persone che la studiano, alla sua cultura e alla
sua storia. Solo così potrà essere un luogo cui si fa
riferimento per la riflessione e l’evangelizzazione, partendo
dagli intellettuali del Paese, che possono dare a tutta la
società una visione cristiana, un rinnovamento etico e un
nuovo impulso di sviluppo.
Raccontaci l’episodio più duro
o doloroso (in termini di difficoltà economiche,
incomprensioni, mancanza di appoggi, quello che vuoi) dei tuoi
anni alla guida dell’ISMMA.
Più che un fatto preciso, posso dire che ciò che mi pesò di
più fu la lentezza del processo di riconoscimento dei corsi e
le giuste domande degli studenti che avevano terminato il
corso e non
potevano ottenere il diploma.
L’accordo, con l’università cattolica del Mozambico, per il
diploma di “professore di morale”, fu firmato il 21 novembre
1998. Il riconoscimento pontificio dell’ISMMA arrivò soltanto
il 9 settembre 2001.
E il più bello?
Nell’evangelizzazione è di fondamentale importanza lavorare
nella comunione ecclesiale e l’ISMMA è la prova di questa
comunione fra i religiosi. Fin dall’inizio hanno collaborato
anche i Missionari d’Africa, come professori. È altresì
fondamentale la comunione con la Chiesa locale. Perciò fu per
me una grande gioia quando Monsignor Francisco Silota mi disse
che potevamo inviare tutti i documenti a Roma, col consenso
della conferenza episcopale di cui, allora, egli era
presidente. Era il 1998, durante la celebrazione dei 500 anni
di evangelizzazione del Mozambico. Un centro superiore di
formazione teologica per laici è uno straordinario punto
d’arrivo per l’evangelizzazione.
Pepita: una
suora d'oro
È nata a
Salamanca (Spagna) nel 1950 ed è la maggiore di 8 fratelli (il
settimo è sacerdote).Conclusi gli studi medi superiori, entrò
in noviziato. Dal 1970 è religiosa delle Suore dell’Amore di
Dio. Ha studiato teologia nella pontificia università di
Salamanca e dal 1975 è missionaria in Mozambico. Ha lavorato,
dal 1976 al 1896, alla formazione biblica dei catechisti e
all’animazione di piccole comunità cristiane, nella missione
di Gilé e Alto Molocue (Provincia dello Zambezi). Dal 1986 al
1988 ha studiato per la licenza in Missiologia a Roma – PUG.
Di ritorno in Mozambico, dal 1988 al 1994, ha operato nel
gruppo di coordinamento pastorale della diocesi di Quelimane,
specialmente nel campo della formazione sociale dei laici. Nel
1994 è stata nominata a Maputo dove ha lavorato alla
formazione delle giovani religiose; un corso che è poi
diventato l’ISMMA. Nel 2002, dopo 25 anni di missione, è
tornata in Europa, a Roma, per un anno di aggiornamento.
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