AFRICA
SETTEMBRE-OTTOBRE 2008
copertina n 5-2008

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Africa e ingiustizie

 

Storie agghiaccianti. Storie di tutti i giorni, che non fanno più notizia, tanto sono diffuse e comuni. Certo sarebbe sbagliato dipingere tutta l'Africa con toni grigi e foschi. Per fortuna esistono e si consolidano nel continente Nero esperienze democratiche attente alla questione della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Ma l'impunità verso i criminali e la corruzione restano costumi generalizzati in tante regioni dell'Africa.
La libertà di espressione rimane troppo spesso un'utopia. Frequenti sono gli arresti arbritrari e le detenzioni senza processi regolari. La pena di morte viene usata sistematicamente per sbarazzarsi degli oppositori. Chi trova il coraggio di denunciare viene perseguitato, sequestrato dalla polizia, torturato. Forzature ? Esagerazioni ? Leggere per credere.
Algeria
Il livello di violenza e il numero di uccisioni sono diminuiti considerevolmente, così come le segnalazioni di arresti prolungati in detenzione illegale, di torture e maltrattamenti da parte della polizia. Ciononostante sono centinaia le vittime dei massacri compiuti dagli irriducibili militanti dei Gruppi islamici armati. In numerose occasioni sono stati uccisi decine di civili - donne, bambini e famiglie intere - nelle loro case o in falsi posti di controllo nelle zone rurali. I colpevoli sono sempre riusciti a fuggire indisturbati, anche quando i massacri si sono verificati vicino ad avamposti dell'esercito o delle forze di sicurezza.
La diffusa impunità resta un fatto molto preoccupante, poiché le autorità non hanno preso provvedimenti concreti per far luce sul destino delle migliaia di persone "scomparse" o uccise dall'inizio del conflitto nel 1992, né per consegnare i responsabili alla giustizia.
Angola
Gli ultimi mesi hanno registrato una nuova ondata di violazioni dei diritti umani, accanto ad una ripresa del conflitto armato su larga scala tra esercito e ribelli dell'UNITA.
Il governo ha imposto restrizioni nella libertà di espressione e ha avviato una campagna intimidatoria nei confronti dei giornalisti; molti sono stati minacciati, altri aggrediti e alcuni sono stati arrestati. Cinque membri del parlamento che rappresentano l'UNITA sono attualmente detenuti perché accusati di reati contro la sicurezza dello stato. L'esercito e la polizia hanno attuato arruolamenti forzati anche tra ragazzi di età inferiore ai 15 anni. Anche l'UNITA ha rapito e arruolato con la forza numerosi minorenni.
Benin
Dieci persone sono state condannate a morte l'anno scorso. Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita, in seguito all'eccessivo uso della forza da parte della polizia. Oltre venti persone in cerca d'asilo, provenienti dalla Repubblica del Congo, sono state arrestate e detenute senza processo o accuse.
Burkina Faso
L'indignazione popolare provocata dalla morte di un giornalista autorevole e imparziale come Norbert Zongo, insieme ad altre persone, ha provocato disordini volti alla richiesta della fine dell'impunità per le violazioni dei diritti umani.
Durante le manifestazioni scoppiate un po' ovunque vi sono stati arresti e maltrattamenti da parte della polizia. Figure di spicco dell'opposizione politica e delle associazioni umanitarie sono state minacciate e imprigionate. Nonostante i tentativi del governo di disinnescare la crisi politica e sociale, non c'è stato alcun vero sforzo di porre fine all'impunità.
Burundi
La situazione dei diritti umani è nuovamente peggiorata. Centinaia di migliaia di persone sono state sfollate, altrettante sono state uccise da parte delle forze armate o dei gruppi di opposizione. Il numero di denunce di "sparizioni" è salito vertiginosamente e decine di persone sono state incarcerate arbitrariamente. Migliaia di persone si trovano in carcere senza un'accusa o senza aver avuto un processo.
Camerun
Molte persone sono state "giustiziate" in via extragiudiziale nel nord del paese. Torture e maltrattamenti sono di routine per le forze di sicurezza e le condizioni di prigionia equivalgono a un trattamento crudele, disumano e degradante, rilevabile dall'alto tasso di mortalità. Oppositori del governo, giornalisti e attivisti dei diritti umani sono stati perseguitati e arrestati. I responsabili della repressione continuano ad agire impuniti.
