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Senegal on-line
Internet invade Dakar
di Iolanda Pensa
Dal centro alla
periferia è un proliferare di spazi multimediali dove si può
navigare in Rete e inviare e-mail. E per i giovani che
vogliono imparare a usare il computer, ci sono corsi gratuiti
di informatica. Ritratto di una capitale africana al passo con
i tempi
Un tempo
nella capitale del Senegal i computer erano soprattutto un
simbolo di lusso. La ricchezza si ostentava sulla scrivania,
mostrando macchinari occidentali spenti, ma ben spolverati e
lucidi. Pochi sapevano come usarli, pochi si arrischiavano a
rovinarli e pochi possedevano un’attrezzatura realmente
funzionate. Oggi l’informatica è parte della vita di Dakar: i
computer sono accesi e nuovi cybercafé, centri di
formazione e spazi multimediali hanno aperto le loro porte.
Il boom della posta
elettronica
Il
grande cambiamento è avvenuto circa tre anni fa ed è ben
visibile. Passeggiando per le strade si incontra un punto di
accesso a Internet quasi ad ogni isolato e, facendo la coda
per usare un terminale, ci si accorge di quanto siano numerosi
i clienti. Bastano 500 franchi
CFA per usare una
macchina e 500 franchi
CFA non sono
inaccessibili: è il prezzo di due quotidiani senegalesi, è
meno del costo di un chilo di banane o di una coca-cola. I più
vivaci frequentatori di questi nuovi spazi sono i giovani:
studenti ed ex-studenti. Usano i computer per preparare
ricerche e scrivere curriculum vitae, per stampare progetti e
compilare bilanci, per cercare informazioni, leggere i
quotidiani esteri e aggiornarsi nel proprio settore. La posta
elettronica e le chat (ovvero gli spazi virtuali dove
si può comunicare in tempo reale) sono amatissime: si scrive
all’amico che abita a Bergamo, al parente che lavora a Brescia
o al cugino che si è trasferito a Pisa; si cercano nuovi
contatti, si chiacchiera con sconosciuti o si rincontrano le
vecchie conoscenze.
Computer per
pochi...
Il
funzionamento dei pinti di accesso a Internet non è poi così
diverso dal funzionamento dei centri telefonici già molto
diffusi in Senegal: esattamente come nei centri telefonici, la
gente va al cybercafé (dove spesso trova anche un
telefono, il fax, la macchina fotocopiatrice e delle bibite),
saluta gli amici, chiede aiuto agli addetti, spende pochi
soldi e poi se ne va. Comprare un computer e collegarsi a
Internet da casa sarebbe un’operazione decisamente più
complessa. Tanto per cominciare il materiale hardware
(ovvero monitor, tastiera, case e tutto il
necessario…) è molto più caro che in Occidente, dove è
prodotto; per poter comprare il computer è necessario
affrontare un investimento iniziale significativo,
condividerne i vantaggi con parenti e vicinato (pesante
consuetudine locale), occuparsi della manutenzione, risolvere
da soli i problemi tecnici e soprattutto assistere al rapido
ed inesorabile invecchiamento della macchina. Perché i
computer invecchiano molto prima delle persone: nel giro di
tre anni sono decisamente anziani, nel giro di cinque sono
vecchi e dopo dieci sono clinicamente morti. I cybercafé
risolvono quindi molti problemi individuali ed i finanziamenti
internazionali e locali hanno promosso la loro nascita. Il
Ministero della Gioventù del Senegal ha offerto per
esempio prestiti agevolati per sostenere le attività private
gestite dai giovani: uno sforzo per diminuire il tasso di
disoccupazione e allo stesso tempo un’operazione che ha
indirettamente permesso lo sviluppo di Internet.
