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Il Muridismo
di Guy Willemin
Con il Muridismo siamo di fronte ad una
confraternita tipica ed esclusiva dell’Africa subsahariana,
in particolare del gruppo etnico Wolof del Senegal. Il
muridismo è importante nella storia del Senegal.
Dopo una resistenza passiva durante la colonizzazione, ne è
divenuto il collaboratore soprattutto per fini economici.
Oggi nessun pretendente politico può fare a meno del sostegno
dei Muridi.
Con questa, noi entriamo in una Confraternita
tipicamente ed esclusivamente dell’Africa nera subsahariana
e più esattamente nel Senegal, fra il gruppo etnico wolof.
Si stima che il 33% dei musulmani senegalesi facciano parte di
questa Confraternita. Contrariamente alle altre, questa
Confraternita non deve la sua denominazione al suo fondatore,
ma alla parola araba “mûrîd” (che può essere tradotta
in italiano con la parola “Novizio”) che indica ogni
discepolo che aspira ad una iniziazione sulla “Via” e si
impegna totalmente al seguito di un Maestro.
Il suo fondatore: Amadu Bamba (1850? -
1927)
Ahmed b. Muhammad b. Habîb Allâh,
conosciuto come Amadu Bamba Mbacké, è nato nel paese dei
wolof, in Senegal, a Mbacké-Baol, verso il 1850, in una
famiglia religiosa, affiliata alla Confraternita Kâdiriyya.
Nacque
in un periodo di disordini, durante il quale si confrontavano
i nobili, i capi di guerra, wolof di Cayor, di religione
tradizionale africana, i primi musulmani, spesso molto
proselitisti e le truppe coloniali francesi. Suo nonno e suo
padre erano esperti in letteratura musulmana, maestri di
scuole coraniche.
A 13 anni, ha visto il suo villaggio saccheggiato e
incendiato, suo nonno ucciso da un capo di guerra musulmano.
Egli e suo padre furono deportati a Nioro del Sahel. Ricevette
la sua formazione spirituale musulmana in famiglia.
Molto giovane, si presentava come un pio musulmano, amante
della pace, avversario della violenza. Ormai adulto si sentì
investito di una missione: formare dei discepoli. Dopo la
sconfitta dell’esercito wolof, per opera delle truppe
francesi nel 1886, riunì, nel Baol, il cuore del Senegal,
numerosi discepoli di ogni condizione sociale: vecchi schiavi,
liberi contadini, antichi nobili e guerrieri “pagani” e
anche dei wolof già islamizzati.
Con l’aiuto di un vecchio nobile guerriero, Cheik Ibra Fall,
totalmente dedicato a Amadu Bamba, nasce, si sviluppa e si
organizza la Confraternita dei Muridi, fra coloro che la
sconfitta aveva disorientato.
I discepoli erano organizzati in unità di lavoro per la
coltivazione, prima di tutto del miglio e poi delle arachidi.
Il loro numero aumentò rapidamente.
Questo preoccupava le autorità francesi che temevano un
movimento di rivolta tanto che finirono per arrestarlo nel
1895 e deportarlo nel Gabon fino al 1902.
Egli profittò di questo periodo d’esilio e di isolamento
per pregare e scrivere. In seguito venne messo agli arresti
domiciliari in Mauritania, dal 1903 al 1907, e poi nel Senegal
fino al 1912.
Queste tribolazioni, con i racconti della sua pazienza nella
prova, anche dei suoi miracoli, aumentarono il suo prestigio
in mezzo alla popolazione e accrebbero la sua fama di santità
e di martire. Solo nel 1913 potè ritornare nel paese wolof, a
Djourbel, dove continuò il suo insegnamento.
Qui morì il 19 luglio 1927, senza la soddisfazione di avere
il permesso di risiedere a Touba dove voleva costruire il suo
centro e una grande moschea.
Questo luogo, secondo le tradizioni muridiste, gli era stato
indicato per rivelazione. Tuttavia, secondo il suo desiderio,
qui fu sepolto.
L’insegnamento di Amadu Bamba:
Il suo insegnamento è conosciuto attraverso
i suoi scritti, per lo più poemi in lingua araba, di una
lunghezza che va da qualche centinaio a qualche migliaio di
versi (41 sono stati recensiti, stampati e studiati). Amadu
Bamba è un puro prodotto dell’islam africano poichè non ha
mai fatto il pellegrinaggio ai Luoghi Santi dell’Islam, e
non è mai stato allievo di un maestro arabo dell’Africa del
Nord o del Vicino e del Medio-Oriente.