Ciad
Scontri armati tra esercito e ribelli continuano in particolare nel nord del Paese. Ci sono state denunce di torture, arresti arbitrari ed esecuzioni extragiudiziali. La libertà di espressione è stata ancora una volta minacciata dal Governo e numerosi difensori dei diritti umani sono stati minacciati o detenuti per brevi periodi.
Repubblica del Congo
Forze del governo, milizie e gruppi armati di opposizione hanno commesso diffusi abusi dei diritti umani nel contesto del perdurante conflitto armato. Civili disarmati sono stati vittime di esecuzioni extragiudiziali e omicidi arbitrari, così come di "sparizioni". Alcuni detenuti, inclusi quelli politici, sono stati torturati o maltrattati. Le persone critiche verso il governo, fra cui giornalisti e attivisti per i diritti umani, sono stati perseguitati e intimiditi.
Repubblica Democratica del Congo
Sono aumentati gli scontri armati così come le uccisioni extragiudiziali e altre violazioni dei diritti umani a opera dei combattenti. Migliaia di civili disarmati, soprattutto nell'est del Paese, sono stati uccisi illegalmente. Frequenti sono stati i casi di maltrattamenti, di torture e stupri. Il governo e i suoi oppositori armati hanno dato un giro di vite al diritto di espressione e di associazione. Circa 200 persone sono state condannate a morte da un tribunale militare e almeno 100 di loro sono state "giustiziate".
Costa d'Avorio
Un gran numero di studenti attivisti politici sono stati tenuti in carcere per settimane. La maggior parte sono stati arrestati nel corso di una serie di scioperi universitari. Alcuni sono stati torturati e maltrattati ad Abidjan, presso l'Accademia di polizia e il Dipartimento per la sicurezza nazionale. Sembra che alcuni studenti siano stati tenuti ammanettati dietro la schiena per 10 giorni, picchiati e obbligati a bere acqua sporca.

Egitto
Quattordici prigionieri di coscienza sono stati condannati a tre mesi di prigione e altri cinque, condannati negli anni precedenti, restano in carcere. Torture e maltrattamenti dei detenuti, specie tra i sospetti sostenitori dei gruppi islamici, continuano a essere sistematici. Le condizioni carcerarie sono spesso crudeli e disumane. Almeno 108 persone sono state condannate a morte.
Eritrea
Durante la guerra contro l'Etiopia, l'Eritrea è stata accusata di violazioni dei diritti umani e di trasgressione ai principi delle Convenzioni di Ginevra, tuttavia è stato difficile provare o verificare in modo imparziale la veridicità di molte di queste denunce. Il Governo ha dichiarato che non esistono prigionieri politici e ha continuato a negare le accuse di "sparizioni" degli oppositori.
Etiopia
Anche l'Etiopia è stata accusata di violazioni dei diritti umani e di trasgressione ai principi delle Convenzioni di Ginevra, resta difficile provare o verificare in modo imparziale molte di queste denunce. Si sa per certo che numerose persone sono trattenute in carcere per anni senza alcuna accusa né processo. Civili sospettati di sostenere i ribelli sono stati arrestati, torturati e talvolta sottoposti a esecuzioni extragiudiziali.
Gambia
La libertà di espressione e quella di associazione continuano a subire limitazioni. Alcuni giornalisti hanno subito intimidazioni, anche membri dei partiti di opposizione sono stati perseguitati e arrestati arbitrariamente.
Ghana
Sono state condannate a morte per tradimento quattro persone. Numerosi giornalisti e un parlamentare dell'opposizione, sono stati arrestati e accusati di diffamazione.
Gibuti
Alcune denunce su maltrattamenti sono legate ai continui conflitti fra le forze di governo e i ribelli. Altre denunce riportano casi di repressioni di attivisti d'opposizione pacifica e torture a presunti criminali e rifugiati.
Guinea
Alcuni membri dell'opposizione sono tuttora in carcere senza accusa né processo. La libertà di espressione è messa seriamente in discussione. Tre giornalisti sono stati arrestati e detenuti per un breve periodo mentre altri due sono stati espulsi del Paese.
Guinea-Bissau
Si sono verificati numerosi scontri armati tra fazioni rivali, durante i quali sono state commesse diverse violazioni ai diritti umani.
Resta alto il numero dei prigionieri politici, così come quello dei bambini soldato impiegati da governo e ribelli.
