AFRICA
SETTEMBRE-OTTOBRE 2008
copertina n 5-2008

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I Diritti Negati dei Boscimani

Testo di MARCO TROVATO


Quello dei Boscimani è l'ennesimo dramma che non fa notizia, una storia che non trova spazio nel distratto mondo dell'informazione.
Quella dei diritti (calpestati) dei popoli indigeni è una questione che interessa a pochi.

 

Milioni di persone disseminate in ogni angolo del mondo, rischiano di scomparire: inghiottite da culture più forti, incalzate dal progresso, minacciate dalla globalizzazione. Popoli inermi, senza diritti. Perseguitati dal razzismo, sfrattati dalle proprie terre, decimati dalle malattie. Tragedie che si consumano, da sempre, senza far scalpore: ignorate dalle diplomazie occidentali e dall'opinione pubblica internazionale.
Per fortuna ad opporsi al silenzio e all'indifferenza diffusa un po' ovunque c'è Survival International, l'organizzazione mondiale che dal 1969 sostiene le popolazioni tribali e che oggi ci informa di una vicenda sconcertante: quella dei Boscimani, il leggendario popolo di (ex) cacciatori e raccoglitori che vive in Botswana, Sud Africa e Namibia.
Un tempo i Boscimani erano gli incontrastati padroni del deserto del Kalahari. Oggi lavorano sottopagati negli insediamenti e negli allevamenti di bestiame che sono sorti in quelle che erano le loro terre. I pochi che ancora mantengono uno stile di vita "tradizionale" nelle riserve sono trattati alla stregua della fauna per attrarre i turisti.
Particolarmente drammatica è la situazione dei Boscimani che hanno trovato rifugio nella Riserva di Caccia del Kalahari Centrale. Questa riserva, istituita negli anni '60 al preciso scopo di preservare le terre boscimani, è con i suoi 52 mila kmq una delle aree protette più grandi dell'Africa. Ma soprattutto rappresenta un paradiso ambientale che fa gola a molti perché è zeppo di diamanti e pietre preziose. Al suo interno si trovano circa 600 Boscimani Khwe e Bakgalagadi: gente semplice abituata a vivere in piccoli villaggi di capanne.
"Vengono considerati "primitivi" per il loro stile di vita e spesso sono vittime di violenze e persecuzioni", denuncia Survival. "Il Governo del Botswana non solo manca nel riconoscere qualsiasi diritto di proprietà ai Boscimani nella riserva (come previsto espressamente dal decreto governativo emanato nel 1963), ma ha anche più volte esercitato pressioni per espellerli dalle loro terre". Vuole allontanarli per potersi liberamente dedicare alla ricerca dei diamanti, per poter promuovere il turismo e per preservare gli animali della riserva (così impone la mentalità imperante in un certo tipo di ambientalismo).
I Boscimani, sradicati dal loro habitat, rischiano di scomparire fisicamente e culturalmente. Nei nuovi insediamenti, come quello di New Xade, essi sono disprezzati, discriminati e subiscono abusi fisici e sessuali. "Le attività tradizionali (la caccia e la raccolta di radici e bacche) sono impossibili nella terra arida che circonda il centro sovraffollato in cui regnano noia, depressione, alcoolismo e violenza".
Il Governo, per incentivare i Boscimani a lasciare la Riserva, aveva promesso scuole, assistenza sanitaria, lavoro, piccoli appezzamenti di terra, bestiame e denaro contante. Ma ben poche sono state finora le promesse mantenute. Molti Boscimani non si fidano e preferiscono restare nelle terre tradizionali. E' emblematico, in questo senso, quanto detto da un anziano capo Khwe: "La Riserva del Kalahari è l'ultimo posto che il mio popolo sente come suo.
Non vogliamo andarcene. Io e il leone siamo fratelli e sono confuso all'idea che io debba abbandonare questa terra e il leone invece possa restare".
Per aumentare il potere persuasivo, il Governo è passato alle minacce: "O ve ne andate oppure vi tagliamo i rifornimenti dell'acqua e dei medicinali". Inoltre, appellandosi alla necessità di conservare la fauna della riserva, ha stabilito di limitare la caccia a sole tre antilopi per ogni uomo all'anno.
I Boscimani hanno vissuto di caccia per migliaia di anni senza mai uccidere un animale di troppo; in effetti, gli animali nella riserva stanno aumentando e potrebbero provvedere alle loro necessità senza conseguenze. Ciò nonostante, i Boscimani sorpresi a cacciare sono oggi picchiati, imprigionati e torturati. Il loro portavoce ha chiesto garanzie per il rispetto della cultura e dei diritti fondamentali. Ma le sue parole finora sono cadute nel vuoto.