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Africa e ingiustizie
Storie
agghiaccianti. Storie di tutti i giorni, che non fanno più
notizia, tanto sono diffuse e comuni. Certo sarebbe sbagliato
dipingere tutta l'Africa con toni grigi e foschi. Per fortuna
esistono e si consolidano nel continente Nero esperienze
democratiche attente alla questione della giustizia e del
rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Ma
l'impunità verso i criminali e la corruzione restano costumi
generalizzati in tante regioni dell'Africa.
La libertà di espressione rimane troppo spesso un'utopia.
Frequenti sono gli arresti arbritrari e le detenzioni senza
processi regolari. La pena di morte viene usata
sistematicamente per sbarazzarsi degli oppositori. Chi trova
il coraggio di denunciare viene perseguitato, sequestrato
dalla polizia, torturato. Forzature ? Esagerazioni ? Leggere
per credere.
Algeria
Il livello di violenza e il numero di uccisioni sono
diminuiti considerevolmente, così come le segnalazioni di
arresti prolungati in detenzione illegale, di torture e
maltrattamenti da parte della polizia. Ciononostante sono
centinaia le vittime dei massacri compiuti dagli irriducibili
militanti dei Gruppi islamici armati. In numerose occasioni
sono stati uccisi decine di civili - donne, bambini e famiglie
intere - nelle loro case o in falsi posti di controllo nelle
zone rurali. I colpevoli sono sempre riusciti a fuggire
indisturbati, anche quando i massacri si sono verificati
vicino ad avamposti dell'esercito o delle forze di sicurezza.
La diffusa impunità resta un fatto molto preoccupante,
poiché le autorità non hanno preso provvedimenti concreti
per far luce sul destino delle migliaia di persone
"scomparse" o uccise dall'inizio del conflitto nel
1992, né per consegnare i responsabili alla giustizia.
Angola
Gli ultimi mesi hanno registrato una nuova ondata di
violazioni dei diritti umani, accanto ad una ripresa del
conflitto armato su larga scala tra esercito e ribelli
dell'UNITA.
Il governo ha imposto restrizioni nella libertà di
espressione e ha avviato una campagna intimidatoria nei
confronti dei giornalisti; molti sono stati minacciati, altri
aggrediti e alcuni sono stati arrestati. Cinque membri del
parlamento che rappresentano l'UNITA sono attualmente detenuti
perché accusati di reati contro la sicurezza dello stato.
L'esercito e la polizia hanno attuato arruolamenti forzati
anche tra ragazzi di età inferiore ai 15 anni. Anche l'UNITA
ha rapito e arruolato con la forza numerosi minorenni.
Benin
Dieci persone sono state condannate a morte l'anno scorso.
Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita, in seguito
all'eccessivo uso della forza da parte della polizia. Oltre
venti persone in cerca d'asilo, provenienti dalla Repubblica
del Congo, sono state arrestate e detenute senza processo o
accuse.
Burkina Faso
L'indignazione popolare provocata dalla morte di un
giornalista autorevole e imparziale come Norbert Zongo,
insieme ad altre persone, ha provocato disordini volti alla
richiesta della fine dell'impunità per le violazioni dei
diritti umani.
Durante le manifestazioni scoppiate un po' ovunque vi sono
stati arresti e maltrattamenti da parte della polizia. Figure
di spicco dell'opposizione politica e delle associazioni
umanitarie sono state minacciate e imprigionate. Nonostante i
tentativi del governo di disinnescare la crisi politica e
sociale, non c'è stato alcun vero sforzo di porre fine
all'impunità.
Burundi
La situazione dei diritti umani è nuovamente peggiorata.
Centinaia di migliaia di persone sono state sfollate,
altrettante sono state uccise da parte delle forze armate o
dei gruppi di opposizione. Il numero di denunce di
"sparizioni" è salito vertiginosamente e decine di
persone sono state incarcerate arbitrariamente. Migliaia di
persone si trovano in carcere senza un'accusa o senza aver
avuto un processo.
Camerun
Molte persone sono state "giustiziate" in via
extragiudiziale nel nord del paese. Torture e maltrattamenti
sono di routine per le forze di sicurezza e le condizioni di
prigionia equivalgono a un trattamento crudele, disumano e
degradante, rilevabile dall'alto tasso di mortalità.
Oppositori del governo, giornalisti e attivisti dei diritti
umani sono stati perseguitati e arrestati. I responsabili
della repressione continuano ad agire impuniti.
Ciad
Scontri armati tra esercito e ribelli continuano in
particolare nel nord del Paese. Ci sono state denunce di
torture, arresti arbitrari ed esecuzioni extragiudiziali. La
libertà di espressione è stata ancora una volta minacciata
dal Governo e numerosi difensori dei diritti umani sono stati
minacciati o detenuti per brevi periodi.