Kenya
Attivisti a favore della democrazia, difensori dei diritti umani, personalità politiche e giornalisti continuano a essere perseguitati, maltrattati o imprigionati senza validi motivi. La tortura nelle carceri è ampiamente diffusa, le condizioni di prigionia restano dure. Almeno 55 persone sono state condannate a morte e, alla fine del 1999 più di 1000 detenuti erano in attesa di esecuzione.
Lesotho
Ci sono state diverse notizie di torture e maltrattamenti e denunce di molestie e persecuzioni nei confronti di coloro che difendono i diritti umani.
Liberia
Continuano a giungere notizie di violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza, anche con torture ed esecuzioni extragiudiziali. Si sono verificati numerosi episodi di molestie, percosse e gravi ferimenti contro i civili. I difensori dei diritti civili continuano a essere minacciati dalle autorità.
Libia
Restano in prigione centinaia di detenuti politici, alcuni per motivi di opinione, molti di loro da più di dieci anni senza accusa né processo. Continuano a giungere notizie di torture nelle carceri.
Mali
Il presidente Alpha Konaré ha commutato tutte le condanne a morte emesse nel 1998 e 1999. Il precedente presidente Moussa Traoré, sua moglie e suo cognato sono stati tra i beneficiari di queste misure. Alcuni studenti, prigionieri di coscienza, sono stati graziati e liberati per volere del presidente. Il governo ha nominato una commissione di inchiesta per indagare sulle denunce di torture e maltrattamenti fatte dai sostenitori del partito di opposizione, arrestati nel 1997 a Niamakoro.
Marocco e Sahara Occidentale
Oltre 450 saharawi, simpatizzanti del Fronte Polisario, risultano tutt'oggi misteriosamente scomparsi. Più di 40 detenuti politici continuano a rimanere in carcere da anni. Dimostrazioni tenutesi in settembre nel Sahara Occidentale sono state duramente represse e hanno portato ad arresti e torture. Resta il problema dell'impunità verso chi viola i diritti umani, anche se sono stati fatti i primi passi per avviare una riforma giudiziaria.
Mauritania
La libertà di stampa e le attività delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno continuato a subire notevoli limitazioni, rendendo difficile ottenere informazioni sullo stato dei diritti umani.
Maurizio
Il decesso durante la detenzione del popolare cantante Kaya ha focalizzato l'attenzione sul problema delle brutalità commesse dalla polizia che includono l'impiego della forza per estorcere confessioni.
Mozambico
Vi è stato un maggiore rispetto per i diritti umani e, particolarmente a Maputo, si sono avuti poche denunce su abusi da parte della polizia. Continuano gli sforzi per riformare il sistema giudiziario e per riaddestrare la polizia. Fernando Quinova, giornalista, è stato incarcerato dopo aver riportato il caso di un decesso durante un arresto.
Namibia
La situazione dei diritti umani sta peggiorando. All'inizio dell'anno un gran numero di profughi è fuggito nel vicino Botswana dalla provincia orientale di Caprivi. In agosto i ribelli della regione hanno attaccato numerose istituzioni dello Stato. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha condotto una massiccia operazione di polizia ed esercito con torture e arresti arbitrari.
Niger
Vengono denunciate violazioni dei diritti umani relative a restrizioni delle libertà di associazione e di espressione. La cultura dell'impunità per le violazioni dei diritti umani che ha caratterizzato il Niger nel corso degli anni '90 si è rafforzata grazie alla nuova Costituzione che garantisce l'impunità ai responsabili dell'assassinio dell'ex presidente Baré e di altre uccisioni.
Nigeria
La situazione dei diritti umani continua a migliorare, con ulteriori rilasci di prigionieri politici. Sono stati revocati i decreti militari che prevedevano la detenzione amministrativa e i processi politici ingiusti.
La pena di morte è rimasta in vigore, ma si sono avute notizie di un numero ridotto di esecuzioni.
Ruanda
Circa 125 mila persone restano trattenute in cercare perché accusate di aver partecipato al genocidio del 1994. Molti sono detenuti senza accusa o processo in condizioni crudeli, inumane e degradanti. Almeno 180 persone sono state condannate a morte. Giornalisti considerati avversi al governo e politici dell'opposizione sono stati soggetti a diverse forme di vessazione, compreso l'arresto.
Senegal
Le forze di sicurezza dislocate nella regione della Casamance si sono rese responsabili di torture, "sparizioni" ed esecuzioni extragiudiziali. Alcuni sospetti sostenitori del movimento indipendentista sono detenuti senza regolare processo. Vengono segnalate violazioni dei diritti umani anche nel Senegal settentrionale.