In periferia si
studia l'informatica
“Molti
cybercafé sono stati aperti negli ultimi anni” – spiega
Diadji Diop, responsabile dell’Espace Guissané – “ma molti
altri stanno chiudendo. Il problema è che è difficile coprire
i costi di gestione soltanto con Internet”. L’Espace Guissané
(B.P. 19217 Pikine – Guediawaye
guissane@sentoo.sn) è il primo centro di informatica di
Guediawaye, un immenso quartiere periferico di Dakar, che non
offre molto per i giovani: c’è un campo di calcio, ci sono
piccoli negozi e qualche ristorante, ma non ci sono
biblioteche, né librerie o centri giovanili. Tre anni fa
Diadji Diop ha così aperto le porte del centro insieme a
Thierno N’Diaye, direttore del “Centre de Sauvagarde de
Pikine-Guediawaye”, una struttura di assistenza per ragazzi in
situazioni difficili. Un finanziamento dell’Agenzia
Intergovernamentale per la Francofonia ha permesso l’acquisto
dei computer, dei telefoni, di una macchina fotocopiatrice
nonché la connessione in rete. Diadji Diop, insieme a due
collaboratori, gestisce lo spazio, offre assistenza ai clienti
e li segue durante i corsi di informatica. Coprire i costi
della connessione, della manutenzione, dell’elettricità e dei
macchinari con soltanto 500 franchi
CFA per computer
all’ora è però difficile ed il centro si aiuta con il servizio
di telefono, le fotocopie e con i corsi di formazione. In
particolare i corsi di informatica hanno molto successo: con
tre o quattro lezioni i ragazzi imparano ad utilizzare la
posta elettronica e cominciano a divertirsi navigando in rete.
“Il sabato sera la formazione è gratuita” – racconta Diadji
Diop – “visto che è l’unico momento in cui i computer sono
meno occupati”.
La vita breve del computer
Internet
è senza dubbio una moda, ma è anche un efficace strumento di
informazione, di comunicazione e di ricerca. In un paese come
il Senegal, dove il 58% della popolazione ha meno di vent’anni,
dove i libri sono estremamente costosi e difficili da
reperire, dove la posta è lenta e dove le possibilità per uno
studente di viaggiare sono rare, una connessione in rete può
essere un reale accesso al mondo, persino nel quartiere
periferico di Guediawaye. Resta però il problema
dell’invecchiamento delle macchine. Le macchine (ovvero l’hardware)
invecchiano; ciò che fa invecchiare così rapidamente le
macchine è il contenuto che le fa funzionare e permette di
utilizzarle (ovvero il software, composto da un sistema
operativo e dei programmi): hardware e software
devono essere in sintonia tra di loro e devono essere in
sintonia anche con il resto del mondo, altrimenti come si fa a
vedere i siti Internet creati da alti? Come si fa ad aprire un
documento proveniente da un altro computer?
Linux, un
amico dell'Africa
Il
sistema operativo più diffuso a Dakar – come del resto in
tutto il mondo – è Windows di Microsoft. Windows è un
software a pagamento che ogni due-tre anni viene
aggiornato: per poter funzionare, l’ultima versione ha bisogno
di essere acquistata e di essere installata su un computer
abbastanza potente da sopportare il peso dei nuovi programmi.