Repubblica del Congo
Forze del governo, milizie e gruppi armati di opposizione
hanno commesso diffusi abusi dei diritti umani nel contesto
del perdurante conflitto armato. Civili disarmati sono stati
vittime di esecuzioni extragiudiziali e omicidi arbitrari,
così come di "sparizioni". Alcuni detenuti, inclusi
quelli politici, sono stati torturati o maltrattati. Le
persone critiche verso il governo, fra cui giornalisti e
attivisti per i diritti umani, sono stati perseguitati e
intimiditi.
Repubblica Democratica del Congo
Sono aumentati gli scontri armati così come le uccisioni
extragiudiziali e altre violazioni dei diritti umani a opera
dei combattenti. Migliaia di civili disarmati, soprattutto
nell'est del Paese, sono stati uccisi illegalmente. Frequenti
sono stati i casi di maltrattamenti, di torture e stupri. Il
governo e i suoi oppositori armati hanno dato un giro di vite
al diritto di espressione e di associazione. Circa 200 persone
sono state condannate a morte da un tribunale militare e
almeno 100 di loro sono state "giustiziate".
Costa d'Avorio
Un gran numero di studenti attivisti politici sono stati
tenuti in carcere per settimane. La maggior parte sono stati
arrestati nel corso di una serie di scioperi universitari.
Alcuni sono stati torturati e maltrattati ad Abidjan, presso
l'Accademia di polizia e il Dipartimento per la sicurezza
nazionale. Sembra che alcuni studenti siano stati tenuti
ammanettati dietro la schiena per 10 giorni, picchiati e
obbligati a bere acqua sporca.
Egitto
Quattordici prigionieri di coscienza sono stati condannati
a tre mesi di prigione e altri cinque, condannati negli anni
precedenti, restano in carcere. Torture e maltrattamenti dei
detenuti, specie tra i sospetti sostenitori dei gruppi
islamici, continuano a essere sistematici. Le condizioni
carcerarie sono spesso crudeli e disumane. Almeno 108 persone
sono state condannate a morte.
Eritrea
Durante la guerra contro l'Etiopia, l'Eritrea è stata
accusata di violazioni dei diritti umani e di trasgressione ai
principi delle Convenzioni di Ginevra, tuttavia è stato
difficile provare o verificare in modo imparziale la
veridicità di molte di queste denunce. Il Governo ha
dichiarato che non esistono prigionieri politici e ha
continuato a negare le accuse di "sparizioni" degli
oppositori.
Etiopia
Anche l'Etiopia è stata accusata di violazioni dei
diritti umani e di trasgressione ai principi delle Convenzioni
di Ginevra, resta difficile provare o verificare in modo
imparziale molte di queste denunce. Si sa per certo che
numerose persone sono trattenute in carcere per anni senza
alcuna accusa né processo. Civili sospettati di sostenere i
ribelli sono stati arrestati, torturati e talvolta sottoposti
a esecuzioni extragiudiziali.
Gambia
La libertà di espressione e quella di associazione
continuano a subire limitazioni. Alcuni giornalisti hanno
subito intimidazioni, anche membri dei partiti di opposizione
sono stati perseguitati e arrestati arbitrariamente.
Ghana
Sono state condannate a morte per tradimento quattro persone.
Numerosi giornalisti e un parlamentare dell'opposizione, sono
stati arrestati e accusati di diffamazione.
Gibuti
Alcune denunce su maltrattamenti sono legate ai continui
conflitti fra le forze di governo e i ribelli. Altre denunce
riportano casi di repressioni di attivisti d'opposizione
pacifica e torture a presunti criminali e rifugiati.
Guinea
Alcuni membri dell'opposizione sono tuttora in carcere
senza accusa né processo. La libertà di espressione è messa
seriamente in discussione. Tre giornalisti sono stati
arrestati e detenuti per un breve periodo mentre altri due
sono stati espulsi del Paese.
Guinea-Bissau
Si sono verificati numerosi scontri armati tra fazioni
rivali, durante i quali sono state commesse diverse violazioni
ai diritti umani.
Resta alto il numero dei prigionieri politici, così come
quello dei bambini soldato impiegati da governo e ribelli.
Kenya
Attivisti a favore della democrazia, difensori dei diritti
umani, personalità politiche e giornalisti continuano a
essere perseguitati, maltrattati o imprigionati senza validi
motivi. La tortura nelle carceri è ampiamente diffusa, le
condizioni di prigionia restano dure. Almeno 55 persone sono
state condannate a morte e, alla fine del 1999 più di 1000
detenuti erano in attesa di esecuzione.