Sierra Leone
Migliaia di civili disarmati sono stati deliberatamente uccisi, mutilati, violentati o sequestrati durante gli scontri armati tra esercito e ribelli. L'accordo di pace raggiunto non ha posto fine agli abusi dei diritti umani. L'amnistia generale prevista dall'accordo ha anzi portato all'impunità di molti abusi commessi durante il conflitto, compresi diversi crimini contro l'umanità.
Somalia
Le milizie armate delle varie fazioni dei clan continuano impunemente ad abusare dei diritti umani. La Somalia non ha più un sistema giudiziario né tribunali funzionanti dal 1991, quando il governo centrale è crollato. I tribunali islamici (basati sulla shari'a) hanno costituito delle milizie armate e sono stati direttamente coinvolti negli abusi dei diritti umani, condannando a morte numerosi prigionieri.
In tutto il Paese ci sono stati molti episodi di stupro, sequestro di persona, rapimento e arruolamento forzato di bambini.
Sudafrica
Si registrano frequenti segnalazioni di torture e maltrattamenti della polizia e dell'uso ingiustificato delle armi durante le indagini. Anche persone in cerca di asilo o sospettate di immigrazione illegale sono state vittime di maltrattamenti da parte delle autorità o di aggressioni a sfondo razziale. Prosegue in alcune aree del Paese la violenza con motivazioni politiche.
Sudan
La guerra continua a imperversare e la situazione dei diritti umani si è ulteriormente deteriorata. Nelle zone contese da ribelli ed esercito si registrano frequenti bombardamenti indiscriminati sui villaggi, sequestri di persona, riduzioni in schiavitù e deliberate uccisioni di civili. Nelle città sotto il controllo governativo persistono le limitazioni alla libertà d'espressione e di associazione. Avvocati, giornalisti e attivisti dei diritti umani rischiano costantemente l'arresto, il sequestro di persona, il pestaggio, la detenzione e la tortura.
Tanzania
Sono stati compiuti progressi per risolvere la crisi politica sull'isola semi-autonoma di Zanzibar, ma 18 capi dell'opposizione e i loro sostenitori rimangono in prigione in attesa di processo con l'accusa di tradimento. Alla fine di gennaio 2001 oltre 200 persone sono state uccise durante scontri scatenatisi nell'arcipelago di Zanzibar. La polizia ha anche arrestato Ibrahim Lipumba, leader del partito d'opposizione Fronte civile unito (Cuf).
Togo
Le autorità del Togo, le cui forze dell'ordine hanno violato i diritti umani per tre decenni, non fanno nulla per assicurare alla giustizia i responsabili che continuano a godere dell'impunità. Due membri togolesi di Amnesty International sono stati arrestati, picchiati e minacciati di morte mentre erano in detenzione. Vengono segnalate continuamente esecuzioni extragiudiziali, "sparizioni" e torture.
Tunisia
Centinaia di prigionieri politici, la maggior parte dei quali prigionieri di coscienza, sono stati rilasciati in novembre. I sostenitori dei diritti umani e le loro famiglie sono stati presi di mira in modo crescente. Decine di essi sono stati arrestati e altri sono stati sottoposti a persecuzioni e intimidazioni. Diversi processi politici hanno violato in modo evidente gli standard minimi di giustizia. Sono continuate a giungere notizie di torture e maltrattamenti durante detenzioni segrete e nelle prigioni.
Uganda
Centinaia di prigionieri politici, fra i quali alcuni prigionieri di coscienza, continuano ad essere arrestati e detenuti in modo illegale. Molti sono stati detenuti oltre i termini della carcerazione preventiva. Ci sono state segnalazioni di torture. I tribunali continuano a imporre la punizione crudele, umiliante e inumana della fustigazione.
Le condizioni delle prigioni rimangono molto difficili. La pena di morte viene usata in modo massiccio; alla fine del 1999, un totale di 269 persone attendevano la condanna capitale.
Zambia
Le forze di polizia continuano a torturare i sospetti criminali impunemente, spesso non esitano a sparare e uccidere in alternativa all'arresto. Oltre 220 persone sono detenute in attesa della pena di morte. Il governo perseguita la stampa indipendente attraverso le aule di tribunale: nel mirino dei politici c'è soprattutto il quotidiano "The Post".
Zimbabwe
La situazione dei diritti umani continua a deteriorarsi. Il presidente Robert Mugabe ha intensificato gli attacchi verbali verso le opposizioni, la magistratura e la stampa indipendente.