I
suoi soli maestri furono Senegalesi e Mauritani. I suoi
scritti rivelano un uomo dalla fede incrollabile, piena di
tenerezza, senza ricerca metafisica, un uomo di cuore, un uomo
di Dio, desideroso di adorarLo, ma anche un uomo pieno di
slanci passionali verso il Profeta Maometto. Egli stesso si
definì: “Io sono diventato il servo dell’Inviato di Dio”.
Il suo insegnamento potrebbe essere riassunto in questa frase:
“Ho scelto Dio come maestro, l’Islam come religione, e
Nostro Signore Maometto come profeta.” Non è un mistico nel
vero senso della parola.
Il suo scopo è quello di vivere conformemente alla Parola di
Dio e all’esempio del profeta. Il suo insegnamento vuole
essere pratico: fare conoscere l’islam più ortodosso e
portare i suoi discepoli ad adorare Dio, a servirlo, ad avere
una vita interiore dominata dalla sua onnipresenza, seguendo
in tutto il Profeta.
E’ educatore della fede, quando insegna così l’Islam, e
un moralista quando esorta a vivere secondo i dettami della
legge.
Organizzazione e riti propri
La specificità del Muridismo sta nella
relazione privilegiata che esiste fra il Maestro (Cheikh) e il
discepolo (Taalibe).
La dipendenza del discepolo dal Maestro è spinta all’estremo:
“La verità è nell’amore per il proprio Cheikh, e
ovunque, nell’obbedienza ai suoi ordini, senza opporre la
ben che minima resistenza, anche interiormente. Bisogna
rinunciare al proprio libero arbitrio, perchè il pensiero del
Maestro (Cheikh) è inattaccabile.” scrive Amadu Bamba.
Questa relazione privilegiata riprende le relazioni di
dipendenza e di clientela che esistevano nelle antiche
relazioni sociali wolof. Il Maestro diventa l’intermediario
fra il fedele e Dio. Inoltre, fin dall’inizio, il discepolo
Ibra Fall organizza la Confraternita in una società molto
gerarchica.
I primi giovani discepoli vengono messi in comunità di lavoro
agricolo (In Daara: dall’arabo “dâ’irat: cerchio),
sotto la direzione di un Maestro che assicura la preghiera,
dispensando quelli che coltivano e producono, e dà loro l’insegnamento.
Tutti i Muridi si riuniscono ogni anno per il grande
pellegrinaggio (detto il “grande Magal”) a Touba dove
pregano nella grande moschea, sulla tomba del Fondatore,
rendono visita al Califfo generale, successore di Amadu Bamba
e ai vari Maestri (Cheikh) ai quali portano le loro offerte.
Importanza politica ed economica della
Confraternita:
Inizialmente strumento di resistenza passiva
alla colonizzazione, poi struttura di compromesso e di
cooperazione con la medesima (specialmente per la coltura dell’arachide),
a partire dall’indipendenza del Senegal, è diventata
influente nella vita politica di questo paese, come l’altra
grande Confraternita della Tidjaniyya.
Nessun
uomo politico, deputato o presidente, può essere eletto se
non è riconosciuto dai Maestri della Confraternita. I Muridi
votano secondo gli ordini ricevuti.
Tramite le “daara”, i Muridi hanno contribuito allo
sviluppo della coltura dell’arachide. Purtroppo hanno
contribuito anche al disboscamento e alla desertificazione di
grandi estensioni di terreno.
Le “daara”, che all’inizio erano comunità agricole,
durante e dopo gli anni della grande siccità, intorno agli
anni 1973, divennero commerciali... prima sul piano nazionale
senegalese ed ora una vera catena internazionale: da New-York
a Hong-Kong, passando per l’Europa: Parigi, Bruxelles e l’Italia.
Giovani discepoli (Taalibe) sono inviati per vendere e
acquistare in grandi città, dove vivono in comunità, a
carico della Confraternita per la quale lavorano.
Un grande mercato di “import-export” esclusivamente muride
funziona attraverso la catena di queste comunità di lavoro
nel mondo, con il proprio circuito finanziario e i suoi
sistemi di spedizione.
Possiamo incontrarli fra i giovani senegalesi mercanti
ambulanti, venditori di “artigianato africano” o altre
cose, che circolano nelle nostre città.
Questi “Taalibe” (discepoli) lavorano per il loro Maestro
(Cheikh), ma possono contare sulla solidarietà della
Confraternita e sanno che questo Maestro non li lascerà mai
soli in questa vita, e che, per suo tramite riceveranno la
benedizione di Amadu Bamba e avranno accesso al Paradiso.
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