Lesotho
Ci sono state diverse notizie di torture e maltrattamenti
e denunce di molestie e persecuzioni nei confronti di coloro
che difendono i diritti umani.
Liberia
Continuano a giungere notizie di violazioni dei diritti
umani da parte delle forze di sicurezza, anche con torture ed
esecuzioni extragiudiziali. Si sono verificati numerosi
episodi di molestie, percosse e gravi ferimenti contro i
civili. I difensori dei diritti civili continuano a essere
minacciati dalle autorità.
Libia
Restano in prigione centinaia di detenuti politici, alcuni
per motivi di opinione, molti di loro da più di dieci anni
senza accusa né processo. Continuano a giungere notizie di
torture nelle carceri.
Mali
Il presidente Alpha Konaré ha commutato tutte le condanne
a morte emesse nel 1998 e 1999. Il precedente presidente
Moussa Traoré, sua moglie e suo cognato sono stati tra i
beneficiari di queste misure. Alcuni studenti, prigionieri di
coscienza, sono stati graziati e liberati per volere del
presidente. Il governo ha nominato una commissione di
inchiesta per indagare sulle denunce di torture e
maltrattamenti fatte dai sostenitori del partito di
opposizione, arrestati nel 1997 a Niamakoro.
Marocco e Sahara Occidentale
Oltre 450 saharawi, simpatizzanti del Fronte Polisario,
risultano tutt'oggi misteriosamente scomparsi. Più di 40
detenuti politici continuano a rimanere in carcere da anni.
Dimostrazioni tenutesi in settembre nel Sahara Occidentale
sono state duramente represse e hanno portato ad arresti e
torture. Resta il problema dell'impunità verso chi viola i
diritti umani, anche se sono stati fatti i primi passi per
avviare una riforma giudiziaria.
Mauritania
La libertà di stampa e le attività delle organizzazioni
per la difesa dei diritti umani hanno continuato a subire
notevoli limitazioni, rendendo difficile ottenere informazioni
sullo stato dei diritti umani.
Maurizio
Il decesso durante la detenzione del popolare cantante
Kaya ha focalizzato l'attenzione sul problema delle brutalità
commesse dalla polizia che includono l'impiego della forza per
estorcere confessioni.
Mozambico
Vi è stato un maggiore rispetto per i diritti umani e,
particolarmente a Maputo, si sono avuti poche denunce su abusi
da parte della polizia. Continuano gli sforzi per riformare il
sistema giudiziario e per riaddestrare la polizia. Fernando
Quinova, giornalista, è stato incarcerato dopo aver riportato
il caso di un decesso durante un arresto.
Namibia
La situazione dei diritti umani sta peggiorando.
All'inizio dell'anno un gran numero di profughi è fuggito nel
vicino Botswana dalla provincia orientale di Caprivi. In
agosto i ribelli della regione hanno attaccato numerose
istituzioni dello Stato. Il governo ha dichiarato lo stato di
emergenza e ha condotto una massiccia operazione di polizia ed
esercito con torture e arresti arbitrari.
Niger
Vengono denunciate violazioni dei diritti umani relative a
restrizioni delle libertà di associazione e di espressione.
La cultura dell'impunità per le violazioni dei diritti umani
che ha caratterizzato il Niger nel corso degli anni '90 si è
rafforzata grazie alla nuova Costituzione che garantisce
l'impunità ai responsabili dell'assassinio dell'ex presidente
Baré e di altre uccisioni.
Nigeria
La situazione dei diritti umani continua a migliorare, con
ulteriori rilasci di prigionieri politici. Sono stati revocati
i decreti militari che prevedevano la detenzione
amministrativa e i processi politici ingiusti.
La pena di morte è rimasta in vigore, ma si sono avute
notizie di un numero ridotto di esecuzioni.
Ruanda
Circa 125 mila persone restano trattenute in cercare
perché accusate di aver partecipato al genocidio del 1994.
Molti sono detenuti senza accusa o processo in condizioni
crudeli, inumane e degradanti. Almeno 180 persone sono state
condannate a morte. Giornalisti considerati avversi al governo
e politici dell'opposizione sono stati soggetti a diverse
forme di vessazione, compreso l'arresto.
Senegal
Le forze di sicurezza dislocate nella regione della
Casamance si sono rese responsabili di torture,
"sparizioni" ed esecuzioni extragiudiziali. Alcuni
sospetti sostenitori del movimento indipendentista sono
detenuti senza regolare processo. Vengono segnalate violazioni
dei diritti umani anche nel Senegal settentrionale.
