AFRICA
SETTEMBRE-OTTOBRE 2008
copertina n 5-2008

Clicca qui per vedere le altre copertine e poi
cliccale per vederne il sommario



Contattaci:

   per informazioni

provincia@padribianchi.it

  animazione missionaria

animazione@padribianchi.it

   redazione:

africa@padribianchi.it

Tel: 0363 44 726


P.I.S.A.I. 


Mostre fotografiche
AFRICA

clicca qui per informazioni


Scambi-links

CASA EDITRICE POLARIS S.r.l.

Libri per viaggiare



LUGLIO-AGOSTO 2008


MAGGIO-GIUGNO 2008


MARZO-APRILE 2008


GENNAIO-FEBBRAIO 2008


NOVEMBRE-DICEMBRE 2007


SETTEMBRE-OTTOBRE 2007


LUGLIO - AGOSTO 2007


MAGGIO-GIUGNO 2007

 

Il Muridismo

di Guy Willemin

Con il Muridismo siamo di fronte ad una confraternita tipica ed esclusiva dell’Africa subsahariana, in particolare del gruppo etnico Wolof del Senegal. Il muridismo è importante nella storia del Senegal.
Dopo una resistenza passiva durante la colonizzazione, ne è divenuto il collaboratore soprattutto per fini economici.
Oggi nessun pretendente politico può fare a meno del sostegno dei Muridi.

 

Con questa, noi entriamo in una Confraternita tipicamente ed esclusivamente dell’Africa nera subsahariana e più esattamente nel Senegal, fra il gruppo etnico wolof.
Si stima che il 33% dei musulmani senegalesi facciano parte di questa Confraternita. Contrariamente alle altre, questa Confraternita non deve la sua denominazione al suo fondatore, ma alla parola araba “mûrîd” (che può essere tradotta in italiano con la parola “Novizio”) che indica ogni discepolo che aspira ad una iniziazione sulla “Via” e si impegna totalmente al seguito di un Maestro.

 

Il suo fondatore: Amadu Bamba (1850? - 1927)

Ahmed b. Muhammad b. Habîb Allâh, conosciuto come Amadu Bamba Mbacké, è nato nel paese dei wolof, in Senegal, a Mbacké-Baol, verso il 1850, in una famiglia religiosa, affiliata alla Confraternita Kâdiriyya.
Nacque in un periodo di disordini, durante il quale si confrontavano i nobili, i capi di guerra, wolof di Cayor, di religione tradizionale africana, i primi musulmani, spesso molto proselitisti e le truppe coloniali francesi. Suo nonno e suo padre erano esperti in letteratura musulmana, maestri di scuole coraniche.
A 13 anni, ha visto il suo villaggio saccheggiato e incendiato, suo nonno ucciso da un capo di guerra musulmano. Egli e suo padre furono deportati a Nioro del Sahel. Ricevette la sua formazione spirituale musulmana in famiglia.
Molto giovane, si presentava come un pio musulmano, amante della pace, avversario della violenza. Ormai adulto si sentì investito di una missione: formare dei discepoli. Dopo la sconfitta dell’esercito wolof, per opera delle truppe francesi nel 1886, riunì, nel Baol, il cuore del Senegal, numerosi discepoli di ogni condizione sociale: vecchi schiavi, liberi contadini, antichi nobili e guerrieri “pagani” e anche dei wolof già islamizzati.
Con l’aiuto di un vecchio nobile guerriero, Cheik Ibra Fall, totalmente dedicato a Amadu Bamba, nasce, si sviluppa e si organizza la Confraternita dei Muridi, fra coloro che la sconfitta aveva disorientato.
I discepoli erano organizzati in unità di lavoro per la coltivazione, prima di tutto del miglio e poi delle arachidi. Il loro numero aumentò rapidamente.
Questo preoccupava le autorità francesi che temevano un movimento di rivolta tanto che finirono per arrestarlo nel 1895 e deportarlo nel Gabon fino al 1902.
Egli profittò di questo periodo d’esilio e di isolamento per pregare e scrivere. In seguito venne messo agli arresti domiciliari in Mauritania, dal 1903 al 1907, e poi nel Senegal fino al 1912.
Queste tribolazioni, con i racconti della sua pazienza nella prova, anche dei suoi miracoli, aumentarono il suo prestigio in mezzo alla popolazione e accrebbero la sua fama di santità e di martire. Solo nel 1913 potè ritornare nel paese wolof, a Djourbel, dove continuò il suo insegnamento.
Qui morì il 19 luglio 1927, senza la soddisfazione di avere il permesso di risiedere a Touba dove voleva costruire il suo centro e una grande moschea.
Questo luogo, secondo le tradizioni muridiste, gli era stato indicato per rivelazione. Tuttavia, secondo il suo desiderio, qui fu sepolto.