A differenza della maggior parte dei centri di informatica e
dei cybercafé di Dakar che utilizzano Windows,
l’organizzazione
Ynternet.org ha la peculiarità di promuovere il sistema
operativo Linux. La distribuzione Linux è una possibile
alternativa a Windows, con il vantaggio di essere libero. I
programmi possono essere scaricati da Internet e i computer
possono essere utilizzati per più anni, perché si può sempre
scegliere di usare i programmi meno potenti. Ynternet.org è
nata nel 1998 per promuovere la comunicazione, la cooperazione
e l’uso delle nuove tecnologie; il centro offre formazione,
assistenza e l’uso di computer in particolare ai responsabili
di associazioni giovanili, in modo da fornire gli strumenti
per lo sviluppo di nuovi progetti di informatizzazione a
livello locale. La scelta di formare responsabili di
associazioni giovanili all’uso di Gnu/Linux è un aspetto che
ben si colloca nella filosofia di sviluppo a lungo termine
dell’informatica in Senegal e che può evitare di creare un
accesso alle nuove tecnologie troppo condizionato dai giochi
di mercato, condannando l’Africa – ancora una volta –
all’arretratezza cronica e al perenne e fallimentare
inseguimento dell’Occidente. La distribuzione Linux non offre
infatti soltanto prodotti finiti, ma viene anche migliorata e
adattata dai suoi utenti; in pratica si basa sull’idea che il
fruitore non è solo passivo (compra il sistema operativo, i
programmi, legge le istruzioni e li usa), ma è anche attivo
(scarica Linux e i programmi da Internet, li sperimenta, li
usa, li modifica e poi se vuole li mette on line, dove altri
potranno scaricarli): una visione dell’informatica “nuova”
anche per l’Occidente stesso.
Senegal
creativo e digitale
Arte e nuove tecnologie in Senegal
Anche l’arte in Senegal si è avvicinata
con interesse alle nuove tecnologie. Nel 1996 la stilista
Oumou Sy ha creato Metissacana, uno dei primi cybercafé del
centro della città; la
Biennale di Dakar ha finalmente
investito nel suo sito e ha organizzato nel 2002 un forum di
arte digitale; Kheur Thiossane infine ha aperto le sue porte
proprio quest’anno. Keur Thiossane è un centro culturale
multimediale nel quartiere Sicap Liberté
II.
Diversamente da un cybercafé, Keur Thiossane promuove
la ricerca innovativa, l’interazione tra discipline diverse
(musica, danza, teatro, arti visive…), la cooperazione e
fornisce strumenti tecnologici aggiornati. Il progetto è stato
finanziato della
fondazione canadese Daniel Langlois,
in collaborazione con
Artfactories (un network di centri
culturali multidisciplinari) e
Mains d’Œuvres (un centro
multidisciplinare nei pressi di Parigi). Prima di diventare
uno spazio fisico, Keur Thiossane si è presentato durante la
Biennale di Dak’Art 2002 organizzando il progetto d’arte “Une
voyante m’a dit…” a cura di Marion Louisgrand e con
l’assistenza tecnica di Mathieu Marguerin. L’artista russa
Olga Kisseleva ha lavorato per tre giorni con cinque giovani
artisti senegalesi della scuola d’Arte. I ragazzi hanno
utilizzato per le prima volta macchine fotografiche digitali,
hanno rielaborato immagini e hanno montato un video che poi è
stato presentato durante il forum multimediale della Biennale
e in un’esposizione all’aperto nella Médiana, un quartiere
popolare di Dakar. Trenta senegalesi hanno così cambiato il
loro sguardo; gli occhi azzurro ghiaccio di Olga Kisseleva
sono stati sostituiti digitalmente agli occhi dei volontari
fotografati e le immagini sono state quindi unite per formare
un suggestivo video.
Internet
in Africa
Internet
in Africa è un fenomeno in grande espansione, ma ancora
essenzialmente cittadino. Secondo l’ITU – World
Telecommunication Development report 2002, soltanto una
persona su 160 utilizza Internet e, rispetto al resto del
mondo, il continente africano è solo all’inizio nello sviluppo
e nella diffusione delle nuove tecnologie. Il divario tra i
diversi Stati è poi immenso; tra i più “informatizzati” si
possono citare Algeria, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya,
Marocco, Senegal, Sudafrica, Tanzania, Tunisia, Zambia e
Zimbabwe (Sudafrica e Nord Africa sono però responsabili per
più del 70% degli abbonati). In queste nazioni è in forte
crescita l’utilizzo della posta elettronica, la produzione di
siti ufficiali e l’accesso on line ai mezzi di informazione,
in particolare ai quotidiani.
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