Sierra Leone
Migliaia di civili disarmati sono stati deliberatamente
uccisi, mutilati, violentati o sequestrati durante gli scontri
armati tra esercito e ribelli. L'accordo di pace raggiunto non
ha posto fine agli abusi dei diritti umani. L'amnistia
generale prevista dall'accordo ha anzi portato all'impunità
di molti abusi commessi durante il conflitto, compresi diversi
crimini contro l'umanità.
Somalia
Le milizie armate delle varie fazioni dei clan continuano
impunemente ad abusare dei diritti umani. La Somalia non ha
più un sistema giudiziario né tribunali funzionanti dal
1991, quando il governo centrale è crollato. I tribunali
islamici (basati sulla shari'a) hanno costituito delle milizie
armate e sono stati direttamente coinvolti negli abusi dei
diritti umani, condannando a morte numerosi prigionieri.
In tutto il Paese ci sono stati molti episodi di stupro,
sequestro di persona, rapimento e arruolamento forzato di
bambini.
Sudafrica
Si registrano frequenti segnalazioni di torture e
maltrattamenti della polizia e dell'uso ingiustificato delle
armi durante le indagini. Anche persone in cerca di asilo o
sospettate di immigrazione illegale sono state vittime di
maltrattamenti da parte delle autorità o di aggressioni a
sfondo razziale. Prosegue in alcune aree del Paese la violenza
con motivazioni politiche.
Sudan
La guerra continua a imperversare e la situazione dei
diritti umani si è ulteriormente deteriorata. Nelle zone
contese da ribelli ed esercito si registrano frequenti
bombardamenti indiscriminati sui villaggi, sequestri di
persona, riduzioni in schiavitù e deliberate uccisioni di
civili. Nelle città sotto il controllo governativo persistono
le limitazioni alla libertà d'espressione e di associazione.
Avvocati, giornalisti e attivisti dei diritti umani rischiano
costantemente l'arresto, il sequestro di persona, il
pestaggio, la detenzione e la tortura.
Tanzania
Sono stati compiuti progressi per risolvere la crisi
politica sull'isola semi-autonoma di Zanzibar, ma 18 capi
dell'opposizione e i loro sostenitori rimangono in prigione in
attesa di processo con l'accusa di tradimento. Alla fine di
gennaio 2001 oltre 200 persone sono state uccise durante
scontri scatenatisi nell'arcipelago di Zanzibar. La polizia ha
anche arrestato Ibrahim Lipumba, leader del partito
d'opposizione Fronte civile unito (Cuf).
Togo
Le autorità del Togo, le cui forze dell'ordine hanno
violato i diritti umani per tre decenni, non fanno nulla per
assicurare alla giustizia i responsabili che continuano a
godere dell'impunità. Due membri togolesi di Amnesty
International sono stati arrestati, picchiati e minacciati di
morte mentre erano in detenzione. Vengono segnalate
continuamente esecuzioni extragiudiziali,
"sparizioni" e torture.
Tunisia
Centinaia di prigionieri politici, la maggior parte dei
quali prigionieri di coscienza, sono stati rilasciati in
novembre. I sostenitori dei diritti umani e le loro famiglie
sono stati presi di mira in modo crescente. Decine di essi
sono stati arrestati e altri sono stati sottoposti a
persecuzioni e intimidazioni. Diversi processi politici hanno
violato in modo evidente gli standard minimi di giustizia.
Sono continuate a giungere notizie di torture e maltrattamenti
durante detenzioni segrete e nelle prigioni.
Uganda
Centinaia di prigionieri politici, fra i quali alcuni
prigionieri di coscienza, continuano ad essere arrestati e
detenuti in modo illegale. Molti sono stati detenuti oltre i
termini della carcerazione preventiva. Ci sono state
segnalazioni di torture. I tribunali continuano a imporre la
punizione crudele, umiliante e inumana della fustigazione.
Le condizioni delle prigioni rimangono molto difficili. La
pena di morte viene usata in modo massiccio; alla fine del
1999, un totale di 269 persone attendevano la condanna
capitale.
Zambia
Le forze di polizia continuano a torturare i sospetti
criminali impunemente, spesso non esitano a sparare e uccidere
in alternativa all'arresto. Oltre 220 persone sono detenute in
attesa della pena di morte. Il governo perseguita la stampa
indipendente attraverso le aule di tribunale: nel mirino dei
politici c'è soprattutto il quotidiano "The Post".
Zimbabwe
La situazione dei diritti umani continua a deteriorarsi.
Il presidente Robert Mugabe ha intensificato gli attacchi
verbali verso le opposizioni, la magistratura e la stampa
indipendente.
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