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I Diritti Negati dei Boscimani
Testo di MARCO TROVATO
Quello dei Boscimani è l'ennesimo dramma che non fa
notizia, una storia che non trova spazio nel distratto mondo
dell'informazione.
Quella dei diritti (calpestati) dei popoli indigeni è una
questione che interessa a pochi.
Milioni
di persone disseminate in ogni angolo del mondo, rischiano di
scomparire: inghiottite da culture più forti, incalzate dal
progresso, minacciate dalla globalizzazione. Popoli inermi,
senza diritti. Perseguitati dal razzismo, sfrattati dalle
proprie terre, decimati dalle malattie. Tragedie che si
consumano, da sempre, senza far scalpore: ignorate dalle
diplomazie occidentali e dall'opinione pubblica
internazionale.
Per fortuna ad opporsi al silenzio e all'indifferenza diffusa
un po' ovunque c'è Survival International, l'organizzazione
mondiale che dal 1969 sostiene le popolazioni tribali e che
oggi ci informa di una vicenda sconcertante: quella dei
Boscimani, il leggendario popolo di (ex) cacciatori e
raccoglitori che vive in Botswana, Sud Africa e Namibia.
Un tempo i Boscimani erano gli incontrastati padroni del
deserto del Kalahari. Oggi lavorano sottopagati negli
insediamenti e negli allevamenti di bestiame che sono sorti in
quelle che erano le loro terre. I pochi che ancora mantengono
uno stile di vita "tradizionale" nelle riserve sono
trattati alla stregua della fauna per attrarre i turisti.
Particolarmente drammatica è la situazione dei Boscimani che
hanno trovato rifugio nella Riserva di Caccia del Kalahari
Centrale. Questa riserva, istituita negli anni '60 al preciso
scopo di preservare le terre boscimani, è con i suoi 52 mila
kmq una delle aree protette più grandi dell'Africa. Ma
soprattutto rappresenta un paradiso ambientale che fa gola a
molti perché è zeppo di diamanti e pietre preziose. Al suo
interno si trovano circa 600 Boscimani Khwe e Bakgalagadi:
gente semplice abituata a vivere in piccoli villaggi di
capanne.
"Vengono considerati "primitivi" per il loro
stile di vita e spesso sono vittime di violenze e
persecuzioni", denuncia Survival. "Il Governo del
Botswana non solo manca nel riconoscere qualsiasi diritto di
proprietà ai Boscimani nella riserva (come previsto
espressamente dal decreto governativo emanato nel 1963), ma ha
anche più volte esercitato pressioni per espellerli dalle
loro terre". Vuole allontanarli per potersi liberamente
dedicare alla ricerca dei diamanti, per poter promuovere il
turismo e per preservare gli animali della riserva (così
impone la mentalità imperante in un certo tipo di
ambientalismo).
I Boscimani, sradicati dal loro habitat, rischiano di
scomparire fisicamente e culturalmente. Nei nuovi
insediamenti, come quello di New Xade, essi sono disprezzati,
discriminati e subiscono abusi fisici e sessuali. "Le
attività tradizionali (la caccia e la raccolta di radici e
bacche) sono impossibili nella terra arida che circonda il
centro sovraffollato in cui regnano noia, depressione,
alcoolismo e violenza".
Il Governo, per incentivare i Boscimani a lasciare la Riserva,
aveva promesso scuole, assistenza sanitaria, lavoro, piccoli
appezzamenti di terra, bestiame e denaro contante. Ma ben
poche sono state finora le promesse mantenute. Molti Boscimani
non si fidano e preferiscono restare nelle terre tradizionali.
E' emblematico, in questo senso, quanto detto da un anziano
capo Khwe: "La Riserva del Kalahari è l'ultimo posto che
il mio popolo sente come suo.
Non vogliamo andarcene. Io e il leone siamo fratelli e sono
confuso all'idea che io debba abbandonare questa terra e il
leone invece possa restare".
Per aumentare il potere persuasivo, il Governo è passato alle
minacce: "O ve ne andate oppure vi tagliamo i
rifornimenti dell'acqua e dei medicinali". Inoltre,
appellandosi alla necessità di conservare la fauna della
riserva, ha stabilito di limitare la caccia a sole tre
antilopi per ogni uomo all'anno.
I Boscimani hanno vissuto di caccia per migliaia di anni senza
mai uccidere un animale di troppo; in effetti, gli animali
nella riserva stanno aumentando e potrebbero provvedere alle
loro necessità senza conseguenze. Ciò nonostante, i
Boscimani sorpresi a cacciare sono oggi picchiati,
imprigionati e torturati. Il loro portavoce ha chiesto
garanzie per il rispetto della cultura e dei diritti
fondamentali. Ma le sue parole finora sono cadute nel vuoto.
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