 

L’insegnamento di Amadu Bamba:

Il suo insegnamento è conosciuto attraverso i suoi scritti, per lo più poemi in lingua araba, di una lunghezza che va da qualche centinaio a qualche migliaio di versi (41 sono stati recensiti, stampati e studiati). Amadu Bamba è un puro prodotto dell’islam africano poichè non ha mai fatto il pellegrinaggio ai Luoghi Santi dell’Islam, e non è mai stato allievo di un maestro arabo dell’Africa del Nord o del Vicino e del Medio-Oriente.
I suoi soli maestri furono Senegalesi e Mauritani. I suoi scritti rivelano un uomo dalla fede incrollabile, piena di tenerezza, senza ricerca metafisica, un uomo di cuore, un uomo di Dio, desideroso di adorarLo, ma anche un uomo pieno di slanci passionali verso il Profeta Maometto. Egli stesso si definì: “Io sono diventato il servo dell’Inviato di Dio”. Il suo insegnamento potrebbe essere riassunto in questa frase: “Ho scelto Dio come maestro, l’Islam come religione, e Nostro Signore Maometto come profeta.” Non è un mistico nel vero senso della parola.
Il suo scopo è quello di vivere conformemente alla Parola di Dio e all’esempio del profeta. Il suo insegnamento vuole essere pratico: fare conoscere l’islam più ortodosso e portare i suoi discepoli ad adorare Dio, a servirlo, ad avere una vita interiore dominata dalla sua onnipresenza, seguendo in tutto il Profeta.
E’ educatore della fede, quando insegna così l’Islam, e un moralista quando esorta a vivere secondo i dettami della legge.

 

Organizzazione e riti propri

La specificità del Muridismo sta nella relazione privilegiata che esiste fra il Maestro (Cheikh) e il discepolo (Taalibe).
La dipendenza del discepolo dal Maestro è spinta all’estremo: “La verità è nell’amore per il proprio Cheikh, e ovunque, nell’obbedienza ai suoi ordini, senza opporre la ben che minima resistenza, anche interiormente. Bisogna rinunciare al proprio libero arbitrio, perchè il pensiero del Maestro (Cheikh) è inattaccabile.” scrive Amadu Bamba.
Questa relazione privilegiata riprende le relazioni di dipendenza e di clientela che esistevano nelle antiche relazioni sociali wolof. Il Maestro diventa l’intermediario fra il fedele e Dio. Inoltre, fin dall’inizio, il discepolo Ibra Fall organizza la Confraternita in una società molto gerarchica.
I primi giovani discepoli vengono messi in comunità di lavoro agricolo (In Daara: dall’arabo “dâ’irat: cerchio), sotto la direzione di un Maestro che assicura la preghiera, dispensando quelli che coltivano e producono, e dà loro l’insegnamento.
Tutti i Muridi si riuniscono ogni anno per il grande pellegrinaggio (detto il “grande Magal”) a Touba dove pregano nella grande moschea, sulla tomba del Fondatore, rendono visita al Califfo generale, successore di Amadu Bamba e ai vari Maestri (Cheikh) ai quali portano le loro offerte.

 

Importanza politica ed economica della Confraternita:

Inizialmente strumento di resistenza passiva alla colonizzazione, poi struttura di compromesso e di cooperazione con la medesima (specialmente per la coltura dell’arachide), a partire dall’indipendenza del Senegal, è diventata influente nella vita politica di questo paese, come l’altra grande Confraternita della Tidjaniyya.
Nessun uomo politico, deputato o presidente, può essere eletto se non è riconosciuto dai Maestri della Confraternita. I Muridi votano secondo gli ordini ricevuti.
Tramite le “daara”, i Muridi hanno contribuito allo sviluppo della coltura dell’arachide. Purtroppo hanno contribuito anche al disboscamento e alla desertificazione di grandi estensioni di terreno.
Le “daara”, che all’inizio erano comunità agricole, durante e dopo gli anni della grande siccità, intorno agli anni 1973, divennero commerciali... prima sul piano nazionale senegalese ed ora una vera catena internazionale: da New-York a Hong-Kong, passando per l’Europa: Parigi, Bruxelles e l’Italia.
Giovani discepoli (Taalibe) sono inviati per vendere e acquistare in grandi città, dove vivono in comunità, a carico della Confraternita per la quale lavorano.
Un grande mercato di “import-export” esclusivamente muride funziona attraverso la catena di queste comunità di lavoro nel mondo, con il proprio circuito finanziario e i suoi sistemi di spedizione.
Possiamo incontrarli fra i giovani senegalesi mercanti ambulanti, venditori di “artigianato africano” o altre cose, che circolano nelle nostre città.
Questi “Taalibe” (discepoli) lavorano per il loro Maestro (Cheikh), ma possono contare sulla solidarietà della Confraternita e sanno che questo Maestro non li lascerà mai soli in questa vita, e che, per suo tramite riceveranno la benedizione di Amadu Bamba e avranno accesso al Paradiso.